{"id":157095,"date":"2025-11-03T08:31:55","date_gmt":"2025-11-03T07:31:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=157095"},"modified":"2025-11-03T09:25:15","modified_gmt":"2025-11-03T08:25:15","slug":"tajani-africa-e-gaza-italia-garante-su-sviluppo-e-ricostruzione-il-mattino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2025\/11\/tajani-africa-e-gaza-italia-garante-su-sviluppo-e-ricostruzione-il-mattino\/","title":{"rendered":"Tajani: \u00abAfrica e Gaza, Italia garante su sviluppo e ricostruzione\u00bb (Il Mattino)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ministro degli Esteri\u00a0e vicepremier\u00a0Antonio\u00a0Tajani, il Mali sta per finire nelle mani di Al Qaeda, la crisi rischia di estendersi a tutta l\u2019area del Sahel. Cosa pu\u00f2 fare l\u2019Italia, lei ha appena concluso una delicata missione in Africa occidentale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl pericolo in Mali \u00e8 duplice, perch\u00e9 jihadisti e fautori dello Stato islamico puntano a prendere il controllo del governo. Per giorni hanno bloccato l\u2019afflusso di cisterne di carburanti dai porti sull\u2019Atlantico verso questo paese che non ha sbocchi al mare. C\u2019\u00e8 un clima di tensione e preoccupazione per le comunit\u00e0 estere che si trovano a Bamako. Ricordo che nel 2024 un\u2019intera famiglia italiana \u00e8 stata liberata soltanto dopo molti sforzi: Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e il figlio Giovanni erano stati sequestrati il 19 maggio 2022 nella loro abitazione alla periferia della citt\u00e0 di Koutiala, a sud est della capitale del Mali, Bamako, dove vivevano da diversi anni. Attualmente i nostri connazionali, circa 60 persone, in gran parte hanno deciso di lasciare il Paese. Il rischio secondario \u00e8 che dal Mali la minaccia jihadista possa rafforzarsi anche negli altri Paesi del Sahel, ed \u00e8 proprio quello che con i nostri sforzi diplomatici a livello internazionale stiamo cercando di evitare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la situazione attuale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019ambasciatore Dejak da Bamako ci ha aggiornato sul fatto che la crisi nelle ultime ore sembrerebbe in fase di leggerissimo miglioramento. Non risultano nuove azioni del \u201cJnim\u201d (i jihadisti) e il governo di Bamako sembra reggere. Il flusso di carburante verso la capitale \u00e8 ripreso, anche se in quantit\u00e0 palliative rispetto ai bisogni. L\u2019aeroporto dispone di carburante per aerei. Ci sono elementi per ritenere che il blocco operato dal Jnim non sia prodromico a un colpo di forza dei jihadisti nei confronti delle autorit\u00e0 militari e che potrebbe invece trattarsi di una grande azione dimostrativa. Ma stiamo seguendo l\u2019evoluzione del caso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali azioni sta compiendo il governo italiano?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo in Africa subsahariana per combattere il terrorismo e per difendere la sicurezza dei nostri cittadini, quella delle nostre aziende. Difendiamo la nostra idea di partnership politica paritaria con quei paesi. I nostri piani nella Cooperazione per la sicurezza includono una missione importantissima: in Niger operano 350 nostri militari con il compito specifico di formare l\u2019esercito e i quadri della polizia. Il Niger gioca un ruolo fondamentale: geograficamente, risalendo verso Nord, dopo quel paese c\u2019\u00e8 la Libia e tutti sappiamo quanto il rapporto con la Libia sia strategico per l\u2019Italia. Va tenuta sotto controllo la regione di Agades, il centro dal quale transitano armi e traffici illegali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Piano Mattei va avanti o subir\u00e0 modifiche e ritardi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl Piano Mattei prosegue secondo i tempi e gli obiettivi fissati. L\u2019Italia \u00e8 vista con grande favore e apprezzamento dai Paesi africani: abbiamo rapporti di cooperazione e collaborazione paritetica in Paesi molto ricchi di materie prime. Il Niger, ricordo, \u00e8 un Paese ricco di uranio, abbiamo rapporti privilegiati con Mauritania, Ciad e Burkina Faso. Con il Senegal in occasione del vertice Italia-Africa del gennaio 2024 \u00e8 stato firmato il \u201cProgramma di partenariato\u201d del valore di 105 milioni di euro. Il Senegal \u00e8 un paese prioritario per la cooperazione italiana allo sviluppo, tradizionalmente beneficiario di circa 15 milioni l\u2019anno per il finanziamento di progetti legati soprattutto allo sviluppo rurale, all\u2019educazione e al sostegno del settore privato. Da gennaio 2025 \u00e8 Paese partner del Piano Mattei. Anche sull\u2019applicazione del Global Gateway all\u2019Italia viene riconosciuta un ruolo da protagonista in netta contrapposizione alle politiche di neocolonialismo poste in essere da Cina e Russia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nelle ultime ore si sono moltiplicate le testimonianze su un\u2019altra guerra africana drammaticamente violenta, quella in Sudan\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn Sudan due generali che controllano ormai due eserciti contrapposti stanno provocando da due anni decine di migliaia di morti. \u00c8 una strage che nessuno conosce fino in fondo: solo in queste ore arrivano le testimonianze dei sopravvissuti all\u2019assedio di El Fasher, il capoluogo del Darfur, per mesi circondata dalle Rsf, caduta dopo 18 mesi di assedio. Sono racconti di esecuzioni sommarie, stragi, bambini uccisi davanti agli occhi dei genitori: il Sudan \u00e8 una catastrofe nascosta di cui dobbiamo occuparci, la strage dei civili va fermata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 preoccupato dalla tensione crescente tra Usa e Venezuela?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una crisi molto complessa, gli Stati Uniti stanno dispiegando una imponente forza militare via mare. H governo italiano non ha riconosciuto il risultato elettorale indicato da Maduro, quindi in Venezuela formalmente non abbiamo un ambasciatore ma un incaricato d\u2019affari. Stiamo seguendo con le nostre rappresentanze diplomatiche e con interventi diretti da Roma le vicende di Alberto Trentini e di tutti i nostri connazionali fermati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come valuta la fragile tregua a Gaza?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVanno incoraggiati gli sforzi e i risultati sinora ottenuti. Siamo gi\u00e0 presenti con militari e diplomatici nel CMCC, il centro aperto dagli americani e da Israele per far avanzare la tregua e la stabilizzazione della Striscia. Domani una nostra delegazione (militari e diplomatici) sar\u00e0 nella regione per nuovi incontri e per preparare la conferenza sulla ricostruzione di met\u00e0 novembre del Cairo, per la quale l\u2019Italia \u00e8 paese co-organizzatore assieme all\u2019Egitto. In questo processo vanno coinvolti i Paesi del mondo arabo perch\u00e9 l\u2019obiettivo finale \u00e8 pacificare l\u2019intera regione e creare condizioni di sviluppo e progresso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Questi scenari di crisi pregiudicano i piani di crescita dell\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoi stiamo puntando sulla diplomazia della crescita, resta confermato il nostro obiettivo di raggiungere i 700 miliardi di export entro il 2027. I numeri delle esportazioni extra Ue confermano che il Made in Italy \u00e8 forte, richiesto e apprezzato sui nuovi mercati in Asia, India, Giappone, Medio Oriente, Mercosur. Con il commissario Ue Sefcovic stiamo lavorando affinch\u00e9 alcune categorie di prodotti &#8211; acciaio, alluminio &#8211; possano godere di dazi Usa tollerabili. Su altri come il vino stiamo lavorando per una esenzione totale. Con la presidente Ue von der Leyen \u00e8 anche aperta una profonda interlocuzione, anche come Ppe, per modificare il bilancio comunitario, in particolare sui fondi destinati all\u2019agricoltura e sulle risorse di coesione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sull\u2019Ucraina si andr\u00e0 a un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPutin sta intensificando gli attacchi in Donbass per ottenere in un secondo momento posizioni negoziali pi\u00f9 favorevoli dopo che per tre anni i risultati a livello militare sono stati modesti. Un intervento della Cina sar\u00e0 determinante per favorire l\u2019avvio di un cessate il fuoco e di un processo di pace stabile\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ministro degli Esteri\u00a0e vicepremier\u00a0Antonio\u00a0Tajani, il Mali sta per finire nelle mani di Al Qaeda, la crisi rischia di estendersi a tutta l\u2019area del Sahel. 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