{"id":109865,"date":"2023-12-19T18:34:35","date_gmt":"2023-12-19T17:34:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=109865"},"modified":"2023-12-19T18:56:26","modified_gmt":"2023-12-19T17:56:26","slug":"messaggio-del-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-alla-conferenza-degli-ambasciatori-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2023\/12\/messaggio-del-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-alla-conferenza-degli-ambasciatori-2023\/","title":{"rendered":"Messaggio del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Conferenza degli Ambasciatori 2023"},"content":{"rendered":"<p>Buonasera a tutti,<\/p>\n<p>ringrazio il Ministro Tajani e saluto i Ministri presenti, il Segretario Generale Guariglia e tutti voi Capi Missione, che avete l\u2019onere e l\u2019onore di guidare la rete diplomatica italiana all\u2019estero. Desidero ringraziare ognuno di voi per il lavoro che fate ogni giorno, al servizio della Nazione e dell\u2019interesse nazionale italiano.<\/p>\n<p>Voi siete bandiere dell\u2019Italia, ci tengo a ribadirlo, perch\u00e9 non rappresentate voi stessi ma un\u2019intera comunit\u00e0 nazionale. Voi non rappresentate solo la nostra Patria nella sede che vi \u00e8 stata affidata ma portate sulle vostre spalle un\u2019identit\u00e0, una storia, un intero patrimonio culturale, sociale, economico. Margaret Thatcher diceva che \u201cun uomo pu\u00f2 scalare l\u2019Everest per s\u00e9 stesso, ma al vertice pianter\u00e0 la bandiera del suo Paese\u201d.<\/p>\n<p>Ecco, voi rappresentate l\u2019Italia, tutti noi. \u00c8 una grandissima responsabilit\u00e0, che fa tremare i polsi ma che riempie di senso il vostro impegno quotidiano e traccia la direzione da seguire. Voi siete la voce dell\u2019Italia nel mondo. Voi date voce all\u2019Italia con dedizione, competenza, autorevolezza. Senza risparmiarvi mai, utilizzando sempre lo strumento del dialogo per costruire nuovi rapporti e rafforzare i pi\u00f9 antichi. Dedizione che pu\u00f2 arrivare a toccare l\u2019estremo sacrificio com\u2019\u00e8 accaduto all\u2019Ambasciatore Luca Attanasio, ucciso nel compimento dei suoi doveri insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci. Tra poche settimane si celebrer\u00e0 il terzo anniversario del loro assassinio e ci tengo oggi a ricordarli e a rinnovare alle loro famiglie e ai loci cari la nostra vicinanza. L\u2019Ambasciatore Attanasio ha prestato servizio nella Repubblica Democratica del Congo, uno degli Stati pi\u00f9 grandi e popolosi del Continente africano. E lo ha fatto incarnando alcuni dei tratti distintivi della nostra diplomazia: il senso dello Stato, il dialogo e il rispetto per il proprio interlocutore, l\u2019impegno per trovare opportunit\u00e0 e vantaggi reciproci. Un approccio scevro da logiche paternalistiche e predatorie, che da sempre rende l\u2019Italia un interlocutore rispettato e apprezzato nei cinque continenti. Perch\u00e9 dalle Nazioni che ti ospitano non bisogna portare via qualcosa, ma lasciare qualcosa e costruire qualcosa insieme a loro. Questa \u00e8 la nostra visione. Ed \u00e8 anche per questo che nel mondo c\u2019\u00e8 grande domanda d\u2019Italia e le porte sono pi\u00f9 che aperte. \u00c8 un\u2019occasione di cui dobbiamo essere consapevoli e che non possiamo sprecare.<\/p>\n<p>A partire proprio dall\u2019Africa. Purtroppo, per troppi anni, in Europa e in Occidente si \u00e8 commesso l\u2019errore di guardare ai fenomeni che hanno interessato il Continente africano &#8211; una guerra, una rivolta, una carestia, l\u2019instabilit\u00e0 di questo o quel governo &#8211; come a singoli eventi legati ad una emergenza circoscritta. \u00c8 stato un errore strategico, che ci ha portati spesso ad analizzare quei fenomeni con gli occhi del momento e a dover gestire le inevitabili conseguenze sprovvisti di una progettualit\u00e0 pi\u00f9 ampia. E invece l\u2019Africa, per essere capita nel profondo, ha bisogno di uno sguardo d\u2019insieme e di una regia ad ampio spettro.<\/p>\n<p>Noi vogliamo offrire tutto questo con un grande Piano di cooperazione, sviluppo e partenariato paritario che porta il nome di un nostro grande connazionale, Enrico Mattei. La \u201cformula Mattei\u201d ha avuto successo in passato perch\u00e9 ha saputo coniugare l\u2019esigenza di una Nazione come l\u2019Italia di rendere sostenibile la sua crescita con quelle degli Stati partner di conoscere una stagione di sviluppo e progresso. Noi siamo ripartiti da quella formula per dire che noi, in Africa, non vogliamo fare la carit\u00e0, ma vogliamo aiutarla a prosperare su ci\u00f2 di cui dispone. E l\u2019Africa non \u00e8 un continente povero, ma ricchissimo, in particolare di risorse strategiche. Infatti, l\u2019Africa ha la met\u00e0 delle risorse minerarie del pianeta, tra cui abbondanti terre rare, e dispone del 65% di terreni stabili, che con adeguate tecnologie e adeguata formazione pu\u00f2 garantire autosufficienza alimentare e crescita. E poi le grandi sfide legate all\u2019adattamento ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica. L\u2019Italia si candida a diventare un ponte tra l\u2019Africa e il resto d\u2019Europa, uno snodo di energia pulita, sviluppando le infrastrutture (un esempio su tutti il progetto di interconnessione elettrica ELMED tra Italia e Tunisia) e la capacit\u00e0 di generazione necessarie, sia in Patria sia nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Temi di cui abbiamo discusso anche nella recente COP28 a Dubai \u2013 come sapete in quel forum abbiamo posto l\u2019Italia come primo contributore al Fondo Perdite e Danni con 100 milioni di euro e annunciato che il 70% del Fondo Italiano per il Clima sar\u00e0 destinato all\u2019Africa \u2013, e che torneremo ad affrontare nella prossima Conferenza Italia-Africa, in agenda per il 28 e 29 gennaio a Roma. In quell\u2019occasione presenteremo la cornice politica e le grandi direttrici di intervento del Piano Mattei: cultura e formazione; salute; agricoltura; energia; sviluppo economico e infrastrutturale; contrasto al terrorismo e ai trafficanti di esseri umani. Il Piano sar\u00e0 una piattaforma programmatica aperta, che intendiamo scrivere insieme ai protagonisti di questo processo: le Nazioni africane.<\/p>\n<p>L\u2019Africa sar\u00e0 al centro anche della Presidenza italiana del G7, che inizier\u00e0 tra meno di due settimane. Il rapporto con il Sud Globale sar\u00e0 una dei temi cardine della nostra Presidenza. Penso, in particolare, all\u2019area dell\u2019Indo-Pacifico. Fin dal nostro insediamento abbiamo rilanciato la presenza dell\u2019Italia in questo quadrante del mondo e il nostro obiettivo \u00e8 quello di sfruttare le opportunit\u00e0 che derivano dalla nostra collocazione geografica. L\u2019Italia \u00e8 una piattaforma nel Mediterraneo e il Mediterraneo \u00e8 diventato sempre di pi\u00f9 il mare di mezzo tra i due grandi spazi marittimi del globo, l\u2019Atlantico da una parte e l\u2019Indo-Pacifico dall\u2019altro. Ne \u00e8 la prova il Progetto Blue Raman, che collegher\u00e0 l&#8217;Indo-Pacifico al Mediterraneo e consentir\u00e0 ai dati, l\u2019energia delle nostre societ\u00e0 digitali, di fluire dall\u2019India all\u2019Europa attraverso l\u2019Italia e il Mediterraneo. E sono molto soddisfatta del fatto che i nostri rapporti con due protagonisti di quell\u2019area, Nuova Dehli da una parte e Tokio dall\u2019altra, siano pi\u00f9 forti e solidi che mai. Inoltre, continueremo a coltivare il dialogo e la collaborazione con la Cina, che \u00e8 un interlocutore di primaria importanza per affrontare i grandi scenari di crisi e le sfide globali, a partire dal cambiamento climatico.<\/p>\n<p>In questi mesi ho riscontrato grande aspettativa per la Presidenza italiana del G7, e noi siamo pronti a non deludere le attese.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, il G7 ha assunto un ruolo sempre pi\u00f9 importante nella difesa dei valori democratici, nella tutela del sistema internazionale basato sulle regole e nella capacit\u00e0 di far fronte alle sfide del nostro tempo. Nessuno avrebbe mai immaginato che nel 2024 sarebbe tornato d\u2019attualit\u00e0 il rispetto dell\u2019ordine internazionale basato sulla forza del diritto e non sul diritto del pi\u00f9 forte. Un sistema messo in discussione dalla scelta scellerata di un Membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Federazione Russa, di calpestare i principi base della Carta ONU: il no all\u2019uso della forza nelle relazioni internazionali e l\u2019inviolabilit\u00e0 dell\u2019integrit\u00e0 territoriale e dell\u2019indipendenza politica di un altro Stato. Noi siamo convinti che in Ucraina si stabilisca se il futuro sar\u00e0 di pace o di guerra, se sar\u00e0 basato sulle regole del diritto internazionale o sul caos. Purtroppo, abbiamo gi\u00e0 cominciato a vedere le conseguenze nei diversi focolai di conflitto accesi in giro per il mondo. Dalla crescente instabilit\u00e0 nel Sahel fino all\u2019America Latina, con l\u2019annuncio del Venezuela di voler annettere unilateralmente il 70% della Guyana.<\/p>\n<p>Senza dimenticare il conflitto in Medio Oriente, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 che ragionevole sostenere che sulla scelta di Hamas di sferrare l\u2019orribile attacco del 7 ottobre contro Israele abbia influito il disordine mondiale innescato dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina. Anche per questo, \u00e8 necessario continuare ad opporci, con tutte le nostre forze, all\u2019aggressione della Russia, perch\u00e9 dalla difesa della sovranit\u00e0 e dell\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina dipende la salvaguardia dell\u2019ordine internazionale basato sulle regole.<\/p>\n<p>Il conflitto in Medio Oriente rimane, ovviamente, in cima alla nostra agenda. Tutti noi sosteniamo il diritto di Israele alla propria esistenza e alla propria sicurezza, cos\u00ec come siamo concordi nel dire che \u00e8 necessario proteggere la vita dei civili, sia israeliani che palestinesi. La popolazione civile di Gaza \u00e8 vittima di Hamas e per questo \u00e8 necessario intensificare l\u2019impegno umanitario. L\u2019Italia ha inviato due voli di aiuti e la nave militare Vulcano \u00e8 attraccata nel porto egiziano di El Arish per la cura dei palestinesi feriti, in particolare minori. E stiamo inviando medici pediatri negli ospedali emiratini per curare i minori che continuano ad affluire da Gaza. Dobbiamo aumentare il sostegno all\u2019Autorit\u00e0 Palestinese, che ha un ruolo cruciale per qualunque processo politico e per una soluzione di lungo periodo sul modello \u201cdue popoli e due Stati\u201d. Crediamo che la comunit\u00e0 internazionale debba lavorare e dare ogni possibile supporto per aiutare Gaza nella fase post conflitto per costruire un futuro libero da Hamas e da altre organizzazioni integraliste che lucrano sul legittimo desiderio del popolo palestinese di autodeterminarsi.<\/p>\n<p>Nell\u2019agenda della Presidenza italiana del G7 trover\u00e0 spazio anche la sicurezza delle catene di approvvigionamento, che abbiamo scoperto essere pi\u00f9 fragili di quello che immaginavano, prima con la pandemia e poi con la guerra in Ucraina. Sulla scia della Presidenza giapponese, continueremo a lavorare per affrontare le diverse vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Italia introdurr\u00e0 per la prima volta nell&#8217;agenda del G7 le questioni migratorie. Priorit\u00e0 che questo governo ha posto in ogni sede e che con il Processo di Roma, avviato a luglio con la Conferenza su Migrazioni e Sviluppo coinvolgendo le Nazioni mediterranee, africane e del Golfo, si pone due obiettivi fondamentali: sconfiggere gli schiavisti del terzo millennio da un lato, e affrontare le cause alla base della migrazione dall\u2019altro, con l\u2019obiettivo di garantire il primo dei diritti, che \u00e8 il diritto a non dover emigrare, potendo trovare nella propria terra le condizioni necessarie a costruire la propria realizzazione.<\/p>\n<p>Altro punto sar\u00e0 l\u2019intelligenza artificiale. Tecnologia che pu\u00f2 generare grandi opportunit\u00e0 ma anche enormi rischi, oltre ad incidere sugli equilibri geopolitici attuali. \u00c8 nostro compito sviluppare un sistema di governance globale e fare in modo che l&#8217;IA sia incentrata sull&#8217;uomo e controllata dall&#8217;uomo, dando applicazione concreta al concetto di algoretica. Non trascureremo, ovviamente, altre priorit\u00e0, come il nesso clima-energia e la sicurezza alimentare. Il G7 ha la responsabilit\u00e0 e il dovere di cercare soluzioni innovative, lavorando con le Nazioni in via di sviluppo e le economie emergenti.<\/p>\n<p>Quello che si sta per chiudere \u00e8 stato, sul piano internazionale, un anno particolarmente complesso. E tutto fa presagire che il 2024 non sar\u00e0 da meno. Anche per questo abbiamo sempre di pi\u00f9 bisogno di un\u2019Europa forte e protagonista. Un attore globale capace di evitare che qualsiasi vuoto strategico possa essere riempito da altri, proiettandosi come gigante geopolitico e non solo burocratico. Ci\u00f2 non pu\u00f2 prescindere dal decisivo tema dell\u2019allargamento dell\u2019Unione, che io amo definire riunificazione, visto che non siamo noi a stabilire chi \u00e8 o non \u00e8 europeo. Lo hanno deciso la geografia e la storia. Processo che avr\u00e0 inevitabilmente un impatto sui meccanismi interni dell\u2019UE e richiede una riflessione collettiva sulle riforme che saranno necessarie. Il percorso di allargamento non pu\u00f2 prescindere dai Balcani, area che \u00e8 nel cuore d\u2019Europa e che da sempre ha un\u2019importanza strategica per la nostra Nazione. Perch\u00e9 tutto quello che accade dall\u2019altra parte dell\u2019Adriatico ha inevitabilmente un riflesso immediato su di noi e l\u2019Italia ha una grande responsabilit\u00e0 verso i Balcani. Per questo, stiamo fortemente investendo sul rilancio della presenza e dell\u2019impegno dell\u2019Italia in questa regione, dal punto di vista politico, culturale ed economico.<\/p>\n<p>Altrettanto decisiva per l\u2019Europa \u00e8 la sfida del governo dei flussi migratori. In questi mesi siamo riusciti a cambiare l\u2019approccio a questa materia e ad affermare il principio che la priorit\u00e0 per l\u2019Europa \u00e8 difendere i suoi confini esterni e fermare a monte i trafficanti di esseri umani e l\u2019immigrazione illegale di massa. \u00c8 grazie alla spinta decisiva dell\u2019Italia se \u00e8 stato possibile costruire il Memorandum d\u2019Intesa tra la UE e la Tunisia, un accordo che pu\u00f2 costituire un modello per il complesso delle relazioni con la sponda sud del Mediterraneo. Siamo impegnati a sostenere gli sforzi della Commissione per dare applicazione concreta a questo accordo, ma anche ad avviarne di nuovi, come quello gi\u00e0 annunciato con l\u2019Egitto che vedr\u00e0 l\u2019Italia ugualmente protagonista. Il Protocollo Italia-Albania \u00e8 un altro tassello della nostra strategia per combattere i trafficanti e permettere l\u2019ingresso sul territorio europeo solamente a chi ha diritto alla protezione internazionale.<\/p>\n<p>\u00c8 un accordo dal grande spirito europeo, che consentir\u00e0 di sperimentare un modello virtuoso di cooperazione operativa tra uno Stato Ue e uno extra-Ue, e che non a caso sta suscitando concreto interesse anche in altre Nazioni dell\u2019Unione. Segnali importanti che smentiscono chi sosteneva che le cose, anche sul fronte delle politiche dell\u2019immigrazione, non potessero cambiare e che non c\u2019era spazio per soluzioni innovative e coraggiose. L\u2019Italia \u00e8 diventata un esempio per l\u2019Europa, e vuole continuare ad esserlo.<\/p>\n<p>Guidiamo una grande Nazione europea e apparteniamo orgogliosamente a quell\u2019insieme di vicende umane e di pensieri profondi che definiamo civilt\u00e0 occidentale. \u00c8 ci\u00f2 che ci contraddistingue nel mondo, e che ci d\u00e0 anche la forza e la capacit\u00e0 di dialogare nei consessi internazionali con tutti, da pari a pari. Senza complessi di inferiorit\u00e0, ma con l\u2019orgoglio di ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019Italia e cosa \u00e8 in grado di fare.<\/p>\n<p>\u00c8 una capacit\u00e0 che dobbiamo anche allo straordinario contributo di quella \u201cseconda Italia\u201d che vive fuori dai nostri confini e che cammina sulle gambe di sei milioni e mezzo di italiani all\u2019estero, ai quali si aggiungono le decine di milioni di persone che discendono dai nostri connazionali emigrati all\u2019estero e che condividono la nostra stessa cultura, le nostre stesse tradizioni e la nostra stessa lingua. Come accade ad esempio in America Latina, regione del mondo dove vivono fortissime comunit\u00e0 di origine italiana e con la quale condividiamo solide relazioni culturali, sociali ed economiche. E alla quale intendiamo prestare particolare attenzione, rilanciando i rapporti con un\u2019intensit\u00e0 maggiore di quelle che abbiamo visto negli ultimi anni.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 una superpotenza culturale. La nostra cultura \u00e8 universale e riflette la nostra identit\u00e0, che \u00e8 fatta di storia, di arte, di lavoro, di realt\u00e0 nazionali e locali. Per questo, la promozione della lingua e della cultura italiana all\u2019estero \u00e8 un investimento strategico, al pari della promozione della nostra offerta economica ed industriale, perch\u00e9 consente di far crescere il numero di coloro che amano l\u2019Italia e che guardano a noi. \u00c8 uno strumento prezioso, che deve essere sempre di pi\u00f9 un pilastro della politica estera italiana.<\/p>\n<p>Ci sarebbero molti altri argomenti di cui discutere oggi insieme a voi, ma non voglio tediarvi oltre e mi accingo a chiudere. Voglio farlo, per\u00f2, con un\u2019ultimissima immagine, che \u00e8 quella del planisfero. Moltissimi di voi ne hanno uno affisso in ufficio, nella propria sede. Per un diplomatico \u00e8 un po\u2019 come avere uno degli attrezzi del mestiere. Ecco, ogni volta che mi fermo davanti ad una di queste carte cerco sempre l\u2019Italia. E ogni volta mi colpisce vedere quanto l\u2019Italia sia geograficamente piccola, rispetto ad altre grandi Nazioni e continenti. Allo stesso tempo, per\u00f2, penso a quanto quella piccola Penisola, e quel popolo che la vive e la abita da millenni, siano stati capaci di fare nel corso della sua storia. Di quanto abbiano stupito, meravigliato, insegnato al mondo. E davanti a quell\u2019immagine penso anche a quanto il nostro popolo sia ancora in grado di fare, alle straordinarie energie di cui dispone e che dobbiamo solo saper liberare. Con un pizzico di coraggio, e anche di follia. Per essere sempre pi\u00f9 grandi, amati e apprezzati nel mondo.<\/p>\n<p>Grazie a tutti e buon Natale!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Buonasera a tutti, ringrazio il Ministro Tajani e saluto i Ministri presenti, il Segretario Generale Guariglia e tutti voi Capi Missione, che avete l\u2019onere e l\u2019onore di guidare la rete diplomatica italiana all\u2019estero. Desidero ringraziare ognuno di voi per il lavoro che fate ogni giorno, al servizio della Nazione e dell\u2019interesse nazionale italiano. 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