{"id":10652,"date":"2014-12-12T17:38:39","date_gmt":"2014-12-12T16:38:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/12\/20141212_onu_terrorismo_int\/"},"modified":"2014-12-12T17:38:39","modified_gmt":"2014-12-12T16:38:39","slug":"20141212_onu_terrorismo_int","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2014\/12\/20141212_onu_terrorismo_int\/","title":{"rendered":"Onu &#8211; Contrasto al terrorismo internazionale &#8211; Incontro a Roma, 11-12 dicembre 2014"},"content":{"rendered":"<p><P>Un seminario internazionale di esperti dal titolo &#8220;Reintegrating Returning Foreign Terrorist Fighters, Challenges and Lessons Learned&#8221; si \u00e8 svolto alla Farnesina l&#8217;11 e 12 dicembre. L&#8217;incontro \u00e8 stato organizzato dal &#8216;United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute&#8217; (UNICRI) in collaborazione con il &#8216;Global Counter Terrorism Forum&#8217; (GCTF). I lavori sono stati aperti dall&#8217;Ambasciatore Michele Valensise, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Jonathan Lucas, direttore dell&#8217;UNICRI.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Minaccia alla pace, democrazia e sicurezza<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La portata del recente flusso di combattenti terroristi stranieri verso numerose aree di conflitto \u00e8 senza precedenti e rappresenta una minaccia sempre pi\u00f9 grande per la pace, la democrazia e la sicurezza, presentando nuove sfide per la comunit\u00e0 internazionale. I terroristi combattenti stranieri provengono da realt\u00e0 molto diverse fra loro e hanno una variet\u00e0 di differenti motivazioni e obiettivi. L&#8217;unico comune denominatore \u00e8 che rappresentano una minaccia senza confini.<\/P><br \/>\n<P>Vi \u00e8 un crescente consenso globale sul fatto che i terroristi non possono essere sconfitti o riabilitati senza interventi che affrontino la radice del problema &#8211; le ideologie e le motivazioni specifiche che stimolano livelli allarmanti di reclutamento in queste organizzazioni criminali. Tuttavia, la ricerca e l&#8217;esperienza confermano che non esiste un unico approccio efficace o appropriato nei confronti di tutti i detenuti estremisti. Al fine di contrastare il fenomeno vi \u00e8 la necessit\u00e0 di costruire strategie specifiche che integrino considerazioni sociologiche e specifiche del contesto culturale e di avvalersi di consulenti di tutte le parti interessate, comprese le agenzie statali e organizzazioni della societ\u00e0 civile, assorbendo le migliori pratiche e comprovate metodologie.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Condividere esperienze per rafforzare approccio multilaterale<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L&#8217;incontro ha affrontato la necessit\u00e0 di condividere le esperienze e conoscenze, per rafforzare l&#8217;approccio multilaterale e per inquadrare correttamente le strategie per contrastare il fenomeno come parte degli sforzi di stabilizzazione pi\u00f9 ampi nelle situazioni di conflitto.<\/P><br \/>\n<P>L&#8217;UNICRI mira a individuare gli strumenti innovativi di prevenzione e lotta alla radicalizzazione e reclutamento di terroristi, e a fornire agli Stati membri la conoscenza per rafforzare le capacit\u00e0 nazionali. UNICRI assiste gli Stati membri, su loro richiesta, nella progettazione, sviluppo e attuazione di programmi di riabilitazione e di reinserimento per gli estremisti violenti nelle carceri, a sostegno della Strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo. Il programma UNICRI promuove l&#8217;attuazione delle &#8216;Standard Minimum Rules&#8217; per il trattamento dei prigionieri nell&#8217;ambito del Memorandum di Roma sulle buone pratiche per la riabilitazione e la reintegrazione degli estremisti violenti, adottata a Istanbul nel giugno 2012 dalla riunione ministeriale del Forum Globale Antiterrorismo.<\/P><br \/>\n<P>Durante il workshop di Roma, questioni come le minacce poste dal ritorno di combattenti terroristi stranieri, meccanismi di valutazione e monitoraggio di questo fenomeno, la riabilitazione e il reinserimento nella societ\u00e0, la cooperazione internazionale e il coordinamento tra le agenzie, il trasferimento di conoscenze su questi temi, sono stati discussi con un approccio olistico che incorpora il ruolo degli Stati, organizzazioni internazionali, organizzazioni della societ\u00e0 civile, famiglie delle persone coinvolte, e social media.<\/P><br \/>\n<P>L&#8217;incontro \u00e8 stato chiuso da Antonio Bernardini, Vice Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale d&#8217;Italia e vi hanno partecipato esperti, ricercatori e rappresentanti di numerosi Paesi, tra cui Australia, Belgio, Canada, Arabia Saudita, Filippine, Paesi Bassi, Pakistan, Sri Lanka, Regno Unito e Stati Uniti.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un seminario internazionale di esperti dal titolo &#8220;Reintegrating Returning Foreign Terrorist Fighters, Challenges and Lessons Learned&#8221; si \u00e8 svolto alla Farnesina l&#8217;11 e 12 dicembre. 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