{"id":48144,"date":"2021-11-01T13:01:44","date_gmt":"2021-11-01T12:01:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=48144"},"modified":"2021-11-01T13:01:44","modified_gmt":"2021-11-01T12:01:44","slug":"x-conferenza-ministeriale-nairobi-14-19-dicembre-2015","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/temi\/politica_commerciale\/organizzazione-mondiale-del-commercio\/x-conferenza-ministeriale-nairobi-14-19-dicembre-2015\/","title":{"rendered":"X Conferenza Ministeriale (Nairobi, 14 \u2013 19 dicembre 2015)"},"content":{"rendered":"<p>La X Conferenza ministeriale dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio si \u00e8 svolta a Nairobi dal 14 al 19 dicembre 2015.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha partecipato con una delegazione interministeriale composta dal Direttore Generale della Direzione Generale Politica Commerciale Internazionale, Avv. Teti, da dirigenti e funzionari dello stesso Ministero, del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Istituzionale, e guidata dall\u2019allora Vice Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, il quale ha svolto anche la funzione di Vice Presidente.<\/p>\n<p>La Conferenza si \u00e8 conclusa con un parziale quanto insperato successo, considerate le difficolt\u00e0 sostanziali oltrech\u00e9 logistico-organizzative che hanno caratterizzato il negoziato. Si tratta di una conclusione certamente positiva, anzitutto perch\u00e9 l\u2019Organizzazione ginevrina non ne esce indebolita e delegittimata, ma anzi la sua centralit\u00e0 nel sistema del commercio internazionale \u00e8 riaffermata nel testo della Dichiarazione, adottata a conclusione della Conferenza il 19 dicembre.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la Conferenza di Nairobi rappresenta un successo anche per la flessibilit\u00e0 mostrata dalle delegazioni ministeriali dei principali Paesi (India, Cuba, Brasile, Stati Uniti, e in misura minore l\u2019UE) le quali, dopo lunghe negoziazioni, hanno approvato un mini-pacchetto di deliverables.<\/p>\n<p>In terzo luogo, la Conferenza registra \u2013 e celebra ampiamente \u2013 il completamento delle procedure di adesione di due nuovi membri, la Liberia e l\u2019Afghanistan, due Paesi Meno Sviluppati.<\/p>\n<p>La centralit\u00e0 dello sviluppo, gli specifici bisogni dei Paesi in Via di Sviluppo e dei Paesi Meno Sviluppati, l\u2019impegno di tutta la membership a rinnovare ogni sforzo per colmare le distanze esistenti tra questi e i Paesi Avanzati, il ruolo dell\u2019OMC nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030, tutti temi di diretta o mediata eredit\u00e0 di Doha, trovano nella Dichiarazione di Nairobi una riaffermazione piena.<\/p>\n<p>Il tema della trasparenza e dell\u2019inclusione merita un cenno particolare. A Ginevra, e ancor pi\u00f9 a Nairobi, i negoziati sulla Dichiarazione e quelli sui deliverables sono stati condotti in gruppi molto ristretti e solo ad un certo grado di avanzamento presentati all\u2019intera membership per essere accettati o rifiutati. Questo metodo di lavoro e lo scarso coordinamento nella diffusione delle informazioni hanno creato incertezza e scontento tra i paesi non inclusi in questi gruppi ristretti.<\/p>\n<p>Il pacchetto di Nairobi, sul quale il consenso \u00e8 stato possibile, comprende una serie di decisioni su agricoltura, tema fondamentale in questa trattativa, e sviluppo. Il mini-pacchetto raggiunto in agricoltura ha scongiurato il rischio di mettere in crisi la stessa esistenza dell&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio. Nel volet agricolo, nell\u2019ambito dell\u2019Agenda di Sviluppo di Doha, sono comprese le decisioni ministeriali sulla concorrenza all&#8217;esportazione, sul meccanismo di salvaguardia speciale per i Paesi in Via di Sviluppo e la decisione sullo stoccaggio pubblico per ragioni di sicurezza alimentare. Per quanto concerne il volet sviluppo dei Paesi Meno Sviluppati, sono state prese le decisioni ministeriali sul Cotone, sulle Regole di Origine Preferenziali per questi paesi e sull\u2019attuazione del Trattamento Preferenziale in favore dei loro fornitori di servizi.<br \/>\nTre decisioni ministeriali, gi\u00e0 concordate a Ginevra, sul programma di lavoro per le Piccole Economie, sul Commercio Elettronico e su alcuni temi inerenti l\u2019Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale (TRIPS) completano il pacchetto.<\/p>\n<p>Il pacchetto di Nairobi rappresenta il miglior compromesso possibile in questa fase storica, stanti le notevoli linee rosse dei membri, le contrapposizioni tra Paesi Avanzati e Paesi in Via di Sviluppo, la difficolt\u00e0 di differenziare gli emergenti all\u2019interno di quest\u2019ultimo gruppo, la volont\u00e0 di offrire delle misure vantaggiose per i Paesi Meno Sviluppati.<\/p>\n<p>Nel corso della conferenza inoltre \u00e8 stato firmato l\u2019ampliamento dell\u2019accordo Information Technology Agreement (ITA), il cosiddetto ITA2, un accordo plurilaterale che si prefigge di eliminare i dazi doganali su beni ad alto contenuto tecnologico, quali impianti e sistemi Hi-Fi, cellulari, autoradio digitali, telecamere TV e box TV digitali. I benefici dell\u2019accordo si ripercuoteranno su tutta la membership attraverso la clausola della \u201cnazione pi\u00f9 favorita\u201d (MFN).<\/p>\n<p>I Paesi membri che hanno aderito all\u2019 ITA2 sono 25 (53 se si considerano anche i singoli Stati membri UE, gli Stati Uniti, la Cina). L\u2019accordo prevede l\u2019azzeramento dei dazi su 201 linee tariffarie, di cui la maggior parte all\u2019entrata in vigore e le altre con staging di 3, 5 e 7 anni.<\/p>\n<p>L\u2019accordo prevede anche un impegno, da parte dei firmatari, a ridurre le Barriere Non Tariffarie (BNT) sui prodotti dell\u2019Information Technology e a rivedere l\u2019elenco dei prodotti coperti dall\u2019estensione dell\u2019ITA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La X Conferenza ministeriale dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio si \u00e8 svolta a Nairobi dal 14 al 19 dicembre 2015. 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