{"id":10456,"date":"2016-01-26T15:34:23","date_gmt":"2016-01-26T14:34:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/01\/emirati-arabi-uniti-spazio-italia\/"},"modified":"2016-01-26T15:34:23","modified_gmt":"2016-01-26T14:34:23","slug":"emirati-arabi-uniti-spazio-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2016\/01\/emirati-arabi-uniti-spazio-italia\/","title":{"rendered":"Emirati Arabi Uniti &#8211; Spazio: Italia in programma Emirati, obiettivo Marte"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia contribuir\u00e0 allo sviluppo del giovane ma ambizioso programma spaziale degli Emirati Arabi Uniti (Eau), che prevede tra l&#8217;altro di diventare il primo Paese arabo a raggiungere Marte con un satellite fra sei anni. Il presidente dell&#8217;Agenzia spaziale italiana (Asi), Roberto Battiston, ha firmato un accordo quadro di cooperazione con l&#8217;Agenzia emiratina oggi ad Abu Dhabi durante una missione a cui partecipano anche i rappresentanti di una decina di aziende del settore aerospaziale e delle telecomunicazioni, oltre all&#8217;astronauta Maurizio Cheli.<br \/>Gli Emirati, che hanno messo il loro primo satellite in orbita terrestre nel 2000, prevedono di lanciarne uno verso Marte nell&#8217;estate del 2020 nel quadro di un progetto in collaborazione con gli Usa. Il satellite, denominato &#8216;Hope&#8217; (&#8216;Speranza&#8217;) dovrebbe cominciare ad orbitare intorno al Pianeta Rosso l&#8217;anno successivo, in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell&#8217;indipendenza degli Eau. La missione, tuttavia, rappresenta solo il biglietto da visita di un programma molto pi\u00f9 vasto che riguarda i settori dell&#8217;analisi scientifica, delle telecomunicazioni e delle infrastrutture industriali aerospaziali.<\/p>\n<p>&#8220;A questo programma &#8211; dice Battiston &#8211; l&#8217;Italia pu\u00f2 dare un contributo importante, come terzo Paese ad avere messo in orbita un satellite dopo l&#8217;Unione Sovietica e gli Usa nel 1964 con il progetto San Marco, ed essendo attualmente il terzo Paese contribuente dell&#8217;Agenzia spaziale europea&#8221;.\u00a0 I contatti bilaterali erano in corso dal 2015 e l&#8217;Asi ha gi\u00e0 ospitato studenti emiratini per corsi di specializzazione. Ma gli altri settori in cui si svilupper\u00e0 la collaborazione saranno quelli per l&#8217;osservazione della Terra con tecniche radar e, soprattutto, le telecomunicazioni satellitari. &#8220;Un comparto dalle enormi potenzialit\u00e0 di sviluppo &#8211; sottolinea Battiston &#8211; perch\u00e9 si occupa dei sistemi di controllo di tutti i veicoli automatici, dai droni alle navi, alle auto senza conducente&#8221;. <br \/>Per rappresentare il sistema aerospaziale italiano l&#8217;Ambasciatore Liborio Stellino ha invitato ad Abu Dhabi anche Maurizio Cheli, che nel 1996 fu il secondo italiano a partecipare ad una missione nello spazio con lo Shuttle, dopo Franco Malerba quattro anni prima. Domani Battiston e Cheli terranno due lezioni agli studenti della Higher College of Technology.\u00a0 La missione italiana e l&#8217;accordo con l&#8217;agenzia spaziale emiratina, sottolinea Stellino, servono a diversificare le prospettive di cooperazione con gli Eau grazie alle &#8220;potenzialit\u00e0 insite in settori ad alta tecnologia in cui l&#8217;Italia vanta un&#8217;enorme esperienza internazionale&#8221;, e anche &#8220;a fungere da traino per il nostro settore industriale&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Italia contribuir\u00e0 allo sviluppo del giovane ma ambizioso programma spaziale degli Emirati Arabi Uniti (Eau), che prevede tra l&#8217;altro di diventare il primo Paese arabo a raggiungere Marte con un satellite fra sei anni. 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