{"id":12113,"date":"2014-07-23T15:09:31","date_gmt":"2014-07-23T13:09:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/07\/20140723_ueparmitano\/"},"modified":"2014-07-23T15:09:31","modified_gmt":"2014-07-23T13:09:31","slug":"20140723_ueparmitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2014\/07\/20140723_ueparmitano\/","title":{"rendered":"#Farnesina &#8211; Ue, presidenza Italia: Europa senza confini di Luca Parmitano &#8211; L\u2019astronauta italiano: Portare il proprio contributo imparando dagli altri"},"content":{"rendered":"<p><P>\u201cBisogna essere europei. Serve integrazione e connessione. Dobbiamo sentirci italiani, francesi o spagnoli, tedeschi. Ma allo stesso tempo trasformarci in europei. Senza perdere la nostra identit\u00e0\u201d. \u00c8 questo il messaggio che lancia Luca Parmitano, astronauta Italiano dell\u2019Agenzia spaziale europea (Esa), maggiore pilota dell&#8217;Aeronautica militare italiana, in orbita con la prima missione di lunga durata dell&#8217;Agenzia spaziale italiana (Asi) e oggi ambasciatore per il Semestre di presidenza italiana del Consiglio dell\u2019Unione Europea. \u201cEssere europei &#8211; prosegue l\u2019astronauta -, significa portare il proprio contributo, qualsiasi esso sia, grande o piccolo, e avere l\u2019opportunit\u00e0 e la volont\u00e0 di prendere dagli altri paesi ci\u00f2 che essi possono dare. Dico sempre che il nostro Mediterraneo con l\u2019Italia che si staglia come un gioiello nell\u2019azzurro, \u00e8 visibile solo perch\u00e9 ha una forma cos\u00ec riconoscibile. Ma in realt\u00e0 da Gibilterra ai fiordi della Scandinavia non esistono confini. N\u00e9 naturali n\u00e9 artificiali\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>\u201cSensazione di pace\u201d<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Per capire meglio l\u2019assenza dei confini, Parmitano cita la sua esperienza personale nello spazio. Guardando dalla cupola (fabbricata in Italia insieme ad altri moduli della stazione spaziale), si ha \u201cuna sensazione di pace, di benessere. Mi sono reso conto guardando dall\u2019alto che i confini sono un artificio umano. Li abbiamo creati e disegnati sulle mappe e sulle cartine geografiche, abbiamo preso i paesi e li abbiamo disegnati di colore diverso. \u00c8 ci\u00f2 di cui noi abbiamo bisogno per esternare i nostri limiti che sono interiori, ma in realt\u00e0 dallo spazio le terre degli uomini sono un continuum\u201d. Osservando in particolare l\u2019Europa, \u201c\u00e8 veramente possibile pensare a un unico popolo che vive bene, in pace e in crescita. Come \u00e8 la Comunit\u00e0 europea. La nostra Unione europea \u00e8 un processo di pace straordinario. Per la prima volta nella storia \u2013 sottolinea l\u2019astronauta italiano -, i paesi cedono parte della propria sovranit\u00e0 per un bene comune pi\u00f9 grande\u201d. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Astronauta ambasciatore del Semestre italiano<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La scelta di nominare un astronauta come ambasciatore del Semestre italiano non \u00e8 casuale. Da una parte, nel 2014 si festeggiano i 50 anni di cooperazione europea nel settore spaziale; dall\u2019altra, vuole essere un riconoscimento del contributo strategico dell\u2019industria aerospaziale italiana in un settore all\u2019avanguardia. \u201cDa subito quando mi hanno detto che avrei ricoperto questo ruolo ho sentito una grande gioia perch\u00e9 \u00e8 sicuramente un onore che mi ha dato felicit\u00e0. Ma anche un grande senso di responsabilit\u00e0 \u2013 ha sottolineato Parmitano -. Porto con me un messaggio, importantissimo, che sento veramente mio. E l\u2019opportunit\u00e0 di avere una piattaforma di comunicazione \u00e8 un grande privilegio. Significa potermi mettere di fronte alla gente, soprattutto i giovani che sono quelli ai quali preferisco rivolgermi, e sottolineare il messaggio: Dobbiamo essere europei\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>40% del volume abitabile della stazione spaziale costruito in Italia<\/STRONG><\/P>L\u2019astronauta &#8211; l\u2019unico italiano ad aver preso parte a oltre 20 esperimenti, a due attivit\u00e0 extraveicolari e all\u2019attracco di quattro navette \u2013 ha anche parlato del contributo del nostro paese alla stazione spaziale internazionale e al settore in generale. \u201cIl 40 per cento del volume abitabile della stazione \u00e8 stato costruito in Italia \u2013 ha ricordato -. Abbiamo cinque moduli permanenti: il Columbus, il nodo 1, 2 e 3, il Pmm Leonardo e la Cupola, la nostra finestra sul mondo. Se questa realt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec vera ed \u00e8 un primato eccezionale, \u00e8 perch\u00e9 esiste una cultura italiana di <I>know how<\/I> che ci permette di essere presenti. Sicuramente l\u2019industria aerospaziale italiana \u00e8 un fiore all\u2019occhiello di cui possiamo andare fieri, ma non \u00e8 la sola \u2013 ha sottolineato -. Conosco altri esempi dove eccelliamo. Per esempio l\u2019industria automobilistica italiana \u00e8 famosa in tutto il mondo. Allo stesso modo quella della moda e l\u2019arte culinaria. Sono tutti pilastri della cultura italiana molto esportata all\u2019estero. Certo \u00e8 che l\u2019industria aerospaziale \u00e8 quella pi\u00f9 fortemente legata alla ricerca e questo connubio \u00e8 fondamentale. Ricerca significa futuro. Investire in questo connubio, significa dare spinta, propulsione, all\u2019intero settore industriale. Soprattutto in un momento come questo &#8211; conclude Parmitano -, dove si parla molto di crisi e di fuoriuscita da essa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cBisogna essere europei. Serve integrazione e connessione. Dobbiamo sentirci italiani, francesi o spagnoli, tedeschi. Ma allo stesso tempo trasformarci in europei. 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