{"id":143571,"date":"2025-08-18T12:55:41","date_gmt":"2025-08-18T10:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=143571"},"modified":"2025-08-18T12:55:41","modified_gmt":"2025-08-18T10:55:41","slug":"uno-007-al-servizio-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-culturale\/2025\/08\/uno-007-al-servizio-dellarte\/","title":{"rendered":"Uno 007 al servizio dell\u2019arte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rodolfo Siviero<\/strong>, nato a Guardistallo (Pisa) nel <strong>1911<\/strong>, \u00e8 stato uno dei protagonisti nella protezione e nel<strong> recupero del patrimonio artistico italiano trafugato durante la Seconda Guerra Mondiale<\/strong>. Diplomato in filosofia, si avvicin\u00f2 al mondo dell\u2019arte e, durante il conflitto, divenne un <strong>agente dell\u2019intelligence italiana<\/strong> con il compito di monitorare le spoliazioni naziste. Dopo la fine della guerra, Siviero dedic\u00f2 la sua vita a rintracciare e riportare in Italia opere d\u2019arte di immenso valore, sottratte dalle truppe tedesche e dagli occupanti.<\/p>\n<p>In conseguenza dell\u2019<strong>accordo De Gasperi-Adenauer del 1953<\/strong> fu stabilita la creazione di <strong>due delegazioni nazionali, italiana e tedesca<\/strong>, per la restituzione, in ottemperanza all&#8217;<strong>articolo 77 del Trattato di Pace<\/strong>, delle opere d&#8217;arte che, dopo il conflitto, si trovavano nei depositi alleati in Germania, in particolare nel Central Collecting Point di Monaco. A capo della Delegazione tedesca vi fu l\u2019Ambasciatore Friedrich Janz, mentre a capo della <strong>\u201cDelegazione per le restituzioni\u201d presso il Ministero degli Affari Esteri italiano<\/strong> vi fu appunto Siviero, con la <strong>carica di ministro plenipotenziario<\/strong>.<\/p>\n<p>I vertici fra le due Delegazioni si tennero a Bonn (ottobre 1953), Perugia (gennaio 1954), Monaco (marzo 1954) e Baden Baden (settembre 1954). Il 16 dicembre 1953 venne firmato il primo dei cosiddetti <strong>protocolli Siviero-Janz<\/strong>: quaranta capolavori furono restituiti e rientrarono in territorio italiano. Nell\u2019aprile 1954 un altro importante nucleo di opere fece ritorno in Italia. L\u20198 settembre 1954, in seguito alle trattative di Baden Baden, furono restituite dalla Germania all\u2019Italia altre 37 opere d\u2019arte.<\/p>\n<p>L\u2019ufficio di Siviero, che aveva sede a Palazzo Venezia, prosegu\u00ec per vari decenni il lavoro di recupero e restituzione del patrimonio storico-artistico e culturale italiano: non solo le opere trasportate in Germania prima e durante la II Guerra Mondiale, ma anche i beni trafugati da musei, luoghi di culto ed aree archeologiche, sottratti da <strong>trafficanti di opere d\u2019arte<\/strong> e destinati a collezioni private o musei stranieri.<\/p>\n<p>Nell\u2019Archivio Storico Diplomatico della Farnesina sono conservati molti carteggi relativi all\u2019attivit\u00e0 di recupero della Delegazione guidata a Siviero. Nella gallery vi mostriamo una selezione di documenti, quali una lettera manoscritta dello storico dell\u2019arte <strong>Roberto Longhi<\/strong>, che fece parte insieme a <strong>Giulio Carlo Argan<\/strong> della <strong>Commissione per la restituzione istituita presso il MAE<\/strong>, un fonogramma del 1969 diretto da Siviero all\u2019allora Ministro degli Esteri Pietro Nenni, informando di un importante ritrovamento, il Crocifisso ligneo policromo rubato dal Convento di Lucignano.<\/p>\n<p>Fra i ritagli stampa presentati vi sono un articolo che racconta come venne recuperato un capolavoro dell\u2019arte medievale, la Madonna di Cossito, sottratta da una chiesa di campagna da trafficanti di opere d\u2019arte, e un articolo in cui si menziona la nascita del TPC, il <strong>reparto speciale dell\u2019Arma dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale<\/strong>, che venne <strong>fondato nel 1969<\/strong> con la denominazione \u201cComando Carabinieri Ministero Pubblica Istruzione &#8211; Nucleo Tutela Patrimonio Artistico\u201d.<\/p>\n<p>Fra i tesori artistici riportati in Italia grazie a Siviero e ai suoi collaboratori vi sono il <strong><em>Discobolo<\/em> di Mirone,<\/strong> la <strong>Madonna dell\u2019umilt\u00e0 di Masolino<\/strong> e i <strong>capolavori dei musei di Napoli<\/strong>, come la <strong><em>Danae<\/em> di Tiziano<\/strong>, che erano stati nascosti nell\u2019Abbazia di Montecassino durante la guerra e che vennero in parte sottratti dai tedeschi, per essere condotti in Germania, nel 1943, quando furono spostati in Vaticano in previsione degli attacchi alleati a Montecassino.<\/p>\n<p>Siviero non si limit\u00f2 alla ricerca delle opere: fu anche un grande promotore della sensibilizzazione pubblica sull\u2019importanza del patrimonio culturale. Collabor\u00f2 con le istituzioni italiane per rafforzare le misure di <strong>tutela dei beni artistici<\/strong> e istitu\u00ec un<strong> archivio dettagliato con documentazione<\/strong> sulla dispersione delle opere durante la guerra. Oggi, la sua eredit\u00e0 \u00e8 testimoniata dal <strong>Museo Casa Siviero a Firenze<\/strong>, la sua residenza, trasformata in un centro dedicato alla memoria del suo instancabile impegno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rodolfo Siviero, nato a Guardistallo (Pisa) nel 1911, \u00e8 stato uno dei protagonisti nella protezione e nel recupero del patrimonio artistico italiano trafugato durante la Seconda Guerra Mondiale. Diplomato in filosofia, si avvicin\u00f2 al mondo dell\u2019arte e, durante il conflitto, divenne un agente dell\u2019intelligence italiana con il compito di monitorare le spoliazioni naziste. 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