{"id":15129,"date":"2013-11-21T16:55:07","date_gmt":"2013-11-21T15:55:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/11\/20131121_cpiboncooppaes\/"},"modified":"2013-11-21T16:55:07","modified_gmt":"2013-11-21T15:55:07","slug":"20131121_cpiboncooppaes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/11\/20131121_cpiboncooppaes\/","title":{"rendered":"Corte Penale Internazionale: Bonino, cooperazione Paesi membri cruciale per Cpi"},"content":{"rendered":"<p><P>E\u2019 opportuno ascoltare le istanze dei Paesi africani e con questi trovare delle soluzioni condivise. Perch\u00e9 un\u2019efficace cooperazione internazionale \u00e8 cruciale per lo svolgimento del mandato della Corte Penale Internazionale (Cpi). E\u2019 questo il messaggio che la Ministro degli Esteri Emma Bonino ha lanciato alla XII Assemblea degli Stati Parte della Corte Penale Internazionale (Asp), giunta oggi al secondo e ultimo giorno. E intervenendo al dibattito generale, la titolare della Farnesina ha voluto ribadire il pieno sostegno dell\u2019Italia al tribunale dell\u2019Aja, invitando l\u2019intera comunit\u00e0 internazionale ad aumentare la collaborazione con l\u2019organismo.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Bonino interviene a Cpi, ascoltare istanze africane<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L\u2019Assemblea dei 122 Paesi membri del Cpi giunge infatti mentre i procedimenti avviati dall\u2019Aja a carico del Presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta e del suo vice William Ruto, continuano a costituire un elemento di tensione tra la Corte e numerosi Stati africani. Stati che, per protestare contro i procedimenti avviati, hanno chiesto al Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu di sospenderli per 12 mesi, in applicazione dell\u2019art.16 dello Statuto di Roma. Sulla questione la stessa Asp ha dedicato, il 21 novembre, un segmento ad hoc dal titolo: \u201cIndictment of sitting Heads of State and Government and its consequences on peace, stability and reconciliation\u201d. E oggi, intervenendo al secondo giorno di dibattito, la Ministro Bonino ha rimarcato la necessit\u00e0 di trovare una soluzione con le controparti africane. \u201cLa Corte penale internazionale ha bisogno dell&#8217;Africa, cos\u00ec come l&#8217;Africa ha bisogno della Corte per assicurare alla giustizia i responsabili dei pi\u00f9 gravi crimini commessi in questo continente. Non dobbiamo sottostimare le istanze dell&#8217;Unione africana. Dobbiamo essere, e lo siamo, disposti ad ascoltare, discutere e trovare soluzioni per mantenere la fiducia degli Stati africani\u201d, ha spiegato il capo della diplomazia italiana senza citare il caso keniano e sottolineando, tuttavia, che &#8220;l&#8217;effettiva cooperazione internazionale alla Corte \u00e8 cruciale per l&#8217;adempimento del suo mandato&#8221;.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro ribadisce, da Italia pieno sostegno a Corte Aja<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La Ministro Bonino ha poi ribadito &#8220;pieno sostegno&#8221; dell&#8217;Italia alla giustizia internazionale, invitando la comunit\u00e0 internazionale a fornire alla Corte Penale Internazionale &#8220;pi\u00f9 collaborazione, maggiori risorse finanziarie e, soprattutto, sostegno politico&#8221;. Un sostegno, ha sottolineato, che &#8220;non sia cieco alle criticit\u00e0 e a quelle aree in cui la Corte deve migliorare&#8221;. E la parole della titolare della Farnesina confermano un trend mostrato dal governo italiano fin dalla costituzione del Cpi, arrivata nel 1998 con lo Statuto di Roma. L\u2019Italia \u00e8 sempre stata all\u2019avanguardia nell\u2019affermazione del principio di diritto e del rifiuto dell\u2019impunit\u00e0 per i crimini internazionali ed ha sempre affermato il proprio incondizionato sostegno all\u2019attivit\u00e0 della Corte. Nel corso della Conferenza di Kampala del 2010 (che ha revisionato lo Statuto di Roma introducendo il crimine d\u2019aggressione tra quelli sui quali il Cpi esercita giurisdizione) l\u2019Italia ha assunto inoltre tre impegni pubblici: la creazione presso il Ministero della Giustizia di un ufficio per l\u2019esecuzione dei mandati di arresto e la cooperazione giudiziaria con la CPI; un punto permanente di contatto con la Corte presso il Servizio giuridico del Ministero degli Affari Esteri; la diffusione della conoscenza del diritto internazionale penale e della Corte Penale Internazionale mediante convegni, conferenze e seminari. Per il 2014, inoltre, l\u2019Italia ha messo in campo un contributo finanziario pari a 8.843.714 euro, con un incremento di 900mila euro rispetto al 2013.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Corte Penale Internazionale istituita da Statuto di Roma, nel 1998<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La Corte Penale Internazionale \u00e8 l\u2019unico tribunale internazionale permanente penale competente a giudicare gli autori dei crimini pi\u00f9 gravi ai danni della comunit\u00e0 internazionale. La sua formazione risale al 1998: l\u2019organismo fu creato infatti alla conclusione della Conferenza Diplomatica di Roma attraverso l\u2019adozione dello Statuto istitutivo entrato in vigore il 1 luglio 2002. L\u2019Italia ha ratificato lo Statuto il 12 luglio del 1999. I crimini su cui il Cpi ha giurisdizione sono genocidio, crimini contro l\u2019umanit\u00e0, crimini di guerra e aggressione. La giurisdizione della Corte \u00e8 complementare rispetto a quella dei giudici nazionali, nel senso che la competenza giurisdizionale pu\u00f2 essere esercitata soltanto quando i sistemi nazionali non abbiano la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 di condurre le indagini o di celebrare il processo. La giurisdizione della Corte non ha carattere universale: la Corte pertanto non pu\u00f2 procedere nei confronti di cittadini di Stati non aderenti allo Statuto o di situazioni verificatesi sul territorio di tali Stati, salvo il loro consenso.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Colloquio Bonino-direttore Opac dopo intervento ministro ad Assemblea Stati parte Cpi<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>In occasione della XII Asp, oltre all\u2019adozione del bilancio annuale per il 2014, i temi sui quali si \u00e8 incentrato il dibattito sono stati: l&#8217;impatto del sistema dello Statuto di Roma sulle vittime e sulle comunit\u00e0 colpite dai crimini; la cooperazione degli Stati con la CPI; la complementariet\u00e0 tra la giurisdizione degli Stati Parte e la Corte. A margine dell\u2019Assemblea, inoltre, sono stati previsti due \u201cside events\u201d co-sponsorizzati dall\u2019Italia: \u201cAccountability in Syria\u201d (22 novembre, organizzato da Human Rights Watch e No Peace Without Justice) e \u201cComplentarity and Libya\u201d (26 novembre, organizzato da No Peace Without Justice e co-sponsorizzato dall\u2019Italia). Durante la sua missione all\u2019Aja, Emma Bonino \u2013 uno dei 7 ministri la cui presenza era prevista &#8211; ha avuto anche un colloquio con il direttore generale dell\u2019Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), Ahmet Uzumcu, svoltosi nella sede dell\u2019organizzazione, premio Nobel per la Pace 2013. Tema chiave dell\u2019incontro \u00e8 stata la modalit\u00e0 da adottare per la distruzione delle armi chimiche siriane.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"E\u2019 opportuno ascoltare le istanze dei Paesi africani e con questi trovare delle soluzioni condivise. 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