{"id":105385,"date":"2023-09-18T12:59:22","date_gmt":"2023-09-18T10:59:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=105385"},"modified":"2023-09-18T12:59:22","modified_gmt":"2023-09-18T10:59:22","slug":"tajani-matteo-ognuno-ha-le-sue-idee-io-e-giorgia-siamo-per-la-diplomazia-la-stampa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2023\/09\/tajani-matteo-ognuno-ha-le-sue-idee-io-e-giorgia-siamo-per-la-diplomazia-la-stampa-2\/","title":{"rendered":"Tajani: \u00abMatteo? Ognuno ha le sue idee. Io e Giorgia siamo per la diplomazia\u00bb (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano Mattei non esiste senza un robusto aiuto internazionale, e senza il cappello dell\u2019Onu. Semplicemente perch\u00e9 l\u2019Italia non ha i soldi per implementare il grande disegno di rinascita dell\u2019Africa a cui, dal primo giorno a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha affidato le speranze di fermare l\u2019epocale flusso di migranti provenienti dal Mediterraneo. Questa \u00e8 in estrema sintesi la conclusione a cui \u00e8 giunto il governo prima dell\u2019arrivo di Meloni a New York, dove sbarcher\u00e0 questa sera, per il suo debutto da presidente del Consiglio all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di lei \u00e8 arrivato Antonio Tajani. Il vicepremier e ministro degli Esteri si \u00e8 coordinato con la premier sulla strategia da adottare. \u00abIl tema dell\u2019immigrazione non pu\u00f2 essere risolto solo dall\u2019Europa\u00bb dice alla <em>Stampa<\/em> da New York. Meloni far\u00e0 il suo ingresso al Palazzo di Vetro tra la 44th Street e 1st Avenue con la proposta a cui ha lavorato Tajani. Un <em>paper<\/em> che contiene le linee di azione di un piano per l\u2019Africa, con l\u2019idea di rendere il pi\u00f9 concreto possibile un programma multilaterale di intervento nel continente lacerato dalla crisi alimentare e dai colpi di Stato che hanno colpito la striscia del Sahel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meloni ne parler\u00e0 con il segretario generale dell\u2019Onu Antonio Guterres, che vedr\u00e0 mercoled\u00ec pomeriggio, prima dell\u2019intervento all\u2019Assemblea previsto per la sera. La premier si \u00e8 convinta che l\u2019Unione europea non basti e che vada creata una piattaforma politica in sede Onu. A Guterres illustrer\u00e0 un quadro che si \u00e8 fatto drammatico e che rende necessaria la collaborazione di pi\u00f9 attori. Servono soldi, progetti, finanziamenti. \u00abServe un maggiore coinvolgimento dell\u2019Onu\u00bb ha ammesso ieri la premier da Lampedusa. Una missione. Anzi, di pi\u00f9: \u00abUn piano Marshall per l\u2019Africa\u00bb lo definiscono alla Farnesina. Solo cos\u00ec, \u00e8 la convinzione della diplomazia italiana, si potr\u00e0 dare sostanza al Piano Mattei, che in fondo non \u00e8 mai stato chiaro cosa fosse, al di l\u00e0 di una generica definizione degli obiettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tajanj spiega come si possa facilmente puntare sulle capacit\u00e0 dell\u2019Onu, articolate \u00abattraverso le varie agenzie che sono gi\u00e0 una garanzia per la gestione di questi fenomeni\u00bb. Innanzitutto quelle che si occupano della sicurezza alimentare, che hanno sede a Roma: Fao, Ifad e World Food Program. Ma il governo spera che partecipino al piano anche Oim e Unhcr, le organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite dedicate alle migrazioni. Secondo la leader italiana la loro collaborazione sarebbe preziosa \u00abper la realizzazione di hotspot nei Paesi di transito e di origine\u00bb, punti di raccolta da dove gestire le richieste d\u2019asilo e supportare i rimpatri. Questo \u00e8 il capitolo pi\u00f9 complesso, ammettono dalla Farnesina. Innanzitutto perch\u00e9 i Paesi devono accettare la costruzione dei campi, e poi perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno di molti soldi. C\u2019\u00e8 un dialogo aperto con l\u2019Egitto, ma paradossalmente il pi\u00f9 facile da convincere potrebbe essere Kais Saied, il riluttante autocrate che regna sulla Tunisia, il vero pozzo nero dove stanno precipitando le speranze italiane di fermare i flussi. Ormai Tajani sembra riporre poche speranze sul via libera in breve tempo dei circa 2 miliardi del Fondo monetario internazionale. \u00abSi deve pensare a un accordo svincolato da quello tra Tunisi e Fmi\u00bb. Saied non vuole saperne delle riforme richieste (a partire dai tagli del mostruoso apparato pubblico di Tunisi) e il Fondo non ci sta a mettere soldi in un vaso bucato. Per questo, Meloni ha scommesso tutto sulla Ue e sull\u2019aiuto di Ursula von der Leyen. Mentre i sauditi hanno staccato gi\u00e0 un assegno da 500 milioni di dollari per Tunisi, Saied ancora attende i 250 milioni di euro promessi da Bruxelles. Soldi che, pensa Meloni, servirebbero a placarlo e a convincerlo a trattare sulle riforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La razionalizzazione delle risorse \u00e8 l\u2019altro grande obiettivo che si pone la premier a NewYork. Stando al piano italiano, l\u2019Onu potr\u00e0 incaricarsi della regia dei finanziamenti di altri partner interessati all\u2019area e con cui il governo di Roma gioca di sponda, come Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar. Una scelta che ha inevitabili ragioni e conseguenze geopolitiche. E questa sar\u00e0 parte del ragionamento che far\u00e0 Meloni a Guterres. L\u2019Africa fa gola ai cinesi. Pechino ha una capacit\u00e0 economica enorme ed \u00e8 uno spettatore interessato della destabilizzazione che il disastro africano pu\u00f2 provocare in Europa. Poi c\u2019\u00e8 Vladimir Putin, che potrebbe muovere altre truppe di mercenari appena il fronte ucraino necessiter\u00e0 di meno attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, Meloni ripartir\u00e0 dalle conclusioni del vertice sulle migrazioni del 23 luglio. La proposta di un piano Onu nasce anche in vista della Conferenza Italia Africa che si terr\u00e0 a Roma, a inizio novembre, allargato ai finanziatori della penisola araba. La premier vuole arrivarci con qualcosa di pi\u00f9 concreto. E dopo giorni di sfida con Matteo Salvini, intenzionato a giocarsi la campagna elettorale sulla rotta del Mediterraneo, ha capito che non pu\u00f2 abbandonare la via diplomatica. Tajani pensa che la premier non debba seguire gli umori del leghista. Non farsi trascinare su ipotesi irrealizzabili come il blocco navale o nella disfida per contendersi il voto pi\u00f9 populista di destra. \u00abVa bene il contenimento ma serve una strategia diplomatica. Si pu\u00f2 aprire al modello di una missione Sofia ma senza dimenticare le altre azioni di intervento. Come sulla Tunisia\u00bb. Ma Salvini sbaglia ad attaccare l\u2019Ue con Marine Le Pen a Pontiac, e Meloni a seguirlo? In altre parole, la premier dovrebbe seguire Tajani? \u00abSu Le Pen tutti sanno come la penso. Ognuno invita chi vuole a casa propria, e ognuno ha le sue idee e le sue strategie. Vedo per\u00f2 che Meloni a Lampedusa ha parlato di Onu e di Europa. Ha le idee chiare e con me parla perch\u00e9 sono ministro degli Esteri\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Piano Mattei non esiste senza un robusto aiuto internazionale, e senza il cappello dell\u2019Onu. 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