{"id":16887,"date":"2013-05-24T15:06:36","date_gmt":"2013-05-24T13:06:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/05\/20130524_analisi_aziende_milanesi_attivita_nternazionalizzazione\/"},"modified":"2013-05-24T15:06:36","modified_gmt":"2013-05-24T13:06:36","slug":"20130524_analisi_aziende_milanesi_attivita_nternazionalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/05\/20130524_analisi_aziende_milanesi_attivita_nternazionalizzazione\/","title":{"rendered":"ANALISI: Il 63% delle aziende milanesi svolge attivit\u00e0 di internazionalizzazione"},"content":{"rendered":"<p><P>Anche quest\u2019anno Assolombarda ha presentato i risultati dell\u2019indagine annuale sui processi di internazionalizzazione delle imprese dell\u2019area milanese, che ha coinvolto circa 3.600 imprese associate. In occasione della presentazione, il Vicepresidente dell\u2019Associazione, Giuseppe Castelli ha sottolineato come la proiezione all\u2019estero sia diventata non solo una scelta, ma una necessit\u00e0. Infatti Il 63% delle imprese che hanno partecipato all\u2019indagine ha dichiarato di avere rapporti con l\u2019estero, in particolare il 90% di queste \u00e8 impegnato in attivit\u00e0 di esportazione. Sostanzialmente analoga (62%) la quota di imprese per le quali i mercati esteri rappresentano anche una fonte di approvvigionamento di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e servizi.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Limitata la presenza diretta<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Pi\u00f9 limitata invece la presenza diretta all\u2019estero attraverso uffici di rappresentanza, filiali commerciali, joint venture o centri di assistenza tecnica che riguarda il 15% delle aziende. Il 9% \u00e8 presente con filiali produttive e il 5% con centri di ricerca e sviluppo. Export La quota di fatturato generata dall\u2019attivit\u00e0 di esportazione incide in modo rilevante sull\u2019attivit\u00e0. In particolare, per pi\u00f9 di un terzo delle imprese intervistate i mercati esteri rap presentano pi\u00f9 del 50% del fatturato complessivo. Si tratta di una quota in continua crescita: dal 29% nel 2010 ha superato il 34% nel 2012. Le imprese per le quali i mercati esteri sono addirittura pi\u00f9 importanti di quello italiano appartengono soprattutto al settore manifatturiero (38%).<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019incidenza del fatturato estero<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La quota \u00e8 pi\u00f9 ridotta nei servizi (18%), ma il dato medio, che include tutte le aziende che hanno un\u2019attivit\u00e0 internazionale, segue lo stesso trend. Nel 2012, infatti, l\u2019incidenza del fatturato estero ha raggiunto in media il 37%, con una crescita del 2,8% dal 2011. Il dato varia a secondo della dimensione aziendale e del settore di attivit\u00e0: \u00e8 pari al 30% nelle micro imprese, \u00e8 inferiore al 40% nelle piccole e sfiora il 50% nelle medie. Torna su livelli inferiori (40%) nelle grandi imprese. Il settore pi\u00f9 export oriented \u00e8 l\u2019industria meccanica, dove mediamente le aziende esportano pi\u00f9 della met\u00e0 del loro fatturato. Seguono elettronica e alimentare, con un peso superiore al 40% e il sistema moda, la cui quota sfiora il 40%.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Mercati di sbocco <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Ulteriori dettagli sulla localizzazione geografica dei mercati di sbocco sono stati forniti da una parte delle imprese intervistate (circa 650). Dai dati emerge che il Paese caratterizzato dalla maggiore concentrazione \u00e8 la Francia, dove pi\u00f9 della met\u00e0 (52,9%) ha dichiarato di essere attiva. Seguono Germania (48,2%), Spagna (38,9%) e Regno Unito (29,5%). I primi quattro posti della graduatoria sono quindi occupati da Paesi Europei. Tra i cosiddetti BRIC il primo Paese \u00e8 la Cina (20,5%) seguita a breve distanza dalla Russia (19,5%) e da Brasile (12,1%) e India (9,7%). Altre due importanti aree geografiche sono rappresentate dagli USA (28,7%) e dalla Svizzera (27,5%).<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Dinamica del fatturato <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Questa proiezione internazionale \u00e8 servita, ma solo in parte, ad attenuare per le imprese l\u2019impatto della crisi. Solo un terzo delle imprese internazionalizzate (32%) ha registrato un aumento del fatturato rispetto al 2011. Per il 31% delle imprese \u00e8 rimasto invariato, mentre il 38% ha subito una riduzione. In generale il fatturato destinato ai mercati esteri \u00e8 aumentato per il 42% delle imprese e diminuito per il 28%. Nel mercato italiano, comunque, le cose sono andate peggio: il fatturato \u00e8 aumentato solo per il 22% delle imprese, mentre \u00e8 peggiorato per quasi la met\u00e0 (48%).<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Acquisti <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L\u2019Europa \u00e8 la principale area nella quale le imprese milanesi internazionalizzate ricercano i fornitori esteri. La vicinanza geografica gioca indubbiamente un ruolo ampio in questa scelta. Nello scenario europeo, in particolare, spicca la Germania (43,7%), seguita dalla Francia (23,8%) e dal Regno Unito (15,7%).<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Anche quest\u2019anno Assolombarda ha presentato i risultati dell\u2019indagine annuale sui processi di internazionalizzazione delle imprese dell\u2019area milanese, che ha coinvolto circa 3.600 imprese associate. 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