{"id":15441,"date":"2013-10-28T14:37:58","date_gmt":"2013-10-28T13:37:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/10\/20131028_turchia\/"},"modified":"2013-10-28T14:37:58","modified_gmt":"2013-10-28T13:37:58","slug":"20131028_turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/10\/20131028_turchia\/","title":{"rendered":"Diplomazia Economica\/Sole 24 Ore &#8211; Turchia: governo Ankara presenta Programma Medio Temine 2014-2016"},"content":{"rendered":"<p><P>Il governo turco ha presentato il nuovo Programma di Medio Temine (elaborato dal Ministero dello Sviluppo) che fornisce le previsioni sull&#8217;andamento dei principali indicatori economici per il triennio 2014-2016 con un leggero ribasso delle stime rispetto alla precedente versione. La crescita del PIL per il 2013 dovrebbe attestarsi al 3,6%. L&#8217;aumento \u00e8 stato rispettivamente 3% nel primo trimestre e del 4,4% nel secondo trimestre. Per il 2014, \u00e8 prevista una crescita del 4%, e per il 2015 ed il 2016 attorno al 5% che \u00e8 il tasso di crescita considerato dal Ministero dello Sviluppo come soglia minima per garantire gli obiettivi del Paese. La soglia &#8216;alta&#8217; \u00e8 invece situata attorno al 7%. Il Vice Primo Ministro Babacan, competente per le materie economiche, ha sottolineato come la revisione al ribasso delle stime sia anche conseguenza dell&#8217;andamento dell&#8217;economia internazionale, della situazione regionale e delle previsioni economiche rese note dal FMI, che fissano una crescita globale al 2,9%. Incide anche l&#8217;insufficienza del risparmio privato che copre solo il 12,6% del PIL, con conseguente limitazione degli investimenti. Si tratta di un record negativo tra i Paesi emergenti. Il dato, peraltro, \u00e8 andato progressivamente calando dal 2003. Per quanto riguarda gli altri indicatori, Il Programma di Medio Termine prevede un tasso di inflazione del 8,9% per la fine dell&#8217;anno, superiore quindi all&#8217;obiettivo del 6,3% fissato dalla Banca Centrale ad inizio anno, del 5,3% per il prossimo anno e del 5% per il 2015 e 2016. Il disavanzo delle partite correnti dovrebbe attestarsi al 7,1% alla fine dell&#8217;anno, al 6,4% nel 1014, al 5,9% nel 2015 e al 5,5% nel 2016. La disoccupazione al 9,5% a fine anno, 9,4% nel 2014, 9,2% nel 2015 e 8,9% nel 2016. Infine, il rapporto investimenti\/PIL dovrebbe assestarsi al 19,6%, il rapporto deficit\/PIL al 1,2% e quello debito\/PIL al 35% (previsioni per il 2013). Commentando i dati offerti dal nuovo Programma di Medio Termine, Babacan ha ammesso come i problemi del Paese, accanto al risparmio privato molto basso, siano rappresentati da una elevata dipendenza dalle fonti energetiche estere e da un insufficiente valore aggiunto della produzione. Tutti fattori che incidono sul problema strutturale del Paese, rappresentato dal deficit delle partite correnti, che, sebbene portato sotto controllo rispetto alla cifra del 10% del PIL di due anni fa, \u00e8 ancora molto alto ed espone la Turchia alle turbolenze causate dalla volatilita&#8217; dei capitali in provenienza dall&#8217;estero. Al riguardo, non sono molto tranquillizzanti i dati diffusi dl Turkstat relativi ai primi otto mesi del 2013, secondo i quali il disavanzo commerciale turco verso il Mondo \u00e8 cresciuto del 18% (67 miliardi di dollari nel periodo gennaio\/agosto 2013 contro i 57 miliardi di dollari del corrispondente periodo dell&#8217;anno precedente). La prolungata debolezza delle Lira turca aiuta si&#8217; le esportazioni del Paese ma rende molto pesante la bolletta energetica e piu&#8217; cari i molti beni intermedi importati necessari all&#8217;industria locale. Le priorita&#8217; indicate dal Programma di Medio Termine per i prossimi anni, sono: <\/P><br \/>\n<P>1) la riduzione del deficit delle partite correnti attraverso l&#8217;aumento del risparmio interno, l&#8217;allocazione delle risorse a disposizione nei settori piu&#8217; produttivi, l&#8217;incremento dell&#8217;efficienza economica.<\/P><br \/>\n<P>2) la riduzione dell&#8217;inflazione, che dovrebbe attestarsi al 8,9% a fine anno. \u00c8 un obiettivo chiave anche in vista delle prossime tornate elettorali <\/P><br \/>\n<P>3) il mantenimento della politica di bilancio in corso, che ha consentito di raggiungere un rapporto deficit\/Pil dell&#8217;1,2% grazie ad entrate legate alle privatizzazioni e ad altre operazioni una tantum<\/P><br \/>\n<P>4) il sostegno alla crescita ed all&#8217;occupazione. Fra le principali misure da adottare per perseguire tali priorita&#8217; il Programma indica: la riduzione della dipendenza energetica della Turchia dall&#8217;estero, attraverso lo sviluppo di fonti alternative e l&#8217;incremento dell&#8217;efficienza energetica. Il miglioramento delle infrastrutture per favorire l&#8217;export verso l&#8217;estero e l&#8217;attrazione di nuovi investimenti che siano anche in grado di portare know-how nel Paese. Il supporto a programmi di Ricerca e Sviluppo che consentano alle imprese turche di diventare piu&#8217; competitive sui mercati internazionali. Lo sviluppo del turismo di qualita&#8217;.<\/P><br \/>\n<P>(infoMercatiEsteri)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Usa: Fitch: conferma rating Italia BBB+, outlook negativo<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L&#8217;agenzia di rating Fitch ha confermato il rating sull&#8217;Italia BBB+ con outlook negativo. La conferma, si legge in una nota, deriva sostanzialmente dai progressi nel consolidamento fiscale, dal fatto che la recessione iniziata nel terzo trimestre 2011 probabilmente terminera&#8217; nel secondo trimestre 2013 e il debito pubblico raggiungera&#8217; il 133% del Pil nel 2014, un anno dopo e con 3 punti percentuali in piu&#8217; rispetto a quanto previsto da Fitch nel marzo scorso. Tra gli elementi che hanno giocato a favore di una conferma, anche l&#8217;economia &#8220;relativamente in salute, diversificata e ad alto valore aggiunto con moderati livelli di indebitamento privato&#8221;. Inoltre, i rischi fiscali contingenti moderati del settore bancario, una posizione di budget sottostante vicina a quella necessaria a stabilizzare il debito governativo rispetto al Pil e un sistema pensionistico sostenibile supportano la fiducia nella solvibilita&#8217; a lungo termine dello Stato italiano&#8221;. Tra i rischi possibili, che confermano l&#8217;outlook negativo, Fitch cita il rischio che la situazione economica e fiscale non permetta il rientro del rapporto debito\/pil dopo il picco del 2014 al 133%; uno stallo politico che paralizzerebbe le politiche economiche e fiscali portando al fallimento del rispetto del pareggio; un prolungarsi della recessione.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>UE: l&#8217;Italia deve invertire marcia da sola (Asmussen\/STRONGce)<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;L&#8217;Italia \u00e8 troppo grande per essere salvata dall&#8217;esterno: deve invertire da sola la marcia. Il suo destino segnera&#8217; anche il destino dell&#8217;area dell&#8217;euro. In questo senso il futuro dell&#8217;area non si decidera&#8217; a Parigi o a Berlino, n\u00e8 a Francoforte o a Bruxelles. Si decidera&#8217; a Roma&#8221;. \u00c8 quanto ha detto il membro del consiglio direttivo della Bce, Jorg Asmussen, intervenendo a Milano alla cerimonia organizzata dall&#8217;Universita&#8217; Bocconi che lo ha premiato come &#8220;alumnus&#8221; dell&#8217;anno. Asmussen che frequento&#8217; un Mba presso l&#8217;ateneo milanese nel 1991-92 ha sottolineato il trend al continuo rallentamento della crescita in Italia negli ultimi decenni. &#8220;Basti guardare &#8211; ha detto &#8211; all&#8217;andamento del tasso di crescita in termini reali: 5% negli anni &#8217;50, 4% negli anni &#8217;60, 3% negli anni &#8217;70, 2% negli anni &#8217;80, 1% negli anni &#8217;90 e 0% negli anni Duemila&#8221;. E ha concluso: &#8216;La svolta \u00e8 possibile, ha concluso, ma deve partire da Roma, non da Bruxelles&#8217;.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Germania: colloca bond a 12 mesi, rendimenti allo 0,1089%<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La Germania ha collocato 2,195 miliardi di titoli a 12 mesi registrando rendimenti in lieve rialzo e domanda in flessione. I bond con scadenza annuale hanno spuntato un rendimento dello 0,1089%, in aumento rispetto allo 0,0942% dell&#8217;asta precedente. In sensibile peggioramento il rapporto tra domanda e offerta, che \u00e8 sceso a 1,6 dal 2,6 dell&#8217;asta precedente. In totale, a fronte di una offerta pari a 3 miliardi di euro, sono state ricevute richieste per 3,495 miliardi: quelle accettate sono ammontate complessivamente a 2,195 miliardi di euro.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qatar: Al Jazeera vince contro Tiscali, stop a programmi in streaming<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Al Jazeera vince contro Tiscali che, secondo quanto risulta a Radiocor, sara&#8217; costretta a fermare la diffusione dell&#8217;emittente televisiva all news del Medio Oriente. La societa&#8217; sarda, infatti, con il proprio sito streamago.tv e anche attraverso gli upload degli utenti, trasmetteva, senza autorizzazione, programmi di 24 canali di Al Jazeera. Ma quest&#8217;ultima \u00e8 titolare anche in Italia dei diritti esclusivi sui programmi trasmessi, potendo autorizzarne o vietarne la riproduzione e la comunicazione al pubblico. Da qui la decisione di ricorrere per vie legali. A seguito della richiesta di rimozione dei contenuti di Al Jazeera (assistita dai legali Roberto Valenti e Giulia Zappaterra di Dla Piper), Tiscali ha immediatamente bloccato i contenuti illecitamente caricati dagli utenti.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il governo turco ha presentato il nuovo Programma di Medio Temine (elaborato dal Ministero dello Sviluppo) che fornisce le previsioni sull&#8217;andamento dei principali indicatori economici per il triennio 2014-2016 con un leggero ribasso delle stime rispetto alla precedente versione. La crescita del PIL per il 2013 dovrebbe attestarsi al 3,6%. 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