{"id":104559,"date":"2023-08-23T09:49:25","date_gmt":"2023-08-23T07:49:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=104559"},"modified":"2023-08-23T09:49:25","modified_gmt":"2023-08-23T07:49:25","slug":"tajani-in-ucraina-cerchiamo-una-pace-giusta-grazie-a-noi-lue-e-in-tunisia-il-sussidiario-net","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2023\/08\/tajani-in-ucraina-cerchiamo-una-pace-giusta-grazie-a-noi-lue-e-in-tunisia-il-sussidiario-net\/","title":{"rendered":"Tajani: in Ucraina cerchiamo una pace giusta, grazie a noi l\u2019Ue \u00e8 in Tunisia (il Sussidiario.net)"},"content":{"rendered":"<p>La\u00a0guerra in Ucraina, le sfide del Mediterraneo per\u00a0stabilizzare Libia e Tunisia, i Balcani, ma anche i rapporti con l\u2019India e la presenza in tutta l\u2019area dell\u2019Indo-Pacifico. E poi ancora: le relazioni con il Giappone, la Corea del Sud, i Paesi del Golfo Persico. La politica estera italiana sta conoscendo un nuovo rilancio che vede il Governo Meloni impegnato su pi\u00f9 fronti. Una strategia che cerca di dare all\u2019Italia una rinnovata proiezione politica, forte della sua alleanza con gli Usa e della presenza nella Nato, che proprio nel vertice tenuto a Vilnius a luglio ha indicato nell\u2019area che va dal Nord Africa al Sahel fino al Medio Oriente una zona strategica per il governo di Roma.<\/p>\n<p>Di questi temi, ma anche delle prospettive politiche dell\u2019Unione Europea, parla\u00a0Antonio Tajani,\u00a0<em>ministro degli Affari esteri del Governo Meloni<\/em>, che partecipa oggi al Meeting all\u2019incontro \u201cLe nostre comuni sfide con\u00a0l\u2019Africa\u201d, cui parteciper\u00e0 anche Cindy Hensley McCain, Executive director of the World Food Programme.<\/p>\n<p><strong>La guerra in Ucraina rimane il tema centrale della politica estera in Europa: come potranno intrecciarsi in maniera virtuosa i negoziati per la crisi del grano e\u00a0le missioni del cardinale Zuppi\u00a0per giungere a una possibile svolta di pace?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 in prima linea nella ricerca di una pace \u201cgiusta\u201d in Ucraina. Sosteniamo Kiev con aiuti umanitari, economici e militari, con l\u2019obiettivo di creare le condizioni per cui l\u2019Ucraina possa sedersi al tavolo negoziale senza dover accettare imposizioni. Avviare un percorso negoziale che sia accettabile per Kiev \u00e8 di fondamentale importanza e, in questo senso, guardiamo con grande interesse e attenzione alle varie iniziative che sono in campo, in particolare a quella voluta dal Santo Padre. Apprezziamo e accompagniamo da vicino il lavoro che sta facendo il cardinale Zuppi, soprattutto per l\u2019apertura di canali umanitari per favorire il rientro di bambini ucraini trasferiti in Russia e lo scambio di prigionieri. Allo stesso tempo la pace sembra ancora lontana.<\/p>\n<p><strong>Infatti le possibilit\u00e0 di dialogo tra russi e ucraini sembrano molto ridotte in questo momento.<\/strong><\/p>\n<p>Per questo \u00e8 importante cercare di allargare quanto pi\u00f9 possibile gli spazi della diplomazia, favorendo il dialogo su questioni di grande importanza come, ad esempio, quella del ripristino dell\u2019operativit\u00e0 dei corridoi verdi per il grano. L\u2019Italia sostiene con convinzione gli sforzi delle Nazioni Unite e della Turchia su questo tema. E di sicuro sosteniamo un ruolo sempre pi\u00f9 attivo e incisivo dell\u2019Unione Europea nella ricerca di canali di dialogo che portino al riconoscimento dei diritti dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi mesi l\u2019azione di politica estera del Governo Meloni \u00e8 stata molto intensa. La presidente del Consiglio \u00e8 rientrata di recente da una visita alla Casa Bianca che \u00e8 stata giudicata di notevole successo. L\u2019Italia pu\u00f2 giocare davvero un ruolo di player globale?<\/strong><\/p>\n<p>Questo Governo non ha mai avuto dubbi sul fatto che l\u2019Italia pu\u00f2 e deve giocare come un importante attore globale. \u00c8 un ruolo che ci viene riconosciuto dagli Stati Uniti e dagli altri partner, che vedono in noi un alleato solido e credibile e riconoscono il nostro impegno ad accrescere il ruolo dell\u2019Italia anche in regioni e in aree in cui, per motivi storici o geografici, la nostra influenza \u00e8 stata finora limitata. La visita del presidente del Consiglio negli Stati Uniti si \u00e8 svolta in una fase di straordinaria convergenza fra Italia e Usa sui principali dossier internazionali e, pi\u00f9 in generale, su tutti i temi che definiscono l\u2019identit\u00e0 stessa del rapporto transatlantico, dalle sfide globali alle crisi regionali. I nostri amici e alleati americani guardano con interesse e apprezzamento all\u2019operato del nostro Governo. Oltre a tutelare i propri interessi nazionali, l\u2019Italia sta dando il proprio contributo a 360 gradi, in tutti i settori rilevanti e a tutti i livelli, per la difesa e la promozione dei valori condivisi quali la democrazia, la libert\u00e0 e i diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia sta affrontando una fase di maggiore presenza in settori chiave come il Mediterraneo. Il Governo ha sostenuto con forza l\u2019accordo della Ue con la Tunisia. Quali sono le caratteristiche di questa intesa?<\/strong><\/p>\n<p>Il Memorandum Ue-Tunisia costituisce una risposta collettiva dell\u2019Europa, e non solo dell\u2019Italia, alla crisi tunisina. Questo \u00e8 Il vero valore aggiunto di quel modello. Grazie al Governo italiano, le istituzioni europee hanno compreso che agire in Tunisia era nell\u2019interesse di tutti e 27 i Paesi membri, perch\u00e9 si trattava di una situazione estremamente delicata, d\u2019interesse comune. L\u2019intesa ha il grande vantaggio di mettere in campo una risposta molto pi\u00f9 articolata di quanto da sola avrebbe potuto fare l\u2019Italia. Il MoU ha un approccio onnicomprensivo basato su cinque pilastri: stabilit\u00e0 macroeconomica; economia e commercio; transizione energetica verde; contatti tra persone e migrazione.<\/p>\n<p><strong>Esiste un filo ideale che unisce Vilnius al Fronte Sud del Mediterraneo e si estende fino al Sudan dove giunger\u00e0 il peso specifico del Piano Mattei. Come si distender\u00e0 la strategia italiana in Africa e in particolare in Libia?<\/strong><\/p>\n<p>Il comunicato finale del Vertice di Vilnius riconosce che le sfide alla sicurezza che provengono dal vicinato sud della Nato (dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dal Sahel) sono strettamente interconnesse. Intendiamo mantenere alta l\u2019attenzione internazionale sul Mediterraneo allargato e sull\u2019Africa e proprio l\u2019Africa sar\u00e0 uno dei temi che metteremo al centro della presidenza italiana del G7 nel 2024. La stabilizzazione della Libia \u00e8 una priorit\u00e0 per la politica estera italiana. La frammentazione del Paese ci preoccupa perch\u00e9 mette a rischio la sicurezza del nostro confine sud. L\u2019accordo politico per arrivare alle elezioni in Libia deve essere raggiunto tramite un dialogo inclusivo, dal momento che solo in questo modo sar\u00e0 possibile metterlo in pratica e assicurarsi che le istituzioni libiche abbiano la forza e la legittimit\u00e0 necessarie per assicurare la stabilizzazione sostenibile del Paese.<\/p>\n<p><strong>Il quadrante balcanico \u00e8 una regione in cui l\u2019Italia ha un interesse oggettivo a stabilit\u00e0 e progresso economico e politico. Alla luce della capacit\u00e0 di relazionarsi con tutti i players, l\u2019Italia ha organizzato conferenze di vario tipo a Firenze, Ancona, Brindisi. Quale \u00e8 la visione che spinge le vostre azioni?<\/strong><\/p>\n<p>I Balcani occidentali rappresentano una area di interesse prioritario per l\u2019Italia. La loro stabilizzazione e integrazione nell\u2019Unione Europea sono un obiettivo strategico per la nostra sicurezza nazionale. Ecco perch\u00e9 la regione \u00e8 al centro della nostra azione politica, come dimostrano le nostre numerose iniziative che l\u2019hanno vista al centro della nostra agenda di politica estera, dalla Conferenza di Trieste del 24 gennaio, dove sono state gettate le basi per questo rinnovato protagonismo italiano nella regione adriatico-balcanica, fino alla riunione ministeriale sul Corridoio VIII tenutasi a Brindisi il 27 luglio. L\u2019azione italiana si sviluppa attraverso la stretta cooperazione con Paesi alleati e membri della Ue come Croazia e Slovenia, e l\u2019impegno sul campo per assicurare pace e stabilit\u00e0, come nel caso della missione Kfor in Kosovo e Eufor-Althea in Bosnia ed Erzegovina.<\/p>\n<p><strong>Le prossime elezioni europee: l\u2019alleanza popolari-conservatori \u00e8 messa in discussione dopo lo stallo spagnolo?<\/strong><\/p>\n<p>Le elezioni spagnole\u00a0ci hanno dimostrato che il pendolo della politica in Europa va verso il Partito popolare europeo. I risultati del partito di Feij\u00f3o arrivano dopo le affermazioni dei popolari che si sono avute recentemente anche in Grecia e Finlandia. Vincono le forze serie, credibili, che si riconoscono in valori certi e che offrono una prospettiva di governo responsabile e affidabile. Continuiamo a lavorare perch\u00e9 alle prossime elezioni europee si concretizzi la prospettiva di una maggioranza di centrodestra, con popolari, conservatori e liberali, la stessa maggioranza che peraltro che mi port\u00f2 a guidare il Parlamento europeo nel 2017.<\/p>\n<p><strong>Come sta elaborando l\u2019Italia l\u2019impegno nell\u2019Indo-Pacifico, anche alla luce di interlocuzioni con Paesi chiave come l\u2019India e il Giappone?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia punta a rafforzare la propria presenza all\u2019Indo-Pacifico, una macroregione che ha un ruolo chiave per lo sviluppo economico globale e che assume importanza cruciale anche per le tensioni geopolitiche da cui \u00e8 attraversata. Con i nostri partner lavoriamo per un Indo-Pacifico libero, aperto e prospero, in cui siano garantite la sicurezza delle rotte commerciali e la libert\u00e0 di navigazione.\u00a0La campagna del pattugliatore Morosini\u00a0della Marina militare costituisce un segnale tangibile del nostro impegno in tal senso.<\/p>\n<p><strong>Quindi quali sono gli obiettivi che state perseguendo nell\u2019area?<\/strong><\/p>\n<p>Oltre a rafforzare i partenariati con le principali organizzazioni regionali, e in particolare con l\u2019Asean, la nostra azione nella regione punta ad approfondire i rapporti con alcuni Paesi d\u2019importanza strategica. Penso al Giappone, partner con cui abbiamo elevato le relazioni bilaterali a partenariato strategico e con cui stiamo rafforzando la cooperazione in diversi ambiti, alla Corea del Sud, con cui esistono profonde convergenze, e all\u2019India, anch\u2019essa diventata un nostro partner strategico dopo la visita che abbiamo effettuato col presidente del Consiglio a Nuova Delhi nel marzo scorso.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019ultimo\u00a0Consiglio di Difesa\u00a0si \u00e8 parlato espressamente di strategia italiana di sicurezza nazionale: cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attuale situazione internazionale pone numerose sfide, vecchie e nuove, tra loro eterogenee e in parte diverse rispetto a quelle tradizionalmente ricomprese nel perimetro convenzionale della sicurezza e difesa. Questa realt\u00e0 ci impone un approccio coordinato. Ci\u00f2 si deve tradurre nella messa a punto di una strategia nazionale di politica estera e di sicurezza che individui le priorit\u00e0 della nostra azione e offra direttrici integrate per i diversi soggetti di politica estera. Questa strategia dev\u2019essere il frutto di una estesa consultazione tra le diverse amministrazioni dello Stato interessate, a partire dai ministeri degli Esteri e della Difesa, ma che coinvolga anche soggetti privati e della societ\u00e0 civile a vario titolo interessati.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia e i partner del Golfo Persico: come incrementare relazioni e alleanze in un settore chiave della geopolitica mondiale?<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro Paese \u00e8 riconosciuto nella regione come un interlocutore credibile, senza agende nascoste, impegnato a favore della stabilit\u00e0 e nella lotta al terrorismo. Ci sono tutte le condizioni per soddisfare la crescente domanda di Italia e far crescere ulteriormente le gi\u00e0 ottime relazioni che intratteniamo con tutti i Paesi del Golfo, sia dal punto di vista economico-commerciale e degli investimenti, sia dal punto di vista del dialogo politico. Il Governo si \u00e8 adoperato, sin dal suo insediamento, per rilanciare i rapporti con i Paesi del Golfo. \u00c8 una azione che ha gi\u00e0 riscosso importanti successi, come testimoniato anche dalle presenze di altissimo livello dei nostri partner regionali alla Conferenza di Roma del 23 luglio su sviluppo e migrazione, a partire da quella del presidente degli Emirati Arabi Uniti. Dobbiamo proseguire sulla strada che gi\u00e0 stiamo percorrendo: affiancare al lavoro delle nostre aziende, che vogliamo aiutare a penetrare ancor pi\u00f9 in profondit\u00e0 in quei mercati, lo sforzo delle istituzioni nell\u2019alimentare e approfondire il dialogo e i rapporti di collaborazione politica con quei Paesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La\u00a0guerra in Ucraina, le sfide del Mediterraneo per\u00a0stabilizzare Libia e Tunisia, i Balcani, ma anche i rapporti con l\u2019India e la presenza in tutta l\u2019area dell\u2019Indo-Pacifico. E poi ancora: le relazioni con il Giappone, la Corea del Sud, i Paesi del Golfo Persico. 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