{"id":16411,"date":"2013-07-05T16:17:44","date_gmt":"2013-07-05T14:17:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/07\/20130705_bonino_east\/"},"modified":"2013-07-05T16:17:44","modified_gmt":"2013-07-05T14:17:44","slug":"20130705_bonino_east","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/07\/20130705_bonino_east\/","title":{"rendered":"Bonino su EAST, l\u2019Europa ha bisogno di una soluzione federale"},"content":{"rendered":"<p><P>\u201cEuropa: riscoprire le origini federaliste per evitare il declino\u201d. E\u2019 questo il titolo dell\u2019intervento del Ministro degli Esteri Emma Bonino pubblicato sull&#8217;ultimo numero della rivista East-European Crossroads, diretta da Flavio Fusi. Un intervento nel quale la titolare della diplomazia italiana analizza limiti e virt\u00f9 di un\u2019Europa che, a sessant\u2019anni dalla sua nascita, \u201cconsente ai suoi abitanti di vivere in relativa pace, libert\u00e0 e prosperit\u00e0\u201d e dove, oggi, \u201cnessuno dei suoi Stati membri, da solo, avrebbe i mezzi sufficienti per\u00f2 offrire ai propri cittadini lo stesso livello di benessere, sicurezza e stabilit\u00e0\u201d. Un\u2019Europa di certo perfettibile e oggi poco attraente ma che, \u00e8 l\u2019invito del Ministro, ha ancora la chance di percorrere una strada federalista per non imboccare quella del declino.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>\u201cQuesta Europa com\u2019\u00e8, non pu\u00f2 piacere neppure a una europeista convinta come me\u201d<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cQuesta Europa, cos\u00ec com\u2019\u00e8, non pu\u00f2 piacere neppure a una europeista convinta come me. Se l\u2019Europa avesse ascoltato con pi\u00f9 attenzione i moniti e i suggerimenti che negli ultimi anni le sono stati lanciati da pi\u00f9 parti, non ci ritroveremmo nel contesto attuale, nel quale tendenze all\u2019antieuropeismo e forme di populismo minacciano il senso profondo dell\u2019integrazione e della comune convivenza\u201d, \u00e8 l\u2019incipit dell\u2019articolo di Emma Bonino, secondo la quale, tuttavia, \u201cnel mondo continua a esistere una pressante domanda di \u201cpi\u00f9 Europa\u201d. Assistiamo ogni giorno a prove concrete di come l\u2019Unione riesca ancora a essere un potente catalizzatore, che anzitutto attrae, nella prospettiva di future integrazioni, il proprio vicinato orientale e meridionale\u201d. Ma \u00e8 di fronte agli stessi cittadini europei che l\u2019Europa ha perso fascino, apparendo \u201ceccessivamente introvertita rispetto a un mondo che galoppa\u201d ed essendo sempre pi\u00f9 \u201cassociata a scelte obbligate di austerit\u00e0 che, se non accompagnate ad adeguate politiche economiche volte e rilanciare la crescita, portano a recessione, disoccupazione e forti tensioni sociali\u201d, scrive su East il Ministro che, pur non tralasciando gli importanti traguardi raggiunti da Bruxelles nel campo delle libert\u00e0 fondamentali, dello Stato di diritto e della garanzia della sicurezza necessaria a scambi commerciali, sviluppo e investimenti, rimarca la necessit\u00e0, per l\u2019Ue, di \u201creagire, nel nostro vitale interesse\u201d, alle tendenze attuali. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Soluzione federale necessaria sulla base di un\u2019attenta valutazione dei costi e dei benefici<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cE \u2013 \u00e8 la tesi della titolare della Farnesina &#8211; per difendere la costruzione europea, e i suoi valori fondamentali, abbiamo bisogno di riscoprire il senso originario del progetto europeo, aggiornandolo alle sfide poste da questo inizio di ventunesimo secolo\u201d tenendo presente che \u201cnessuna soluzione, tuttavia, sar\u00e0 credibile senza una dimensione politica e pienamente inclusiva dell\u2019intera architettura europea. Abbiamo dunque bisogno di una soluzione federale\u201d. Per Emma Bonino \u201cil sostegno alla prospettiva degli Stati Uniti d\u2019Europa non \u00e8 dettato da motivi ideologici, ma da un\u2019attenta valutazione dei costi e dei benefici. Un paio di anni fa ho proposto una \u201cFederazione leggera\u201d, un modello istituzionale che, non assorbendo pi\u00f9 del 5% del Pil europeo, potesse finanziare le funzioni essenziali di governo come la politica estera e di sicurezza, la ricerca scientifica, le grandi reti infrastrutturali. Purtroppo la maggior parte dei governi europei \u00e8 riluttante nei confronti di questo progetto, e le conseguenze negative di questa indecisione sono sotto gli occhi di tutti: le iniziative in sede europea rimangono frammentate e inefficaci, si sprecano risorse, e si rischia la crescente irrilevanza dell\u2019Europa\u201d. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Italia potr\u00e0 far sentire la sua voce in una nuova fase europea di rilancio, crescita e legittimit\u00e0 democratica<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Per un\u2019inversione di tendenza, tuttavia, non \u00e8 troppo tardi. \u201cSe faremo nostra una nuova visione che coinvolga pienamente i nostri cittadini e i nostri governi, potremo iniziare una nuova fase di rilancio e di crescita, favorendo la legittimit\u00e0 democratica della costruzione europea e il ruolo dell\u2019Unione come attore globale\u201d scrive il Ministro concludendo il suo intervento con un\u2019osservazione anche sul nostro Paese: \u201cper l\u2019Italia, che avr\u00e0 la presidenza di turno dell\u2019Ue nel secondo semestre del 2014, sar\u00e0 l\u2019occasione per far sentire la propria voce, e per tornare a essere pienamente protagonista del processo di integrazione europea.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cEuropa: riscoprire le origini federaliste per evitare il declino\u201d. 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