{"id":140448,"date":"2025-07-13T08:57:18","date_gmt":"2025-07-13T06:57:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=140448"},"modified":"2025-07-13T09:11:50","modified_gmt":"2025-07-13T07:11:50","slug":"kiev-bene-industria-in-campo-sui-dazi-trattiamo-testa-alta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2025\/07\/kiev-bene-industria-in-campo-sui-dazi-trattiamo-testa-alta\/","title":{"rendered":"&#8220;Kiev, bene l&#8217;industria in campo. Sui dazi trattiamo a testa alta&#8221; &#8211; (IL SOLE 24 ORE)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ministro Antonio Tajani, lei \u00e8 responsabile della politica estera ma anche del &#8220;commercio estero&#8221;: la lettera di Trump sui dazi all&#8217;Europa \u00e8 una brutta sorpresa. Come la commenta e come reagirete?<\/strong><br \/>\nEra atteso un intervento di questo tipo del presidente Trump, che io valuto come un passaggio della sua tattica negoziale. Il negoziato non \u00e8 terminato, e gi\u00e0 nelle prossime ore la presidente Von der Leyen, il commissario Sefcovic e tutti i nostri tecnici saranno al lavoro per studiare le prossime mosse. Nel frattempo tutte le possibili opzioni sono state gi\u00e0 previste come sapete. Non vogliamo lo scontro con gli Stati Uniti, ma vogliamo difendere le nostre aziende, la nostra industria e i nostri lavoratori. Dobbiamo trattare a testa alta. Questa fase di incertezza deve terminare, le nostre aziende hanno bisogno di certezze, devono lavorare negli Stati Uniti in un quadro chiaro. Come hanno detto i miei colleghi del Ppe al Parlamento europeo \u00abnegoziare se possibile, reagire se necessario\u00bb. Io sono sempre ottimista, ma non possiamo che difendere l&#8217;industria europea.<\/p>\n<p><strong>Proprio alla &#8220;Conferenza di Roma&#8221; sull&#8217;Ucraina con gli Stati Uniti sembrava essere tornata maggiore sintonia: ci sono rischi che il clima cambi a causa delle decisioni sui dazi?<\/strong><br \/>\nIl generale Kellogg, col quale ho avuto un incontro bilaterale, era a fianco a me nella riunione dei donatori e poi ha partecipato alla Conferenza e alla riunione dei &#8220;volenterosi&#8221;. Gli Stati Uniti, che non se ne sono mai andati, adesso stanno tornando con pi\u00f9 forza. Trump per la prima volta ha indicato che vi saranno nuovi aiuti militari, in particolare le batterie antiaeree, ma l&#8217;assistenza economica e umanitaria non si \u00e8 mai fermata, e in particolare quella a sostegno della resilienza energetica ucraina. A dispetto della retorica, Stati Uniti ed Europa continuano a lavorare insieme e questo vale anche per la ricostruzione.<\/p>\n<p><strong>Dalla Conferenza di Roma sono emersi impegni finanziari per io miliardi da parte dell&#8217;Italia, ma l&#8217;ammontare complessivo potrebbe salire ulteriormente? Banca Mondiale stima danni ad oggi per 5oo miliardi di dollari.<\/strong><br \/>\nIl Governo ucraino ha definito questa conferenza \u00abla pi\u00f9 produttiva di risultati di sempre\u00bb: sono stati stanziati io miliardi di fondi pubblici per la ricostruzione dell&#8217;Ucraina. Una base importante, che con l&#8217;effetto leva \u00e8 destinata a crescere producendo un potenziale di investimenti assai maggiore. Questo dimostra che il livello di supporto nei confronti dell&#8217;Ucraina e dello sforzo che sta compiendo questo coraggioso Paese si sta riaccendendo. A Roma abbiamo avuto 8.000 partecipanti, decine di capi di governo e ministri. La scelta di sostenere Kiev non solo \u00e8 giusta ma resta largamente condivisa dai nostri governi e dalle opinioni pubbliche. Gli stessi contratti firmati dalle aziende a Roma valgono circa 5 miliardi: anche in questo caso sono cifre destinate a crescere, soprattutto se riusciremo a raggiungere l&#8217;obiettivo di una pace giusta, duratura e sostenibile e a far partire la ricostruzione nelle aree che pi\u00f9 ne hanno bisogno.<\/p>\n<p><strong>La novit\u00e0 \u00e8 anche la creazione di uno strumento nuovo, un fondo di investimento europeo: potrebbe essere la strada per futuri interventi?<\/strong><br \/>\nSi tratta effettivamente di una novit\u00e0 importante. Quando Blackrock si \u00e8 ritirata ad inizio anno, non ci siamo lasciati spaventare e abbiamo cominciato a lavorare con i governi francese, tedesco e polacco e con le rispettive banche di sviluppo &#8211; per noi Cdp &#8211; per creare un fondo equity che riuscisse ad ovviare all&#8217;assenza di capitali privati da investire in Ucraina. Lo abbiamo fatto insieme alla Commissione europea, attraverso le garanzie offerte dalla facility istituita a Bruxelles per sostenere l&#8217;Ucraina. Anche qui il potenziale di sviluppo in termini di investimenti mobilitati \u00e8 importante, potendo arrivare fino a 2 miliardi. Ma ripeto, non \u00e8 la mole di finanziamenti l&#8217;unico metro del successo: \u00e8 il sostegno politico fortissimo di chi non vuol abbandonare l&#8217;Ucraina e anzi raddoppia gli sforzi.<\/p>\n<p><strong>Quindi lei dice che gli stanziamenti che arrivano dai bilanci statali inevitabilmente si tireranno dietro il ritorno dei finanziamenti privati al momento opportuno?<\/strong><br \/>\nPer ricostruire l&#8217;Ucraina, una partita strategica che vale 500 miliardi di euro secondo la Banca mondiale, i fondi pubblici non sono sufficienti. Bisogna mobilitare gli investimenti privati. L&#8217;elemento pi\u00f9 importante \u00e8 la fine del conflitto. Allo stesso tempo dobbiamo essere preparati e predisporre gli strumenti finanziari-assicurativi pi\u00f9 idonei per intervenire rapidamente. Ho voluto pertanto mobilitare Cdp, Sace, Simest, ciascuna delle quali con i suoi strumenti pu\u00f2 svolgere un ruolo importante. La prima, che gestisce il fondo rotativo della nostra Cooperazione allo sviluppo \u00e8 il braccio operativo dei nostri interventi finanziari. Sace \u00e8 pronta ad intervenire a supporto di progetti strategici per l&#8217;Ucraina fino a 1,5 miliardi di euro. Simest ha istituito una riserva di 300 milioni di euro a valere sul fondo 394 del Ministero degli Affari Esteri, a supporto della competitivit\u00e0 delle imprese italiane coinvolte nella ricostruzione dell&#8217;Ucraina. Ho firmato un accordo col governo ucraino che mette insieme questi tre strumenti per creare un pacchetto strategico di finanza agevolata.<\/p>\n<p><strong>A Roma erano presenti centinaia di imprese, molte delle quali hanno siglato accordi con soggetti ucraini, oltre zoo: come \u00e8 il dialogo con il mondo industriale, e con le associazioni che le rappresentano?<\/strong><br \/>\nA Roma \u00e8 sceso in campo il meglio dell&#8217;industria, delle imprese europee, con gli italiani in prima fila. A Roma ho visto schierato un vero &#8220;esercito civile&#8221; che contribuir\u00e0 moltissimo alla vittoria dell&#8217;Ucraina: le industrie e la finanza che gi\u00e0 lavorano alla ricostruzione e al consolidamento del paese, mentre la guerra \u00e8 ancora in corso. Ho visitato gli stand delle aziende italiane e ucraine che mostravano soltanto voglia di lavorare al pi\u00f9 presto. La Confindustria italiana ha ricevuto l&#8217;incarico decisivo di coordinare il Business Advisory Council, con la delega affidata alla vicepresidente Barbara Cimmino. Non \u00e8 un solo incarico &#8220;tecnico&#8221;: \u00e8 un incarico di altissimo livello &#8220;politico&#8221;, a cui Confindustria lavorer\u00e0 con il pieno sostegno del Governo italiano, per sostenere il paese oggi nella sua difesa e domani nella sua ricostruzione. Le parole del cancelliere tedesco Merz di complimenti a Confindustria e il suo sprone sono condivisi dal Governo italiano.<\/p>\n<p><strong>Servir\u00e0 anche il coinvolgimento delle banche italiane, alcune di loro hanno esperienza particolare nell&#8217;est Europa: sono pronte ad investire sul progetti in Ucraina?<\/strong><br \/>\nIl ruolo delle banche e delle assicurazioni, almeno in questa fase, \u00e8 fondamentale. C&#8217;\u00e8 bisogno di strumenti finanziari idonei e occorre attrezzarsi per ridurre i rischi che vi sono nell&#8217;operare in una realt\u00e0 di guerra. Abbiamo bisogno anche delle banche per affiancare la progettualit\u00e0 del governo ucraino, in modo tale che possano essere presentati progetti &#8220;bancabili&#8221; secondo una chiara linea di priorit\u00e0. L&#8217;Ucraina \u00e8 un&#8217;economia caratterizzata da migliaia di piccole e medie imprese che agiranno anche con piccole imprese italiane ed europee. Le banche per portare queste ultime a partecipare ai grandi progetti di ricostruzione, cui non potrebbero accedere da sole, lavorando sulle filiere. Alla conferenza di Roma erano presenti tutti i principali soggetti finanziari del nostro paese, alcuni dei quali con un ruolo attivo nelle discussioni che vi sono state, e contiamo sul loro crescente coinvolgimento nel processo di ricostruzione.<\/p>\n<p><strong>I progetti di ricostruzione e di reindustrializzazione possono potenzialmente riguardare anche il piano generale sugli armamenti, viste le decisioni Nato e l&#8217;attenzione della Germania su questo aspetto.<\/strong><br \/>\nUna delle principali novit\u00e0 di questa Conferenza, \u00e8 stata l&#8217;introduzione della dimensione &#8220;industria strategica e difesa&#8221;, che non era presente a Berlino. L&#8217;Ucraina \u00e8 diventata una straordinaria realt\u00e0 in questo ambito e che investire nel paese non solo rafforza la difesa ucraina ma anche quella dei paesi europei in una logica di progressiva integrazione. Per questo motivo a Roma erano presenti i principali conglomerati della difesa e le nostre aziende nazionali e sono stati firmati una serie di accordi da parte di Mad. Fincantieri ha presentato il suo progetto di messa in sicurezza del porto di Odessa che \u00e8 strategico sia per il traffico commerciale che anche per quanto riguarda i cavi sottomarini. Si tratta di un progetto al quale guardiamo con molta attenzione, visto che l&#8217;Italia \u00e8 impegnata a sostenere la ripresa e la ricostruzione della citt\u00e0 e della regione di Odessa, cui siamo legati per motivi storici, a cominciare dal suo patrimonio culturale. Anche qui Commissione e Banca europea degli investimenti possono avere un ruolo fondamentale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ministro Antonio Tajani, lei \u00e8 responsabile della politica estera ma anche del &#8220;commercio estero&#8221;: la lettera di Trump sui dazi all&#8217;Europa \u00e8 una brutta sorpresa. Come la commenta e come reagirete? Era atteso un intervento di questo tipo del presidente Trump, che io valuto come un passaggio della sua tattica negoziale. 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