{"id":173146,"date":"2026-01-31T16:03:27","date_gmt":"2026-01-31T15:03:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=173146"},"modified":"2026-02-09T16:50:39","modified_gmt":"2026-02-09T15:50:39","slug":"senegal-lera-degli-idrocarburi-e-la-svolta-della-trasparenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/01\/senegal-lera-degli-idrocarburi-e-la-svolta-della-trasparenza\/","title":{"rendered":"Senegal, l\u2019era degli idrocarburi e la svolta della trasparenza"},"content":{"rendered":"<p>Il Senegal sta vivendo <strong>una fase di trasformazione storica<\/strong> che ridefinisce il suo ruolo nello scacchiere economico dell\u2019Africa occidentale. Il biennio 2024-2025 non segna soltanto l\u2019ingresso ufficiale del Paese nel club dei produttori globali di idrocarburi, ma coincide con un deciso cambio di paradigma nella governance economica, caratterizzato dalla forte volont\u00e0 di trasparenza sui conti pubblici. Per gli osservatori internazionali e per il sistema imprenditoriale italiano, il Senegal si conferma <strong>un hub strategico in rapida evoluzione<\/strong>, dove le opportunit\u00e0 legate alla diversificazione energetica si intrecciano indissolubilmente con le nuove necessit\u00e0 di industrializzazione locale.<\/p>\n<h3>Un quadro macroeconomico in piena accelerazione<\/h3>\n<p>L\u2019economia senegalese dimostra un notevole dinamismo, trovando nuova linfa nell\u2019avvio della produzione del <strong>giacimento petrolifero di Sangomar<\/strong> nel giugno 2024 e nell\u2019imminente <strong>sfruttamento delle risorse gasiere<\/strong>. Le proiezioni di crescita per il 2025 delineano uno scenario di forte espansione, con stime che variano dal 7,9% previsto dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) fino al 10,3% ipotizzato dalla Banca africana di sviluppo (AfDB). Questo balzo in avanti \u00e8 trainato strutturalmente dall\u2019export di idrocarburi, mentre la crescita dei settori non petroliferi si mantiene su un percorso pi\u00f9 graduale ma costante.<\/p>\n<p>Parallelamente alla crescita, il Paese ha registrato un successo significativo sul fronte della stabilit\u00e0 monetaria. L\u2019inflazione, che aveva preoccupato gli analisti nel 2023 toccando quasi il 6%, \u00e8 crollata drasticamente attestandosi sotto la soglia del 2% nel biennio in corso. Questo risultato \u00e8 frutto del calo dei prezzi alimentari internazionali e della stabilit\u00e0 garantita dall\u2019ancoraggio del franco CFA all\u2019euro, fattori che <strong>hanno protetto il potere d\u2019acquisto interno<\/strong> in una fase delicata di transizione. Tuttavia il quadro non \u00e8 privo di ombre: la recente operazione verit\u00e0 sui conti pubblici ha rivelato un debito superiore alle stime precedenti, portando il rapporto debito\/PIL a livelli che impongono ora una gestione fiscale rigorosa e prudente per riconquistare la piena fiducia dei mercati finanziari.<\/p>\n<h3>Energia, industria e infrastrutture: i motori della trasformazione:<\/h3>\n<p>L\u2019agenda &#8220;Senegal 2050&#8221;, presentata alla fine del 2024 dal presidente Bassirou Diomaye Faye, punta a trasformare radicalmente la struttura produttiva nazionale, <strong>superando il modello di economia importatrice<\/strong> per divenire un polo logistico ed energetico regionale. Il settore estrattivo \u00e8 indiscutibilmente il motore attuale di questa dinamica: con quasi 17 milioni di barili prodotti gi\u00e0 nel primo anno di attivit\u00e0 del campo Sangomar, l\u2019industria degli idrocarburi ha registrato un\u2019espansione verticale, affiancata dalla valorizzazione di altre risorse minerarie come zirconio e fosfati. Le nuove normative mirano poi a garantire che questa ricchezza non resti un fenomeno isolato, ma <strong>generi indotto per le imprese locali e occupazione qualificata.<\/strong><\/p>\n<p>Accanto all\u2019energia, l\u2019agricoltura e le infrastrutture rimangono pilastri centrali della strategia di sviluppo. Il Governo persegue l\u2019obiettivo della sovranit\u00e0 alimentare attraverso <strong>la creazione di poli agro-industriali<\/strong>, come l\u2019Agropolo Sud, destinati a ridurre la dipendenza dalle importazioni cerealicole e a valorizzare le filiere locali. Sul fronte logistico, il Senegal consolida la sua <strong>posizione di snodo regionale<\/strong> grazie a investimenti strategici come il Treno espresso regionale e la modernizzazione del porto di Dakar, che ha visto incrementare significativamente la capacit\u00e0 di movimentazione merci di quest\u2019ultimo. La sfida per il futuro sar\u00e0 <strong>mantenere questi ritmi di investimento infrastrutturale<\/strong> pur in un contesto di necessario consolidamento fiscale.<\/p>\n<p><strong>La partnership energetica strategica che lega Roma e Dakar<\/strong><\/p>\n<p>Le relazioni economiche tra Roma e Dakar hanno vissuto nel 2025 un cambiamento strutturale profondo, ben visibile nei dati dell&#8217;interscambio commerciale che fotografano una svolta storica. Nei primi nove mesi dell&#8217;anno il volume complessivo degli scambi ha raggiunto i 566 milioni di euro, segnando <strong>una crescita eccezionale del 160,8%<\/strong> rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Il Senegal si \u00e8 trasformato da semplice mercato di sbocco a <strong>fornitore energetico chiave per l\u2019Italia<\/strong>: le importazioni italiane dal Paese africano hanno subito un\u2019impennata del 686,1%, toccando quota 381 milioni di euro. A trainare questa dinamica \u00e8 quasi esclusivamente <strong>l\u2019acquisto di petrolio greggio<\/strong>, che da solo vale 238 milioni di euro, coprendo oltre il 60% dell&#8217;intero import dal Senegal.<\/p>\n<p>Questa evoluzione ha portato, per la prima volta dopo anni, a un saldo commerciale negativo per l\u2019Italia, pari a -197 milioni di euro, a testimonianza del nuovo ruolo di Dakar come partner per la sicurezza energetica nazionale. Nonostante il boom dell\u2019import petrolifero, l\u2019export del Made in Italy verso il Senegal continua a crescere, registrando un aumento del 9,6% e attestandosi a 185 milioni di euro. Le imprese italiane presidiano con successo la fornitura di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e di macchinari industriali, confermandosi partner privilegiati per l\u2019industrializzazione senegalese. Dalle macchine per impieghi generali e speciali alle tecnologie per l\u2019agroindustria, l\u2019Italia <strong>accompagna la trasformazione produttiva<\/strong> del Paese, supportata da un tessuto di investimenti diretti che continua a espandersi. Il Senegal non \u00e8 pi\u00f9 dunque solo una destinazione commerciale, ma un interlocutore con cui costruire filiere integrate, in una logica di partenariato paritario che guarda al lungo periodo.<\/p>\n<p><strong>Il Business Forum di Dakar apre a nuove joint venture<\/strong><\/p>\n<p>Nel Paese della \u201cteranga\u201d, la caratteristica ospitalit\u00e0 del Senegal e dei suoi abitanti, la missione del nostro sistema Paese culminata del <strong>Forum Imprenditoriale Italia Senegal<\/strong> del 29 ottobre 2025 \u00e8 stata accolta con entusiasmo e spirito di apertura da parte delle istituzioni locali.<\/p>\n<p>\u201cQuesto \u00e8 <strong>l\u2019inizio di un\u2019azione forte dell\u2019Italia<\/strong> per cercare di avere una presenza sempre pi\u00f9 importante, per portare qui le aziende italiane con il proprio saper fare, organizzare joint-ventures, importare prodotti, contribuire allo sviluppo in un\u2019ottica di beneficio reciproco \u201d, ha affermato Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che insieme al Ministro dell\u2019Interno Matteo Piantedosi ha conferito alla missione italiana un valore altamente istituzionale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia si \u00e8 presentata in modo coeso con un centinaio di partecipanti, tra cui <strong>una settantina di rappresentanti aziendali,<\/strong> coordinati da Ministero degli Esteri e dall\u2019Agenzia ICE, in collaborazione con Confindustria Assafrica &amp; Mediterraneo e l\u2019APIX, agenzia senegalese per la promozione degli investimenti e grandi opere. Un\u2019occasione unica di \u201cseminare\u201d, come ha detto in un\u2019intervista ad Africa e Affari Matteo Zoppas, presidente di Agenzia ICEper far crescere le relazioni e portare al salto in avanti del Made in Italy. \u201cLa cornice del Piano Mattei, che punta sul potenziale dell\u2019Africa, ma anche su una costruzione reciproca di opportunit\u00e0, rende molto opportuno l\u2019evento svoltosi a Dakar, pivot per la regione dell\u2019Africa occidentale\u201d ha sottolineato. <strong>Tre le aree di cooperazione individuate<\/strong> per questa missione: agribusiness, energie e infrastrutture.<\/p>\n<p>\u201cTra Italia e Senegal c\u2019\u00e8 una cooperazione esemplare, basata sulla fiducia, la co-costruzione, la ricerca di una prosperit\u00e0 condivisa. Questo forum incarna non solo una visione comune ma la volont\u00e0 di co-edificare i nostri Paesi\u201d, ha dichiarato, davanti alla platea di partecipanti al business forum, il Ministro dell\u2019Agricoltura, della Sovranit\u00e0 alimentare e dell\u2019Allevamento, Mabouba Diagne. L\u2019invito da parte del rappresentante del governo senegalese \u00e8 quello a <strong>costruire una crescita comune nei settori strategici<\/strong> come agroindustria, energie, infrastrutture fisiche e digitali. \u201cMa vogliamo andare oltre questo forum, e stimolare la creazione di joint-ventures, incoraggiare l\u2019insediamento di aziende italiane nelle nostre zone industriali, costruire catene di valore comuni\u201d, ha insistito.<\/p>\n<p>Nonostante un mercato interno piuttosto ristretto \u2013 18 milioni di abitanti \u2013 il Senegal gode di <strong>una posizione geostrategica di primo piano<\/strong>, di collegamenti diretti e veloci con l\u2019Italia, di stabilit\u00e0 politica, di fonti di energia, potenziale agricolo, infrastrutture fisiche e digitali in piena espansione e rappresenta una vera porta d\u2019ingresso verso il vasto mercato continentale dell\u2019Area di libero scambio africano (AfFCTA), oltre che verso il blocco dell&#8217;Africa occidentale.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Italia non deve esitare a posizionarsi\u201d, ha dichiarato Aissatou Ndiaye, coordinatrice del programma di sviluppo nazionale degli agropoli, al termine di una presentazione di fronte alla delegazione di imprenditori italiani, presso la sede di Agropole a Dakar. Nonostante ritardi, lo sviluppo delle zone di sviluppo agroindustriale sta procedendo, con <strong>due poli su cinque pronti a operare<\/strong>, nel Centro e nel Sud. \u201cSiamo favorevoli a joint ventures tra societ\u00e0 nazionali e internazionali. Siamo pronti, le strutture sono sul punto di essere messe a disposizione, terreni, capannoni, celle frigorifere e altro ancora, per favorire partenariati win win\u201d.<\/p>\n<p>La stabilit\u00e0 politica gioca a favore degli investimenti. \u201cAbbiamo rivisitato il nostro codice degli investimenti e il codice doganale, <strong>per rendere il clima degli affari pi\u00f9 attraente<\/strong>. Abbiamo progetti strutturanti che permettono di creare partnership con le nostre migliori societ\u00e0 nazionali. Abbiamo il gas e il petrolio, le risorse umane. La nostra posizione geografica \u00e8 di primo piano\u201d, ha insistito la referente di Agropole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Intervista all\u2019Ambasciatrice d\u2019Italia in Senegal Caterina Bertolini<\/strong><\/p>\n<p>Oltre all\u2019inclusione del Senegal tra i Paesi prioritari del Piano Mattei, il recente Business Forum bilaterale a Dakar ha visto la partecipazione di una cospicua rappresentanza del Sistema Italia, a cominciare dal Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. Come possiamo interpretare questo rinnovato interesse per il Senegal, secondo Lei.<\/p>\n<p>Il Business Forum ha condotto a Dakar oltre 70 imprese italiane, attive soprattutto nei 3 settori focus dell&#8217;iniziativa: l&#8217;agroindustria, le infrastrutture fisiche e digitali, l&#8217;energia, intesa sia come oil and gas che rinnovabile. Si \u00e8 trattato della delegazione italiana pi\u00f9 robusta di cui si abbia memoria in Senegal ed Africa occidentale, ed a questo risultato ha certamente contribuito la guida del Ministro Tajani, che ha permesso di mobilitare istituzioni ed imprese ad alto livello prima dal lato italiano e poi da quello senegalese. In sostanza si sono create le condizioni per un evento che ha risposto ad un interesse accresciuto del settore privato italiano per l&#8217;Africa in generale, ed in seno a questa, per i mercati pi\u00f9 attrattivi; il Senegal unisce la stabilit\u00e0 politica ad una performance economica interessante e costante per vari anni, un buon livello di infrastrutture e margini di crescita potenziale elevati. Inoltre il Paese ha anche una posizione strategica in un\u2019area geoeconomica pi\u00f9 vasta, caratterizzata per vari paesi (UEMOA \u2013 unione economica e monetaria dell\u2019africa occidentale) dalla comunanza linguistica e valutaria, il che consente di guardare anche aldil\u00e0 dei confini del paese e di ambire ad un mercato pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>Il Piano governativo \u201cVision S\u00e9n\u00e9gal 2050\u201d d\u00e0 la priorit\u00e0 all\u2019industrializzazione del Senegal, in particolare attraverso il rafforzamento delle capacit\u00e0 locali per trasformare le materie prime. In quest\u2019ottica, al di l\u00e0 dei grandi gruppi industriali italiani, pu\u00f2 dirci quali sono le opportunit\u00e0 da cogliere per le PMI italiane? Quali delle specificit\u00e0 del tessuto industriale italiano si adeguano meglio per operare in Senegal?<\/p>\n<p>Guardiamo con molto interesse alle strategie nazionali di crescita industriale; in relazione ad esse, la tradizione manifatturiera dell&#8217;Italia \u00e8 il fattore su cui le relazioni commerciali e industriali bilaterali possono irrobustirsi.\u00a0L&#8217;Italia \u00e8 un Paese trasformatore, abile a dare valore aggiunto alle materie prime, e mettere sul mercato prodotti di standard elevati, realizzati con processi sostenibili.\u00a0 \u00c8 quindi un modello per un Paese come il Senegal la cui priorit\u00e0 oggi \u00e8 quella di aumentare il valore delle proprie risorse, agricole e minerarie in primis, diminuendo la dipendenza dall&#8217;estero, creare posti di lavoro e promuovere una crescita sostenibile.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia pu\u00f2 proporre tecnologie e prodotti per il settore industriale senegalese in molti ambiti, dall&#8217;agroindustriale alla produzione di energia, passando dalle macchine per l\u2019edilizia\u00a0alle attrezzature ospedaliere. Allo stesso tempo deve contendersi il mercato con altri players, asiatici e non solo. Sono quindi fondamentali i fattori accessori al prodotto: l&#8217;assistenza tecnica, la formazione, la finanza diventano le parole chiave e pesano molto sulle decisioni delle imprese locali. Ci favorisce il fatto che l&#8217;Italia qui goda di una ottima reputazione, e che gli imprenditori esprimano grande disponibilit\u00e0 e curiosit\u00e0 per il prodotto italiano; l&#8217;Ambasciata, insieme ad ICE, che ha aperto un ufficio a Dakar nel 2024, \u00e8 impegnata costantemente in attivit\u00e0 che mettano in evidenza le capacit\u00e0 italiane, a cominciare da quelle che gi\u00e0 hanno trovato spazio sul mercato e che dimostrano l&#8217;efficacia ed il potenziale della collaborazione tra i 2 Paesi.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvio dell\u2019estrazione petrolifera in Senegal, pensa che ci siano nuove prospettive economiche e commerciali da aspettarsi dal Paese?<\/p>\n<p>Le recenti scoperte di petrolio e gas naturale aprono nuove prospettive al Senegal, che potr\u00e0 beneficiare di nuove importanti risorse al servizio della crescita del Paese. E certamente esse offriranno opportunit\u00e0 alle nostre imprese. \u00c8 opportuno ricordare che in parte lo hanno gi\u00e0 fatto: imprese italiane sono gi\u00e0 state coinvolte nella fase di sviluppo di questi progetti in Senegal, ed altre lo sono oggi nelle fasi attuali di implementazione e potenziamento delle strutture dedicate a questo settore. I bisogni sono comunque ancora importanti, sia nella realizzazione e gestione delle strutture energetiche che nei servizi accessori, in cui l&#8217;Italia ha molte eccellenze da proporre. Solo pochi giorni fa ho accompagnato una delegazione di imprese italiane ad un importante evento regionale dedicato all&#8217;energia svoltosi a Dakar, il che conferma la vitalit\u00e0 di questo settore, e l\u2019interesse dei nostri operatori.<\/p>\n<p>La diaspora senegalese in Italia \u00e8 una delle pi\u00f9 vitali di Europa. Ritiene che si possa considerare un vantaggio in pi\u00f9 per rafforzare ulteriormente la cooperazione bilaterale?<\/p>\n<p>La presenza di una diaspora importante \u00e8 indubbiamente un fattore fondamentale al servizio delle relazioni tra i due Paesi. Da un lato la sua stessa esistenza crea un legame, destinato ad irrobustirsi nel tempo, con la crescita di giovani che hanno il patrimonio culturale dei due Paesi. D\u2019altro lato la diaspora veicola esperienze e conoscenze che incentivano concretamente i rapporti economici e commerciali bilaterali. I casi di partenariato tra imprese italiane e senegalesi mossi dalla diaspora sono numerosi, e si concretizzano nelle esperienze di imprenditori italiani che avviano operazioni in Senegal avvalendosi del supporto di dipendenti senegalesi in Italia, ed in quelle di senegalesi rientrati in patria per avviare imprese grazie al bagaglio di esperienze e conoscenze acquisite in Italia nei settori pi\u00f9 vari, nelle quali hanno individuato opportunit\u00e0 di risposta ai bisogni del Senegal. La diaspora \u00e8 anche un soggetto importante nei programmi della cooperazione italiana, in parte come beneficiari nelle iniziative a favore dello sviluppo del settore privato, in parte come partner nei diversi progetti diretti alla formazione di personale per il mercato senegalese e italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Senegal sta vivendo una fase di trasformazione storica che ridefinisce il suo ruolo nello scacchiere economico dell\u2019Africa occidentale. Il biennio 2024-2025 non segna soltanto l\u2019ingresso ufficiale del Paese nel club dei produttori globali di idrocarburi, ma coincide con un deciso cambio di paradigma nella governance economica, caratterizzato dalla forte volont\u00e0 di trasparenza sui conti [&hellip;]","protected":false},"author":6,"featured_media":174530,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[417],"tags":[31,3],"class_list":["post-173146","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diplomazia-economica","tag-africa","tag-diplomazia-economica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173146"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173146\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":173149,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173146\/revisions\/173149"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/174530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}