{"id":15811,"date":"2013-09-30T08:36:11","date_gmt":"2013-09-30T06:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/09\/20130930_longitude_obama\/"},"modified":"2013-09-30T08:36:11","modified_gmt":"2013-09-30T06:36:11","slug":"20130930_longitude_obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/09\/20130930_longitude_obama\/","title":{"rendered":"Longitude: Obama, \u201cSweating the deal\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Un Barack Obama a testa china che affaticato si tampona la fronte. Un richiamo al faticoso accordo con la Russia sulla Siria. E\u2019 cos\u00ec che si presenta la copertina del nuovo numero di \u201cLongitude\u201d, la rivista di politica estera diretta da Pialuisa Bianco, che punta ad analizzare la partita strategica che lo scacchiere internazionale sta giocando intorno alla crisi siriana. Gli altri titoli di copertina sono dedicati alla recente \u201cdeglobalizzazione\u201d in corso in America, al Giappone e alla sua scommessa sul futuro, e al bracconaggio in Africa. <BR><BR><STRONG>La \u201cSfinge-Obama\u201d<\/STRONG> <BR><BR>\u201cC&#8217;\u00e8 una sfinge a piede libero a Washington\u201d. Cos\u00ec si legge nelle prime righe della storia di copertina di Longitude che vuole analizzare la politica estera di Obama in Medio Oriente e il vero volto degli Stati Uniti nella crisi siriana. Segue una mappa della guerra civile in Siria e altre analisi tra cui quella di Stefano Stefanini, gi\u00e0 Consigliere Diplomatico del Presidente della Repubblica, che esamina l\u2019accordo tra il Segretario di Stato Usa John Kerry e il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e quella di Carlo Jean, Generale gi\u00e0 Capo di Stato Maggiore della Difesa, secondo il quale la minaccia di Obama di un intervento militare sia stata la sola ragione per la quale si sia arrivati ad una trattativa. <BR><BR><STRONG>De-globalized manufacturing <BR><\/STRONG><BR>La striscia di copertina affronta un tema di assoluta novit\u00e0: l\u2019America ha riportato in casa l\u2019industria manifatturiera. Questo fenomeno, definito \u201cdeglobalizzazione\u201d e avviato gi\u00e0 da qualche anno, \u00e8 considerato come l\u2019ultima fase del mercato globale: le imprese americane, imparando dal fast-manufacturing della Cina, stanno tornando a produrre in casa. Analisti americani e italiani spiegano su Longitude, anche grazie agli ultimi trend, gli effetti di questo fenomeno, sia all\u2019interno degli Stati Uniti sia sull\u2019economia globale. <BR><BR><STRONG>Giappone, questione energetica e partita strategica in Siria <BR><\/STRONG><BR>Dopo anni di stagnazione, l&#8217;economia giapponese sembra finalmente risvegliarsi e con essa anche lo spirito dei giapponesi \u00e8 pi\u00f9 ottimista sulle sue prospettive future. E\u2019 questo il tema al centro di \u201cJapan\u2019s come back\u201d scritto da Marta Dass\u00f9, Vice Ministro degli Esteri. \u201cSands shift around Europe\u2019s energy sector\u201d di Paolo Scaroni, AD di Eni, spiega, invece, come sia arrivato il momento per l\u2019Europa di cambiare il suo approccio nei confronti delle questioni energetiche, altrimenti perder\u00e0 la sua competitivit\u00e0. L\u2019editoriale del direttore Bianco, \u201cInto Putin\u2019s hands\u201d, \u00e8 dedicato alla situazione strategica internazionale dopo il colpo diplomatico del Presidente russo Vladimir Putin sulla Siria, che lo ha visto emergere come vincitore di questo round. E\u2019 un\u2019approfondita analisi di questa fase cruciale in cui l\u2019Occidente potrebbe riguadagnare terreno estendendo quest\u2019accordo con la Russia ad un\u2019intesa globale sulle regole del sistema internazionale, ma anche affrontando la questione delle armi, chimiche e nucleari, con l\u2019Iran e con tutti gli attori che giocano una partita nella guerra regionale che si combatte in Siria. L\u2019accordo ha evitato l\u2019intervento militare, riportando tutto in un quadro di negoziati e trattative, ma la partita strategica \u00e8 ancora aperta. <BR><BR><STRONG>Hong Kong, Libano e servizi segreti<\/STRONG> <BR><BR>La rubrica \u201cWidescreen\u201d racconta una storia fotografica dall\u2019epoca (fine \u2018800) in cui Hong Kong era una roccia brulla, su cui si rifugiavano i pirati o i cinesi per sfuggire a carestie e inondazioni, passando per il Maoismo degli anni \u201850, fino ad oggi. \u201cTalking Heads\u201d, che fa parlare i leader, ha scelto per questo mese i capi dei servizi segreti di America, Cina, Israele, Francia e Russia, coinvolti nell\u2019analisi dell\u2019uso di armi chimiche in Siria. Ma c\u2019\u00e8 ancora molto altro in questo numero di ottobre: la rubrica da Bruxelles che tratta il caso emblematico di una sola deputata presente alla seduta del Parlamento di Strasburgo sullo stato dell\u2019Unione Europea; uno sguardo al Libano con un articolo dell\u2019Ambasciatore italiano Giuseppe Morabito su come si pu\u00f2 contenere lo \u2018spillover\u2019 dalla Siria; una sezione dedicata ai Brics e al loro tentativo di creare una banca comune, ancora con luci e ombre, tanto che Longitude svela anche i primi crack. Il numero si chiude con le Olimpiadi del 2020 in Giappone, la rubrica dei libri dedicata a \u201cPinochet: 40 anni dopo\u201d e quella sui numeri che raccontano la Nigeria e i suoi paradossi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un Barack Obama a testa china che affaticato si tampona la fronte. Un richiamo al faticoso accordo con la Russia sulla Siria. 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