{"id":18612,"date":"2012-10-29T13:38:59","date_gmt":"2012-10-29T12:38:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/10\/20121029_crediti\/"},"modified":"2012-10-29T13:38:59","modified_gmt":"2012-10-29T12:38:59","slug":"20121029_crediti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2012\/10\/20121029_crediti\/","title":{"rendered":"Crediti per imprese miste nei PVS, un investimento nella solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><P>Rafforzare la cooperazione internazionale e l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane. Sono questi i principali obiettivi dell\u2019art. 7 della legge n. 49\/87 (<EM>Nuova disciplina della cooperazione dell&#8217;Italia con i Paesi in via di sviluppo<\/EM>), che autorizza il Ministero degli Esteri a concedere crediti agevolati alle imprese italiane che intendano creare <EM>joint ventures<\/EM>, in <EM>partnership <\/EM>con l\u2019imprenditoria locale, nei Paesi in via di Sviluppo. Ed \u00e8 proprio per rivitalizzare tali obiettivi che la Cooperazione allo Sviluppo ha introdotto alcune modifiche per contribuire al rilancio di questo strumento nato alla fine degli anni \u201880 e fornire un ausilio ai numerosi imprenditori italiani impossibilitati a cercare sbocchi in nuovi mercati esteri a causa della stretta del credito imposta dalla crisi finanziaria. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Aumento del numero dei paesi eleggibili<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>In un periodo in cui la crisi economica comporta risorse sempre minori per l\u2019aiuto ai Paesi in via di sviluppo, la Cooperazione allo Sviluppo ha pensato di rilanciare lo strumento previsto dall\u2019art. 7, anche sulla scorta delle indicazioni provenienti dal recente Forum della Cooperazione Internazionale di Milano, apportando alcune modifiche rispetto alle procedure attuali. In particolare, il Comitato direzionale dello scorso ottobre ha deliberato l\u2019aumento del numero dei paesi eleggibili ai fini di tale credito, passando da 29 a 95, includendo, dunque, non solo i paesi prioritari della cooperazione italiana, ma anche tutti i paesi definiti dalla Banca Mondiale come paesi a basso\/medio reddito, nonch\u00e9 i paesi definiti altamente indebitati (HIPC) e meno avanzati (PMA). Con tutti questi paesi deve vigere un accordo di protezione degli investimenti con l\u2019Italia.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Allo studio altre modifiche<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Altre modifiche sono allo studio per rendere pi\u00f9 appetibile l\u2019art. 7, e probabilmente verranno proposte gi\u00e0 in sede di riforma della legge n. 49\/1987, attualmente in discussione al Senato. Secondo gli addetti ai lavori, le nuove correzioni dovrebbero riguardare l\u2019estensione della tipologia degli interventi finanziati, volti sempre pi\u00f9 a sviluppare maggiormente il settore privato, intervenendo direttamente nel finanziamento o nella partecipazione delle imprese miste nei PVS.<\/P><br \/>\n<P>Il rilancio dello strumento dei crediti agevolati alle imprese miste, in definitiva, potr\u00e0 da un lato favorire maggiori flussi di finanziamento per lo sviluppo dei PVS e dall\u2019altro contribuire a coniugare maggiormente cooperazione allo sviluppo ed internazionalizzazione delle imprese italiane, nell\u2019ottica di una visione pi\u00f9 ampia di cooperazione, intesa come investimento strategico nell\u2019interesse del Sistema Italia.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rafforzare la cooperazione internazionale e l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane. 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