{"id":139722,"date":"2025-07-08T10:11:22","date_gmt":"2025-07-08T08:11:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=139722"},"modified":"2025-07-08T10:11:22","modified_gmt":"2025-07-08T08:11:22","slug":"india-il-motore-asiatico-per-linternazionalizzazione-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2025\/07\/india-il-motore-asiatico-per-linternazionalizzazione-italiana\/","title":{"rendered":"India, il motore asiatico per l\u2019internazionalizzazione italiana"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo Piano d\u2019Azione per l\u2019export italiano nei mercati extra-UE, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), individua nell\u2019Asia-Pacifico uno dei suoi principali assi strategici. Con l\u2019ambizioso obiettivo di portare l\u2019export italiano a quota 700 miliardi di euro, l\u2019India \u2014 <strong>una delle economie emergenti pi\u00f9 dinamiche e rilevanti a livello globale<\/strong> \u2014 rappresenta un partner imprescindibile per rafforzare il partenariato economico.<br \/>\nQuello indiano \u00e8 un mercato chiave, ricco di opportunit\u00e0 per le imprese italiane, grazie a una popolazione giovane e in crescita, e a <strong>politiche pubbliche orientate all&#8217;apertura e agli investimenti<\/strong>. L\u2019India si prepara inoltre a diventare un attore centrale nell\u2019economia globale, non solo come destinazione per esportazioni e investimenti diretti, ma anche come hub regionale per la riesportazione verso i mercati limitrofi. In questo quadro, l\u2019Amministrazione indiana ha adottato negli ultimi dieci anni politiche volte ad attrarre capitali esteri, con investimenti diretti esteri (IDE) pari a circa 710 miliardi di dollari in quel periodo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dati e prospettive<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2024, l\u2019export italiano verso l\u2019India ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro (+1% rispetto al 2023), collocando il Paese al <strong>quinto posto tra i mercati di sbocco italiani nell\u2019area Asia-Pacifico<\/strong>, con un peso del 9,8% sul totale dell\u2019export regionale. Nel Paese, le esportazioni italiane si contraddistinguono per un&#8217;elevata diversificazione settoriale: macchinari e apparecchi (40,2%), prodotti chimici (11,5%), computer, apparecchi elettronici ed elettrici (10,3%) metalli di base (7,9%) e articoli in gomma e plastica (4,8%). L\u2019obiettivo per il futuro \u00e8 incrementare l\u2019interscambio oltre gli attuali 14,2 miliardi di euro e favorire ulteriori investimenti bilaterali, ampliando il numero delle <strong>oltre 800 aziende italiane gi\u00e0 presenti nel Paese<\/strong>, in particolare nelle aree di Delhi-Gurgaon, Mumbai-Pune, Chennai e Bangalore.<br \/>\nIn questo contesto si inserisce il Forum Imprenditoriale, Scientifico e Tecnologico Italia-India, svoltosi a New Delhi il 10 e 11 aprile 2025, che ha visto la partecipazione di 730 delegati (di cui 250 italiani), 484 imprese (117 italiane) e oltre 400 incontri B2B. Il Forum ha messo a fuoco comparti ad alto contenuto tecnologico: industria e agricoltura 4.0, infrastrutture, mobilit\u00e0 sostenibile, energie rinnovabili, tecnologie avanzate, aerospazio, sicurezza, start-up e ricerca scientifica.<\/p>\n<p>All\u2019appuntamento di New Delhi \u00e8 seguito, il 5 giugno 2025 a Brescia, un secondo business forum tenutosi in occasione del Partenariato Economico Strategico Italia-India.<\/p>\n<p>L\u2019evento ha segnato un ulteriore momento di rafforzamento del legame economico fra India e Italia.<\/p>\n<p>I Ministri Tajani e Goyal hanno aperto il forum imprenditoriale presso il Museo di Santa Giulia per mettere a fuoco le aree maggiormente promettenti per lo sviluppo della cooperazione economica bilaterale.<\/p>\n<p>La scelta di organizzare l\u2019incontro a Brescia nasce anche dal forte interscambio tra Lombardia e India, che ha registrato una crescita di oltre il 10% nell\u2019ultimo anno. Il 40% degli scambi complessivi tra Italia e India transitano dalla regione.<\/p>\n<p>In linea di continuit\u00e0 con l\u2019analogo esercizio svolto a New Delhi ad aprile, il Foro imprenditoriale bilaterale a Brescia ha riunito oltre 400 partecipanti tra aziende, istituzioni e associazioni di categoria, per approfondire opportunit\u00e0 in quattro ambiti: industria 4.0; trasporti; transizione energetica, economia circolare; spazio. I lavori hanno previsto anche sessioni B2B, con circa 170 incontri realizzati tra aziende italiane e indiane.<\/p>\n<p>La nutrita delegazione indiana ha inoltre avuto l\u2019occasione di effettuare incontri e visite alle aziende del territorio bresciano coordinati da Confindustria Lombardia e Confindustria Brescia.<\/p>\n<p>Entrambi gli eventi, inaugurati dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, rientrano nelle numerose missioni imprenditoriali a guida politica che fanno parte della sua agenda, nell\u2019ambito della strategia di \u201cDiplomazia della Crescita\u201d cui ha dato avvio fin dall\u2019inizio del suo mandato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Piano per l\u2019Export<\/strong><\/p>\n<p>A livello istituzionale, il dialogo tra i due Paesi \u00e8 stato rafforzato con l\u2019adozione, nel novembre 2024, di un <strong>Piano d\u2019Azione congiunto Italia-India 2025-2029<\/strong>, che definisce una roadmap chiara per consolidare il partenariato economico e industriale. Numerose sono le iniziative operative previste a sostegno dell\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane in India, a testimonianza di un impegno strutturato e multilivello.<br \/>\nTra queste, figurano le <strong>fiere e missioni imprenditoriali<\/strong> promosse dall\u2019Agenzia ICE, che, con un investimento di 1 milione di euro, puntano a facilitare l\u2019incontro tra aziende italiane e partner locali, creando occasioni concrete di collaborazione.<br \/>\nA loro si affiancano i <strong>programmi di business matching<\/strong> sviluppati sia da ICE che attraverso la piattaforma di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), oltre a <strong>strumenti finanziari dedicati all\u2019espansione internazionale<\/strong>. Nel 2025, CDP ha avviato la sua prima operazione di fusione e acquisizione in India, con un investimento di 114 milioni di euro nel settore automotive, segnando un passo importante nella cooperazione industriale.<br \/>\nSACE, da parte sua, ha messo in campo una potente <strong>&#8220;Push Strategy&#8221; <\/strong>in valuta locale per 200 milioni di euro aggiuntivi, focalizzata su settori strategici come le energie rinnovabili, l\u2019energia, le infrastrutture e la siderurgia. Infine, SIMEST ha attivato una serie di <strong>prodotti finanziari agevolati <\/strong>e, ad aprile 2025, ha inaugurato una sede di rappresentanza in India, segnale concreto della volont\u00e0 di rafforzare stabilmente la presenza del Sistema Italia nel Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I settori pi\u00f9 promettenti<\/strong><\/p>\n<p>A conferma dell\u2019interesse verso l\u2019India da parte delle imprese italiane, nei sei mesi pi\u00f9 recenti, gli investimenti italiani in India hanno superato i 500 milioni di euro, distribuiti tra aperture di impianti produttivi, centri tecnologici, memorandum d\u2019intesa, acquisizioni e nuovi contratti commerciali. L\u2019India, da parte sua, si propone come hub industriale strategico in diversi settori ad elevato potenziale dove le imprese italiane possono rafforzare il proprio posizionamento attraverso soluzioni tecnologiche, know-how e collaborazione strutturata con partner locali.<br \/>\nNel comparto <strong>agroindustriale<\/strong>, l\u2019Italia \u2014 leader globale nelle tecnologie agromeccaniche \u2014 \u00e8 chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nei programmi di ammodernamento agricolo avviati dal Governo indiano, che punta su agricoltura di precisione, meccanizzazione sostenibile e tecniche di irrigazione avanzate. Le opportunit\u00e0 riguardano anche la trasformazione alimentare, la logistica a temperatura controllata e i sistemi digitali per la tracciabilit\u00e0.<br \/>\nNel settore <strong>ferroviario<\/strong>, le previsioni al 2026 indicano un incremento del 157% del traffico merci e del 25% per la domanda di materiale rotabile, mentre il traffico passeggeri crescer\u00e0 del 30% entro il 2031. Il National Rail Plan 2030 mobilita risorse per 107 miliardi di dollari e il piano Amrit Bharat Station Scheme prevede il rinnovamento di oltre 1.200 stazioni con investimenti superiori a 3 miliardi. Le aziende italiane possono inserirsi nella filiera tramite forniture, tecnologie per la sicurezza e soluzioni per la mobilit\u00e0 smart. Nelle <strong>telecomunicazioni<\/strong>, l\u2019apertura integrale agli IDE, la riduzione dei costi di licenza e la liberalizzazione dello spettro radio hanno favorito un\u2019espansione rapida del mercato. Il consumo di dati \u00e8 cresciuto da 61 MB nel 2014 a 18,4 GB nel 2024 per utente. In questo ambito, Sparkle (Gruppo TIM) ha ampliato le attivit\u00e0 in India grazie a una partnership strategica con Airtel, in parallelo all\u2019attivazione del cavo sottomarino Blue-Raman, con una capacit\u00e0 iniziale oltre i 25 Tbps.<br \/>\nNel comparto <strong>energie rinnovabili<\/strong>, l\u2019India \u00e8 tra i primi cinque Paesi al mondo per capacit\u00e0 installata eolica e solare, e punta a raggiungere 500 GW entro il 2030. Il Governo sostiene attivamente la crescita del settore per ridurre la dipendenza energetica e abbattere le emissioni. Tra aprile 2020 e settembre 2024, gli investimenti esteri per le rinnovabili hanno superato i 19,9 miliardi di dollari e l&#8217;India \u00e8 sulla buona strada per diventare un hub globale. Gli investimenti esteri nel settore delle energie rinnovabili hanno superato i 19,9 miliardi di dollari, posizionando l&#8217;India come un potenziale hub globale in questo ambito.<br \/>\nNelle aree <strong>portuale e logistica<\/strong>, l\u2019India intende diventare uno snodo cruciale per i traffici tra Europa, Africa e Asia. Il programma Sagarmala 2030 prevede 576 progetti infrastrutturali per circa 95,7 miliardi di euro. Nel 2024, i porti indiani hanno movimentato 1.629 milioni di tonnellate di merci, con tempi di sdoganamento e giacenza container competitivi a livello globale.<br \/>\nAnche il settore <strong>aerospaziale \u00e8 in forte crescita <\/strong>e destinato a passare da 8 a 44 miliardi di dollari entro il 2040. In autunno \u00e8 prevista in India una missione ICE con imprese del settore per avviare una cooperazione bilaterale pi\u00f9 strutturata.<br \/>\nSul fronte <strong>dell\u2019innovazione<\/strong>, l\u2019Italia ha proposto la creazione di un centro dedicato alla collaborazione tra per start-up e universit\u00e0 a Bangalore, cuore dell\u2019ecosistema indiano. Con oltre 160.000 start-up registrate, l\u2019India \u00e8 il terzo ecosistema mondiale. Secondo le stime, questo comparto contribuir\u00e0 con circa 1.000 miliardi di dollari all\u2019economia nazionale entro il 2030.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Accordo di Libero Scambio<\/strong><\/p>\n<p>In fase avanzata di negoziazione, l\u2019Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea (UE) e India potrebbe concludersi <strong>entro la fine dell\u2019anno<\/strong>. L\u2019intesa costituirebbe un ulteriore motore di crescita per l\u2019interscambio bilaterale, con l\u2019eliminazione di barriere tariffarie e la creazione di un mercato integrato da oltre 2 miliardi di consumatori, pari al 20% del PIL globale. Nel 2023, l\u2019UE \u00e8 risultata il primo partner commerciale dell\u2019India, con 124 miliardi di euro di scambi, pari al 12% del commercio estero indiano. Tuttavia, la penetrazione del mercato indiano per le imprese europee \u00e8 ancora ostacolata da alti dazi doganali. Bruxelles punta a facilitare l\u2019accesso per automobili e alcolici, mentre New Delhi richiede maggiori aperture per tessile, farmaci e visti. Un accordo commerciale equilibrato aprirebbe nuove prospettive per le imprese italiane, favorendo una pi\u00f9 profonda integrazione economica tra Europa e India.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Italia e India: un futuro di opportunit\u00e0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Intervista all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in India Antonio Bartoli<\/strong><\/p>\n<p>Alla luce del Piano d\u2019azione per l\u2019export italiano del Governo e della Guida alle opportunit\u00e0 per le aziende italiane realizzata dalla Sua Ambasciata, quali settori, secondo Lei, sono da tenere in considerazione per un\u2019azienda interessata a investire in India?<\/p>\n<p>L&#8217;India \u00e8 una delle economie pi\u00f9 dinamiche nel panorama globale. Nell\u2019ultimo decennio (quindi Covid compreso), ha registrato tassi di crescita annui stabilmente sopra il 6%. Pi\u00f9 6,5% nell\u2019esercizio appena chiuso (primavera 2024-2025), addirittura pi\u00f9 9,2% in quello precedente. Ha un vasto mercato potenziale interno per consumi, un\u2019et\u00e0 mediana di circa 28 anni e una classe imprenditoriale proiettata su digitale, IT e innovazione. Il Governo indiano punta a creare occupazione e attrarre capitali, tecnologie e competenze dall\u2019estero, Italia inclusa, per consolidare la base industriale nazionale. Al Foro Imprenditoriale, Scientifico e Tecnologico di Delhi di aprile, e al successivo Foro per la Crescita di Brescia dello scorso 5 giugno, abbiamo posto l\u2019attenzione su settori strategici e ad alto valore aggiunto, dove ampie sono le opportunit\u00e0 di affari per le nostre aziende: industria 4.0, automotive e macchinari (gi\u00e0 40% del nostro export), agricoltura di precisione (per delineare collaborazioni nelle filiere della trasformazione \u00a0alimentare, del packaging avanzato e della catena del freddo), infrastrutture e trasporti (su cui il Governo di Delhi stanzia circa 130 miliardi di dollari l\u2019anno), energie rinnovabili (con particolare attenzione ai settori del riciclo, delle tecnologie green e della trasformazione industriale dei rifiuti); ma anche spazio e nuove tecnologie, in vista dell\u2019apertura di un centro italiano in India che favorisca il dialogo tra le componenti principali dei nostri ecosistemi dell\u2019innovazione: start-up, aziende con proiezione internazionale, universit\u00e0 e centri di ricerca. A Brescia, il Ministro del Commercio e dell\u2019Industria indiano Goyal ha lanciato la proposta di creare in India un distretto industriale di eccellenza italiana, e vogliamo organizzare missioni imprenditoriali settoriali per favorire l\u2019incontro e l\u2019integrazione tra le filiere produttive dei due Paesi.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8, secondo Lei, il valore aggiunto del Made in Italy in India?<\/strong><\/p>\n<p>In India, i marchi italiani sono apprezzati per affidabilit\u00e0 e qualit\u00e0. Anche qui il Made in Italy \u00e8 sinonimo di gusto e originalit\u00e0. Dal design alla moda, dall\u2019enogastronomia al turismo. Nell\u2019abbigliamento, ad esempio, Prada, Armani e Gucci stanno rafforzando la loro presenza attraverso punti vendita diretti e collaborazioni locali. Nell\u2019arredamento, il \u201csaper fare\u201d italiano si sta imponendo nei complessi residenziali e negli hotel delle principali metropoli come Mumbai, Delhi e Bangalore. Anche per questo abbiamo portato a Delhi una presentazione del Salone del Mobile di Milano, e organizzeremo entro l\u2019anno eventi dedicati alle giornate della moda italiana.<\/p>\n<p>Al momento, il principale acquirente dei prodotti italiani \u00e8 una classe di indiani medio-alto spendente di almeno 10 milioni di persone, ma le prospettive di crescita del reddito pro-capite del Paese e la probabile conclusione di un accordo di libero scambio tra Europa e India possono allargare la base dei consumatori di beni e prodotti italiani, contribuendo a far crescere e riequilibrare interscambio e investimenti (anche nel settore dell\u2019agroalimentare, oggi penalizzato da alte barriere tariffarie e non). La settimana della cucina italiana in India e l\u2019anticipazione in India della Fiera Vinitaly hanno riscosso a Delhi un importante successo. L\u2019obiettivo \u00e8 fare ancora meglio.<\/p>\n<p><strong>Ci pu\u00f2 parlare dei progetti e delle politiche del Governo indiano suscettibili di aprire opportunit\u00e0 d&#8217;affari per le aziende italiane?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;India punta con determinazione ad affermarsi sul mercato mondiale. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che superi il Giappone entro quest\u2019anno, diventando la quarta economia mondiale e, la Germania nel 2027, diventando la terza dopo Stati Uniti e Cina. Solo quest\u2019anno il Governo ha stanziato a bilancio circa 570 miliardi di dollari in spesa pubblica. L\u2019iniziativa governativa Make In India, lanciata nel 2014, ha l\u2019obiettivo di stimolare l\u2019industria e l\u2019innovazione, per fare del Subcontinente un hub della manifattura globale. Negli anni, questo progetto si \u00e8 tradotto in ambiziosi programmi di investimento, agevolazioni fiscali e linee di finanziamento alle imprese, ad esempio nelle infrastrutture e nei trasporti. L\u2019India costruisce ogni giorno 15 chilometri di nuove ferrovie e 30 di nuove autostrade &#8211; ha in cantiere la costruzione di 234 nuovi porti e 50 nuovi aeroporti nei prossimi cinque anni. Le aziende italiane sono ben posizionate per offrire un contributo di qualit\u00e0 nella digitalizzazione e nel monitoraggio del traffico, nella componentistica, nel segnalamento e nella consulenza ingegneristica.<\/p>\n<p>Altrettanto ambiziosi i target indiani in materia di energie rinnovabili e sostenibilit\u00e0: cinquanta parchi eolici e il 30% di veicoli elettrici entro il 2030; 500 GW di capacit\u00e0 energetica da fonti non fossili e 8 miliardi di dollari di investimenti in idrogeno verde nello stesso periodo. Senza poi dimenticare: le iniziative Digital India, per la digitalizzazione dei servizi pubblici e privati, e una maggiore connettivit\u00e0 e semplificazione burocratica; il programma PLI Scheme (Production Linked Incentive), che offre incentivi alla produzione locale nei settori elettronica, farmaceutica, biotecnologie e agricoltura tecnologica; e il programma Smart Cities Mission, per sviluppare 100 citt\u00e0 intelligenti e sostenibili in tutta l&#8217;India. Si aprono enormi opportunit\u00e0 per le aziende italiane specializzate in tecnologie green, efficienza energetica, pianificazione urbana, gestione dei rifiuti.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 spiegarci le opportunit\u00e0 che risulterebbero da un accordo di libero scambio India-UE?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Unione Europea e l&#8217;India stanno lavorando a un accordo di libero scambio (FTA &#8211; Free Trade Agreement) che potrebbe davvero rivoluzionare le relazioni commerciali tra i due blocchi. Un&#8217;intesa di questo tipo faciliterebbe notevolmente l&#8217;accesso delle aziende italiane al vasto mercato indiano, grazie soprattutto alla riduzione dei dazi doganali. Pensiamo a settori come il lusso, la moda, o la filiera agroalimentare, oggi ostacolata da tariffe che arrivano anche \u2013 \u00e8 il caso del vino &#8211; al 150%. Potremmo esportare con costi significativamente inferiori.<\/p>\n<p>Un altro aspetto fondamentale dell&#8217;accordo \u00e8 la facilitazione degli investimenti diretti esteri (IDE), in termini di maggiore protezione legale e trasparenza per le imprese italiane che desiderano operare in India, meno burocrazia e maggiore sicurezza per joint venture e collaborazioni locali. L&#8217;intesa potrebbe portare a una standardizzazione normativa tra i due mercati, riducendo le barriere tecniche che spesso ostacolano l&#8217;ingresso dei prodotti e capitali italiani in India. Si avrebbero meno problemi di certificazione e una pi\u00f9 facile integrazione nei canali di distribuzione locali. Infine, nel settore dei servizi: le imprese italiane specializzate in design industriale, consulenza tecnica e servizi finanziari troverebbero meno ostacoli per operare sul territorio indiano. Anche l&#8217;innovazione tecnologica ne trarrebbe vantaggio, con possibilit\u00e0 di collaborazioni dirette in campi emergenti come l&#8217;Intelligenza Artificiale, la blockchain e il fintech.<\/p>\n<p><strong>L\u2019India pu\u00f2 essere considerata porta d\u2019ingresso in altri mercati?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;India non \u00e8 solo un grande mercato di destinazione, rappresentando un sesto dell\u2019umanit\u00e0. Il Paese \u00e8 una porta d&#8217;accesso verso economie in forte espansione. La sua posizione geografica strategica la colloca al centro di un crocevia che abbraccia il Medio Oriente, l&#8217;Asia Centrale, il Sud-Est asiatico e persino l&#8217;Africa orientale. Italia e India sono entrambe terminali naturali del comune spazio Indo-Mediterraneo. Il corridoio \u00e8 la versione contemporanea di rotte che esistevano gi\u00e0 duemila anni fa, quando la Roma di Augusto e l\u2019India si scambiavano monete e spezie. L&#8217; espansione di strade, porti e ferrovie a livello nazionale \u00e8 dunque coerente con l\u2019impulso indiano al progetto IMEC, che anche l\u2019Italia sostiene fortemente. Insieme, vogliamo rafforzare le infrastrutture e la connettivit\u00e0 tra due poli di ricchezza economica mondiale, per rafforzare l\u2019interscambio di merci, dati, idee e talenti. Con l\u2019accordo mobilit\u00e0 firmato dai due governi, possiamo infatti portare in Italia personale qualificato, dagli infermieri agli ingegneri indiani. Un\u2019opportunit\u00e0 anche per le nostre aziende.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 presente in India il Sistema-Italia?<\/strong><\/p>\n<p>Le imprese che decidono di affacciarsi al mercato indiano o di consolidare qui la propria presenza non sono sole. L\u2019Ambasciata, tre Consolati Generali, ICE, SACE, Simest e una Camera di Commercio italiana molto attiva hanno il compito di affiancarle e offrire loro il supporto necessario in tutte le fasi dell\u2019internazionalizzazione. Mettiamo a disposizione la nostra conoscenza della realt\u00e0 locale, una continua assistenza nell\u2019interlocuzione con le controparti indiane, ma anche strumenti finanziari, assicurativi e di consulenza. Attraverso il Sistema Italia, le aziende italiane riescono a mitigare i rischi legati agli investimenti e a ottenere un accesso agevolato al mercato indiano.<\/p>\n<p>Un protocollo di collaborazione tra SIMEST, CDP e l\u2019agenzia Investindia favorir\u00e0 gli investimenti reciproci. ICE, con due uffici a Delhi e Mumbai, continuer\u00e0 la promozione commerciale delle aziende italiane nelle principali fiere e filiere del Paese. L\u2019Ambasciata a Delhi rinforzer\u00e0 il proprio organico con un addetto spaziale. Il Consolato Generale a Bangalore con un nuovo addetto scientifico. Sar\u00e0 un\u2019azione sinergica e con un occhio di riguardo ai settori delle start-up e dell\u2019innovazione.<\/p>\n<p><strong>Ci sono caratteristiche locali che, secondo Lei, un\u2019azienda straniera deve conoscere?<\/strong><\/p>\n<p>Me ne vengono in mente tre. La prima riguarda le peculiarit\u00e0 culturali, conseguenza di una profonda diversit\u00e0, anche linguistica, all\u2019interno del Paese. La seconda ha che fare con le dinamiche burocratiche e le normative specifiche del Paese. L\u2019India, anche sul piano degli affari, \u00e8 un mosaico complesso e non sempre di facile lettura. \u00c8 quindi necessario approcciarsi con pazienza, preparazione e un orizzonte di medio-lungo periodo. Infine, \u00e8 necessario costruire una rete di contatti e relazioni di fiducia con i partner locali e con le istituzioni italiane gi\u00e0 presenti nel Paese \u00e8 fondamentale, soprattutto all\u2019inizio. Questo approccio facilita non solo l\u2019ingresso nel mercato, ma anche le prospettive di investimento a medio termine. Delle circa 800 imprese italiane presenti, quasi la met\u00e0 hanno un sito produttivo in India. Diverse di loro hanno aperto nuove fabbriche e stabilimenti. Gli ultimi due solo nella prima met\u00e0 di giugno. Dall\u2019inizio del 2025 gli investimenti realizzati o annunciati da imprese italiane hanno sfiorato il mezzo miliardo di euro. Sintomo che, nonostante le sfide, l&#8217;impresa italiana guarda con fiducia alle opportunit\u00e0 di questo mercato in rapida crescita e trasformazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il nuovo Piano d\u2019Azione per l\u2019export italiano nei mercati extra-UE, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), individua nell\u2019Asia-Pacifico uno dei suoi principali assi strategici. Con l\u2019ambizioso obiettivo di portare l\u2019export italiano a quota 700 miliardi di euro, l\u2019India \u2014 una delle economie emergenti pi\u00f9 dinamiche e rilevanti a livello globale [&hellip;]","protected":false},"author":5,"featured_media":139729,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[417],"tags":[45,3],"class_list":["post-139722","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diplomazia-economica","tag-asia-e-oceania","tag-diplomazia-economica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=139722"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139722\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":139730,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139722\/revisions\/139730"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/139729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=139722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=139722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=139722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}