{"id":168568,"date":"2026-01-02T11:22:48","date_gmt":"2026-01-02T10:22:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=168568"},"modified":"2026-01-02T16:25:31","modified_gmt":"2026-01-02T15:25:31","slug":"litalia-spodesta-il-giappone-e-diventa-il-quarto-esportatore-mondiale-les-echos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2026\/01\/litalia-spodesta-il-giappone-e-diventa-il-quarto-esportatore-mondiale-les-echos\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia spodesta il Giappone e diventa il quarto esportatore mondiale (Les Echos)"},"content":{"rendered":"<p><em>Traduzione di cortesia. Per la versione originale clicca <a href=\"#francese\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019Italia chiude il 2025 in grande stile. La Penisola pu\u00f2 vantare una vera e propria impresa economica storica: ha ufficialmente superato il Giappone, conquistando la quarta posizione tra i principali esportatori mondiali. Un risultato tanto pi\u00f9 significativo se si considera che, appena una decina di anni fa, l\u2019Italia occupava il settimo posto tra i Paesi esportatori. La conferma arriva dall\u2019OCSE, che il 21 novembre scorso ha indicato come, nel terzo trimestre 2025, le esportazioni italiane \u2013 espresse in dollari correnti e destagionalizzate \u2013 abbiano superato quelle dell\u2019arcipelago giapponese.<\/p>\n<p>L\u2019Italia consolida cos\u00ec il suo ruolo di grande potenza esportatrice europea, salendo al secondo posto del podio continentale, subito dietro la Germania. Le esportazioni rappresentano il 40% del PIL nazionale. Nonostante deficit e debito siano termini ricorrenti nelle finanze del Paese, la bilancia commerciale ha registrato un surplus di 54,9 miliardi di euro nel 2024. L\u2019OMC aveva gi\u00e0 certificato lo scorso anno il sorpasso del Giappone, nonostante la popolazione attiva nipponica sia circa tre volte superiore a quella italiana. Tale performance \u00e8 ora ufficialmente riconosciuta dall\u2019OCSE.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico Paese europeo ad aver tenuto testa alla Cina negli ultimi dieci anni\u201d, sottolinea Marco Fortis, della Fondazione Edison. Con il 5% delle esportazioni mondiali, il Paese \u00e8 passato dal settimo al quarto posto tra i principali esportatori mondiali, superando Francia, Corea del Sud e Giappone.<\/p>\n<p>Mentre i vicini vedevano diminuire la propria influenza \u2013 con la Francia che scende al settimo posto e la Germania che riduce la quota di mercato dal 14% al 12,6% \u2013 l\u2019Italia ha saputo migliorare la qualit\u00e0 dei propri prodotti e diversificare i propri mercati di sbocco.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nCrescita record<\/strong><\/p>\n<p>Sul fronte del commercio estero, l\u2019Italia sfata i luoghi comuni sulla sua stagnazione economica e sul presunto declino. In un decennio, le esportazioni italiane hanno registrato una crescita record del 48% (in dollari correnti), raggiungendo 650 miliardi di euro nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p>La Penisola si conferma cos\u00ec la nazione pi\u00f9 dinamica del G7, con una crescita quasi doppia rispetto alla Francia (+28%) e alla Germania (+27%), e distanziando nettamente Giappone (+15%) e Regno Unito (+12%). Anche potenze energetiche come Canada (+38%) e Stati Uniti (+37%) risultano superate.<\/p>\n<p>A differenza dei concorrenti, l\u2019Italia non fa affidamento su giganti industriali o produzioni di massa. La sua forza risiede in un tessuto unico di 26.860 \u201cmultinazionali di piccole dimensioni\u201d \u2013 aziende con 50-1000 dipendenti distribuite in 160 distretti specializzati. Queste PMI performanti costituiscono i pilastri invisibili dell\u2019economia europea: forniscono componenti essenziali per il lusso francese (LVMH, proprietaria de <em>Les Echos<\/em>, Kering) e per l\u2019industria automobilistica tedesca.<\/p>\n<p>Il modello italiano si distingue per una diversificazione senza precedenti: l\u2019Italia \u00e8 il Paese che esporta la pi\u00f9 ampia variet\u00e0 di prodotti verso il maggior numero di destinazioni. I suoi 100 principali prodotti rappresentano solo il 40% delle esportazioni, mentre Francia (50,5%) e Corea del Sud (67,6%) dipendono in misura molto maggiore da alcuni settori chiave.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nModernizzazione del sistema produttivo<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019efficacia dell\u2019Italia si fonda sul suo modello unico di \u201cdistretti\u201d, veri e propri gioielli industriali locali costituiti da PMI altamente specializzate. Questa prossimit\u00e0 geografica garantisce la sicurezza delle catene di approvvigionamento in un contesto globale instabile.<\/p>\n<p>Tuttavia, il modello ha compiuto un ulteriore passo avanti grazie al piano \u201cIndustria 4.0\u201d, avviato nel 2016. Incentivando gli investimenti digitali e l\u2019automazione attraverso misure fiscali straordinarie (iper ammortamento, crediti d\u2019imposta per la ricerca), l\u2019Italia ha modernizzato il proprio apparato produttivo. Gli investimenti in macchinari sono cos\u00ec aumentati del 59%, raggiungendo il 7,3% del PIL nel 2023, superando Germania (6,6%) e Francia (5,2%).<\/p>\n<p>Nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni italiane in dollari correnti sono cresciute del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Questa crescita \u00e8 quasi doppia rispetto a quella di Germania (+3,1%), Francia (+3,8%) e Spagna (+3%). Solo nel terzo trimestre del 2025, le esportazioni italiane hanno registrato un incremento del 13,3% rispetto al 2024, a fronte di una crescita pi\u00f9 contenuta della Corea del Sud (+6,5%) e di una quasi stagnazione del Giappone (+1,4%).<\/p>\n<p>La straordinaria accelerazione delle esportazioni italiane coincide con il forte rallentamento di quelle giapponesi. Il settore automobilistico, attualmente in grave crisi, riveste un ruolo cruciale per l\u2019economia giapponese, rappresentando dal 10% al 15% delle esportazioni totali del Paese.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nMinaccia dei dazi doganali<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di una quota molto pi\u00f9 rilevante rispetto a quella dell\u2019Italia, dove il settore automobilistico rappresenta solo circa il 3% del commercio estero. Tuttavia, questo comparto \u00e8 stato colpito duramente dall\u2019improvviso aumento dei dazi doganali imposto dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.<\/p>\n<p>Barriere doganali che destano preoccupazione anche in Europa. Un dollaro in pi\u00f9 o un euro in pi\u00f9 possono infatti mettere in difficolt\u00e0 gli esportatori italiani, oltre all\u2019impatto dei dazi stessi, ha dichiarato quest\u2019autunno il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, durante una conferenza stampa congiunta a Roma con il Commissario europeo per il Commercio, Maro\u0161 \u0160ef\u010dovi\u010d.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 attualmente il primo esportatore europeo di beni verso gli Stati Uniti. La Confindustria teme che, in caso di prosecuzione della politica protezionistica promossa da Washington, le vendite italiane possano ridursi di circa 17 miliardi di euro all\u2019anno sul mercato statunitense.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***\u00a0 \u00a0 ***\u00a0 \u00a0***<\/p>\n<div id=\"francese\">\n<p><strong>L&#8217;Italie d\u00e9tr\u00f4ne le Japon et devient le quatri\u00e8me exportateur mondial<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ltalle a fini 2025 en beaut\u00e9. La p\u00e9ninsule peut s&#8217;enorgueillir dune v\u00e9ritable prouesse \u00e9co nomique historique : elle ravit officiellement au Japon la quatri\u00e8me place mondiale des puissances exportatrices. Une performance d&#8217;autant plus remarquable qu&#8217;Il y a \u00e0 peine une d\u00e9cennie, l&#8217;Italie n&#8217;\u00e9tait encore que le septi\u00e8me pays exportateur. Une certification octroy\u00e9e par l&#8217;OCDE, qui a indiqu\u00e9 le 21 novembre dernier gtiau troisi\u00e8me trimestre 2025, les exportations transalpines -exprim\u00e9es en dollars courants et d\u00e9saisonnalis\u00e9es &#8211; ont supplant\u00e9 celles de l&#8217;archipel nippon.<\/p>\n<p>L&#8217;Italie confirme son rang de grande puissance exportatrice europ\u00e9enne en montant sur la deuxi\u00e8me place du podium juste derri\u00e8re l&#8217;Allemagne. Les exportations repr\u00e9sentent 4O%de son PM. Alors que d\u00e9ficits et dettes sont les maltres-mots des finances du pays sa balance commerciale a enregistr\u00e9 im exc\u00e9dent de 54,9 milliards d&#8217;euros en 2024. UOMC avait l&#8217;an dernier act\u00e9 le d\u00e9passement du Japon malgr\u00e9 une population active trois fois sup\u00e9rieure \u00e0 celle de l&#8217;Italie. Cette performance est d\u00e9sormais ent\u00e9rin\u00e9e par l&#8217;OCDE.<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;Italie est le seul pays europden d avoir tenu the \u00e0 la Chine ces dix derni\u00e8res ann\u00e9es, souligne Marco Fortis, de la Fondation Edison. Avec 5 % des exportations mondiales, elle est pass\u00e9e du 7&#8242; au 4&#8242; rang des exportateurs mondiaux, surpassant la France. la Cor\u00e9e du Sud et le Japon.<\/p>\n<p>Pendant que ses voisins voyaient leur Influence s&#8217;\u00e9roder &#8211; la France chutant au 7, rang et l&#8217;Allemagne reculant de 14 \u00e0 l2,6 % de parts de march\u00e9-nielle a su am\u00e9liorer la qualit\u00e9 de ses produits et diversifier ses d\u00e9bouch\u00e9s commerciaux.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Croissance record<\/strong><\/p>\n<p>Lorsqu&#8217;il s&#8217;agit de commerce ext\u00e9rieur, la botte balaie les Id\u00e9es re\u00e7ues sur sa stagnation \u00e9conomique et surs on d\u00e9clin. En une d\u00e9cennie, ses exportations ont affich\u00e9 une croissance record de 48 % (en dollars courants), s\u00e9levantFandernier \u00e0 650 milliards d&#8217;euros. La p\u00e9ninsule s&#8217;impose ainsi comme la nation la plus dynamique du G7, progressant presque deux fois plus vite que la [lance (+28 %) ou l&#8217;Ailemagne (+27 %), et laissant loin derri\u00e8re elle le Japon (+15%) et le Royaume-Uni (+12 %). me me les puissances \u00e9nerg\u00e9tiques comme le Canada (+38 %) et les Etats-Unis (+37 %) sont distanc\u00e9es.<\/p>\n<p>Contrairement \u00e0 ses concurrents, l&#8217;Italie ne s&#8217;appuie pas sur des g\u00e9ants industriels ou une production de masse. Sa force r\u00e9side dans un tissu unique de 26.860 e multinationales de poche \u00ab &#8211; des entreprises de 50 A 1000 salari\u00e9s &#8211; r\u00e9parties dans 160 districts sp\u00e9cialis\u00e9s. Ces PME performantes sont les piliers invisibles de l&#8217;\u00e9conomie europ\u00e9enne : elles fournissent les composants essentiels du luxe fran\u00e7ais (LVMH, propri\u00e9taire des \u00ab Echos \u00bb ; Kering) et de l&#8217;automobile allemande.<\/p>\n<p>Ce mod\u00e8le se distingue par une diversification record : l&#8217;Italie est le pays qui exporte la plus grande vari\u00e9t\u00e9 de produits vers le plus grand nombre de destinations. Ses 100 premiers produits ne p\u00e8sent que 40 % de ses exportations, lb o\u00f9 la France (50,5 %) etla Cariedu Sud (67,6 %) d\u00e9pendent beaucoup plus de quelques secteurs cl\u00e9s.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Modernisation de l&#8217;appareil productif <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;efficacit\u00e9 de !Italie repose donc sur son mod\u00e8le unique de e distrtetti \u00bb: des perles industriels locaux regroupant des PME hypersp\u00e9cialis\u00e9es. Cette proximit\u00e9 g\u00e9ographique s\u00e9curise les chalnes d&#8217;approvisionnement dans un contexte mondial instable. Mais ce mod\u00e8le a surtout franchi un cap gr\u00e4ceau plan \u00abIndustrie 4.0.&#8217; lanc\u00e9 en 2016. En dopant les investissemen ts n um\u00e9r iques et l&#8217;automatisation par des incitations fiscales massives (hyperamortissentent, cr\u00e9dits d&#8217;imp\u00f4t recherche), l&#8217;Italie a modernis\u00e9 son appareil productif Ses investissements en machines ont ainsi bondi de 59 % pour atteindre 7,3 % du PIB en 2023, surpassant l&#8217;Allemagne (6,6 %) et la Dance (5,2 %).<\/p>\n<p>Au cours des neuf premiers mois de 2025, les exportations italiennes en dollar courant ont augment\u00e9 de +6,6 % par rapport \u00e0 la m\u00e9me p\u00e9riode en 2024. Cette croissance est deux fois sup\u00e9rieure \u00e0 celle de l&#8217;Allemagne (+3,1 %). de la France (+3.8 %) et de l&#8217;Espagne (+3 %). Au seul troisi\u00e8me trimestre 2025. l&#8217;export italien a m@me bondi de 13,3 % par rapport \u00e0 2024, contrastant avec la croissance plus faible de la Cor\u00e9e du Sud (+6.5 %) et la quasistagnanon du Japon (+1,4 %).<\/p>\n<p>La spectalucaire acc\u00e9l\u00e9ration des exportations transalpines a coincld\u00e9 avec le fort ralentissement de celles nappo nes. ie secteur au tonloblle, qui traverse actuellement une grave crise, est crucial pour l&#8217;\u00e9conomie Japonaise, repr\u00e9sentant 10 % \u00e0 15 %de ses exportations totales.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Menace des droits de douane<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;est une part beaucoup plus importante que celle de l&#8217;Italie, o\u00f9 l&#8217;automobile ne constitue qu&#8217;environ 3 %de son commerce ext\u00e9rieur. Or ce secteur a \u00e9t\u00e9 frapp\u00e9 de plein fouet par la brusque hausse des droits de douane impos\u00e9e par le pr\u00e9sident am\u00e9rcainTYump. Des barri\u00e8res douani\u00e8res qui Inqui\u00e8tent \u00e9galement l&#8217;Europe. Un dollar de plusenplits fatbieet un euro de plus en phis j\u00f2rr mettent en difficult\u00e9 nos exportateurs, en plus des droits de douane a d\u00e9clar\u00e9 cet automne le ministre des Affaires \u00e9trang\u00e8res,\u00a0Antonio\u00a0Tajani, lors d&#8217;une conf\u00e9rence de presse conjointe \u00e0 Rome avec le commissaire europ\u00e9en au Commerce, Maros Sefcuvic. L&#8217;Italie est actuellementie ire i\u00e9meexportateureurop\u00e9en de biens vers les Etats-Unis. Le syndicat patronal Confindustria redoute de voir ses ventes r\u00e9duites de pr\u00e8s de 17 milliards d&#8217;euros par an outre-Atlantique en cas de poursuite de la politique protectionniste promue par Washington.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Traduzione di cortesia. Per la versione originale clicca qui. L\u2019Italia chiude il 2025 in grande stile. 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