{"id":153155,"date":"2025-10-16T09:21:13","date_gmt":"2025-10-16T07:21:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=153155"},"modified":"2025-10-16T09:24:15","modified_gmt":"2025-10-16T07:24:15","slug":"tajani-confronto-che-fa-nascere-un-nuovo-medio-oriente-corriere-del-mezzogiorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2025\/10\/tajani-confronto-che-fa-nascere-un-nuovo-medio-oriente-corriere-del-mezzogiorno\/","title":{"rendered":"Tajani: Confronto che fa nascere un nuovo Medio Oriente (Corriere del Mezzogiorno)"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;accordo di pace tra Israele e Hamas rappresenta il primo grande tassello di quello che auspichiamo possa tradursi in un processo di stabilizzazione del Medio Oriente. La soluzione a due Stati resta l&#8217;unica via che risponda alla legittima aspirazione del popolo palestinese alla statualit\u00e0, garantendo al contempo la sicurezza di Israele.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia \u00e8 determinata a rimanere attiva, a livello diplomatico, umanitario, economico e di sicurezza, per contribuire a questa stagione di pace. Attraverso il programma Food for Gaza abbiamo gi\u00e0 garantito, nella fase pi\u00f9 acuta della crisi, circa 2400 tonnellate di aiuti alimentari di emergenza e circa 40 milioni di euro di aiuti umanitari ai programmi delle Nazioni Unite e di altri organismi internazionali come la Croce Rossa. Abbiamo accolto oltre 1200 persone in Italia e curato nei nostri ospedali quasi 200 bambini palestinesi malati. Siamo il primo paese occidentale per trasferimenti sanitari.<\/p>\n<p>Con i nuovi accordi di pace vogliamo andare oltre. Vogliamo dare ai Territori Palestinesi un futuro di stabilit\u00e0 e sicurezza che passi innanzitutto dalla ricostruzione delle infrastrutture. Iniziando dal settore della sanit\u00e0, siamo pronti a formare medici e infermieri e usare il saper fare dei nostri ospedali nei paesi della regione per aiutare pi\u00f9 da vicino chi ne ha bisogno. Co-organizzeremo insieme all&#8217;Egitto e ad altri partner la Conferenza sulla ricostruzione che il Cairo ospiter\u00e0 nelle prossime settimane.<\/p>\n<p>Il Mare Nostrum \u00e8 anche uno snodo centrale di flussi commerciali \u2014 per cui transita oltre il 10% dei flussi di commercio marittimo globale &#8211; migratori e di connessioni globali.<\/p>\n<p>Per questo ci preoccupa l&#8217;instabilit\u00e0 proveniente da aree prossime e connesse con il Mediterraneo, come nel caso del Mar Rosso. Negli ultimi due anni, la bellicosit\u00e0 degli Houthi, unita alla precariet\u00e0 della situazione in Yemen, generata da anni di conflitto, ha compromesso la sicurezza della navigazione e la libert\u00e0 dei traffici marittimi attraverso il canale di Suez, con ripercussioni anche nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Siamo inoltre impegnati nella stabilizzazione del Libano e della Siria, per la quale abbiamo sostenuto in seno all&#8217;Unione Europea un approccio pi\u00f9 pragmatico sul tema delle sanzioni per garantire una ripresa economica e sociale che possano accompagnare il rafforzamento istituzionale. In Iraq continuiamo a sostenere le istituzioni nel loro impegno per il consolidamento della democrazia e lo sviluppo socio-economico del Paese. Rimaniamo inoltre impegnati nella formazione delle Forze di sicurezza, anche nell&#8217;ottica di scongiurare ogni recrudescenza del terrorismo.<\/p>\n<p>Collaboriamo a stretto contatto con i partner del Maghreb in campo economico ed energetico, con un&#8217;attenzione particolare alle rinnovabili, e per far fronte alle sfide migratorie, in Libia restiamo impegnati nel sostenere un processo politico inclusivo, capace di garantire unit\u00e0, stabilit\u00e0 e sicurezza.<\/p>\n<p>Questo impegno a trecentosessanta gradi richiede uno sforzo collettivo da parte di tutti i Paesi che insistono su questa regione, compresi i Balcani occidentali, che sono un ponte verso l&#8217;Est ma anche una parte integrante del Mediterraneo, e che nella nostra visione arriva fino all&#8217;Indo-Pacifico.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo \u00e8 infatti la nostra porta principale verso l&#8217;Oriente. Siamo gi\u00e0 al lavoro per realizzare una nuova Via del Cotone, il Corridoio India-Medio Oriente-Europa che collegher\u00e0 &#8211; anche attraverso pi\u00f9 investimenti in infrastrutture e connettivit\u00e0 &#8211; l&#8217;Italia all&#8217;India, passando per il Golfo. Si tratta di un progetto di portata straordinaria che potr\u00e0 contribuire in maniera decisiva alla connettivit\u00e0 globale, alla stabilit\u00e0 e allo sviluppo economico-commerciale di tutta la regione.<\/p>\n<p>La nostra vuole essere una politica estera che comprende e che sa parlare a tutti. E un principio che orienta la nostra azione diplomatica, una capacit\u00e0 di dialogo che rafforza e arricchisce il rapporto con i due cardini della nostra agenda internazionale, l&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Da oltre dieci anni, i Dialoghi Mediterranei rappresentano una leva importante di questa politica, offrendo una piattaforma aperta a istituzioni, settore privato, mondo accademico e giovani per confrontarsi e contribuire a un&#8217;agenda comune positiva.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno abbiamo portato la manifestazione a Napoli, citt\u00e0 che celebra i 2500 anni di una storia genuinamente mediterranea, con la collaborazione del Comitato Neapolis2500 e naturalmente dell&#8217;Istituto per gli Studi di Politica internazionale (ISPI). Da Napoli vogliamo costruire un nuovo tassello per rispondere con soluzioni efficaci alle grandi sfide globali e regionali che lo attraversano, per un Mediterraneo di pace e per una prosperit\u00e0 costruita con tutti e per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;accordo di pace tra Israele e Hamas rappresenta il primo grande tassello di quello che auspichiamo possa tradursi in un processo di stabilizzazione del Medio Oriente. La soluzione a due Stati resta l&#8217;unica via che risponda alla legittima aspirazione del popolo palestinese alla statualit\u00e0, garantendo al contempo la sicurezza di Israele. 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