{"id":122859,"date":"2024-09-17T14:26:39","date_gmt":"2024-09-17T12:26:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=122859"},"modified":"2024-09-17T14:26:39","modified_gmt":"2024-09-17T12:26:39","slug":"thailandia-geografia-e-diversita-fanno-da-cerniera-tra-oriente-e-occidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2024\/09\/thailandia-geografia-e-diversita-fanno-da-cerniera-tra-oriente-e-occidente\/","title":{"rendered":"Thailandia, geografia e diversit\u00e0 fanno da cerniera tra Oriente e Occidente"},"content":{"rendered":"<p>Con una popolazione di circa 72 milioni di abitanti, la Thailandia \u00e8 una delle principali economie del Sud-est asiatico e un attore chiave nella regione. Situato strategicamente tra il Myanmar, il Laos, la Cambogia e il Golfo di Thailandia, il Paese ha vantato negli ultimi decenni una crescita economica sostenuta e una diversificazione industriale che ne fanno un mercato di grande interesse per gli investitori internazionali e italiani.<br \/>\nLa Thailandia \u00e8 caratterizzata da una ricca diversit\u00e0 culturale, con una popolazione composta da vari gruppi etnici, tra cui tailandesi, cinesi, malai e le cosiddette \u201chill tribes\u201d. Questa pluralit\u00e0 culturale si riflette nelle tradizioni, nelle lingue e nelle pratiche quotidiane, rendendo il Paese un crocevia di influenze asiatiche. L\u2019immensa capitale, Bangkok, con oltre 10 milioni di abitanti, \u00e8 il cuore pulsante del Paese, emblema di modernit\u00e0 e tradizione che convivono armoniosamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019economia thailandese: tra sviluppo industriale e resilienza<\/strong><br \/>\nLa Thailandia \u00e8 uno dei principali attori economici nel Sud-est asiatico. Il Paese ha saputo trasformare la sua posizione geografica chiave in un vantaggio economico, diventando una sorta di cerniera tra Oriente e Occidente e snodo cruciale per il commercio globale. Un ruolo che il governo mira a rafforzare ancora di pi\u00f9, per esempio mediante l\u2019ambizioso progetto di \u201cLand Bridge\u201d nel Sud del Paese, ossia il piano di costruzione di un corridoio ferroviario e autostradale che unirebbe le coste del Golfo di Thailandia con quelle del Mar delle Andamane, aprendo una rotta alternativa al gi\u00e0 congestionato Stretto di Malacca.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni, la Thailandia ha assistito a una rapida industrializzazione, passando da un\u2019economia a fortissima componente agricola a un\u2019economia diversificata e caratterizzata da una forte presenza di industrie manifatturiere e tecnologiche. Questo cambiamento \u00e8 stato catalizzato dall\u2019apertura del Paese agli investimenti esteri, in particolare giapponesi, dopo l\u2019accordo di Plaza del 1985 che ha svalutato il dollaro USA, rendendo pi\u00f9 competitivo il mercato tailandese.<\/p>\n<p>La resilienza economica della Thailandia si \u00e8 manifestata durante crisi globali come la crisi finanziaria asiatica del 1997 e la crisi finanziaria globale del 2008. Nonostante i gravi impatti iniziali, il Paese \u00e8 riuscito a riprendersi rapidamente grazie agli investimenti infrastrutturali precedenti e a un\u2019economia molto votata alle esportazioni. L\u2019adesione alla disciplina fiscale e la prudenza nell\u2019espansione economica hanno contribuito a stabilizzare l\u2019economia.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019industria manifatturiera, la Thailandia rimane uno dei principali esportatori di riso, un prodotto essenziale per la sicurezza alimentare globale, e ha sviluppato un settore turistico di rilievo, rappresentando circa il 20% del PIL nazionale nel 2019. Sebbene la pandemia abbia colpito duramente il turismo, il Paese sta vedendo una ripresa grazie anche a una crescente presenza di \u201cnomadi digitali\u201d, attratti dal basso costo della vita e da un ambiente favorevole agli affari. Altri settori chiave delle esportazioni thailandesi includono la manioca, di cui la Thailandia ha detenuto il 46% del mercato globale nel 2023. Il Paese si \u00e8 inoltre affermato come leader nell\u2019esportazione di profilattici, con una quota del 44% del mercato mondiale. Anche l\u2019ananas in scatola \u00e8 una delle principali esportazioni, rappresentando il 36,4% del totale globale. Infine, la Thailandia detiene una significativa quota del mercato mondiale del tonno in scatola (pari al 24,8%).<\/p>\n<p>La Thailandia si trova in una fase di crescita in leggera flessione ma potenzialmente pi\u00f9 stabile rispetto ai decenni passati. Il governo ha adottato misure per bilanciare l\u2019afflusso di capitali stranieri con la salvaguardia della ricchezza nazionale, creando un ambiente che favorisce gli investimenti esteri senza incidere in modo significativo sulla sovranit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>Nel 2023, l\u2019economia thailandese ha registrato una crescita del 1,9%, raggiungendo un PIL di 514,9 miliardi di dollari. I settori chiave includono il turismo, l\u2019agricoltura, la produzione e i servizi finanziari. L\u2019Eastern Economic Corridor (EEC) rappresenta una zona di sviluppo industriale strategica, focalizzata su settori come l\u2019automotive, l\u2019elettronica, il turismo medico e le biotecnologie. La Thailandia \u00e8 inoltre all\u2019avanguardia nella transizione verso le energie rinnovabili, con investimenti significativi in solare, eolico e idroelettrico. Sono progetti non distanti dalle linee di transizione verde italiane ed europee (tra cui il PNRR italiano nel quadro del Next Generation EU) e fortemente perseguiti dagli ultimi governi, che li ha condensati nel cosiddetto modello \u201cBio-Circular-Green\u201d (BCG).<\/p>\n<p>Nonostante il potenziale economico del Regno sia ancora in parte frenato dall\u2019eccessiva dipendenza da settori specifici e da alcune criticit\u00e0, la Thailandia rimane un\u2019economia in crescita, con una forte presenza nel settore agricolo, turistico e industriale, e con notevoli prospettive di sviluppo nel settore tecnologico e delle esportazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Principali citt\u00e0 e aree di sviluppo<\/strong><\/p>\n<p>Oltre a Bangkok, altre aree importanti includono la citt\u00e0 di Chiang Mai, nel nord, conosciuta per i meravigliosi templi e i paesaggi verdeggianti, e le province costiere come Chonburi e Phuket, epicentri di attivit\u00e0 turistiche e commerciali. L&#8217;Eastern Economic Corridor (EEC) comprende aree come Laem Chabang e Map Ta Phut, che ospitano porti cruciali per il commercio e l\u2019industria energetica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Intervista Ambasciatore Paolo Dionisi<\/strong><\/p>\n<p>Thailandia<\/p>\n<p>Un hub per il Sud-est asiatico con grande spazio per l\u2019Italia<\/p>\n<p>Mercato importante e in crescita, hub di collegamento con il resto del Sud-est asiatico e una attenzione crescente a settori nuovi in cui l\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 attiva ai pi\u00f9 alti livelli. Sono alcuni dei punti che tiene a sottolineare l\u2019Ambasciatore Paolo Dionisi, dal 2022 alla guida della Missione diplomatica italiana a Bangkok.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ambasciatore, la Thailandia \u00e8 una delle principali economie del Sud-est asiatico. Quali sono gli asset del Paese e quali i settori economici pi\u00f9 promettenti?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa Thailandia rappresenta la seconda economia del Sud-est asiatico e contribuisce significativamente alla crescita regionale. La posizione strategica del Paese, unita a infrastrutture sviluppate e un settore manifatturiero avanzato, ne fanno un attore chiave nell\u2019ASEAN. Tra i settori pi\u00f9 promettenti ci sono l\u2019industria meccanica e automobilistica, che sta rapidamente integrando tecnologie per veicoli elettrici, il turismo, con quaranta milioni di visitatori l\u2019anno, e pi\u00f9 in particolare quello \u201cmedico\u201d, che beneficia di personale altamente qualificato e centri sanitari all\u2019avanguardia e l\u2019agricoltura, con una crescente attenzione alla sostenibilit\u00e0 e alle nuove tecnologie. Pi\u00f9 in generale, il Paese \u00e8 ben posizionato per attrarre investimenti internazionali, soprattutto finalizzati alla transizione verde e digitale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Thailandia pu\u00f2 essere considerata anche un hub da cui partire per il resto del Sud-est asiatico?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAssolutamente. Grazie alla sua posizione geografica strategica e alla partecipazione attiva nell\u2019integrazione economica regionale, la Thailandia funge da porta d\u2019accesso per il mercato dell\u2019ASEAN e anche verso la Cina meridionale, coprendo un\u2019area di mercato di oltre seicento milioni di persone. \u00c8 quindi un hub naturale per le aziende che desiderano espandere le loro operazioni nel Sud-est asiatico. Questo Paese, con la sua forza lavoro ben istruita e il suo ecosistema industriale maturo, rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 unica per le aziende italiane che cercano di espandersi in Asia. Il Paese beneficia anche di una rete di accordi commerciali che facilita l\u2019accesso a mercati vicini come la Cambogia, il Laos e il Vietnam. Inoltre, la cooperazione ASEAN in aree come i sistemi di pagamento transfrontalieri e la tassonomia verde favorisce ulteriormente l\u2019integrazione della Thailandia con i Paesi dell\u2019area\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alla luce di queste tendenze macro, quali possono essere gli spazi che le imprese italiane possono o dovrebbero tenere d\u2019occhio anche in ottica di investimenti?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLe imprese italiane dovrebbero monitorare attentamente i settori emergenti in Thailandia, come quello delle energie rinnovabili, l\u2019industria dei veicoli elettrici, il settore sanitario e quello delle infrastrutture. La domanda di soluzioni sostenibili \u00e8 in crescita, in quanto il governo si \u00e8 posto degli obiettivi ambiziosi in termini di emissioni e intende promuovere il modello di Bio-Circular-Green Economy. Il settore sanitario \u00e8 un\u2019altra area di grande interesse, con la Thailandia che si afferma sempre pi\u00f9 come hub regionale per il turismo medico e l\u2019assistenza sanitaria avanzata, dischiudendo interessanti opportunit\u00e0 per le imprese italiane. Anche la meccanica di precisione, l\u2019automazione industriale e l\u2019agroalimentare di alta qualit\u00e0 offrono opportunit\u00e0 significative\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da un punto di vista prettamente commerciale, la Thailandia pu\u00f2 rappresentare uno sbocco per alcune categorie di prodotti del Made in Italy?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCertamente. Il Made in Italy ha una reputazione eccellente in Thailandia, con un forte appeal in settori come la moda, il lusso, l\u2019agroalimentare e l\u2019arredamento. La crescente classe media thai \u00e8 sempre pi\u00f9 interessata ad acquistare prodotti di alta qualit\u00e0 come quelli italiani. Inoltre, l\u2019Italia si sta affermando anche in Thailandia come un Paese all\u2019avanguardia nei settori ad alta tecnologia. Al contempo, vi \u00e8 un forte interesse nei confronti della nostra industria della difesa e delle sue soluzioni all\u2019avanguardia. Stiamo poi lavorando con le autorit\u00e0 thai per ottenere le autorizzazioni all\u2019esportazione di nuovi prodotti agroalimentari italiani e promuovere cos\u00ec le nostre eccellenze del settore. Infine, vorrei ricordare che \u00e8 in fase di negoziazione l\u2019accordo di libero scambio con l\u2019Unione Europea, che faciliter\u00e0 ulteriormente gli scambi commerciali e potr\u00e0 aprire nuovi sbocchi per il Made in Italy\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ci pu\u00f2 fare un quadro della presenza italiana attuale in Thailandia?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa presenza italiana in Thailandia \u00e8 ben radicata e in crescita costante. Vi sono un centinaio di aziende costituite da italiani che operano stabilmente nel Paese, maggiormente piccole e medie imprese nei settori agroalimentare e dei servizi. Inoltre, vi sono una decina di investimenti produttivi italiani in diversi settori strategici, con aziende come Danieli, Luxottica, Ducati, Vittoria, Panapesca e Frigel (e presto anche Brembo) che hanno deciso di produrre nel Paese. Vi sono poi aziende come Generali nel settore dei servizi assicurativi o SPEA in quello delle nuove tecnologie, mentre i principali brand italiani hanno una presenza commerciale nel Paese\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali suggerimenti darebbe a una impresa che volesse operare in Thailandia e quali gli strumenti a disposizione?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSuggerirei alle imprese italiane di avvalersi della rete di supporto fornita dalle istituzioni italiane, in primis l\u2019Ambasciata, insieme a ICE e Camera di Commercio e di sfruttare le opportunit\u00e0 offerte dai vari accordi commerciali di cui la Thailandia \u00e8 parte. \u00c8 fondamentale anche stabilire partnership locali per comprendere meglio le dinamiche del mercato. Infine, consiglierei di prestare particolare attenzione alla conformit\u00e0 con le normative locali e alla sostenibilit\u00e0, dato l\u2019interesse crescente verso pratiche aziendali responsabili e ambientali\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con una popolazione di circa 72 milioni di abitanti, la Thailandia \u00e8 una delle principali economie del Sud-est asiatico e un attore chiave nella regione. 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