{"id":70510,"date":"2022-01-24T12:29:53","date_gmt":"2022-01-24T11:29:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=70510"},"modified":"2022-08-22T16:13:28","modified_gmt":"2022-08-22T14:13:28","slug":"semestre-di-presidenza-2014","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/politica_europea\/italia_in_ue\/semestre-di-presidenza-2014\/","title":{"rendered":"Semestre di Presidenza 2014"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia ha guidato i lavori del Consiglio dei Ministri dell\u2019Unione europea gi\u00e0 undici volte a partire dal 1957, anno della firma dei Trattati di Roma. L\u2019ultima Presidenza italiana di turno del Consiglio UE si \u00e8 svolta dal 1 luglio al 31 dicembre 2014.<\/p>\n<p>Il primo risultato di rilievo della Presidenza italiana 2014 \u00e8 stato quello di aver contribuito ad una <strong>transizione istituzionale <\/strong>senza criticit\u00e0 e nei tempi stabiliti: un <strong>nuovo Parlamento<\/strong> dal 1\u00b0 luglio, la <strong>Commissione Juncker<\/strong> in servizio dal 1\u00b0 novembre ed il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk al lavoro dal 1\u00b0 dicembre.<\/p>\n<p>La Presidenza italiana ha dovuto far fronte alle difficolt\u00e0 di <strong>rilanciare la crescita<\/strong> cambiando la direzione di politiche europee focalizzate soltanto sulla disciplina di bilancio. <strong>Crescita e investimento<\/strong> sono diventate le nuove parole chiave del dibattito europeo. La Presidenza italiana ha promosso passi avanti decisivi nella definizione e adozione del \u201c<strong>piano Juncker<\/strong>\u201d da parte del Consiglio europeo di dicembre, grazie, in particolare, all\u2019Accordo ottenuto al Consiglio Ecofin del 14 ottobre\u00a0 su \u201c<strong>misure a sostegno degli investimenti in Europa<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Sul fronte internazionale, durante il semestre di Presidenza italiana, l\u2019Unione ha dovuto far fronte a numerosi scenari di instabilit\u00e0 e l\u2019Italia ha lavorato a fianco delle Istituzioni europee per <strong>rafforzare il ruolo dell\u2019UE sulla scena internazionale<\/strong>, dal Mediterraneo ai confini orientali.<\/p>\n<p>I <strong>diritti umani e le libert\u00e0 fondamentali<\/strong> sono stati in primo piano durante il semestre di Presidenza italiana: a dicembre, il Consiglio ha conseguito un accordo sull\u2019avvio di un dialogo annuale tra gli Stati membri nel Consiglio per promuovere e salvaguardare il <strong>rispetto dello Stato di Diritto<\/strong> nell\u2019Unione.<\/p>\n<p>La Presidenza italiana si \u00e8 impegnata per raggiungere un accordo sul nuovo <strong>Quadro Clima-Energia 2030<\/strong>, al fine di ottenere il consenso sugli aspetti prioritari di una strategia ambiziosa e conveniente, funzionale all\u2019accordo che poi si sarebbe raggiunto alla COP21 di \u00a0Parigi e che potesse centrare gli obiettivi europei di lungo periodo sulla de-carbonizzazione, garantendo al contempo l\u2019equilibrio tra obiettivi, impegni e relativi costi. L\u2019accordo raggiunto dal <strong>Consiglio europeo del 23-24 ottobre 2014 <\/strong>ha rappresentato un <strong>significativo successo<\/strong>, con l\u2019individuazione degli obiettivi europei in termini di riduzione delle emissioni (40%), energie rinnovabili (27%) e aumento dell\u2019efficienza energetica (27%). L\u2019UE ha cos\u00ec potuto giocare un ruolo guida nelle successive Conferenze della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.<\/p>\n<p>La Presidenza italiana ha svolto un\u2018intensa attivit\u00e0 protesa al maggiore coinvolgimento dell\u2018Unione europea e degli altri Stati membri nella <strong>gestione dei flussi migratori<\/strong>. Una priorit\u00e0 ha riguardato la risposta alle pressioni migratorie in maniera strutturata, sostenibile e con un approccio europeo, andando oltre le misure immediate di emergenza. L\u2019impegno italiano ha quindi portato ad una rinnovata, comune consapevolezza che tutte le <strong>frontiere esterne degli Stati membri UE<\/strong> rappresentano una frontiera comune. In tale contesto, alla prima linea d\u2019azione si lega il lancio dell\u2019<strong>operazione Triton<\/strong>: un\u2019operazione di presidio delle frontiere marittime, in cui si riconosce che le frontiere a trenta miglia delle coste italiane sono frontiere di tutti gli europei, condotta sotto l\u2019egida di una Frontex \u201crafforzata\u201c. Inoltre, il Consiglio (riunitosi per la prima volta nel formato jumbo comprensivo dei Ministri degli Esteri e degli Interni) ha affermato l\u2019importanza di una maggiore integrazione tra la <strong>dimensione interna ed esterna delle politiche migratorie<\/strong>, attraverso un approfondimento del dialogo con i Paesi terzi di origine e di transito. In questo spirito, la Presidenza italiana ha organizzato una serie di riunioni ministeriali sui temi migratori: in particolare, la Quarta Conferenza ministeriale euro-africana con i Paesi dell\u2019Africa nord-occidentale su Migrazione e Sviluppo nel quadro del \u201c<strong>Processo di Rabat<\/strong>\u201d e la Prima Conferenza Ministeriale del \u201c<strong>Processo di Khartoum<\/strong>\u201d con i Paesi dell\u2019Africa orientale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia ha guidato i lavori del Consiglio dei Ministri dell\u2019Unione europea gi\u00e0 undici volte a partire dal 1957, anno della firma dei Trattati di Roma. L\u2019ultima Presidenza italiana di turno del Consiglio UE si \u00e8 svolta dal 1 luglio al 31 dicembre 2014. 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