{"id":146923,"date":"2025-09-15T10:52:46","date_gmt":"2025-09-15T08:52:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=146923"},"modified":"2025-09-15T10:58:47","modified_gmt":"2025-09-15T08:58:47","slug":"marocco-premio-antiquity-a-ricerca-su-societa-neolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-culturale\/2025\/09\/marocco-premio-antiquity-a-ricerca-su-societa-neolitica\/","title":{"rendered":"Marocco, Premio Antiquity a ricerca su societ\u00e0 neolitica"},"content":{"rendered":"<p class=\"x_MsoNormal\">La ricerca, pubblicata sulla rivista\u00a0<i>Antiquity<\/i>\u00a0nel 2024, ha riportato alla luce le tracce del pi\u00f9 antico e ampio complesso agricolo mai scoperto in Africa al di fuori della Valle del Nilo, confermando il ruolo chiave del Nord Africa nella preistoria mediterranea.<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"x_MsoNormal\">Il<b>\u00a0<i>Premio Antiquity<\/i><\/b>, istituito nel 1994, premia ogni anno il miglior articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista\u00a0<i>Antiquity<\/i>.<\/li>\n<li class=\"x_MsoNormal\">L\u2019edizione 2025 \u00e8 stata assegnata a uno studio dedicato al sito di\u00a0<b>Oued Beht<\/b>\u00a0(Marocco), che ha rivelato l\u2019esistenza di una societ\u00e0 agricola finora sconosciuta, attiva tra il 3400 e il 2900 a.C.<\/li>\n<li class=\"x_MsoNormal\">Oued Beht rappresenta il pi\u00f9 antico e vasto complesso agricolo mai individuato in Africa al di fuori della Valle del Nilo.<\/li>\n<li class=\"x_MsoNormal\">Il sito presenta sorprendenti analogie con insediamenti contemporanei della Penisola Iberica.<\/li>\n<li class=\"x_MsoNormal\">La scoperta evidenzia il ruolo cruciale del\u00a0<b>Maghreb<\/b>\u00a0nella formazione delle dinamiche culturali del Mediterraneo occidentale tra IV e III millennio a.C.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Le ricerche archeologiche dell\u2019<b><i>Oued Beht Archaeological Project<\/i><\/b>, condotte in Marocco e co-finanziate dal\u00a0<b>MAECI<\/b>, hanno portato alla scoperta di una societ\u00e0 agricola fino ad oggi sconosciuta, risalente a un periodo ancora poco esplorato della preistoria del Nord Africa. Questa scoperta getta nuova luce sul ruolo cruciale svolto dal Maghreb (Africa nord-occidentale) nell\u2019emergere delle societ\u00e0 complesse del bacino mediterraneo. Con il suo ambiente mediterraneo, la vicinanza al deserto del Sahara e il controllo del pi\u00f9 breve tratto di mare tra Africa ed Europa, il Maghreb ha da sempre occupato una posizione strategica, favorendo scambi culturali e interazioni tra continenti. Sebbene il ruolo della regione sia ben riconosciuto per epoche come il Paleolitico, l\u2019Et\u00e0 del Ferro e il periodo islamico, l\u2019archeologia del Maghreb resta sorprendentemente poco conosciuta per il lungo arco temporale compreso tra il 4000 e il 1000 a.C., una fase di grandi trasformazioni in tutto il Mediterraneo.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Per colmare questa lacuna,\u00a0<b>Youssef Bokbot (INSAP)<\/b>,\u00a0<b>Cyprian Broodbank (Universit\u00e0 di Cambridge)<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Giulio Lucarini (CNR-ISPC e ISMEO)<\/b>\u00a0hanno avviato un progetto di ricerca multidisciplinare nel sito di Oued Beht, in Marocco. I risultati, pubblicati sulla rivista\u00a0<i>Antiquity<\/i>\u00a0nel 2024, hanno ricevuto il prestigioso\u00a0<i>Premio Antiquity<\/i>\u00a02025.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00abPer oltre un secolo\u00bb osservano gli autori, \u00abl\u2019ultimo grande enigma della preistoria del Mediterraneo \u00e8 stato il ruolo delle societ\u00e0 che abitavano le sponde africane a ovest dell\u2019Egitto. Le nostre scoperte dimostrano che questa lacuna non \u00e8 dovuta a un\u2019assenza di attivit\u00e0 umane significative durante la tarda preistoria, ma piuttosto alla scarsit\u00e0 di ricerche sistematiche. Oggi, Oued Beht conferma il ruolo centrale del Maghreb nell\u2019emergere delle societ\u00e0 complesse del Mediterraneo e dell\u2019Africa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Le ricerche hanno rivelato che Oued Beht rappresenta il pi\u00f9 vasto complesso agricolo finora noto in Africa per questo periodo, al di fuori della valle del Nilo. Tutti gli indizi raccolti indicano la presenza di un grande insediamento agricolo \u2014 paragonabile, per dimensioni, alla Troia dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo Antico. Sono stati rinvenuti resti eccezionali di piante e animali domesticati, ceramiche e strumenti litici, tutti databili al Neolitico finale. Gli scavi hanno inoltre restituito numerose fosse di stoccaggio, testimonianza di pratiche agricole organizzate e strutturate.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Evidenze simili, risalenti allo stesso periodo, sono state identificate anche sulla sponda opposta dello Stretto di Gibilterra, nella Penisola Iberica meridionale, dove reperti in avorio e uovo di struzzo suggerivano da tempo legami con l\u2019Africa. Questo rafforza l\u2019ipotesi che il Maghreb abbia avuto un ruolo determinante negli sviluppi culturali del Mediterraneo occidentale durante il IV millennio a.C.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Oued Beht e il Maghreb nord-occidentale emergono quindi come elementi fondamentali del mondo mediterraneo. Le recenti scoperte contribuiscono a ridefinire in maniera sostanziale la nostra comprensione della tarda preistoria del Mediterraneo e dell\u2019Africa.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Come sottolineano gli autori dell\u2019articolo pubblicato su\u00a0<i>Antiquity<\/i>: \u00ab\u00c8 essenziale inserire Oued Beht in un contesto pi\u00f9 ampio di evoluzione condivisa e interconnessioni tra le popolazioni delle due sponde del corridoio Mediterraneo-Atlantico nel corso del tardo IV e III millennio a.C. E, pur considerando la possibilit\u00e0 di scambi in entrambe le direzioni, occorre riconoscere in questa comunit\u00e0 una realt\u00e0 profondamente radicata in Africa, che contribu\u00ec in maniera decisiva alla formazione di quel mondo sociale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">L\u2019<i>Oued Beht Archaeological Project\u00a0<\/i>opera nell\u2019ambito di una convenzione scientifica tra l\u2019Institut National des Sciences de l\u2019Arch\u00e9ologie et du Patrimoine, Rabat, l\u2019Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISPC), il McDonald Institute for Archaeological Research dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge e l\u2019ISMEO \u2013 Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l\u2019Oriente.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Leggi l\u2019articolo originale open-access vincitore del premio\u00a0<i>Antiquity<\/i>:<\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.15184\/aqy.2024.101\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/doi.org\/10.15184\/aqy.2024.101<\/a><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Ascolta la video intervista di\u00a0<i>Antiquity<\/i>\u00a0a Cyprian Broodbank e Giulio Lucarini:<\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MB5TB6uj2Fo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MB5TB6uj2Fo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La ricerca, pubblicata sulla rivista\u00a0Antiquity\u00a0nel 2024, ha riportato alla luce le tracce del pi\u00f9 antico e ampio complesso agricolo mai scoperto in Africa al di fuori della Valle del Nilo, confermando il ruolo chiave del Nord Africa nella preistoria mediterranea. 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