{"id":120784,"date":"2024-07-22T09:12:01","date_gmt":"2024-07-22T07:12:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=120784"},"modified":"2024-07-22T09:12:01","modified_gmt":"2024-07-22T07:12:01","slug":"italia-e-austria-siria-leuropa-cambi-strategia-il-messaggero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2024\/07\/italia-e-austria-siria-leuropa-cambi-strategia-il-messaggero\/","title":{"rendered":"Italia e Austria: \u00abSiria, l&#8217;Europa cambi strategia\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p>Con l&#8217;attenzione mondiale focalizzata sui punti caldi della crisi, come Gaza e l&#8217;Ucraina, la situazione in Siria \u00e8 stata relegata ai margini della nostra attenzione, nei media, ma anche nell&#8217;agenda di politica estera dell&#8217;Ue.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un errore strategico.<\/p>\n<p>Nonostante gli ingenti aiuti umanitari, tra cui 33 miliardi di euro da parte del maggiore donatore internazionale, l&#8217;Ue, il popolo siriano \u00e8 ancora in miseria. Oltre 16 milioni di persone hanno bisogno di assistenza salvavita, il numero pi\u00f9 alto mai registrato dall&#8217;inizio del conflitto. La sofferenza si estende ben oltre i confini immediati del paese: la Siria \u00e8 ancora all&#8217;origine della pi\u00f9 grande crisi di profughi del mondo, con 13,8 milioni di sfollati interni e rifugiati. Molti sono ancora in movimento, preda del modello di business altamente redditizio dei trafficanti. Avvertiamo questi effetti ben oltre il Medio Oriente, anche in Italia, in Austria e nel resto d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Intanto Assad resta saldamente in sella. Con il sostegno di Russia e Iran, il regime siriano \u00e8 riuscito a consolidare il proprio potere, riprendendo il controllo di oltre il 70%del paese. I nostri partner arabi nella regione hanno riconosciuto questa spiacevole realt\u00e0, e hanno riammesso la Siria nella Lega degli Stati arabi.<\/p>\n<p>Il pensiero strategico della Ue \u00e8 in ritardo. Dopo tredici anni, dobbiamo ammettere che l&#8217;approccio della Ue non ha tenuto il passo con l&#8217;evoluzione della situazione sul terreno. I nostri obiettivi politici risalgono al 2017 e non sono stati aggiornati.<\/p>\n<p>Qualsiasi ulteriore azione, ovviamente, non pu\u00f2 e non deve implicare alcun compromesso sui principi fondamentali di democrazia, inclusione, rispetto dei diritti umani e libert\u00e0 fondamentali. Ma proprio a tal fine, \u00e8 urgente rilanciare un dialogo sostanziale e significativo tra gli attuali governanti di Damasco e l&#8217;opposizione, nel quadro del processo politico guidato dall&#8217;inviato speciale delle Nazioni Unite Pedersen. Chiediamo pertanto ad Assad di mostrare la necessaria flessibilit\u00e0 in un processo di riconciliazione, necessario per riportare la Siria sulla carreggiata.<\/p>\n<p>In questo contesto, riteniamo che sia giunto il momento di ripensare il nostro approccio alla Siria. Ci\u00f2 implica porsi domande scomode: come possiamo garantire che i cittadini siriani abbiano prospettive economiche e non siano costretti a intraprendere il pericoloso viaggio verso l&#8217;Europa? Come possiamo contribuire a creare le condizioni affinch\u00e9 le persone possano tornare in Siria? Come possiamo garantire che le nostre sanzioni colpiscano gli scagnozzi del sistema e non la popolazione in generale? Non abbiamo risposte gi\u00e0 pronte a tutte queste domande. Siamo pronti a impegnarci in una discussione trasparente e aperta.<\/p>\n<p>Insieme ai ministri degli Esteri di Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Grecia, Slovacchia e Slovenia, abbiamo quindi invitato l&#8217;Alto Rappresentante a rivedere la strategia della Ue per la Siria. Il nostro obiettivo \u00e8 una politica sulla Siria pi\u00f9 realistica, proattiva ed efficace per aumentare la nostra influenza politica, l&#8217;efficacia della nostra assistenza umanitaria e per creare le condizioni per il ritorno sicuro, volontario e dignitoso dei rifugiati siriani.<\/p>\n<p>Mantenere lo status quo mentre la situazione in Siria e nei paesi vicini continua a peggiorare non \u00e8 un&#8217;opzione. Dobbiamo finalmente riportare la Siria nell&#8217;agenda della Ue come una priorit\u00e0 assoluta. Se non lo faremo, le conseguenze per la popolazione civile in Siria, per i paesi vicini nella regione, per i partner mediterranei e, infine, per l&#8217;Europa, saranno disastrose.<\/p>\n<p><em>Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e\u00a0Ministro degli Affari Esteri\u00a0e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana <\/em><\/p>\n<p><em>Ministro Federale per gli Affari Europei e Internazionali della Repubblica d&#8217;Austria <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con l&#8217;attenzione mondiale focalizzata sui punti caldi della crisi, come Gaza e l&#8217;Ucraina, la situazione in Siria \u00e8 stata relegata ai margini della nostra attenzione, nei media, ma anche nell&#8217;agenda di politica estera dell&#8217;Ue. Questo \u00e8 un errore strategico. 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