{"id":184324,"date":"2026-04-21T18:28:51","date_gmt":"2026-04-21T16:28:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=184324"},"modified":"2026-04-21T18:32:33","modified_gmt":"2026-04-21T16:32:33","slug":"sudan-dichiarazione-dellalto-rappresentante-a-nome-dellunione-europea-in-occasione-del-terzo-anniversario-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2026\/04\/sudan-dichiarazione-dellalto-rappresentante-a-nome-dellunione-europea-in-occasione-del-terzo-anniversario-della-guerra\/","title":{"rendered":"Sudan: Dichiarazione dell\u2019Alto Rappresentante a nome dell\u2019Unione europea in occasione del terzo anniversario della guerra"},"content":{"rendered":"<p><em>Traduzione di cortesia. Per l\u2019originale in lingua inglese clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2026\/04\/sudan-dichiarazione-dellalto-rappresentante-a-nome-dellunione-europea-in-occasione-del-terzo-anniversario-della-guerra\/\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>A tre anni dallo scoppio della guerra in Sudan, le sofferenze del popolo sudanese continuano senza tregua. Il conflitto tra le Forze armate sudanesi (SAF), le Forze di supporto rapido (RSF) e le rispettive milizie affiliate sta distruggendo vite e privando la popolazione delle aspirazioni della rivoluzione del 2018-2019.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea ribadisce il proprio impegno a favore dell\u2019unit\u00e0, della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale del Sudan e respinge con forza qualsiasi tentativo unilaterale di istituire una governance parallela che possa comportare il rischio di una divisione del paese. Rimane inoltre fondamentale impedire che il conflitto degeneri in una guerra regionale su vasta scala.<\/p>\n<p>La Conferenza sul Sudan tenutasi a Berlino il 15 aprile 2026 ha dimostrato la determinazione della comunit\u00e0 internazionale a esercitare pressioni sulle parti in conflitto affinch\u00e9 pongano fine alla guerra. Ricordando le Conclusioni del Consiglio sull\u2019Sudan dell\u2019ottobre 2025, l\u2019Unione europea rinnova il proprio appello a tutti gli attori affinch\u00e9 avviino negoziati per un cessate il fuoco immediato e duraturo. L\u2019UE \u00e8 pronta a sostenere qualsiasi iniziativa di pace credibile e unitaria, comprese le opzioni a sostegno di un meccanismo di monitoraggio internazionale. Gli attori esterni devono smettere di alimentare la guerra. A questo proposito, l\u2019UE sostiene l\u2019estensione a tutto il paese dei mandati della Corte penale internazionale (CPI) e dell\u2019embargo sulle armi delle Nazioni Unite, che oggi sono limitati al Darfur.<\/p>\n<p>La catastrofe umanitaria in Sudan si sta aggravando. I civili sono presi di mira, persistono condizioni di carestia e gli sfollamenti continuano a destabilizzare le comunit\u00e0 e la regione. Gli attacchi contro i civili, le strutture sanitarie, gli operatori umanitari, i convogli umanitari e le infrastrutture civili devono cessare. Tutte le parti devono garantire un accesso umanitario senza ostacoli, sicuro e sostenuto in tutto il Sudan; gli ostacoli e gli attacchi alle operazioni di soccorso e al personale sono inaccettabili e possono costituire crimini di guerra. L\u2019UE rimane fermamente impegnata a sostenere la risposta umanitaria alle esigenze della popolazione e continuer\u00e0 a portare avanti il proprio lavoro sulla protezione delle infrastrutture critiche. In occasione della Conferenza sul Sudan tenutasi a Berlino, i donatori internazionali hanno promesso 1,5 miliardi di euro in aiuti, di cui 812 milioni provenienti dall\u2019UE e dai suoi Stati membri.<\/p>\n<p>Continuano a verificarsi gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e delle norme sui diritti umani. L\u2019impunit\u00e0 deve finire. La violenza sessuale e di genere sistematica legata al conflitto continua a distruggere sia gli individui che le comunit\u00e0 su una scala terrificante, con lo stupro utilizzato come arma di guerra. L\u2019UE sostiene il lavoro della Missione delle Nazioni Unite di accertamento dei fatti, della Corte penale internazionale (CPI) e un rigoroso riconoscimento delle responsabilit\u00e0 di tutti i responsabili. L\u2019UE utilizzer\u00e0 tutti gli strumenti disponibili \u2013 compresa la diplomazia e le misure restrittive \u2013 per esercitare pressioni a favore della pace, valutando anche ulteriori sanzioni rivolte contro l\u2019economia di guerra.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea ribadisce il proprio sostegno alle aspirazioni del popolo sudanese a una governance democratica. Alla Conferenza sul Sudan tenutasi a Berlino, attori civili sudanesi si sono riuniti su invito del Quintetto guidato dall\u2019Unione Africana (Unione Africana, Nazioni Unite, Unione Europea, Autorit\u00e0 Intergovernativa per lo Sviluppo, Lega degli Stati Arabi) e hanno concordato un appello congiunto per porre fine alla guerra e promuovere un processo politico guidato dai sudanesi stessi. Solo un processo civile indipendente e rappresentativo pu\u00f2 ripristinare la legittimit\u00e0 dello Stato sudanese.<\/p>\n<p>La resilienza e il coraggio del popolo sudanese, in particolare delle \u00abEmergency Response Rooms\u00bb e di altri gruppi di mutuo soccorso, rimangono una fonte di speranza e meritano il nostro massimo rispetto. \u00c8 ormai da tempo che si dovrebbe porre fine a questo conflitto devastante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Traduzione di cortesia. Per l\u2019originale in lingua inglese clicca\u00a0qui. A tre anni dallo scoppio della guerra in Sudan, le sofferenze del popolo sudanese continuano senza tregua. 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