{"id":13058,"date":"2014-05-12T15:18:42","date_gmt":"2014-05-12T13:18:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/05\/20140512_la_diplomazia_rel_internazionali\/"},"modified":"2014-05-12T15:18:42","modified_gmt":"2014-05-12T13:18:42","slug":"20140512_la_diplomazia_rel_internazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2014\/05\/20140512_la_diplomazia_rel_internazionali\/","title":{"rendered":"La diplomazia e le relazioni interpersonali"},"content":{"rendered":"<p><P>Una delle principali doti del buon diplomatico e&#8217; la capacita&#8217; di gestire intelligentemente le relazioni interpersonali. E&#8217; proprio tale qualit\u00e0, infatti, che concorre in modo determinante a concretizzare gli obiettivi della sua missione. Il Cerimoniale Diplomatico racchiude molto piu&#8217; di quanto illustri la sua semplice definizione.&#8221; E&#8217; quanto afferma l&#8217;Ambasciatore Stefano Ronca in un\u2019intervista al sito della Farnesina <A href=\"https:\/\/www.esteri.it\/\">www.esteri.it<\/A>.<\/P><br \/>\n<P>Non si tratta di una teoria costruita a tavolino, risultato di intellettualistiche elaborazioni, ma di una pratica, frutto di esercizio di valori come la capacita&#8217; di avviare e coltivare buone relazioni interpersonali, espressione di un bagaglio culturale di tradizioni umanistiche ma anche di innovazione. Una pratica frutto della capacita&#8217; di essere buoni &#8221;analisti politici, bravi gestori di risorse umane e finanziarie, lungimiranti valutatori delle prospettive economiche e commerciali per i nostri imprenditori&#8221;, ma soprattutto dei diplomatici. &#8221;E un buon diplomatico e&#8217; in primo luogo una persona efficace e a proprio agio nei rapporti con gli altri&#8221;. Una pratica che, in quanto tale, si apprende attraverso la formazione, l&#8217;insegnamento. Il paziente tessitore di questa tela, dal complesso ordito, e&#8217; l&#8217;Ambasciatore Stefano Ronca che da pochi giorni ha lasciato la guida del Cerimoniale diplomatico della Repubblica (&#8221;bisognerebbe cambiargli nome, anche se non sarebbe facile trovargliene un altro che si adatti meglio alla complessita\u2019 dei temi che abbraccia,&#8221; dice) e che ha compendiato in un volume le pratiche e le regole che attengono a tale &#8221;servizio&#8221; per la politica estera.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Le relazioni interpersonali<\/STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;La cura delle relazioni interpersonali &#8211; spiega l&#8217;ambasciatore Ronca &#8211; e&#8217; fondamentale nella formazione di un diplomatico. Essa e&#8217; alla base del suo mestiere, ed e&#8217; importante che il rapporto con il proprio interlocutore sia sempre costruttivo. Cio&#8217; significa sviluppare doti socio-culturali di ascolto. Saper ascoltare &#8211; sottolinea Ronca &#8211; non e&#8217; meno importante di saper parlare&#8221;. L&#8217;Ambasciatore cita quello che definisce un efficace brano di Plutarco sull&#8217;arte di ascoltare: &#8220;I piu&#8217; pensano che per pronunciare un discorso ci sia bisogno di studio ed esercizio, mentre dall&#8217;ascolto possa trarre profitto anche chi vi si accosta in modo improvvisato. Non e&#8217; cos\u00ec. Se la natura ci ha dato due orecchie ed una lingua sola e&#8217; perche&#8217; siamo tenuti ad ascoltare piu&#8217; che a parlare&#8221;.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>&#8220;Saper ascoltare&#8221;<\/STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;Saper ascoltare &#8211; spiega Ronca &#8211; e&#8217; fondamentale nel nostro mestiere, non solo perche&#8217; e&#8217; uno dei principali strumenti di acquisizione di informazioni e valutazioni, ma anche perche&#8217; costituisce uno di quei cruciali segnali di attenzione necessari per empatizzare con l&#8217;interlocutore. Inoltre il diplomatico machiavellico ed ambiguo &#8211; appartenente ad un certo clich\u00e9 letterario- disposto a qualunque compromesso per ottenere lo scopo che si e&#8217; prefissato, &#8211; aggiunge Ronca &#8211; non fa onore alla nostra professione e non fa quasi mai, nel lungo periodo, l&#8217;interesse del proprio Paese. Il diplomatico e&#8217; utile se e&#8217; sempre credibile e capace di trasmettere al suo interlocutore un messaggio di onesta&#8217; e di affidabilita&#8217; in particolare quando si tratta della difesa degli interessi nazionali. E riesce a costruire rapporti positivi durevoli poiche&#8217; cio\u2019 fa intrinsecamente parte della sua missione&#8221;.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019evoluzione delle relazioni internazionali<\/STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8221;La vita delle relazioni internazionali &#8211; dice l&#8217;Ambasciatore Ronca &#8211; e&#8217; percorsa da cambiamenti profondi e processi nuovi: l\u2019universalizzazione della comunit\u00e0 internazionale, la moltiplicazione delle organizzazioni multilaterali, l&#8217;emergere di nuovi soggetti internazionali come le ONG, i movimenti religiosi e le multinazionali, lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, il ruolo crescente dell&#8217;opinione pubblica ed il moltiplicarsi dei rischi alla pace ed alla sicurezza connessi all&#8217;emergere del terrorismo globale sono alcune delle variabili che influenzano e condizionano la diplomazia contemporanea. Di qui &#8211; spiega Ronca &#8211; le regole della pratica internazionale non possono sottrarsi a simili processi, e sono chiamate ad evolversi conseguentemente. Di qui l&#8217;esigenza di modernizzare il Cerimoniale Diplomatico in senso armonico con le tradizioni del passato e le esigenze del presente&#8221;.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Semplificare<\/STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La semplificazione nella gestione degli avvenimenti e&#8217; diventata un dato di fatto. Ronca dice che il tasso di visite internazionali in Italia che si registra oggi e&#8217; di gran lunga superiore a quello che si registrava alcuni anni fa. Ed anche i tempi della durata delle visite si sono molto ridotti, senza perdere i passaggi significativi e simbolici che danno sostanza alla forma. La visita di Stato del Presidente francese De Gaulle, in Italia nel 1961, per il centenario dell&#8217;Unita&#8217; d&#8217;Italia, duro&#8217; una settimana, &#8221;ora una simile durata non e&#8217; piu&#8217; praticabile neppure per visite della massima rilevanza politica&#8221;.<\/P><br \/>\n<P><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>La percezione della societa\u2019 civile<\/STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;La recente evoluzione del sentire dell&#8217;opinione pubblica sulle immunita&#8217; ed i privilegi dei diplomatici &#8211; chiarisce l&#8217;Ambasciatore Ronca &#8211; non e&#8217; priva di conseguenze delle quali oggi e&#8217; ancora <\/STRONG>difficile valutare appieno la portata. Il recente arresto di un <\/STRONG>Console in una grande capitale occidentale dovuto alla violazione di <\/STRONG>norme che regolano i rapporti di lavoro con i dipendenti e&#8217; un esempio <\/STRONG>eloquente: sul rispetto della carica consolare ha prevalso, per le <\/STRONG>Autorita&#8217; locali, il diritto del lavoratore dipendente. Esempi concreti &#8211; commenta Ronca &#8211; che certamente non <\/STRONG>collimano con quella che sino a pochi anni orsono, era <\/STRONG>un&#8217;interpretazione univoca delle immunita&#8217; diplomatiche previste dalla Convenzione di Vienna. Sicche&#8217;- dice Ronca &#8211; il Cerimoniale, oltre all&#8217;organizzazione di vertici, visite, incontri <\/STRONG>internazionali, deve dedicare molta attenzione ai nuovi aspetti che nascono dalla intersezione fra la vita delle missioni diplomatiche e quella della societa&#8217; civile&#8221;.<\/STRONG><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una delle principali doti del buon diplomatico e&#8217; la capacita&#8217; di gestire intelligentemente le relazioni interpersonali. E&#8217; proprio tale qualit\u00e0, infatti, che concorre in modo determinante a concretizzare gli obiettivi della sua missione. 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