{"id":156663,"date":"2025-10-31T09:06:14","date_gmt":"2025-10-31T08:06:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=156663"},"modified":"2025-10-31T09:06:14","modified_gmt":"2025-10-31T08:06:14","slug":"missione-dellitalia-in-niger-contro-la-minaccia-jihadista-e-il-traffico-di-uomini-il-giornale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2025\/10\/missione-dellitalia-in-niger-contro-la-minaccia-jihadista-e-il-traffico-di-uomini-il-giornale\/","title":{"rendered":"Missione dell&#8217;Italia in Niger contro la minaccia jihadista e il traffico di uomini (Il Giornale)"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa missione in Mauritania, Senegal e Niger \u00e8 servita a rafforzare il ruolo dell\u2019Italia in Africa\u201d, dichiara via telefono al Giornale, sul volo di ritorno, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Assieme al vicepremier c\u2019era anche il ministro dell\u2019Interno, Matteo Piantedosi. L&#8217;Italia \u201cconta sul Niger per garantire la stabilit\u00e0 dell&#8217;Africa subsahariana\u201d \u00e8 il messaggio da Niamey dove Roma si propone come &#8220;portavoce&#8221; in Europa e in tutto l&#8217;Occidente. In Niger, la tappa pi\u00f9 delicata, l\u2019Italia fa da apripista rispetto all\u2019immobilismo dell\u2019Unione europea, che in nome del politicamente corretto non vuole avere a che fare con la giunta arrivata al potere con un colpo di stato nel 2023.<\/p>\n<p>Questa almeno la posizione ufficiale, ma in realt\u00e0 sono i francesi ad esercitare pressione su Bruxelles per tenere al bando i golpisti dell\u2019area del Sahel, che hanno sbattuto fuori la Grandeur strizzando l\u2019occhio alla Russia. L\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico paese occidentale rimasto in Niger con un contingente militare di 350 uomini e la visita dei due ministri sancisce che &#8220;\u00e8 cruciale sostenere questa amicizia per garantire la stabilit\u00e0 della regione, combattere l&#8217;immigrazione clandestina e il terrorismo\u201d. Al contrario, rompere i ponti, significherebbe abbandonare il paese fra le braccia dei russi e rischiare di aprire le porte ai gruppi jihadisti sempre pi\u00f9 aggressivi. Una settimana fa un missionario laico americano \u00e8 stato rapito in Niger e portato nel vicino Mali. La Casa Bianca potrebbe ordinare un blitz dei corpi speciali per liberare l\u2019ostaggio.<\/p>\n<p>Il Niger ha registrato, nell\u2019ultimo anno, un aumento degli attacchi dello Stato islamico e di Jama\u2019at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (Jnim), costola di al Qaida nella regione, talvolta anche coordinati in una specie di alleanza del terrore. Il risultato \u00e8 che alcune unit\u00e0 di soldati nigerini si sono ammutinate lamentando l\u2019insufficienza degli equipaggiamenti. Non solo: \u201cA seguito del crescente e significativo blocco dell&#8217;afflusso di carburanti su tutti gli assi stradali verso il Mali, a opera di gruppi terroristici, si registra una grave penuria in tutto il Paese, con impatti significativi sull&#8217;erogazione di elettricit\u00e0, che potrebbe causare un ulteriore peggioramento del quadro di sicurezza anche nella capitale Bamako\u201d si legge in una nota della Farnesina, che ha invitato gli italiani a lasciare il paese. La nostra intelligence segnala che se le forze jihadiste metteranno in crisi il Mali le prossime \u201cvittime\u201d saranno il Burkina Faso ed il Niger.<\/p>\n<p>Tajani e Piantedosi hanno incontrato a Niamey il premier Ali Mahaman Lamine Zeine e sette ministri compreso il responsabile della Difesa e degli Esteri. &#8220;Abbiamo rilanciato la disponibilit\u00e0 ad ogni forma di collaborazione secondo quella che \u00e8 la specificit\u00e0 italiana, di condividere i problemi con questi Paesi. E ci \u00e8 stato fortemente richiesto il rafforzamento della formazione del personale della polizia\u201d ha dichiarato il ministro dell&#8217;Interno Matteo Piantedosi. \u201cL&#8217;Italia conta moltissimo sul ruolo del Niger per garantire stabilit\u00e0 dell&#8217;area sub-sahariana &#8211; ha sottolineato Tajani &#8211; vogliamo contribuire alla lotta contro il terrorismo, l&#8217;immigrazione irregolare e siamo pronti a rinforzare la cooperazione anche a livello economico in tanti settori, sia estrattivo, sia agricolo, facendo degli accordi che siano positivi economicamente e utili sia per noi che per il Niger\u201d.<\/p>\n<p>La regione di Agadez \u00e8 un crocevia del traffico di esseri umani, armi e droga. I migranti proseguono verso la Libia e la situazione si sta aggravando con la feroce guerra in Sudan. Nel 2024 oltre 3,8 milioni di persone sono passate dal Niger, con 1,5 milioni in uscita. Il paese \u00e8 infiltrato da gruppi jihadisti su pi\u00f9 fronti: al confine con la Libia opera la costola dello Stato Islamico della regione del Fezzan, la pi\u00f9 meridionale rispetto a Tripoli. A Sud Est \u00e8 attiva un\u2019altra branchia dell\u2019Isis che deriva dai terroristi di Boko Haram. Attorno alla capitale, nella zona ad alto rischio dei tre confini, \u00e8 attiva una coalizione affiliata ad al Qaida (Jnim) di Mali, Burkina Faso e Niger, la formazione jihadista pi\u00f9 forte. Ed \u00e8 presente pure lo Stato islamico della provincia del Sahel. Il primo ministro \u00e8 convinto che i francesi, cacciati dal Niger, finanzino l\u2019insorgenza jihadista per fare crollare la giunta al potere. L\u2019Italia favorisce in sede europea un approccio flessibile e pragmatico verso il Niger, che punta a mantenere l\u2019impegno strategico nel contrasto all\u2019immigrazione illegale e alla minaccia jihadista.<\/p>\n<p>La Francia si oppone con forza bloccando qualsiasi riavvicinamento alle giunte golpiste dell\u2019area Subsahariana, che hanno cancellato la storica presenza di Parigi. Anche gli americani ed i tedeschi hanno dovuto andarsene da Niamey, ma noi siamo rimasti con la Missione Italiana di Supporto in Niger (Misin) composta da 350 militari al comando del generale Ivan Cioffi. Dal 2018 abbiamo addestrato 11.459 militari nigerini dai paracadutisti alla Gendarmeria nazionale fino alla polizia e la Guardia presidenziale. La Difesa ha fornito 4 elicotteri Leonardo AB 412, ma sono tutti in manutenzione in Italia o in Niger. Nonostante l\u2019instabilit\u00e0 e la tensione nel primo semestre dell\u2019anno si registra una ripresa dell\u2019interscambio che arriva a 395 milioni di euro. Il Niger punta ad attrarre investimenti nell\u2019industria mineraria, che vanta abbondanti riserve di oro e uranio, ma l\u2019avanzata jihadista in Mali e l\u2019aumento dei profughi dal Sudan sono fattori destabilizzanti, che ci riguardano da vicino. Se il paese piombasse nelle grinfie dei terroristi islamici o sprofondasse nell\u2019anarchia diventerebbe ancor pi\u00f9 la porta d\u2019ingresso dei migranti in Libia che poi si imbarcano verso Lampedusa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cLa missione in Mauritania, Senegal e Niger \u00e8 servita a rafforzare il ruolo dell\u2019Italia in Africa\u201d, dichiara via telefono al Giornale, sul volo di ritorno, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Assieme al vicepremier c\u2019era anche il ministro dell\u2019Interno, Matteo Piantedosi. 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