{"id":127729,"date":"2024-12-05T11:15:15","date_gmt":"2024-12-05T10:15:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=127729"},"modified":"2024-12-05T11:15:15","modified_gmt":"2024-12-05T10:15:15","slug":"i-nodi-della-competitivita-la-crescita-dellitalia-fra-tensioni-globali-tassi-e-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2024\/12\/i-nodi-della-competitivita-la-crescita-dellitalia-fra-tensioni-globali-tassi-e-pnrr\/","title":{"rendered":"\u201cI nodi della competitivit\u00e0. La crescita dell\u2019Italia fra tensioni globali, tassi e PNRR&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019economia globale continuer\u00e0 a crescere moderatamente nei prossimi anni, ma le dinamiche divergenti tra Stati Uniti, Eurozona ed economie emergenti delineano uno scenario di incertezza. Secondo il rapporto di Confindustria per l\u2019autunno 2024, <strong>\u201cI nodi della competitivit\u00e0. La crescita dell\u2019Italia fra tensioni globali, tassi e PNRR&#8221;<\/strong>, mentre gli Stati Uniti si avviano verso un rallentamento graduale della crescita (+2,5% nel 2023, +2,3% nel 2024 e +1,5% nel 2025), l\u2019Eurozona e gli emergenti presentano un quadro di maggiore stabilit\u00e0 pur con previsioni di crescita pi\u00f9 moderate. In particolare, l\u2019Eurozona dovrebbe crescere dello 0,5% nel 2023, dello 0,7% nel 2024 e dell\u20191% nel 2025, mantenendo un ritmo inferiore rispetto a quello globale e al di sotto delle economie emergenti, che rimangono in espansione intorno al 4,4%.<\/p>\n<p>Nel contesto europeo, <strong>l\u2019Italia \u00e8 uno dei Paesi che affronta maggiori sfide strutturali<\/strong>. Il Prodotto interno lordo italiano (PIL) italiano cresce a ritmi pi\u00f9 lenti rispetto alla media della zona euro, influenzato negativamente da fattori esterni e da una debole domanda interna. La crescita per il 2024 \u00e8 prevista attorno allo 0,8% e allo 0,9% nel 2025, leggermente al di sotto delle previsioni precedenti, e appena sopra quella dell\u2019Eurozona, ma lontana dai livelli pre-pandemici. Ciononostante, <strong>il settore dei servizi si sta rivelando un fattore decisivo per la crescita<\/strong>: per la prima met\u00e0 del 2024, il valore aggiunto \u00e8 stato trainato da questo comparto, grazie a un aumento del reddito disponibile reale e a una ripresa della domanda.<\/p>\n<p><strong>La crescita \u00e8 poi sostenuta dalle esportazioni nette<\/strong>, grazie alla riduzione delle importazioni e al lieve aumento delle esportazioni, mentre i consumi familiari contribuiscono in misura minore\u200b. L\u2019inflazione, dopo aver raggiunto il picco nel 2023, si sta moderando (+1,1%), ma il suo impatto ha gi\u00e0 eroso il potere d\u2019acquisto, spingendo le imprese italiane ad aumentare i salari, sebbene l\u2019aumento nominale del +4,2% previsto per il 2024 resti comunque contenuto rispetto all\u2019inflazione precedente.<\/p>\n<p>Nel 2024,<strong> il tasso di disoccupazione italiano si prevede stabile<\/strong> intorno al 6,5%, con un leggero calo previsto nel 2025 al 6%. Tuttavia, il mercato del lavoro italiano \u00e8 ancora caratterizzato da una significativa carenza di competenze in alcuni settori e da una bassa partecipazione femminile e giovanile rispetto alla media europea. Confindustria sottolinea<strong> la necessit\u00e0 di misure per migliorare la partecipazione al lavoro<\/strong>, aumentando al contempo la presenza di lavoratori stranieri, data la previsione di un calo demografico e di un invecchiamento della popolazione che rischiano di ridurre l\u2019offerta nel medio termine. Questo scenario \u00e8 aggravato dai <strong>costi elevati degli alloggi<\/strong> nelle principali citt\u00e0 italiane, che scoraggiano la mobilit\u00e0 dei lavoratori e accentuano le carenze di personale in aree ad alta domanda.<\/p>\n<p>Le entrate pubbliche italiane, intanto, sono attese in crescita, raggiungendo il 46,5% del PIL nel 2024 e aumentando ulteriormente al 47,2% nel 2025. Tuttavia, la<strong> pressione fiscale continuer\u00e0 a pesare sulle famiglie e sulle imprese<\/strong>. La spesa pubblica, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), manterr\u00e0 un certo livello di supporto all\u2019economia, in particolare nelle costruzioni non residenziali, ma la riduzione prevista del deficit dal 3,9% nel 2024 al 3,1% nel 2025 rimane un obiettivo ambizioso, considerando l\u2019attuale debito pubblico.<\/p>\n<p>Altre <strong>criticit\u00e0 riguardano l\u2019industria italiana<\/strong> che ha mostrato segnali di debolezza, con una produzione in calo e settori chiave come l\u2019automotive in forte arretramento. Nel 2024, la produzione in questo settore ha registrato un calo tendenziale del 26,1%, evidenziando una crisi profonda che potrebbe mettere a rischio la crescita economica complessiva.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>rischi e apprensioni geopolitiche continuano a pesare sull\u2019economia globale e sul commercio internazionale<\/strong>, con effetti particolarmente rilevanti per l\u2019Europa e, di riflesso, per l\u2019Italia. I prezzi ancora relativamente elevati dell\u2019energia e le difficolt\u00e0 logistiche legate alla guerra in Ucraina e alle tensioni in Medio Oriente stanno avendo un impatto disomogeneo sui settori industriali, colpendo in particolare l\u2019industria manifatturiera europea, che dipende in misura significativa dalle importazioni di materie prime.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>In sintesi, secondo Confindustria, <strong>l\u2019economia italiana si trova a un bivio<\/strong>, con prospettive di crescita moderate, segnali di recupero dei consumi e investimenti che necessitano di un quadro di credito favorevole e condizioni economiche internazionali stabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019economia globale continuer\u00e0 a crescere moderatamente nei prossimi anni, ma le dinamiche divergenti tra Stati Uniti, Eurozona ed economie emergenti delineano uno scenario di incertezza. 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