{"id":136316,"date":"2025-05-19T11:08:58","date_gmt":"2025-05-19T09:08:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=136316"},"modified":"2025-05-19T11:08:58","modified_gmt":"2025-05-19T09:08:58","slug":"crescere-nello-scenario-globale-con-innovazione-ed-export","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2025\/05\/crescere-nello-scenario-globale-con-innovazione-ed-export\/","title":{"rendered":"Crescere nello scenario globale con innovazione ed export"},"content":{"rendered":"<p>Le imprese si trovano di fronte a un contesto globale complesso, pur ricco di potenzialit\u00e0. Questa \u00e8 la considerazione che guida <strong>lo studio \u201cLet\u2019s GROW!\u201d realizzato da SACE<\/strong>, e nel quale vengono delineati nuovi scenari di crescita per le imprese italiane. In effetti, SACE stima un&#8217;opportunit\u00e0 di crescita di 100 miliardi di euro per il 2025, accessibile attraverso <strong>due leve strategiche fondamentali: l&#8217;innovazione e l&#8217;export<\/strong>, due strumenti che per giunta si alimentano reciprocamente, capaci di generare un effetto moltiplicatore stimato in quasi quattro punti percentuali aggiuntivi sul fatturato aziendale.<\/p>\n<p>Lo studio analizza quanto l&#8217;innovazione sia cruciale per la competitivit\u00e0. Per SACE, <strong>investire in tecnologie avanzate, digitalizzazione, formazione del personale e sostenibilit\u00e0<\/strong> non solo migliora produttivit\u00e0 ed efficienza, ma rende le imprese pi\u00f9 resilienti e capaci di adattare i propri prodotti a nuove filiere, diversificando il business. Nonostante le imprese che gi\u00e0 investono in innovazione registrino una crescita del fatturato superiore di due punti percentuali rispetto alle altre, attualmente, <strong>in Italia, solo un&#8217;impresa su tre investe attivamente in nuove tecnologie e digitalizzazione<\/strong>. Infatti, per colmare il divario con la media dell&#8217;area euro, secondo SACE sarebbero necessari investimenti aggiuntivi annui in ricerca e sviluppo stimati in 15 miliardi di euro.<\/p>\n<p>La ricerca individua settori con un potenziale di trasformazione particolarmente elevato grazie all&#8217;innovazione. <strong>La farmaceutica e la chimica<\/strong> sono gi\u00e0 ad alta intensit\u00e0 innovativa ma necessitano di continui investimenti per rimanere competitive, ad esempio nell&#8217;integrazione dell&#8217;IA per la ricerca, la telemedicina, o lo sviluppo di materiali e processi sostenibili. Anche <strong>la meccanica strumentale<\/strong>, cuore dell&#8217;industria italiana, vede opportunit\u00e0 nell&#8217;adozione di strumenti digitali (visori 3D per assistenza remota) e robotica avanzata, mentre <strong>il settore della mobilit\u00e0 urbana<\/strong>, spinto dalla smart mobility e dall&#8217;elettrificazione, richiede innovazioni per veicoli efficienti e infrastrutture di ricarica. Per quanto riguarda <strong>gli apparecchi elettrici<\/strong>, centrali nella transizione energetica, sono necessari grandi investimenti per potenziare la catena di approvvigionamento delle tecnologie pulite (eolico, solare, batterie). Lo studio di SACE menziona inoltre <strong>il settore cartario<\/strong> che, pur sfidato dalla digitalizzazione, trova opportunit\u00e0 nell&#8217;e-commerce (packaging) ed \u00e8 all&#8217;avanguardia nell&#8217;economia circolare. Infine, <strong>il settore alimentare e bevande<\/strong>, sebbene con un indice di intensit\u00e0 innovativa pi\u00f9 basso, possiede enormi margini di miglioramento tramite tecnologie per l&#8217;agricoltura di precisione, tracciabilit\u00e0 e riduzione degli sprechi. La sfida principale per molte imprese, soprattutto PMI e quelle attive in settori meno tecnologici \u2013 ribadisce SACE \u2013 resta <strong>l&#8217;accesso alle risorse finanziarie e alle competenze necessarie<\/strong>.<\/p>\n<p>Seconda leva di crescita, <strong>l&#8217;export \u00e8 un pilastro dell&#8217;economia italiana <\/strong>(vale quasi un terzo del PIL) e le imprese esportatrici mostrano maggiore resilienza e redditivit\u00e0, con una crescita del fatturato annuo superiore di 1,5 punti percentuali rispetto a chi opera solo sul mercato domestico. Oltre a ci\u00f2, le previsioni indicano un aumento dell&#8217;export di beni a 660 miliardi di euro per il 2026. Un traguardo, questo, raggiungibile attraverso <strong>la diversificazione dei mercati di sbocco, andando oltre quelli tradizionali<\/strong>.<\/p>\n<p>SACE identifica quindi 14 mercati strategici ad alto potenziale, definiti GATE (Growing, Ambitious, Transforming, Entrepreneurial), che rappresentano complessivamente 85 miliardi di euro di opportunit\u00e0 per il Made in Italy. Questi includono economie dinamiche come <strong>gli Emirati Arabi Uniti<\/strong>, hub strategico con piani governativi ambiziosi; <strong>l&#8217;Arabia Saudita<\/strong>, che vede una forte spinta su infrastrutture ed energie rinnovabili; <strong>l&#8217;India<\/strong>, il cui obiettivo \u00e8 diventare un hub manifatturiero globale, con importanti investimenti in infrastrutture e rinnovabili e<strong> il Vietnam<\/strong>, impegnato in un processo di modernizzazione industriale e si concentra sulla sostenibilit\u00e0. Altri mercati GATE rilevanti sono <strong>il Messico<\/strong> (nearshoring e produzione high-tech), <strong>il Brasile <\/strong>(reindustrializzazione e transizione energetica), <strong>la Turchia<\/strong> (piani di sviluppo infrastrutturali e industriali), <strong>Singapore <\/strong>(hub tecnologico e mercato del lusso),<strong> la Colombia<\/strong> (transizione energetica e infrastrutture), <strong>la Serbia<\/strong> (porta sui Balcani, infrastrutture e agritech) e <strong>il Sudafrica<\/strong> (infrastrutture, manifattura, energia). A questi si aggiungono <strong>le opportunit\u00e0 nel continente africano, supportate anche dal Piano Mattei<\/strong>, con focus su Paesi come <strong>Algeria, Egitto, Marocco, Angola e Tanzania<\/strong>, dove le competenze italiane possono contribuire allo sviluppo infrastrutturale, energetico e agroalimentare.<\/p>\n<p>Questo impegno \u00e8 in linea con il <strong>Piano d\u2019azione per l\u2019export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale, <\/strong>presentato lo scorso 21 marzo a Roma dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani: uno strumento di indirizzo strategico che delinea le principali azioni e missioni a guida politica che MAECI e Sistema Italia hanno in programma per promuovere congiuntamente lo sviluppo del nostro export.<\/p>\n<p>L\u2019azione sinergica combinata di innovazione e export <strong>rende l&#8217;offerta delle imprese italiane pi\u00f9 competitiva sui mercati globali<\/strong>, permettendo di rispondere meglio alle esigenze specifiche di clienti internazionali e di distinguersi dalla concorrenza. D&#8217;altro canto, la proiezione internazionale stimola l&#8217;innovazione continua attraverso il meccanismo del &#8220;learning by exporting&#8221;, ossia <strong>imparando dalle sfide e dalle opportunit\u00e0 incontrate all&#8217;estero<\/strong>. La digitalizzazione \u00e8 un abilitatore chiave di questa sinergia: l&#8217;e-commerce, le piattaforme B2B e le soluzioni di logistica avanzata, frutto dell&#8217;innovazione, permettono alle aziende di <strong>raggiungere nuovi mercati in modo pi\u00f9 efficiente e mirato<\/strong>, ampliando le possibilit\u00e0 di export.<\/p>\n<p>In questo percorso, SACE si pone come partner per le imprese italiane, offrendo <strong>soluzioni integrate, sintetizzate nell&#8217;approccio GROW<\/strong> (Garanzie e liquidit\u00e0, Risk Management, Opportunit\u00e0 di business, Worldwide support) e volte a facilitare l&#8217;accesso ai finanziamenti, proteggere dai rischi e aprire nuove porte sui mercati internazionali, supportando cos\u00ec gli investimenti necessari per cogliere queste opportunit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le imprese si trovano di fronte a un contesto globale complesso, pur ricco di potenzialit\u00e0. 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