{"id":119954,"date":"2024-07-10T13:29:00","date_gmt":"2024-07-10T11:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=119954"},"modified":"2024-07-10T13:29:00","modified_gmt":"2024-07-10T11:29:00","slug":"le-citta-e-le-loro-storie-gabriele-basilico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-culturale\/2024\/07\/le-citta-e-le-loro-storie-gabriele-basilico\/","title":{"rendered":"Le citt\u00e0 e le loro storie. Gabriele Basilico"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 conclusa lo scorso aprile al <strong>Beirut Art Center<\/strong> l\u2019esposizione che l\u2019<strong>Istituto Italiano di Cultura di Beirut <\/strong>ha dedicato al fotografo <strong>Gabriele Basilico<\/strong> (Milano, 1944-2013), dal titolo \u201cLe citt\u00e0 e le loro storie. Gabriele Basilico, 1978-2012\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gabriele Basilico<\/strong> \u00e8 uno dei fotografi italiani pi\u00f9 noti a livello internazionale: le sue opere sono presenti nelle collezioni di musei in tutto il mondo e a oggi <strong>oltre 120 libri e cataloghi<\/strong> sono stati pubblicati sul suo lavoro. Dopo la laurea in Architettura, conseguita nel 1973, Basilico ha iniziato a guardare, in maniera sempre pi\u00f9 analitica, al <strong>paesaggio industriale<\/strong> e alle <strong>aree urbane<\/strong>, registrandone le mutazioni che hanno segnato il passare del tempo e contraddistinto l\u2019inarrestabile processo di antropizzazione dei luoghi e, in particolare, delle citt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione ha ripercorso la carriera artistica del fotografo partendo da <strong>\u201cMilano. Ritratti di fabbriche\u201d<\/strong> (realizzato a partire dal 1978 e poi esposto al Padiglione d\u2019Arte Contemporanea di Milano nel 1983) e dalla <strong>missione fotografica<\/strong> coordinata dalla DATAR (D\u00e9l\u00e9gation \u00e0 l&#8217;Am\u00e9nagement et \u00e0 l\u2019Action R\u00e9gionale) su incarico del governo francese (con alcuni dei suoi scatti pi\u00f9 famosi, come <strong>\u201cLe Tr\u00e9port &#8211; Mers les Bains\u201d<\/strong> e <strong>\u201cAult\u201d<\/strong>, entrambe del 1985), alle immagini sui porti europei (<strong>\u201cPorti di mare\u201d <\/strong>vince a Parigi il \u201cPrix Mois de la Photo\u201d nel 1990), fino alle campagne del 2007 di Mosca e di <strong>San Francisco<\/strong>, dove viene invitato dal MoMA a fotografare la Silicon Valley.<\/p>\n<p>Di particolare interesse il capitolo sulla <strong>citt\u00e0 di Beirut<\/strong>, visitata da Basilico quattro volte tra il 1991 e il 2011. La prima volta, invitato dalla Fondazione Hariri con Josef Koudelka, Raymond Depardon, Robert Frank, Ren\u00e9 Burri e Fouad Elkoury, a un anno di distanza dalla fine della guerra civile, Gabriele Basilico trova di fronte a s\u00e9 una citt\u00e0 distrutta, quasi annientata. Il fotografo ne registra le ferite, realizzando <strong>alcune fra le sue pi\u00f9 celebri immagini<\/strong>, nelle quali emerge proprio quell\u2019approccio lucido, rispettoso ed equo che sembra la sintesi del suo pensiero.<\/p>\n<p>Basilico ritorna a Beirut nel 2003, nel 2008 e ancora nel 2011 per una nuova missione fotografica, coordinata da Fouad Elkoury con Robert Polidori e Klavdij Sluban, trovando una citt\u00e0 nuova, in buona parte <strong>ricostruita<\/strong>, di cui offre una lettura allineata alle ricerche svolte e agli incarichi ricevuti nei vent\u2019anni precedenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si \u00e8 conclusa lo scorso aprile al Beirut Art Center l\u2019esposizione che l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Beirut ha dedicato al fotografo Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013), dal titolo \u201cLe citt\u00e0 e le loro storie. Gabriele Basilico, 1978-2012\u201d. 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