{"id":15523,"date":"2013-10-22T15:40:08","date_gmt":"2013-10-22T13:40:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/10\/20131022_mgfboninonu\/"},"modified":"2013-10-22T15:40:08","modified_gmt":"2013-10-22T13:40:08","slug":"20131022_mgfboninonu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/10\/20131022_mgfboninonu\/","title":{"rendered":"Mutilazioni genitali femminili &#8211; Bonino, far applicare risoluzione Onu"},"content":{"rendered":"<p><P>La base da cui partire \u00e8 la risoluzione Onu 67\/146, approvata nel dicembre del 2012. L\u2019obiettivo \u00e8 rendere vigente e omogenea la sua applicazione, ponendo cos\u00ec fine all\u2019orribile pratica delle mutilazioni genitali femminili (Mgf). Sono questi i due grandi pilastri entro i quali va inquadrata la conferenza internazionale \u201cAction to achieve commitments in UNGA Resolution 67\/146. Intensifyng global efforts for the elimination of female genital mutilations\u201d organizzata a Roma dall\u2019United Nations Population Fund (UNFPA) in collaborazione con il Ministero degli Esteri, l\u2019United Nations International Children Emergency Fund (UNICEF) e l\u2019Associazione Italiana donne per lo sviluppo (Aidos). E ad aprire la conferenza \u00e8 stato proprio il capo della diplomazia italiana, Emma Bonino, da anni in prima linea per il bando delle mutilazioni genitali femminili. \u201cLa risoluzione d\u00e0 un messaggio globale che ora dobbiamo applicare\u201d, \u00e8 stato l\u2019invito lanciato dal Ministro dall\u2019Auditorium Parco della Musica, che ospita l\u2019iniziativa.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Bonino, Italia continuer\u00e0 battaglia a Mgf con responsabilit\u00e0<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La conferenza arriva in un momento cruciale per la battaglia alle Mgf. Una battaglia che, ha spiegato il Ministro Bonino, ora deve concentrarsi su quattro direttrici: stimolare gli Stati a soddisfare gli impegni presi nella risoluzione; adottare strutture normative e politiche per la parit\u00e0 di genere; creare partnership e risposte multi-settoriali, trovare risorse aggiuntive per istituzioni e Ong. L\u2019Italia, da parte sua, ha stanziato 8 milioni di euro dal 2008 per il Programma congiunto UNFPA-UNICEF sulle mutilazioni genitali femminili. E, nonostante la delicata congiuntura economica, il Governo non intende attenuare il proprio sostegno. L&#8217;Italia &#8220;ha affrontato questa battaglia con responsabilit\u00e0 e intende continuare a farlo&#8221;, ha rimarcato la titolare della Farnesina invitando la societ\u00e0 civile ad aiutare il Paese a mantenere il proprio sostegno per il bando della pratica. Anche perch\u00e9, oggi l\u2019Italia \u201cvive in un periodo difficile per la crisi economica e mantenere gli impegni non \u00e8 facile neanche davanti l&#8217;opinione pubblica&#8221;, ha ricordato il Ministro ribadendo al tempo stesso come quella contro le Mgf sia una battaglia per i diritti umani \u201cche non ha frontiere\u201d. Una battaglia per la quale il capo della diplomazia italiana intende mettere anche il suo &#8220;personale impegno di attivista di lungo corso&#8221;.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>UNFPA, con trend attuale a rischio 30 milioni di bambine nei prossimi 10 anni<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Quella delle Mgf \u00e8 infatti una minaccia che ancora incombe su una vasta gamma di donne in tutto il mondo. Secondo quanto evidenziato dall\u2019UNFPA oltre 125 milioni di donne sono state mutilate in pi\u00f9 di 80 Paesi in Africa e Medio oriente e si calcola che, entro dieci anni, a rischiare di subire questa pratica siano circa 30 milioni di ragazze, se il trend attuale continua. L&#8217;obiettivo da perseguire, secondo l&#8217;UNFPA, \u00e8 di aumentare del 10% annuo il tasso di abbandono di questa pratica, rispetto all&#8217;1% attuale, e per questo occorre che la comunit\u00e0 internazionale raddoppi gli sforzi. Anche perch\u00e9 la tendenza si pu\u00f2 invertire e negli ultimi anni qualcosa si \u00e8 mossa perfino nelle regioni con le pi\u00f9 alte concentrazioni di Mgf. In 29 paesi dell&#8217;Africa e del Medio Oriente, oggi, le bambine hanno minori possibilit\u00e0 di essere mutilate rispetto a trent&#8217;anni fa mentre sono gi\u00e0 dodici i Paesi che hanno promosso leggi in materia dopo la risoluzione Onu. Quaranta Stati, infine, hanno adottato leggi per penalizzare la pratica.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019esempio del Burkina Faso: invertire la rotta \u00e8 possibile<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Insomma, il percorso \u00e8 lungo ma non impossibile e a testimoniarlo a Roma \u00e8 arrivata, Chantal Campaor\u00e9, First Lady di quel Burkina Faso che, grazie anche alla sinergia con l\u2019Ong, ha gi\u00e0 invertito la rotta. Ora l\u2019esempio burkinab\u00e9 pu\u00f2 fare da apripista in un continente complesso come l\u2019Africa. E il momento potrebbe essere quello giusto. Questo \u00e8 un \u201canno di rinascimento culturale per noi&#8221; e &#8220;le cattive pratiche da abolire sono in cima alla lista&#8221;, \u00e8 la promessa del Commissario per gli Affari Sociali dell\u2019Unione Africana Mustapha Kaloko.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La base da cui partire \u00e8 la risoluzione Onu 67\/146, approvata nel dicembre del 2012. 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