{"id":117592,"date":"2024-05-24T18:06:56","date_gmt":"2024-05-24T16:06:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=117592"},"modified":"2024-05-24T18:09:30","modified_gmt":"2024-05-24T16:09:30","slug":"comunicato-congiunto-sul-myanmar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2024\/05\/comunicato-congiunto-sul-myanmar\/","title":{"rendered":"Comunicato congiunto sul Myanmar"},"content":{"rendered":"<p><em>Traduzione di cortesia. Per la versione originale in lingua inglese <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2024\/05\/comunicato-congiunto-sul-myanmar\/\">clicca qui<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dichiarazione congiunta sul Myanmar<\/p>\n<p>Noi, Australia, Canada, Unione Europea, Repubblica di Corea, Malta, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, siamo profondamente preoccupati per l&#8217;escalation del conflitto in Myanmar e in particolare per i crescenti attacchi ai civili, che stanno causando un aggravarsi della devastante crisi umanitaria e dei diritti umani in tutto il Paese.<\/p>\n<p>Dal colpo di Stato del febbraio 2021, il numero di persone che necessitano di aiuti umanitari \u00e8 passato da 1 milione a 18,6 milioni. Continuano ad emergere notizie attendibili di violazioni e abusi commessi contro la popolazione civile, tra cui attacchi aerei su case, scuole, luoghi di culto e ospedali, oltre a torture, uso di civili come scudi umani e violenze sessuali e di genere contro donne e bambini. Con la continua escalation del conflitto, le comunit\u00e0 del Myanmar sono soggette a ulteriori sfollamenti.<\/p>\n<p>Il regime militare sta sistematicamente limitando l&#8217;accesso all&#8217;assistenza umanitaria necessaria. Siamo preoccupati per la crescente carenza di acqua e cibo e per la diffusa negazione dell&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria, ai farmaci e ai servizi umanitari essenziali. Il continuo blocco delle strade e delle telecomunicazioni nelle aree di conflitto ostacola la fornitura di aiuti umanitari e l&#8217;accesso alle informazioni.<\/p>\n<p>In tutto il Paese, pi\u00f9 di 1.000 civili sono stati uccisi o mutilati a causa delle mine nel 2023, e le vittime sono in rapido aumento. Un numero crescente di persone viene coinvolto nella tratta e trattenuto contro la propria volont\u00e0. Tutte le parti devono assicurarsi di dare priorit\u00e0 alla protezione dei civili.<\/p>\n<p>Siamo profondamente preoccupati per l&#8217;attuazione da parte del regime militare della legge sulla coscrizione del 2010, che sta aumentando il numero di persone sfollate. Questa misura continua a tentare di dividere le comunit\u00e0 e ad alimentare la violenza identitaria in tutto il Myanmar.<\/p>\n<p>Nello Stato di Rakhine, citt\u00e0 e villaggi sono stati costantemente presi di mira dal regime militare e dai gruppi armati. Siamo preoccupati per le recenti notizie di alti livelli di sfollamento a Buthidaung. Chiediamo a tutti gli attori armati di garantire la protezione dei civili. L&#8217;uso deliberato di disinformazione e incitamento all&#8217;odio sta alimentando il conflitto settario e intercomunitario. Le notizie di reclutamento forzato, anche di Rohingya, stanno ulteriormente dividendo le comunit\u00e0 e sfruttando tensioni e diffidenza. Tutte le popolazioni stanno affrontando livelli estremi di insicurezza alimentare. La situazione \u00e8 sempre pi\u00f9 pericolosa per tutti i civili, compresi i Rakhine, i Rohingya e le altre comunit\u00e0 etniche.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario rendere conto di tutte le atrocit\u00e0 commesse in Myanmar. Ricordiamo l&#8217;ordine di misure provvisorie della Corte internazionale di giustizia e la necessit\u00e0 di rispettarlo per salvaguardare i diritti umani e prevenire le violazioni.<\/p>\n<p>Accogliamo con favore la risoluzione 2669 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Myanmar, che chiede la fine immediata di ogni forma di violenza e sollecita tutte le parti a rispettare i diritti umani e a consentire un accesso umanitario pieno, sicuro e senza ostacoli.<\/p>\n<p>Accogliamo con favore la nomina dell&#8217;Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Myanmar (UNSE) e gli sforzi unificati dell&#8217;Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), dell&#8217;UNSE e degli attori regionali per risolvere la crisi. Ribadiamo la necessit\u00e0 di rafforzare la leadership delle Nazioni Unite nel Paese.<\/p>\n<p>Ribadiamo il nostro appello a tutti gli Stati affinch\u00e9 impediscano o interrompano il flusso di armi o di materiale militare e a doppio uso, compreso il carburante per l&#8217;aviazione, verso l&#8217;esercito del Myanmar.<\/p>\n<p>Il regime militare deve rilasciare tutte le persone detenute arbitrariamente e attuare pienamente il consenso in cinque punti dell&#8217;ASEAN. Invitiamo tutte le parti a creare uno spazio per un dialogo significativo e inclusivo, in modo da ripristinare pienamente la democrazia.<\/p>\n<p>Confermiamo il nostro sostegno a tutti coloro che si impegnano a lavorare pacificamente per un futuro inclusivo, non violento e democratico per il popolo del Myanmar.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Traduzione di cortesia. 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