{"id":156492,"date":"2025-11-13T10:41:02","date_gmt":"2025-11-13T09:41:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=156492"},"modified":"2025-11-13T10:41:02","modified_gmt":"2025-11-13T09:41:02","slug":"algeri-prospettive-e-opportunita-oltre-gli-idrocarburi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2025\/11\/algeri-prospettive-e-opportunita-oltre-gli-idrocarburi\/","title":{"rendered":"Algeri, prospettive e opportunit\u00e0 oltre gli idrocarburi"},"content":{"rendered":"<p>Relazioni storiche, culturali, vicinanza geografica. Il rapporto tra Algeria e Italia ha radici profonde e il tema attuale \u00e8 quello di estendere relazioni gi\u00e0 importanti andando ben oltre gli idrocarburi. Infatti, se il presente e il passato del Paese nordafricano sono legati indubbiamente alle grandi risorse nel sottosuolo che ne hanno consentito lo sviluppo, \u00e8 ormai evidente che l\u2019attenzione debba rivolgersi anche ad altri ambiti: transizione energetica, agroalimentare e agroindustria, manifatturiero, infrastrutture, solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p>L\u2019Algeria, il pi\u00f9 esteso Paese dell\u2019Africa e la terza economia araba, \u00e8 stata riclassificata dalla Banca Mondiale tra gli Stati a reddito medio-alto. Negli ultimi 20 anni ha compiuto notevoli progressi nello sviluppo economico e umano grazie a investimenti in infrastrutture e politiche sociali che hanno ridotto i tassi di povert\u00e0. La sua economia per\u00f2 resta ancora fortemente dipendente dagli idrocarburi che, come sottolinea uno studio di Agenzia ICE, rappresentano il 43% delle entrate fiscali e il 79% delle esportazioni.<\/p>\n<p>Nell\u2019attuale contesto globale, secondo molti osservatori l\u2019Algeria deve accelerare la diversificazione della sua economia per rendersi pi\u00f9 indipendente dalle oscillazioni del mercato oil &amp; gas e deve aumentare gli investimenti privati e la produttivit\u00e0 per diversificare le entrate e garantire in questo modo una crescita resiliente.<\/p>\n<p>Un riequilibrio delle finanze pubbliche &#8211; sottolinea Agenzia ICE &#8211; attraverso una migliore qualit\u00e0 della spesa e un orientamento pi\u00f9 deciso allo sviluppo degli investimenti, \u00e8 cruciale per preservare la stabilit\u00e0 monetaria. In altre parole, il modello di crescita basato sulla spesa pubblica, efficace negli anni 2000, sta mostrando i suoi limiti, con l\u2019occupazione orientata verso settori a basso valore aggiunto. Di conseguenza, la trasformazione economica richiede maggiore produttivit\u00e0, una riallocazione dell\u2019occupazione verso settori a pi\u00f9 alto valore aggiunto e politiche mirate per stimolare il settore privato e le competenze dei lavoratori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I rapporti con l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Secondo l\u2019ISTAT, l\u2019interscambio Italia-Algeria nel 2024 \u00e8 stato pari a 13,95 miliardi di euro: 11,05 miliardi di importazioni e 2,9 miliardi di esportazioni. Il gas naturale ha costituito la quasi totalit\u00e0 delle importazioni dell\u2019Italia, che al contrario ha esportato principalmente macchinari, prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici e siderurgici. La tendenza per il 2025 \u00e8 di un aumento dell\u2019interscambio.<\/p>\n<p>La presenza italiana \u00e8 tradizionalmente legata ai grandi player del settore degli idrocarburi, dei lavori pubblici e della difesa. Tuttavia, sottolinea ancora ICE, le Autorit\u00e0 di Governo algerine al fine di diversificare l\u2019economia puntano a coinvolgere anche le piccole e medie imprese italiane &#8211; considerate un modello &#8211; in settori come l\u2019agricoltura, l\u2019energia da fonti rinnovabili e l\u2019efficienza energetica, l\u2019agroindustria, la farmaceutica, la meccanica, l\u2019industria automobilistica.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019estensione geografica, alla vicinanza, a una popolazione giovane di circa 47 milioni di abitanti e agli eccellenti rapporti bilaterali, l\u2019Algeria ha alcuni elementi ulteriori di forte attrazione: i bassi costi dell\u2019energia e delle materie prime che possono essere un vantaggio per la siderurgia, la meccanica, la metallurgia e la lavorazione della plastica; la spinta politica a diversificare; la presenza di un capitale umano specializzato con 115 istituti di livello universitario, 13 centri e 6 agenzie di ricerca; la vicinanza ai mercati dell\u2019Africa subsahariana. Inoltre l\u2019Algeria \u00e8 uno dei Paesi prioritari sia del Piano Mattei, messo a punto dal Governo italiano per rafforzare le partnership con il continente africano, che del Piano d\u2019azione per l\u2019export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale, presentato lo scorso marzo dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani come strategia italiana per la diversificazione dei mercati di sbocco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Settori produttivi e prospettive di sviluppo<\/strong><\/p>\n<p>Il settore agricolo \u00e8 un pilastro dell\u2019economia nazionale, con una lunga tradizione e un\u2019importanza strategica per la sicurezza alimentare e offre gi\u00e0 oggi molte opportunit\u00e0 di sviluppo e di investimento. Sebbene ci siano sfide significative, le iniziative governative, gli investimenti in tecnologia e infrastrutture e le opportunit\u00e0 di partenariato internazionale, possono agire da elementi trasformatori migliorando la produttivit\u00e0, la sostenibilit\u00e0 e la qualit\u00e0 della vita degli agricoltori e degli allevatori.<\/p>\n<p>Il Governo ha messo a punto progetti per sviluppare l\u2019agricoltura anche in aree semidesertiche e in zone montane, migliorando l\u2019elettrificazione, estendendo le aree irrigue e la base logistica.<\/p>\n<p>Strategico, per il Governo algerino, \u00e8 anche lo sviluppo dell\u2019industria agroalimentare che \u00e8 la seconda industria del Paese dopo quella degli idrocarburi. Il settore avrebbe la possibilit\u00e0 di evolversi pi\u00f9 rapidamente se il suo sistema di distribuzione fosse pi\u00f9 sviluppato. L\u2019obiettivo primario dell\u2019Algeria &#8211; scrive ICE \u2013 \u00e8 oggi quello di sviluppare la produzione locale per migliorare il tasso di autosufficienza nella produzione di prodotti di largo consumo. Un obiettivo secondario, a fronte del soddisfacimento degli standard internazionali, sar\u00e0 quello di aumentare l\u2019export. Esaminando il comparto i tre settori trainanti sono i prodotti cerealicoli, l\u2019industria lattiero-casearia e le bevande.<\/p>\n<p>Sul fronte dell\u2019edilizia e dei materiali da costruzione, occorre sottolineare che la maggior parte degli appalti pubblici \u00e8 riservata alle imprese locali. Tuttavia i committenti possono ricorrere a esecutori internazionali, in particolare per i grandi progetti. Inoltre, nonostante gli sforzi, l\u2019offerta locale di macchine e apparecchiature per i cantieri resta insufficiente e ci\u00f2 apre di conseguenza prospettive per le imprese italiane.<\/p>\n<p>Spostandosi sulle tecnologie, l\u2019automotive \u00e8 oggi tra le priorit\u00e0 del Governo algerino che vuole portare il tasso di integrazione al 40% in cinque anni. Ma spazi importanti sono presenti anche nelle tecnologie per l\u2019imballaggio e nelle tecnologie per la stampa.<\/p>\n<p>Altri due campi in cui l\u2019Italia pu\u00f2 dare un suo contributo significativo sono infine l\u2019industria siderurgica\/metallurgica e le energie rinnovabili. In quest\u2019ultimo caso, l\u2019Algeria ha un potenziale solare tra i pi\u00f9 importanti al mondo e si \u00e8 dotata di una strategia nazionale che prevede la produzione di 15.000 megawatt (MW) di energia entro il 2035.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Italia-Algeria, un vertice per ampliare gli orizzonti di collaborazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>L\u2019impegno a ritrovarsi nel 2027 ad Algeri per quello che sar\u00e0 il Sesto Vertice intergovernativo bilaterale ha suggellato una dichiarazione congiunta di trenta punti con cui si \u00e8 concluso lo scorso 23 luglio a Roma il Quinto Vertice tra Italia e Algeria. Una giornata di incontri ai massimi livelli, accompagnata da un Forum imprenditoriale che ha visto la partecipazione di 500 delegati \u2013 rappresentanti di imprese e di istituzioni dei due Paesi \u2013 e la firma di una trentina di accordi di vario tipo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Numeri importanti<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>I numeri indicati all\u2019Hotel Parco dei Principi di Roma li hanno forniti il Ministro degli Affari Esteri e Vice Presidente del Consiglio, Antonio Tajani, e il suo collega algerino, Ahmed Attaf: 14 miliardi di euro di interscambio, una presenza imprenditoriale italiana in Algeria in crescita (tra le 150 e le 200 imprese) e una dimensione di partenariato che poggia ancora fortemente sugli idrocarburi (le forniture algerine coprono il 40% del fabbisogno italiano) ma che sta cercando nuove strade, in linea con il processo di diversificazione economica in atto in Algeria e al quale l\u2019Italia pu\u00f2 contribuire fornendo competenze, know-how, macchinari. Cos\u00ec, se i numeri dell\u2019export italiano (quasi 3 miliardi di euro nel 2024) non sono ancora significativi in valori assoluti, la loro rilevanza cresce se rapportata al contesto africano e se si analizzano i trend in dettaglio, come ha sottolineato il presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas: nel 2024 l\u2019export dell\u2019Italia verso l\u2019Algeria \u00e8 aumentato del 2,7%, mentre nella prima parte del 2025 questa percentuale ha superato il 5%. Ma \u2013 e questo \u00e8 il dato ancora pi\u00f9 interessante \u2013 aumenti a doppia cifra (oltre il 20%) hanno fatto segnare l\u2019export di macchine per impieghi generali e l\u2019export di altre macchine per impieghi speciali.<\/p>\n<p>Di certo, anche alla luce di contesti internazionali complessi, quello tra Algeria e Italia \u2013 hanno sottolineato le parti \u2013 \u00e8 un rapporto che si spinge oltre le semplici relazioni commerciali e punta a elevarsi a partenariato economico, indicando una precisa dimensione politica che schiaccia l\u2019occhio alla comune collocazione geografica. \u201cL\u2019Algeria \u00e8 un Paese fondamentale, un partner strategico. \u00c8 il nostro primo partner nel Mediterraneo. Insieme lavoriamo per la stabilit\u00e0, la pace nel Mediterraneo, la crescita e il benessere dei nostri popoli. Questa \u00e8 un\u2019occasione preziosa per ampliare e diversificare la nostra partnership, per renderla pi\u00f9 forte\u201d, ha detto Tajani, aggiungendo: \u201cDobbiamo garantire stabilit\u00e0 e pace nell\u2019area cruciale del Mediterraneo, affinch\u00e9 sia un mare di commercio e prosperit\u00e0, non di morte, non un cimitero di migranti\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I punti salienti del vertice<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>La relazione tra Italia ed Algeria prova dunque ad allargarsi oltre gli sperimentati lidi energetici, nel tentativo di dare una duplice risposta: da una parte all\u2019Algeria, che vuole ampliare la propria composizione economica e pu\u00f2 ricavare un vantaggio dal know-how e dai prodotti del Made in Italy (i macchinari in particolare); dall\u2019altra parte all\u2019Italia, che insegue l\u2019obiettivo di arrivare a quota 700 miliardi di euro in valore di export entro la fine del 2027 e che, limitatamente all\u2019Algeria, intende andare oltre la soglia dei 3 miliardi.<\/p>\n<p>Uno dei concetti pi\u00f9 volte emersi nel corso del vertice \u00e8 stato quello di partenariato win-win: Italia e Algeria sono due Paesi dalla storia comune, che insistono nello stesso spazio geografico e che per questo hanno diversi interessi condivisibili, ma allo stesso tempo sono anche due Paesi differenti e questo consente alle rispettive economie di poter crescere insieme. Le ambizioni dell\u2019Algeria (che ha l\u2019Italia come suo terzo fornitore e come primo cliente) risiedono nella consapevolezza che la ricchezza su cui finora si \u00e8 poggiata deve essere utilizzata per cambiare rotta e impostarne una che sia sostenibile nel tempo, resiliente e capace di valorizzare un mercato interno e risorse finora lasciate in secondo piano. Si \u00e8 parlato di energia \u2013 l\u2019Eni era presente cos\u00ec come erano presenti i rappresentanti di Sonatrach \u2013 ma anche di infrastrutture energetiche (Medlink), idrogeno verde (South H2 Corridor) e rinnovabili. Si \u00e8 parlato di agricoltura, con il progetto di Bonifiche Ferraresi su 36 mila ettari di terra semidesertica, ma anche di trasformazione agroalimentare e di formazione. Anzi, quello della formazione \u00e8 stato un tema trasversale, toccato a pi\u00f9 riprese: nell\u2019ambito del Piano Mattei, \u00e8 stato firmato un memorandum d\u2019intesa per la creazione di un centro italo-algerino, il Centro Enrico Mattei, a Sidi Bel Abbes, per la formazione, l\u2019innovazione, la ricerca e lo sviluppo nel settore agricolo con una dimensione regionale (non limitata quindi alla sola Algeria). L\u2019Algeria \u00e8 inoltre uno dei Paesi target del Piano d\u2019azione per l\u2019export italiano nei Paesi extra-UE ad alto potenziale, a riprova dell\u2019importanza del partenariato bilaterale, anche in ottica futura.<\/p>\n<p>Entrambe le parti hanno sottolineato l\u2019importanza delle relazioni culturali, della comune radice mediterranea, e in tale contesto hanno accolto la firma di un accordo nel campo della coproduzione cinematografica.<\/p>\n<p>Nella Dichiarazione congiunta ampio spazio \u00e8 stato dedicato alle questioni regionali e alla sicurezza. \u201cA fronte di relazioni mai cos\u00ec solide \u2013 ha detto la premier Giorgia Meloni \u2013 c\u2019\u00e8 l\u2019obiettivo di esplorare nuovi campi di collaborazione e di battere nuove strade\u201d mettendo a disposizione gli strumenti del Sistema Paese. Parole raccolte dal presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, che ha parlato di \u201cdiverse opportunit\u00e0\u201d su cui i due Paesi possono allargare il partenariato e ha elencato i settori in cui vede la possibilit\u00e0 di una maggiore presenza italiana: rinnovabili, farmaceutico, agro-trasformazione, infrastrutture, minerario, turismo, servizi finanziari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Intervista all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Algeria Alberto Cutillo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Oltre agli idrocarburi, secondo Lei, con quali settori l&#8217;Italia potrebbe ulteriormente rafforzare le proprie relazioni economiche e commerciali con l&#8217;Algeria? Pu\u00f2 presentarci alcune iniziative italiane che verranno attuate in Algeria nell&#8217;ambito del Piano Mattei?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Algeria \u00e8 un Paese che sta investendo molto per diversificare la sua economia e attrarre nuovi investimenti. L\u2019energia rimane certamente l\u2019ambito che caratterizza maggiormente le nostre relazioni commerciali. Ma oltre agli idrocarburi, la nostra collaborazione energetica va ampliandosi in altre direzioni, dall\u2019estrazione di fosfati fino alle energie rinnovabili, passando per le infrastrutture energetiche. Penso al SoutH2\u00a0Corridor per il trasporto di idrogeno verde dal Nord Africa all\u2019Europa e al Medlink, un progetto di cavo sottomarino che trasporter\u00e0 energia rinnovabile verso l\u2019Europa. Oltre alle infrastrutture energetiche, un ruolo chiave in futuro giocheranno le infrastrutture digitali. Anche in tale ambito vi \u00e8 un interesse condiviso dei nostri Paesi per lo sviluppo di un nuovo cavo sottomarino di connettivit\u00e0 digitale, annunciato da Sparkle e Algerie Telecom in occasione del Forum imprenditoriale Italia Algeria, tenutosi a Roma lo scorso 23 luglio a margine del Quinto Vertice bilaterale.<br \/>\nProprio in tale occasione, sono state firmate circa trenta intese tra imprese italiane e algerine che testimoniano l\u2019interesse concreto e reciproco ad ampliare le relazioni industriali e commerciali.<br \/>\nTra i settori prioritari su cui puntare vi \u00e8 l\u2019industria avanzata, a partire dall\u2019automotive, la farmaceutica, l\u2019industria della difesa, i trasporti, l\u2019innovazione tecnologica e, soprattutto, l\u2019agroindustria, classificata come prioritaria e strategica dal Governo algerino. L\u2019obiettivo primario dell\u2019Algeria oggi \u00e8 quello di sviluppare la produzione locale per migliorare il tasso di autosufficienza nei prodotti di largo consumo. Il Paese \u00e8, pertanto, alla ricerca di partner pi\u00f9 che di esportatori e le PMI italiane, apportando esperienza, competenze e tecnologie, rappresentano i partner ideali per sostenere tale processo. Risulta, tuttavia, fondamentale conoscere bene il quadro normativo e valutare il <em>business climate<\/em> di ciascun settore al fine di meglio valutare ogni decisione di investimento.<\/p>\n<p>Agricoltura e formazione professionale sono al centro degli interventi previsti dal Piano Mattei per l\u2019Africa, di cui l\u2019Algeria costituisce un \u201cPaese pilota\u201d. Tra questi, rivestono particolare rilevanza il progetto sulla sicurezza alimentare che prevede il recupero all\u2019agricoltura di vaste aree desertiche nel Sud dell\u2019Algeria, gestito da Bonifiche Ferraresi, per la produzione di cereali e legumi, e la creazione a Sidi Bel Abbes di un grande Polo di formazione professionale nel settore agricolo e agroindustriale, dedicato alla memoria di Enrico Mattei, che ambisce a diventare un punto di riferimento non solo in Algeria ma per l&#8217;area del Sahel e per l&#8217;Africa nel suo complesso.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali sono i settori pi\u00f9 promettenti in Algeria per le imprese estere, anche alla luce dei programmi del Governo o della legislazione locale? Sono in corso o in preparazione piani e progetti di interesse nel Paese?<\/strong><\/p>\n<p>Tra i settori pi\u00f9 promettenti per le imprese estere in Algeria bisogna citare sicuramente quello automobilistico. L\u2019attrazione degli investimenti esteri e l\u2019aumento del tasso di integrazione locale rappresentano un obiettivo chiaro delle Autorit\u00e0 per rafforzare l\u2019industrializzazione del Paese e lo sviluppo della filiera. Alcuni degli stabilimenti gi\u00e0 esistenti dovrebbero raggiungere tassi di integrazione del 40% entro cinque anni. In tale quadro si inserisce l\u2019attivit\u00e0 di Stellantis che, nel dicembre 2023, ha inaugurato un impianto di produzione a Tafraoui (vicino Orano), con l\u2019obiettivo di produrre annualmente 90.000 unit\u00e0 entro il 2026 e di raggiungere un tasso di integrazione locale del 35%. Oltre a sviluppare la subfornitura della componentistica auto, in particolare la produzione di parti in plastica, un\u2019attenzione particolare viene rivolta alla fornitura di pezzi di ricambio, con la possibilit\u00e0 interessanti anche per i produttori tali componenti.<\/p>\n<p>Prospettive importanti emergono anche nel settore della siderurgia e metallurgia. L\u2019Algeria risulta essere, infatti, tra i principali produttori di ferro tra i Paesi arabi. Di qui la necessit\u00e0 di reperire attrezzature di produzione, tecnologie per la lavorazione dei metalli, attrezzature per il trattamento dei rifiuti, sistemi di automazione e robotizzazione, manutenzione e ricambi.<\/p>\n<p>Un altro settore che richiede profondi aggiornamenti tecnologici, a fronte di una ricchezza di materie prime, \u00e8 il settore del marmo e delle pietre ornamentali. In tale ambito \u00e8 stata siglata un\u2019importante intesa tra Agenzia ICE e Sonarem Ettakwine, principale societ\u00e0 algerina per le attivit\u00e0 di formazione nel settore estrattivo e filiale del gruppo minerario statale Sonarem. L\u2019intesa prevede la costituzione di un Centro Italo-Algerino di formazione tecnologica nel settore del marmo e delle pietre ornamentali in Algeria. Tale Centro sar\u00e0 dotato di macchinari italiani di ultima generazione e vedr\u00e0 da parte di ICE il coordinamento di tutte le attivit\u00e0 di formazione tecnica per il trasferimento di competenze e know-how alle maestranze locali.<\/p>\n<p>Importanti prospettive di sviluppo, come gi\u00e0 anticipato, si profilano nel settore agricolo e agroalimentare, dove l\u2019Algeria mira a raggiungere l\u2019autosufficienza, riducendo le importazioni di numerosi prodotti. Le principali filiere (prodotti cerealicoli, prodotti lattiero &#8211; caseari e bevande) dipendono tuttavia per il 75% dalle importazioni di attrezzature e di materie prime. La volont\u00e0 delle Autorit\u00e0 locali di sostituire le importazioni con la produzione locale induce l\u2019offerta straniera ad orientarsi dalla mera esportazione alla realizzazione in loco, mediante la creazione di joint venture che si avvalgono di attrezzature per la produzione e trasformazione del latte, della carne e dei prodotti ortofrutticoli di manifattura straniera.<\/p>\n<p>Tra i settori strategici una menzione particolare merita quello delle energie rinnovabili. L\u2019Algeria ha infatti un potenziale solare tra i pi\u00f9 importanti del bacino del Mediterraneo. L\u2019attuazione della strategia nazionale per le energie rinnovabili e l\u2019efficienza energetica ha come obiettivo il raggiungimento di una capacit\u00e0 di produzione di 15.000 megawatt entro il 2035. Inoltre, in base al piano nazionale per la produzione di idrogeno verde, l\u2019Algeria prevede di investire da 20 a 25 miliardi di dollari per la produzione di idrogeno verde, con l\u2019obiettivo di divenire un riferimento a livello regionale e internazionale. In tema sostenibilit\u00e0 ambientale, interessanti prospettive si profilano in materia di gestione dei rifiuti, ambito in cui si registrano forti criticit\u00e0 e nel quale l\u2019expertise straniera \u00e8 attualmente richiesta.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci pu\u00f2 fare un quadro dell\u2019attuale presenza italiana (soprattutto delle imprese) in Algeria? Ha osservato un&#8217;evoluzione di questa presenza nel corso degli anni?<\/strong><\/p>\n<p>Sono presenti in Algeria circa 200 imprese italiane. Lo stock complessivo di IDE italiani in Algeria nel 2024 ammontava a circa 8,6 miliardi di euro. La presenza italiana pi\u00f9 consistente si registra ovviamente nel settore energetico, dove le nostre aziende contribuiscono da decenni allo sviluppo di progetti chiave per l\u2019Algeria, garantendo sviluppo, lavoro e crescita economica.<\/p>\n<p>Le nostre imprese sono protagoniste anche in altri settori, tra cui quello delle infrastrutture e dei trasporti con la realizzazione di opere di primo piano in tutto il Paese, nel settore dell\u2019industria della difesa, ove vi \u00e8 l\u2019interesse a sviluppare collaborazioni industriali che, secondo le richieste della controparte, prevedano trasferimenti di tecnologia, e nel settore dell\u2019automotive che, come gi\u00e0 evidenziato, costituisce uno dei settori strategici per il Paese e per le nostre imprese.<\/p>\n<p>Abbiamo osservato un\u2019evoluzione della presenza italiana nel corso degli anni, cos\u00ec come anche un interesse crescente da parte delle nostre aziende, interessate a sostenere i progetti del Governo algerino per rafforzare e diversificare l\u2019industria nazionale, come nel settore dell\u2019agro-industria, della farmaceutica, della manifattura e delle nuove tecnologie.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci sono settori in particolare nei quali osserva una forte domanda del Made in Italy in Algeria?<\/strong><\/p>\n<p>La richiesta della nostra expertise si distribuisce su molti settori industriali con l\u2019aspettativa, come gi\u00e0 accennato, di creare partnership e investimenti congiunti per espandere l\u2019industria nazionale. Il trasferimento di conoscenze e di expertise, oltre all\u2019investimento economico, rappresentano oggi i fattori determinanti nella scelta di un partner industriale in Algeria. L\u2019attrattivit\u00e0 del nostro Paese \u00e8 determinata anche dalla somiglianza nella composizione del tessuto imprenditoriale: in Italia come in Algeria prevalgono le piccole e medie imprese, che sono di fatto i principali attori economici e svolgono un ruolo determinante nella realt\u00e0 algerina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Relazioni storiche, culturali, vicinanza geografica. Il rapporto tra Algeria e Italia ha radici profonde e il tema attuale \u00e8 quello di estendere relazioni gi\u00e0 importanti andando ben oltre gli idrocarburi. 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