{"id":120710,"date":"2024-07-25T17:20:18","date_gmt":"2024-07-25T15:20:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=120710"},"modified":"2024-07-25T17:20:18","modified_gmt":"2024-07-25T15:20:18","slug":"norvegia-scoperto-un-promettente-giacimento-di-terre-rare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2024\/07\/norvegia-scoperto-un-promettente-giacimento-di-terre-rare\/","title":{"rendered":"Norvegia, scoperto un promettente giacimento di terre rare"},"content":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 norvegese REN-Rare Earths Norway ha annunciato la scoperta di un giacimento che, secondo stime preliminari, dovrebbe contenere<strong> 8,8 milioni di tonnellate di ossidi di terre rare<\/strong> e per lo sfruttamento del quale prevede di investire quasi 870 milioni di euro.<\/p>\n<p>Con riserve quattro volte superiori rispetto a quelle della miniera svedese di Kiruna, identificate e rese note dalla concessionaria LKAB nel gennaio dello scorso anno, il deposito, localizzato a quasi 500 metri di profondit\u00e0 nell\u2019area di estrazione di Fen, nella Contea meridionale di Telemark, potrebbe risultare il pi\u00f9 grande giacimento di terre rare mai scoperto nel continente europeo. Le stime relative al complesso di Fen sono contenute in <a href=\"https:\/\/rareearthsnorway.com\/europes-largest-deposit-of-rare-earth-elements-discovered-at-fen-norway\">un rapporto commissionato da REN a WSP<\/a>, societ\u00e0 canadese attiva nei servizi di consulenza ingegneristica e professionale, sulla base di un lavoro esplorativo nell\u2019area durato tre anni.<\/p>\n<p>Il documento evidenzia ragionevoli prospettive di sfruttamento economico del giacimento. Al suo interno sarebbero state identificate, in particolare, 1,5 milioni di tonnellate di neodimio e praseodimio, elementi pregiati essenziali per la produzione di magneti usati nei veicoli elettrici e nelle turbine eoliche. Secondo le elaborazioni, le risorse del giacimento si estenderebbero fino a 468 metri di profondit\u00e0, ma ulteriori perforazioni sembrerebbero suggerire la presenza di mineralizzazione fino a 1.000 metri, rendendo ipotizzabile la presenza di un quantitativo ancora maggiore di terre rare.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 il rapporto evidenzi che si tratta di stime del tutto preliminari che, allo stato, non possono fornire una garanzia sui volumi che potranno essere effettivamente estratti e processati, il management di REN ha definito la scoperta un\u2019autentica svolta, capace di sostenere la creazione, nell\u2019arco di pochi anni, di <strong>una catena del valore sicura e sostenibile<\/strong> della quale beneficeranno sia la Norvegia che l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato, la societ\u00e0 prevede di avviare presto ulteriori perforazioni, di pubblicare nuove analisi e stime entro la fine dell\u2019anno e di costruire un impianto per l\u2019ottimizzazione dei processi di lavorazione dei minerali e per la sperimentazione di nuove tecnologie. Nelle ambizioni di REN<strong> la prima fase di sfruttamento minerario inizier\u00e0 entro il 2030<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La societ\u00e0 norvegese REN-Rare Earths Norway ha annunciato la scoperta di un giacimento che, secondo stime preliminari, dovrebbe contenere 8,8 milioni di tonnellate di ossidi di terre rare e per lo sfruttamento del quale prevede di investire quasi 870 milioni di euro. 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