{"id":130279,"date":"2025-01-24T15:41:03","date_gmt":"2025-01-24T14:41:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=130279"},"modified":"2025-01-24T15:41:03","modified_gmt":"2025-01-24T14:41:03","slug":"cracovia-echi-di-speranza-arte-e-memoria-dellolocausto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-culturale\/2025\/01\/cracovia-echi-di-speranza-arte-e-memoria-dellolocausto\/","title":{"rendered":"Cracovia, &#8220;Echi di speranza: arte e memoria dell\u2019Olocausto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il 16 gennaio 2025, in collegamento con l\u2019<strong>80\u00ba anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau<\/strong> che si celebrer\u00e0 il 27 gennaio, l\u2019<strong>Ambasciatore d\u2019Italia in Polonia<\/strong> Luca <strong>Franchetti<\/strong> Pardo ha inaugurato presso l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Cracovia la mostra <strong>Echi di Speranza: Arte e Memoria dell\u2019Olocausto<\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra, curata dallo storico d\u2019arte ed educatore Salvatore <strong>Trapani<\/strong>, intende onorare le vittime del campo esplorando i loro ricordi, la resilienza e l\u2019eredit\u00e0 artistica. L\u2019esposizione mira infatti a ricollegare l\u2019arte clandestina prodotta nei campi e quella realizzata da artisti sopravvissuti ai lager alla successiva corrente degli artisti contemporanei cosiddetti \u201cempatici\u201d nella loro rielaborazione attualizzante della <strong>memoria dell\u2019Olocausto<\/strong>. Echi di Speranza \u00e8 dunque un\u2019iniziativa di carattere transnazionale volta a mantenere viva la memoria, promuovendo <strong>l\u2019impegno civico contro l\u2019odio e l\u2019intolleranza<\/strong> nel presente e nel futuro grazie a una rosa di <strong>undici artisti contemporanei di diversa nazionalit\u00e0<\/strong> (italiana, tedesca, britannica, australiana, israeliana e statunitense), sia vivi che passati, dalla forte tempra e personalit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abSiamo forse l\u2019ultima generazione ad avere avuto un contatto diretto con i sopravvissuti. Abbiamo quindi il <strong>compito fondamentale di ricordare e tramandare<\/strong> ci\u00f2 che i testimoni diretti ci hanno raccontato\u00bb ha ricordato l\u2019Ambasciatore <strong>Franchetti Pardo<\/strong>, concludendo come \u00abLe due dimensioni di cui si compone questa mostra, legate al Passato e al Presente, inducono a riflettere su come <strong>il legame tra il passato e il presente siamo noi<\/strong>. Soltanto noi possiamo assicurare questo collegamento attraverso la nostra sensibilit\u00e0, la nostra cultura e il nostro impegno civile a mantenere viva la memoria della Shoah\u00bb.<\/p>\n<p>La mostra, patrocinata dall\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Varsavia, si \u00e8 avvalsa della collaborazione del <strong>Museo Statale di Auschwitz-Birkenau<\/strong> e del <strong>Museo di Sachsenhausen<\/strong> (Brandeburgo, Germania) grazie al prestito di alcuni disegni realizzati da prigionieri internati nei due campi. Sono inoltre partner del progetto il <strong>Centro Studi per la Stagione dei Movimenti di Parma<\/strong> e il <strong>Goethe-Institut di Cracovia<\/strong>. Hanno preso parte all\u2019inaugurazione, insieme a numerosi artisti esposti, il Direttore dell\u2019Istituto Italiano di Cultura Matteo <strong>Ogliari<\/strong>, il formatore del Museo di Auschwitz-Birkenau Michele <strong>Andreola<\/strong>, il Direttore del Goethe-Institut di Cracovia Claus <strong>Heimes<\/strong> e il curatore Salvatore <strong>Trapani<\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra rimarr\u00e0 visitabile <strong>fino al 14 marzo 2025<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 16 gennaio 2025, in collegamento con l\u201980\u00ba anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau che si celebrer\u00e0 il 27 gennaio, l\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Polonia Luca Franchetti Pardo ha inaugurato presso l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Cracovia la mostra Echi di Speranza: Arte e Memoria dell\u2019Olocausto. 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