{"id":130298,"date":"2025-01-25T10:42:30","date_gmt":"2025-01-25T09:42:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=130298"},"modified":"2025-01-25T10:46:09","modified_gmt":"2025-01-25T09:46:09","slug":"rilanciare-lindustria-per-il-futuro-dellitalia-il-sole-24-ore-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2025\/01\/rilanciare-lindustria-per-il-futuro-dellitalia-il-sole-24-ore-2\/","title":{"rendered":"Rilanciare l\u2019industria per il futuro dell\u2019Italia (articolo del Min. Tajani su Il sole 24 ore)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Costruire il futuro dell\u2019industria e del nostro Paese Intervento Antonio Tajani<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un dato che inizia a preoccupare sempre di pi\u00f9 chi segue le sorti dell\u2019economia italiana: la produzione industriale del nostro Paese ha registrato a novembre 2024, ultimo dato disponibile, il 22esimo mese consecutivo di calo. Il cuore della crisi \u00e8 nel settore auto: in 11 mesi la produzione \u00e8 stata pari a 295mila vetture, in calo del 42% rispetto al periodo precedente. Per trovare numeri inferiori si deve tornare al 1956, quando se ne produssero 28mila. Se il Pil italiano ha recuperato il livello pre-Covid gi\u00e0 nel 2023, il valore aggiunto industriale rimane ancora sotto del 2,9% rispetto al 2019. Questi numeri ormai ci parlano di una difficolt\u00e0 dell\u2019industria italiana che sembra essere qualcosa di pericolosamente strutturale. Qualcuno parla di rischio di \u201cdesertificazione industriale\u201d: non voglio adoperare termini estremi, in politica non \u00e8 responsabile ricorrere al terrore delle parole. Ma se non prenderemo le contromisure giuste, e se non lo faremo tutti insieme con i Paesi dell\u2019Europa unita, il rischio ci sar\u00e0. Il Pil italiano in questi anni ha mantenuto posizioni, senza cadere in recessione come in altri Paesi europei. Abbiamo realizzato il record di export a 626 miliardi di euro, diventando la quarta economia esportatrice al mondo. E il record di occupati, al 62% della popolazione. La nostra industria ha resistito, con un valore aggiunto per occupato pi\u00f9 alto che in Germania, Francia e Spagna. Il Made in Italy \u00e8 un enorme patrimonio industriale da tutelare e su cui continuare ad investire. Ma di fronte a nuove difficolt\u00e0 dobbiamo reagire, subito. In Italia e nella Ue. Insieme al Partito Popolare Europeo, riteniamo che il 2025 debba essere l\u2019anno delle decisioni coraggiose per un\u2019Europa competitiva e sicura. Per questo Forza Italia vuole lavorare a un \u201cPiano Industriale per l\u2019Italia e per l\u2019Europa per la Crescita e l\u2019Innovazione\u201d, e lo presentiamo oggi in un convegno a Milano.<\/p>\n<p>Abbiamo delle priorit\u00e0 che confrontiamo con il mondo dell\u2019industria e dell\u2019impresa:<\/p>\n<ul>\n<li>Rafforzare e difendere i pilastri italiani del manifatturiero e del Made in Italy (Food, fashion, forniture, design e tecnologia);<\/li>\n<li>Prioritizzazione dei settori industriali strategici per sicurezza, salute e sviluppo sociale del Paese (come farmaceutico, difesa\/aerospazio e IT).<\/li>\n<li>Sviluppo di nuove politiche per la Riduzione del costo dell\u2019energia. Misure di disaccoppiamento tra prezzo elettrico e quello del gas. Una quota maggiore dei ricavi Ets destinata alle industrie energivore per sostenere, ad esempio, l\u2019idrogeno verde o la cattura del carbonio. Riduzione della dipendenza strategica nell\u2019approvvigionamento delle materie prime. Potenziamento dell\u2019attrazione dei capitali finanziari. Sviluppo, formazione e retention delle nuove competenze (Stem, in particolare) per il lavoro e la ReD.<\/li>\n<li>Riduzione sostanziale della burocrazia per le imprese, PA e giustizia funzionante in Italia. Vogliamo ridurre anche la burocrazia Ue, con il principio \u201cuna regola dentro, due fuori\u201d. Il nostro obiettivo immediato \u00e8 arrestare il declino industriale. Dal 2008 abbiamo perso 547 mila occupati nell\u2019industria: perdendo posti di lavoro perdiamo anche quell\u2019inestimabile tesoro di conoscenze e saper fare che questi lavoratori qualificati danno al nostro Paese. Nel medio termine, far ricrescere la quota di Pil generata dal settore manifatturiero fino al 20%, livello che riteniamo idoneo a garantire una solida e diffusa base industriale in Italia (e in Europa). Per recuperare questo livello \u00e8 necessario rendere pi\u00f9 conveniente produrre in Italia riducendo i costi di produzione su tutto il territorio nazionale, dando una mano al Nord, al Centro e al Sud, regione quest\u2019ultima che ha ancora enormi spazi di crescita. Chiediamo alla Ue di lavorare a misure volte a mantenere la competitivit\u00e0 dell\u2019industria automobilistica europea, in particolare misure per evitare possibili sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi di emissione del 2025. E di rivedere il bando per i motori a combustione del 2035, seguendo l\u2019approccio della neutralit\u00e0 tecnologica. Bisogna riformulare con urgenza la proposta di legislazione europea sui farmaci sviluppata dalla precedente Commissione, rafforzando ed allungando la copertura brevettuale, anzich\u00e9 accorciarla, per essere attrattivi e competitivi come Usa e Cina. Non mi dilungo nell\u2019elenco dei provvedimenti da prendere; la lista \u00e8 lunga ma anche quasi universalmente conosciuta. Il messaggio che deve arrivare dalla Politica adesso \u00e8 che dobbiamo muoverci, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere: se il \u201cdeserto\u201d avanza dobbiamo fermarlo piantando nuovi \u201calberi\u201d, ridando direzione di marcia e fiducia ai nostri imprenditori e ai nostri cittadini. Costruendo il futuro dell\u2019industria costruiremo il benessere dell\u2019Italia.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Costruire il futuro dell\u2019industria e del nostro Paese Intervento Antonio Tajani C\u2019\u00e8 un dato che inizia a preoccupare sempre di pi\u00f9 chi segue le sorti dell\u2019economia italiana: la produzione industriale del nostro Paese ha registrato a novembre 2024, ultimo dato disponibile, il 22esimo mese consecutivo di calo. 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