{"id":180609,"date":"2026-03-21T09:38:54","date_gmt":"2026-03-21T08:38:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=180609"},"modified":"2026-03-21T09:46:50","modified_gmt":"2026-03-21T08:46:50","slug":"tajani-lue-conti-di-piu-laltravoce-il-quotidiano-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2026\/03\/tajani-lue-conti-di-piu-laltravoce-il-quotidiano-nazionale\/","title":{"rendered":"Tajani: \u00abL&#8217;Ue conti di pi\u00f9\u00bb (L&#8217;Altravoce Il Quotidiano Nazionale)"},"content":{"rendered":"<p>La crisi mediorientale la conosce da vicino, Antonio Tajani vicepremier, ministro degli Esteri. Tajani ha chiuso la tre giorni di Feuromed sottolineando l&#8217;importanza di un&#8217;Europa unita e forte, capace di difendere i propri interessi e di promuovere la crescita economica.<\/p>\n<p><strong>Ministro siamo dentro una fase storica di grande trasformazione, segnata da tensioni e cambiamenti profondi, che emergono anche nel linguaggio e nelle posizioni all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica. Come si governa e si interpreta una congiuntura cos\u00ec complessa? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abI cambiamenti in atto sono evidenti, ma il punto \u00e8 che l&#8217;Italia e l&#8217;Europa non possono limitarsi a subire: devono esserne protagoniste. Possiamo giocare un ruolo attivo solo se siamo una parte autorevole e influente dell&#8217;Unione Europea, che andrebbe rafforzata e resa ancora pi\u00f9 inclusiva, coinvolgendo pienamente anche partner come il Regno Unito. Questo \u00e8 il momento in cui l&#8217;Europa deve contare di pi\u00f9, assumendo un ruolo forte di interlocuzione con gli Stati Uniti all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica. L&#8217;Occidente deve restare unito: \u00e8 una condizione essenziale, nonostante le difficolt\u00e0. Per questo serve un impegno deciso sull&#8217;Europa. Io sono europeista: solo cos\u00ec possiamo incidere in un mondo che cambia rapidamente e in cui emergono nuove potenze. Penso non solo alla Cina, ma anche all&#8217;India, sempre pi\u00f9 centrale, e ai Paesi del Golfo, protagonisti in questa fase delicata. Con queste realt\u00e0 dobbiamo dialogare\u00bb .<\/p>\n<p><strong>Ministro, il Consiglio europeo di ieri ha messo al centro il dossier energetico. L&#8217;Italia ha proposto la sospensione delle tasse sulla CO2, ma al momento non sembra esserci una piena convergenza. Si intravede uno spazio per una mediazione? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Italia ha posto un tema: la necessit\u00e0 di conciliare la lotta al cambiamento climatico con la competitivit\u00e0 del nostro sistema produttivo, in un contesto internazionale. Questo richiede una riflessione sulle scelte dell&#8217;Unione Europea, in particolare sulle regole del mercato delle emissioni di CO2. Si tratta di un meccanismo utile per ridurre le emissioni, ma che, cos\u00ec com&#8217;\u00e8, rischia di penalizzare fortemente imprese e agricoltura. Per questo il Presidente del Consiglio ha chiesto un intervento europeo, gi\u00e0 anticipato anche a livello nazionale. Abbiamo trovato una sponda importante nella Polonia e siamo riusciti a ottenere un primo risultato: la Commissione Europea si \u00e8 impegnata a formulare proposte che vadano nella direzione di una maggiore tutela del nostro sistema produttivo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sul tema di una possibile missione per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz prevale una comprensibile prudenza. Qual \u00e8 oggi la posizione dei Paesi disponibili a partecipare e come si pu\u00f2 conciliare l&#8217;esigenza di intervento con quella di non aggravare il conflitto? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi tratta innanzitutto di una presa di posizione politica, volta a garantire la sicurezza del traffico commerciale e marittimo nello Stretto di Hormuz. L&#8217;obiettivo \u00e8 che quell&#8217;area torni a essere un passaggio sicuro per il commercio internazionale, senza rischi per le navi. Non siamo di fronte a una decisione militare, ma a un segnale politico. Eventuali sviluppi operativi potranno essere valutati solo in un secondo momento, qualora si arrivi a un cessate il fuoco e a un percorso di stabilizzazione. In quel contesto, e nell&#8217;ambito di un mandato delle Nazioni Unite, si potrebbe prendere in considerazione una partecipazione a una missione di garanzia del traffico marittimo, eventualmente insieme ad altri attori internazionali come India e Cina\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ministro, per\u00f2 gli ultimi sviluppi sembrano indicare un possibile aumento della tensione, si ipotizza un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, lino all&#8217;eventuale occupazione di obiettivi strategici come l&#8217;isola di Kharg. Alla luce di questo scenario, ritiene che ci sia davvero spazio per una de-escalation o l&#8217;alleato americano sembra orientato su una linea pi\u00f9 assertiva? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, mi pare che gli americani vogliano continuare a difendere la libert\u00e0 di navigazione con la forza contro gli iraniani. Vedremo cosa succeder\u00e0. Lo stesso Trump ha dichiarato di non voler impiegare truppe di terra in territorio iraniano, certamente non \u00e8 una guerra destinata a risolversi in tempi brevi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte ucraino persistono divisioni all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea. Anche nei giorni scorsi si sono registrate difficolt\u00e0 nel trovare una convergenza con l&#8217;Ungheria, in particolare sulla richiesta di interventi legati al gasdotto. Come si pu\u00f2 superare questo stallo decisionale e mantenere una linea europea coesa su un dossier cos\u00ec strategico? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi sembra che sia necessario attendere l&#8217;esito delle elezioni in Ungheria per poter sbloccare gli aiuti all&#8217;Ucraina. Si tratta di una questione di pochi giorni, e sono fiducioso che dopo il voto sar\u00e0 possibile compiere passi positivi in avanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ministro, siamo alla chiusura della campagna elettorale, questo convegno si intitola &#8220;Energie per la crescita&#8221; &#8211; quale legame c&#8217;\u00e8 tra la crescita di un Paese e il funzionamento della giustizia? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente negativa. Una giustizia farraginosa spaventa gli investitori e mette a rischio cittadini e imprenditori, molti dei quali vengono poi assolti. Un sistema che di fatto considera l&#8217;imputato colpevole \u00e8 nocivo per l&#8217;economia e per la societ\u00e0. Il principio costituzionale secondo cui ogni persona \u00e8 considerata innocente fino al terzo grado di giudizio spesso non viene rispettato: il Pubblico Ministero raccoglie prevalentemente prove contro l&#8217;imputato e, essendo parte della stessa carriera dei magistrati giudicanti, pu\u00f2 esistere un legame implicito, attraverso percorsi comuni o uffici condivisi, che influenza indirettamente le decisioni. La realt\u00e0 lo dimostra: circa il 60% degli indagati viene poi assolto. \u00c8 necessario cambiare. Bisogna premiare i magistrati pi\u00f9 competenti e rompere il legame tra carriera e correnti politiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Questa riforma \u00e8 stata fortemente voluta da Forza Italia. Tra tutte le proposte sul tavolo, la considerate un vero e proprio punto d&#8217;onore. <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un punto d&#8217;onore per noi, che ci definiamo garantisti, ma lo \u00e8 anche per chiunque voglia vedere pienamente applicata la disposizione settima delle norme transitorie della Costituzione. Serve a superare l&#8217;eredit\u00e0 del cosiddetto processo fascista&#8217;, basato sulla presunzione di colpevolezza e sull&#8217;unificazione delle carriere. Finch\u00e9 non si separano le carriere, il principio costituzionale dell&#8217;innocenza dell&#8217;imputato resta teorico. Voglio sottolineare che \u00e8 una riforma di buon senso per i cittadini. Non a caso, ci sono molti esponenti autorevoli della sinistra che la sostengono. Lasciamo perdere l&#8217;Associazione Nazionale Magistrati, lasciamo perdere il procuratore di Napoli che minaccia ritorsioni il giorno dopo il voto. Lui dice `Faremo i conti dopo&#8217;. Non credo che si debbano fare i conti quando parla il popolo. Per\u00f2 sono tantissimi i magistrati che sono assolutamente d&#8217;accordo perch\u00e9 questa riforma va nella direzione della tutela del cittadino, rafforza il ruolo del giudice e ripulisce la toga dalle influenze politiche delle correnti. In altre parole, mira a garantire a ogni cittadino italiano un processo pi\u00f9 giusto rispetto al passato, senza sminuire il ruolo dei magistrati, ma assicurando indipendenza e imparzialit\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La crisi mediorientale la conosce da vicino, Antonio Tajani vicepremier, ministro degli Esteri. Tajani ha chiuso la tre giorni di Feuromed sottolineando l&#8217;importanza di un&#8217;Europa unita e forte, capace di difendere i propri interessi e di promuovere la crescita economica. 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