{"id":166876,"date":"2025-12-30T12:31:27","date_gmt":"2025-12-30T11:31:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=166876"},"modified":"2025-12-30T13:50:39","modified_gmt":"2025-12-30T12:50:39","slug":"lasia-per-ridisegnare-le-catene-di-approvvigionamento-globali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2025\/12\/lasia-per-ridisegnare-le-catene-di-approvvigionamento-globali\/","title":{"rendered":"L&#8217;Asia, per ridisegnare le catene di approvvigionamento globali"},"content":{"rendered":"<p>Un tempo relegata al ruolo di semplice fornitrice di materie prime, l\u2019Asia si afferma oggi nel panorama globale come una potenza economica dinamica, caratterizzata da ampi margini di crescita. I dati lo confermano: secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2024 i Paesi dell\u2019Asia-Pacifico hanno registrato una crescita del PIL del 4,6% \u2013 a fronte dell\u20191,8% delle economie avanzate \u2013 contribuendo a circa il 60% della crescita economica mondiale.<\/p>\n<p>Dal punto di vista macroeconomico, nell\u2019ultimo decennio numerosi Paesi della regione hanno rafforzato i fondamentali, riducendo i disavanzi e contenendo il deprezzamento delle rispettive valute. Ci\u00f2 ha consentito di attenuare le vulnerabilit\u00e0 strutturali e di creare un <strong>contesto pi\u00f9 stabile e attrattivo per gli investimenti<\/strong>. Di conseguenza, miliardi di dollari sono affluiti nelle economie locali, negli ultimi anni: a titolo di esempio, considerando la sola Associazione della Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN), tra il 2021 e il 2023, l\u2019area ha attirato in media 220 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri (IDE) all&#8217;anno, raggiungendo il record di 230 miliardi di dollari lo scorso anno.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, la regione asiatica si sta indubbiamente affermando come uno dei grandi vincitori della riorganizzazione delle catene di approvvigionamento a livello mondiale. La creazione della Banca asiatica di investimento per le infrastrutture (AIIB) con un capitale di 100 miliardi di dollari, la Nuova banca di sviluppo (ex Banca dei BRICS) e, in particolare, l&#8217;iniziativa della \u201cNuova via della seta\u201d (conosciuta come Belt and Road Initiative) hanno aumentato notevolmente gli investimenti nella regione e rafforzato la cooperazione tra la Cina e i suoi vicini. <strong>Porti, autostrade e ferrovie sono in fase di costruzione o ampliamento<\/strong> in tutta la regione. Una volta completata, questa vasta rete dovrebbe estendersi dalla Cina ai Paesi Bassi, passando per il Medio Oriente, Singapore e l&#8217;Africa.<\/p>\n<p>Con una popolazione di quasi 5 miliardi di abitanti, <strong>l&#8217;Asia \u00e8 di gran lunga la regione pi\u00f9 popolata del pianeta<\/strong>, ma anche queste tendenze demografiche sembrano giocare a favore della crescita locale. Inizialmente, l&#8217;abbondanza di manodopera a basso costo ha permesso alle economie emergenti asiatiche di attrarre attivit\u00e0 manifatturiere a basso valore aggiunto &#8211; attivit\u00e0 che si stanno ora espandendo in industrie a pi\u00f9 alto valore aggiunto quali l&#8217;elettronica, i semiconduttori, i macchinari, i veicoli elettrici e le batterie, nonch\u00e9 i prodotti farmaceutici.<\/p>\n<p>Lo sviluppo e la modernizzazione delle economie emergenti asiatiche, oltre ai considerevoli vantaggi competitivi &#8211; manodopera economica e qualificata, notevole stabilit\u00e0 politica e accesso privilegiato alle materie prime essenziali &#8211; ha portato a un aumento dei livelli di reddito e quindi della classe media locale. Lo stile di vita e i consumi crescono, creando terreno fertile per un boom infrastrutturale senza precedenti, guidato dalle nuove tecnologie, dalle infrastrutture verdi della transizione energetica e dalla crescente domanda interna. Si tratta di dinamiche che offrono <strong>notevoli opportunit\u00e0 per l&#8217;offerta di beni e servizi italiani ad alto valore aggiunto<\/strong>, combinando export, partenariati industriali e cooperazione tecnologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Opportunit\u00e0 strategiche per l&#8217;export italiano<\/strong><\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, il <strong>Focus Asia-Pacifico del Piano d\u2019azione per l\u2019export<\/strong>, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) lo scorso aprile in collaborazione con gli attori del Sistema Italia \u2013 Agenzia ICE, Simest, SACE e CDP \u2013 si inserisce perfettamente nella strategia nazionale volta ad accelerare le esportazioni nei mercati extra-UE ad alto potenziale, con l&#8217;obiettivo generale di raggiungere 700 miliardi di euro di export entro la fine del 2027.<\/p>\n<p>Nella regione Asia-Pacifico,<strong> l\u2019Italia si conferma una potenza mondiale dell&#8217;export<\/strong>: nel 2024, su un interscambio complessivo con la regione di 144,6 miliardi di euro, l&#8217;export italiano ha complessivamente raggiunto 55,3 miliardi di euro. La solidit\u00e0 dell&#8217;offerta italiana si manifesta in settori chiave per il <em>Made in Italy<\/em>, come meccanica strumentale, prodotti farmaceutici e chimici, moda, agroalimentare e mezzi di trasporto.<\/p>\n<p>Nella regione Asia-Pacifico, <strong>l&#8217;azione del Piano si concentra su mercati prioritari <\/strong>come la Cina, che \u00e8 il 1\u00b0 mercato di sbocco per l&#8217;export italiano in Asia-Pacifico, ma anche secondo in assoluto tra i Paesi extra-europei, dopo gli Stati Uniti, con 15,3 miliardi di euro nel 2024, seguita dal Giappone, con 8,2 miliardi. A seguire, si trovano la Corea del Sud (3\u00b0 mercato con 6,2 miliardi di euro), l&#8217;Australia (5,4 miliardi di euro) e l&#8217;India (5,2 miliardi di euro). I settori individuati come prioritari per l&#8217;intera regione Asia-Pacifico includono i macchinari, i beni di alta qualit\u00e0, i prodotti chimico-farmaceutici, la transizione energetica, le infrastrutture e le reti di telecomunicazione.<\/p>\n<p>Nella regione <strong>l&#8217;ASEAN rappresenta un\u2019area in forte espansione<\/strong>, dove le esportazioni italiane nel 2024 hanno raggiunto i 10,7 miliardi di euro, segnando una crescita significativa del 10,3% rispetto all&#8217;anno precedente. Nell\u2019area, se <strong>Singapore <\/strong>si conferma la prima destinazione del <em>Made in Italy<\/em> (con 3,2 miliardi di euro nel 2024), la <strong>Thailandia <\/strong>potrebbe essere scalzata dal secondo posto sul podio (1,9 miliardi) dai vicini <strong>Malaysia <\/strong>(1,7 miliardi) e <strong>Vietnam <\/strong>(1,5 miliardi). In effetti, questi due Paesi hanno visto i propri acquisti di prodotti italiani crescere notevolmente nel 2024: rispettivamente del 23,4% e del 26% rispetto all\u2019anno precedente. Infine <strong>Indonesia <\/strong>e <strong>Filippine <\/strong>chiudono la classifica, con 1,2 miliardi e 0,9 miliardi di euro nel 2024.<\/p>\n<p>In questo numero interamente dedicato all\u2019Asia,<strong> esploreremo da pi\u00f9 vicino quattro mercati della regione<\/strong>. Quattro mercati strategici per l&#8217;internazionalizzazione delle imprese italiane. Quattro mercati che presentano dinamiche di crescita diversificate, ma che offrono tutti notevoli opportunit\u00e0 per l&#8217;offerta di beni e servizi italiani ad alto valore aggiunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un tempo relegata al ruolo di semplice fornitrice di materie prime, l\u2019Asia si afferma oggi nel panorama globale come una potenza economica dinamica, caratterizzata da ampi margini di crescita. 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