{"id":124482,"date":"2024-10-10T12:34:14","date_gmt":"2024-10-10T10:34:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=124482"},"modified":"2024-10-10T15:31:57","modified_gmt":"2024-10-10T13:31:57","slug":"oued-beht-marocco-un-ponte-tra-africa-ed-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-culturale\/2024\/10\/oued-beht-marocco-un-ponte-tra-africa-ed-europa\/","title":{"rendered":"Oued Beht, Marocco: un ponte tra Africa ed Europa"},"content":{"rendered":"<p>Nel cuore del Marocco, lungo le rive del fiume Oued Beht, un team internazionale di archeologi, co-diretto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (CNR-ISPC) e co-finanziato dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha recentemente riportato alla luce un insediamento agricolo di straordinaria importanza, datato tra il 3400 e il 2900 a.C. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Antiquity e frutto di una collaborazione tra CNR-ISPC, Institut National des Sciences de l\u2019Arch\u00e9ologie et du Patrimoine (INSAP), Universit\u00e0 di Cambridge e Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l\u2019Oriente (ISMEO), rappresenta un punto di svolta per l\u2019archeologia nordafricana e mediterranea, aprendo nuove prospettive di ricerca sulle societ\u00e0 preistoriche di questa regione.<\/p>\n<p>Il sito, esteso su circa dieci ettari, rappresenta il complesso agricolo pi\u00f9 antico finora scoperto nell&#8217;Africa settentrionale al di fuori della Valle del Nilo. Le ricerche condotte hanno svelato una ricchezza straordinaria di resti vegetali e animali, in maggioranza appartenenti a specie domesticate, oltre a una grande variet\u00e0 di manufatti, tra cui ceramiche policrome, accette in pietra levigata e strumenti litici. Sono state rinvenute numerose fosse che si ritiene fossero adibite allo stoccaggio delle risorse.<\/p>\n<p>Oued Beht illumina un periodo poco conosciuto della preistoria nordafricana, spesso considerato \u201csilenzioso\u201d dagli studiosi. Mentre in altre aree del Mediterraneo, come la Penisola Iberica o la Valle del Nilo, questo periodo fu, infatti, caratterizzato da importanti sviluppi sociali che portarono, ad esempio, alla comparsa dei \u201cmegasiti\u201d fortificati del Calcolitico iberico o degli importanti centri pre- e protodinastici egiziani, la tarda preistoria del Maghreb era stata fino ad oggi meno esplorata. Giulio Lucarini, co-direttore del progetto insieme a Cyprian Broodbank e Youssef Bokbot, sottolinea che la mancanza di attenzione verso questa regione durante questo periodo ha lasciato incompleta la comprensione delle dinamiche sociali di quel tempo.<\/p>\n<p>La posizione di Oued Beht, nel cuore del Maghreb occidentale, e crocevia tra Sahara e costa mediterranea e atlantica, suggerisce che questa regione abbia svolto un ruolo fondamentale nei contatti tra l\u2019Africa e l\u2019Europa ben prima dell\u2019arrivo dei Fenici e dei Romani. Lucarini ha enfatizzato l&#8217;importanza di questa scoperta che aiuta a colmare le lacune relative alle dinamiche sociali in Africa nordoccidentale: &#8220;Siamo convinti che il Maghreb abbia ancora molto da rivelare e Oued Beht potrebbe rappresentare solo la prima di una serie di scoperte destinate a riscrivere la storia del Nord Africa tra IV e II millennio a.C.&#8221;<\/p>\n<p>Questo ritrovamento invita a una rivalutazione del ruolo attivo delle comunit\u00e0 nordafricane nei processi di sviluppo sociale e culturale del Mediterraneo antico. \u201cCi auguriamo\u201d, conclude Lucarini \u201cche le nostre indagini a Oued Beht possano ispirare e favorire future ricerche sulla tarda preistoria del Nord Africa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel cuore del Marocco, lungo le rive del fiume Oued Beht, un team internazionale di archeologi, co-diretto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (CNR-ISPC) e co-finanziato dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha recentemente riportato alla luce un insediamento agricolo di straordinaria importanza, datato tra il 3400 e [&hellip;]","protected":false},"author":3,"featured_media":124483,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[418],"tags":[32],"class_list":["post-124482","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diplomazia-culturale","tag-diplomazia-culturale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124482","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124482"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":124491,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124482\/revisions\/124491"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}