{"id":15000,"date":"2013-11-29T14:43:41","date_gmt":"2013-11-29T13:43:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/11\/20131129_malta\/"},"modified":"2013-11-29T14:43:41","modified_gmt":"2013-11-29T13:43:41","slug":"20131129_malta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/11\/20131129_malta\/","title":{"rendered":"Diplomazia Economica\/Sole 24 Ore &#8211; Malta: opportunit\u00e0 per gestione rifiuti ed energie rinnovabili"},"content":{"rendered":"<p><P>Il governo Maltese ha definito una strategia nazionale nel settore dei rifiuti che potr\u00e0 avvalersi anche dei contributi del Fondo di coesione europeo. Secondo le ultime statistiche pubblicate dall&#8217;Agenzia Europea dell&#8217;Ambiente, Malta \u00e8 tra i Paesi dell&#8217;Unione Europea che producono la maggior quantit\u00e0 di rifiuti pro capite (circa 600 kg l&#8217;anno contro una media europea di 503 kg) e con il pi\u00f9 basso livello di recupero e riciclaggio: appena il 13%. Diverse sono le priorit\u00e0 individuate: (a) aumento dell&#8217;efficienza dell&#8217;impianto di Sant&#8217;Antnin, affinch\u00e8 possa raggiungere una capacit\u00e0 di rifiuti trattati pari a 100.000 tonnellate contro le attuali 71.000 (b) realizzazione di un nuovo impianto di riciclaggio con trattamento meccanico e biologico dei rifiuti nel nord di Malta, presso la localit\u00e0 di Maghtab, capace anche di produrre energia. Si tratta di un progetto di impianto per per un importo di oltre 43 milioni di euro (c) costruzione di uno stabilimento per il trattamento dei rifiuti organici nell&#8217;isola di Gozo (d) individuazione di un sito per una nuova discarica che possa essere operativa a partire dal 2015, in sostituzione di quella attuale in via di esaurimento.<\/P><br \/>\n<P>(infoMercatiEsteri)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Turchia al quinto posto tra i Paesi con pi\u00f9 crescita, Cina N.1<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L&#8217;agenzia di rating Moody&#8217;s, nel recente rapporto &#8216;2013-2015 Global Macro Outlook&#8217;, ha promosso la Turchia al quinto posto tra i 20 Paesi emergenti con il pi\u00f9 alto livello di crescita del 2013. Secondo le previsioni di Moody&#8217;s, quest&#8217;anno la crescita della Turchia raggiunger\u00e0 il 3-4%, mentre per il 2014 si prevede una crescita tra il 3,5 e il 4,5%. Al primo posto nel 2013 si conferma la Cina, con una crescita prevista tra il 7 e l&#8217;8%, seguita da Indonesia (+5-6%), India (+4-5%) e Arabia Saudita (+3,5-4,5%).<\/P><br \/>\n<P>(infoMercatiEsteri)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ex Rep. Yugoslava di Macedonia: PIL + 3,3% nel 2012, accelerer\u00e0 nel 2014\/2015<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il Governatore della Banca Nazionale della ex Repubblica Yugoslava di Macedonia, Dimitar Bogov, ha presentato le proiezioni macroeconomiche per il periodo 2014-2015. Bogov ha innanzitutto sottolineato che l&#8217;anno 2013 si chiuder\u00e0 con una crescita del PNL del 3,3%, superiore a quanto inizialmente programmato, grazie alla forte spinta dagli investimenti diretti all&#8217;estero , mentre sono al momento mancati gli investimenti e consumi privati, di cui si attende una ripresa nel 2014 unita a un accresciuta domanda dei Paesi UE. Si prevede quindi un aumento del 3,7% del PIL nel 2014 e per il 2015 del 4,4%. Per quanto riguarda l&#8217;inflazione, si attende un ulteriore declino dal 2,8% nel 2013 al 2,3% nel 2014, grazie anche alle previsioni del calo dei prezzi dei combustibili e delle materie prime. Le esportazioni sono attese in crescita nel prossimo anno del 10% e un forte contributo dovrebbe essere determinato anche dalle rimesse degli emigranti. Sul piano finanziario il livello di capitalizzazione delle banche macedoni si attesta al 17% ed \u00e8 quindi in condizioni di assicurare finanziamenti al mercato. Il contesto offre anche opportunit\u00e0 interessanti: \u00e8 di questi giorni la notizia della possibile vendita della quota di controllo in una delle principali banche macedoni, Komercijalna Banka A.D. Skopje (Banca Commerciale SpA), come anche sarebbe in vendita la rete locale della greca Alfa Bank. Ancora alto dovrebbe restare il livello della disoccupazione, influenzato dalla stagnazione del periodo 2009 2012, ma un&#8217;inversione di tendenza \u00e8 prevista grazie agli investimenti stranieri nei settori labour intensive. Un ulteriore miglioramento dovrebbe registrarsi nel 2015. In relazioni ai principali mercati, per quanto riguarda le esportazioni, resteranno al primo posto la Germania, seguita dal Kosovo. Anche l&#8217;Italia \u00e8 presente nel Paese, sia con investimenti diretti, che a seguito di partecipazione a gare, nel quadro dei numerosi progetti infrastrutturali varati dal Governo macedone, a valere sui fondi degli Organismi Internazionali (Banca Mondiale, BERS ecc.).<\/P><br \/>\n<P>(infoMercatiEsteri)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ungheria: presidente Banca Centrale chiede dimissioni di Olli Rehn<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il presidente della banca centrale ungherese (Mnb) Gyorgy Matolcsy, ha chiesto le dimissioni del commissario europeo agli Affari economici e monetari, il finlandese Olli Rehn. &#8220;Che Olli Rehn si dimetta&#8221; ha esclamato il presidente della Mnb e uomo di fiducia del premier conservatore Viktor Orban, nel corso di una conferenza a Budapest. L&#8217;ex ministro ungherese dell&#8217;Economia ha denunciato la politica economica della Commissione europea di cui Rehn \u00e8 il rappresentante e ha inoltre reclamato un riorientamento della politica europea, con l&#8217;obiettivo di un&#8217;inflazione compresa fra il 2 e il 4%, altrimenti &#8220;l&#8217;Unione europea cadr\u00e0 nella trappola della disinflazione alla giapponese&#8221;. Ha infine chiesto alla Banca Centrale europea (Bce) di acquistare delle obbligazioni degli Stati Uniti, qualificandole &#8220;obbligazioni del futuro&#8221;, che dovrebbero servire a finanziare gli investimenti. Inoltre ha criticato severamente il ruolo delle grandi agenzie di rating domandando loro di &#8220;iniziare le loro negoziazioni con l&#8217;Ungheria al fine di aumentare il rating sovrano&#8221; del Paese.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Nicaragua: crescita al 4% ma dimezzer\u00e0 nel 2014 (Funides)<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La Fondazione Nicaraguense per lo Sviluppo Economico e Sociale (Funides) ha pubblicato una Nota congiunturale con i dati sul PIL anche alcune considerazioni su punti di forza e debolezza del Paese. Il tasso di crescita del PIL \u00e8 attualmente attorno al 4% annuo ma in fase di decelerazione. Dal lato della produzione crescono il settore agricolo, l&#8217;industria e le costruzioni, mentre dal lato della domanda, lo sviluppo \u00e8 favorito da crescita dei consumi privati, della spesa pubblica e delle esportazioni. Gli Investimenti privati e le importazioni hanno invece subito un lieve calo. Resta elevato (7,4%) il tasso di inflazione, imputabile, per circa la met\u00e0, all&#8217;aumento dei prezzi n alimentari. I salari reali (corretti quindi dall&#8217;inflazione), sono cresciuti nel settore minerario e industriale ma si sono ridotti nel settore del commercio e delle costruzioni. Positivi gli andamenti del mercato immobiliare, anche se non ai livelli del 2012. Salgono invece i prezzi dell&#8217;energia e dei trasporti. Funides prevede una crescita del 2% per il 2014 e del 3% nel il 2015. Il rallentamento \u00e8 imputabile principalmente all&#8217;andamento dell&#8217;economia mondiale, e al fatto che il Nicaragua non pu\u00f2 pi\u00f9 contare sugli aiuti economici del Venezuela. Per contrastare questo trend, secondo la Fondazione occorre puntare soprattutto sulle filiere agricola e dell&#8217;allevamento e anche sul turismo. Ma soprattutto \u00e8 opportuno procedere a una riforma del settore finanziario. Attualmente liquidit\u00e0 e accesso al credito sono appannaggio delle imprese e istituzioni maggiori ma stentano a raggiungere, in modo rapido e capillare, i settori trainanti dell&#8217;economia, quali agroindustria, allevamento e in generale le piccole e medie imprese per le quali \u00e8 estremamente difficile riuscire ad ottenere prestiti dalla banche.<\/P><br \/>\n<P>(infoMercatiEsteri)<\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Svizzera: entro breve proposte di soluzione (fisco ecc) con Italia<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;La Svizzera e l&#8217;Italia hanno proseguito a Roma i negoziati su questioni fiscali aperte. Il segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) Jacques de Watteville e il consigliere economico del ministro delle Finanze italiano Vieri Ceriani hanno convenuto di presentare quanto prima al proprio Governo proposte di soluzione&#8221;: \u00e8 quanto si legge in un comunicato del Dipartimento federale delle Finanze di Berna. &#8220;Nel 2012 &#8211; prosegue il comunicato &#8211; la Svizzera e l&#8217;Italia si sono impegnate ad affrontare le seguenti problematiche: revisione della Convenzione per evitare le doppie imposizioni, regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera da contribuenti italiani non residenti, soluzione per l&#8217;imposizione dei futuri redditi da capitali, attuali liste nere, accesso al mercato, Accordo relativo all&#8217;imposizione dei lavoratori frontalieri nonch\u00e8 questioni fiscali sull&#8217;enclave italiana di Campione d&#8217;Italia. In data odierna &#8211; conclude la nota elvetica &#8211; le due parti hanno convenuto altri incontri al fine di presentare quanto prima proposte di soluzione. A margine dell&#8217;incontro delle due delegazioni il segretario di Stato Jacques de Watteville ha anche incontrato il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze italiano Fabrizio Saccomanni&#8221;.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Turchia: export italiano rallenta (genn-sett)<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Nei primi 9 mesi del 2013, l&#8217;Italia si \u00e8 collocata al quarto posto fra i partner commerciali della Turchia, con un interscambio di 14,5 miliardi di dollari (-1,2% su base annua), un export dall&#8217;Italia verso la Turchia di 9,5 miliardi di dollari (-5,4%), un import dell&#8217;Italia dalla Turchia di 4,9 miliardi di dollari (+7,8%), un saldo negativo per la Turchia di 4,5 miliardi di dollari. Nel 2011, l&#8217;intercambio Italia-Turchia aveva raggiunto la cifra record di 21,3 miliardi di dollari con esportazioni italiane pari a 13,45 miliardi di dollari, importazioni a 7,85 miliardi di dollari e un sal do attivo per l&#8217;Italia di 5,6 miliardi dollari. Nel 2012 l&#8217;Italia si \u00e8 attestata al sesto posto nella graduatoria dei Paesi partner della Turchia, dopo Germania, Russia, Iran, Cina e Stati Uniti, con un interscambio pari a 19,7 miliardi di dollari (-7,4% rispetto al 2011), articolato in esportazioni pari a 13,3 miliardi di dollari (-0,8%, quinto Paesi fornitore) ed importazioni pari a 6,3 miliardi di dollari (-18,8%, settimo mercato di sbocco per le merci turche). Il saldo era attivo per l&#8217;Italia e ammontava a 6,9 miliardi di dollari.<\/P><br \/>\n<P>(infoMercatiEsteri)<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il governo Maltese ha definito una strategia nazionale nel settore dei rifiuti che potr\u00e0 avvalersi anche dei contributi del Fondo di coesione europeo. 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