{"id":12671,"date":"2014-06-12T10:29:59","date_gmt":"2014-06-12T08:29:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/06\/20140612_muller\/"},"modified":"2014-06-12T10:29:59","modified_gmt":"2014-06-12T08:29:59","slug":"20140612_muller","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2014\/06\/20140612_muller\/","title":{"rendered":"#Farnesina &#8211; Lo sguardo di M\u00fcller sul cinema"},"content":{"rendered":"<p><P>Dal Leone d\u2019oro di Venezia (\u201cSacro Gra\u201d) all\u2019Oscar per il miglior film straniero (\u201cLa grande bellezza\u201d), fino al recente Grand Prix di Cannes (\u201cLe meraviglie\u201d), sono diversi i riconoscimenti internazionali che hanno coronato una stagione di successi per la cinematografia italiana. Un\u2019industria che produce contenuti da esportare e che negli anni \u00e8 diventata da un lato vetrina del Made in Italy all\u2019estero, dall\u2019altro un volano per raccontare e dare impulso al Paese. In questa politica di promozione nei mercati esteri, un ruolo cruciale \u00e8 svolto dalla rete degli Istituti di Cultura, dalle ambasciate, dai consolati e dagli esperti italiani che vi collaborano. Tra questi Marco M\u00fcller, direttore del Festival Internazionale del Film di Roma, critico e storico, ma anche produttore, che nel mese di aprile ha lavorato con l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Oslo per realizzare la manifestazione \u201cRoma nel cinema \/ Il cinema a Roma\u201d, una serie di proiezioni e incontri che hanno visto protagonista la Citt\u00e0 Eterna. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Dalla Russia alla Cina: la promozione degli Istituti di Cultura e la penetrazione nei mercati esteri<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cIl cinema pu\u00f2 parlare in modo molto moderno delle bellezze italiane\u201d ha raccontato M\u00fcller intervistato dalla redazione multimediale della Farnesina e da Pei News, presso la sede del Mibac &#8211; Direzione Generale per il Cinema a Roma. <\/P><br \/>\n<P>A Oslo \u201cabbiamo iniziato presto a ragionare sull\u2019ipotesi di mappatura della citt\u00e0, abbiamo fatto una scelta di film romani per far vedere quanto \u00e8 frastagliata la geografia del cinema fatto e girato nella Capitale\u201d. L\u2019importanza degli eventi organizzati dai diversi Istituti di Cultura \u201c\u00e8 enorme, i risultati si vedevano; ogni volta uno o due film riuscivano a trovare un distributore in grandi mercati dove negli ultimi anni il cinema italiano ha avuto difficolt\u00e0 a entrare. Abbiamo lavorato con la rete degli IIC in modo da scegliere i film che potessero funzionare meglio in quel determinato paese\u201d. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Raccontare le crisi contemporanee<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La dinamicit\u00e0 del cinema italiano contemporaneo \u00e8 confermata anche dal modo di raccontare le crisi che attraversano la nostra contemporaneit\u00e0, da quella economica a quella urbana, fino alle crisi umanitarie, quelle dimenticate. \u201cIl cinema italiano \u2013 spiega M\u00fcller \u2013 ha diversificato il suo approccio al reale. Prova ne \u00e8 \u2018Sacro Gra\u2019, che non pretende di spiegare o non vuole direttamente criticare o lamentarsi, semplicemente mostra il reale per portare gli spettatori a interrogarsi e a fare uno sforzo. Il cinema italiano \u00e8 in grado di fotografare quello che succede in alcuni punti del Paese e a esprimerne le emozioni e l\u2019esperienza umana, senza per questo doversi agganciare ai filoni della denuncia\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>I venti delle rivoluzioni nel cinema<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>M\u00fcller riflette anche sulle produzioni estere, dall\u2019Europa al Medio Oriente passando per il Mediterraneo. Analizza le novit\u00e0 che i venti delle rivoluzioni hanno portato nel cinema e gli autori impegnati a raccontare le complesse fasi di transizione che hanno vissuto in prima persona. \u201cE\u2019 sempre difficile parlare delle crisi a caldo e trovare le distanze in questi casi; perch\u00e9 passino le emozioni non si pu\u00f2 stare troppo addosso a un soggetto. Bisogna trovare la giusta distanza, che \u00e8 quella del cinema\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il prossimo Festival di Roma<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il prossimo impegno di M\u00fcller \u00e8 proprio il Festival Internazionale del Film di Roma, la kermesse di cui \u00e8 direttore artistico. La selezione di pellicole \u201cdovrebbe provare a rendere un quadro il pi\u00f9 variegato possibile. Non dimenticheremo il cinema documentario, perch\u00e9 per fortuna c\u2019\u00e8 un rinnovamento continuo anche in quell\u2019ambito. In questi ultimi anni abbiamo accompagnato sulla scena internazionale alcuni registi giovanissimi, dopo la presentazione romana. Film che hanno cominciato a girare nei festival e hanno trovato la possibilit\u00e0 di inserirsi negli spazi dei diversi mercati\u201d, come quello cinese. E proprio parlando della Cina, ricorda, \u201cmi viene in mente l\u2019esperienza fatta con Anica: abbiamo creato un focus sul mercato cinese al Festival di Roma e sono venuti una decina di distributori veri, non i faccendieri che ogni tanto vengono, curiosi del cinema italiano, e hanno comprato film italiani, soprattutto commedie. Chi programma un macro evento come il festival poi deve essere attento a non erigere steccati, ci vuole una bella dose di quel cinema che pu\u00f2 immediatamente coinvolgere, divertire e appassionare. Non ci avrei scommesso che la nostra nuova comicit\u00e0 potesse avere diritto di cittadinanza in paesi cos\u00ec lontani, invece \u00e8 successo\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Lo \u201cstato di salute\u201d del nostro cinema<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Infine, un ragionamento sullo \u201cstato di salute\u201d del nostro cinema, diviso da una parte dalla ormai annosa carenza di fondi per produrre e sostenere progetti, dall\u2019altra dall\u2019emergere di nuovi talenti e dall\u2019affermarsi dei nostri pi\u00f9 celebrati autori. M\u00fcller spiega che \u201cdal punto di vista economico\u201d i modelli da seguire sono quelli di Francia e Gran Bretagna. \u201cI francesi \u2013 spiega &#8211; possono gloriarsi di avere un cinema ben aiutato e sostenuto in tutte le fasi; della realizzazione alla promozione c\u2019\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di avere un aiuto del governo. In Italia in questo momento il governo deve ancora decidere quale sar\u00e0 l\u2019ammontare del Fus (Fondo unico per lo spettacolo) per quest\u2019anno e sta ragionando ai modi per rilanciare il cinema e lo spettacolo dal vivo. Purtroppo possiamo essere sicuri che quest\u2019anno non arriveremo alle cifre che la Francia pu\u00f2 regalare agli artisti e ai produttori. L\u2019Italia deve consolidare la propria economia, si sta cercando di razionalizzare e ottimizzare la nostra situazione, e su questa base forse si potranno pensare misure diverse e innovative per promuovere anche internazionalmente il nostro cinema\u201d. In Gran Bretagna, aggiunge Muller, \u201c\u00e8 importante la partecipazione dei canali statali, che non pu\u00f2 essere paragonata agli sforzi fatti da Rai Cinema, con un budget che \u00e8 un terzo di quello della televisione britannica. Sarebbe bello che anche Sky e Mediaset riprendessero a scommettere su un ventaglio pi\u00f9 ampio di futuri possibili del cinema italiano, non soltanto il proseguimento di filoni, generi e sottogeneri\u201d. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dal Leone d\u2019oro di Venezia (\u201cSacro Gra\u201d) all\u2019Oscar per il miglior film straniero (\u201cLa grande bellezza\u201d), fino al recente Grand Prix di Cannes (\u201cLe meraviglie\u201d), sono diversi i riconoscimenti internazionali che hanno coronato una stagione di successi per la cinematografia italiana. 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