{"id":187301,"date":"2026-05-19T13:28:16","date_gmt":"2026-05-19T11:28:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=187301"},"modified":"2026-05-19T13:48:28","modified_gmt":"2026-05-19T11:48:28","slug":"danimarca-hub-tecnologico-e-avamposto-di-sicurezza-nella-regione-scandinava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/05\/danimarca-hub-tecnologico-e-avamposto-di-sicurezza-nella-regione-scandinava\/","title":{"rendered":"Danimarca, hub tecnologico e avamposto di sicurezza nella regione scandinava"},"content":{"rendered":"<p>Il consolidamento della Danimarca quale economia di primo piano si fonda su una combinazione di efficienza industriale e rigore amministrativo, una spiccata resilienza ai recenti shock globali e una marcata specializzazione nei settori ad alto valore aggiunto. Secondo il <em>World Competitiveness Ranking 2025<\/em>, il Paese si posiziona <strong>al quarto posto tra le economie pi\u00f9 competitive a livello globale<\/strong>, distinguendosi per l\u2019efficienza del sistema imprenditoriale e per la qualit\u00e0 delle infrastrutture, che lo pone al secondo posto a livello globale.<\/p>\n<p>Il sistema economico danese ha registrato una crescita del PIL del +2,9% nel 2025, trainata prevalentemente <strong>dall\u2019industria farmaceutica, dai servizi di trasporto marittimo e dalle esportazioni<\/strong>. Le stime per il 2026 indicano un rallentamento della crescita al +1,8%, legato anche all&#8217;introduzione di nuovi dazi statunitensi, che potrebbero incidere sulla dinamica della crescita. Il mercato del lavoro resta comunque solido, con un tasso di disoccupazione al 2,9%, nonostante l&#8217;OCSE segnali una persistente carenza di manodopera che potrebbe frenare la crescita nel lungo periodo.<\/p>\n<p>La Danimarca opera, inoltre, come hub logistico e mercato di prova per l\u2019intera area nordica e baltica, grazie a un\u2019elevata propensione al consumo, a una digitalizzazione diffusa e a <strong>un ambizioso piano di riforme strutturali denominato &#8220;Piano 2030&#8221;<\/strong>. Quest&#8217;ultimo prevede investimenti pari a circa 21,2 miliardi di corone (2,84 miliardi di euro), equivalenti allo 0,8% del PIL, destinati in particolare alla transizione ecologica. Tra le principali opportunit\u00e0 di investimento si segnala il comparto delle energie rinnovabili, nel quale Copenaghen punta alla <strong>completa indipendenza dai combustibili fossili entro il 2050<\/strong>, e a una riduzione del 70% delle emissioni di gas serra entro il 2030, un obiettivo oggi sfidante ma che resta un\u2019ambizione condivisa dalla popolazione. In questo ambito, la capacit\u00e0 dell&#8217;eolico offshore \u00e8 destinata a quintuplicare entro la fine del decennio, <strong>raggiungendo i 12,9 GW<\/strong>. Parallelamente, le autorit\u00e0 stanno promuovendo lo sviluppo delle cosiddette &#8220;isole energetiche&#8221; nel Mare del Nord e nel Mar Baltico, destinate a rafforzare la sicurezza e l\u2019integrazione del sistema energetico regionale.<\/p>\n<p>Energia e infrastrutture rappresentano ambiti strategici anche nei territori autonomi della Danimarca, ovvero le isole Far Oer e la Groenlandia, dove il 19-20 maggio si terr\u00e0 l\u2019evento <strong><em>The Future is Greenland: Business in the Arctic Decade<\/em><\/strong>, <strong>dedicato alle opportunit\u00e0 economiche emergenti nell\u2019Artico<\/strong>.<\/p>\n<p>Parallelamente, il settore delle scienze della vita rimane il principale motore economico: <strong>nel 2024<\/strong> <strong>l&#8217;industria farmaceutica ha contribuito per il 55% alla crescita complessiva del PIL<\/strong>, con eccellenze riconosciute a livello globale nella produzione di insulina e di farmaci per il trattamento di malattie croniche. <strong>L&#8217;innovazione tecnologica <\/strong>trova ulteriore impulso nello sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale, esemplificato dal recente lancio del supercomputer Gefion, destinato ad accelerare la ricerca nel comparto farmaceutico e biotecnologico.<\/p>\n<p>Tra le principali sfide strutturali emerge l&#8217;adattamento del comparto agricolo, responsabile di circa un quarto dell&#8217;export totale, alle nuove normative ambientali. La Danimarca \u00e8 stata infatti il primo Paese al mondo ad adottare <strong>una tassa sulle emissioni agricole di gas serra<\/strong>, prevista a partire dal 2030, con l\u2019obiettivo di favorire la transizione verso modelli sostenibili come il vertical farming e la produzione di biogas, in linea con gli obiettivi climatici nazionali. Al contempo, il governo sta lavorando a una riforma del sistema educativo e dei servizi per l&#8217;impiego, per<strong> facilitare l&#8217;ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e attrarre talenti internazionali<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Difesa e sicurezza: una nuova priorit\u00e0 strategica<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina e il deterioramento del contesto di sicurezza europeo hanno spinto la Danimarca a rivedere profondamente la propria politica di difesa, interrompendo il lungo processo di disimpegno dalle proprie capacit\u00e0 di deterrenza. Oggi il Paese destina al settore <strong>investimenti prossimi all\u2019obiettivo NATO del 3,5% del PIL<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo cambiamento si traduce in un vero e proprio \u201ccambio di paradigma\u201d: oltre al rafforzamento delle capacit\u00e0 difensive, \u00e8 prevista l\u2019acquisizione di sistemi offensivi, l\u2019adozione di un \u201cacceleration fund\u201d per finanziare il processo di riarmo, il riorientamento del <em>procurement <\/em>verso l\u2019industria europea (ad esempio con l\u2019acquisto di sistemi di difesa contraerea terrestre franco-italiana SAMP-T) e la definizione di importanti iniziative di investimento nella sicurezza dell\u2019Artico. Si tratta di una traiettoria di lungo periodo che si traduce in una necessit\u00e0 di <strong>investimenti infrastrutturali oltre che per l\u2019acquisizione di armamenti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sinergie commerciali e performance dell&#8217;interscambio con l&#8217;Italia<\/strong><\/p>\n<p>Le relazioni economiche tra Roma e Copenaghen riflettono una profonda complementarit\u00e0 produttiva, con un interscambio commerciale che, secondo le statistiche dell\u2019Osservatorio economico italiano, <strong>nel 2025 ha superato gli otto miliardi di euro, in crescita del 10,1% rispetto al 2024<\/strong>. L&#8217;Italia si consolida come ottavo fornitore della Danimarca, con una quota di mercato del 3,6% per il 2025, davanti a Francia e Regno Unito. Nello stesso periodo, l\u2019export italiano ha raggiunto quota 4,2 miliardi (+10,1%) con <strong>un saldo commerciale positivo di 391 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Le esportazioni del <em>Made in Italy <\/em>verso il mercato danese nel 2025 sono guidate dai prodotti alimentari, bevande e tabacco (18,8% del totale, pari a quasi 800 milioni di euro) e dai macchinari e apparecchi di impiego generale (18,6%, pari a 788 milioni). Seguono per rilevanza i metalli di base, gli apparecchi elettrici e i mezzi di trasporto. Simmetricamente, le importazioni dalla Danimarca si concentrano su prodotti alimentari (24,3% dell&#8217;import totale) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (17,6%), riflettendo l&#8217;eccellenza danese nelle scienze della vita.<\/p>\n<p>Sul fronte delle infrastrutture e dei grandi progetti, gli investimenti danesi <strong>nello sviluppo di parchi eolici offshore e nell&#8217;elettrificazione delle reti <\/strong>offrono opportunit\u00e0 di cooperazione integrata. Dopo l\u2019entrata in funzione dei parchi Vesterhav Syd e Nord nel 2024, sono in fase avanzata il progetto Thor, previsto operativo per quest\u2019anno con una capacit\u00e0 di oltre 1 GW, e il parco Hessel\u00f8 nel Kattegat, il cui completamento \u00e8 atteso entro il 2030. Il gGverno ha gi\u00e0 stanziato e messo a gara attraverso diversi &#8220;round&#8221; e strumenti finanziari circa 38 miliardi di corone (5 miliardi di euro) fino al 2044 per lo sviluppo di <strong>tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CSC)<\/strong>. Questi investimenti, unitamente alla digitalizzazione della pubblica amministrazione e allo sviluppo di poli biotecnologici, delineano un quadro di potenziali cooperazioni tra i due Paesi che spazia<strong> dalla meccatronica alle bioscienze<\/strong>, consolidando il ruolo della Danimarca come partner strategico per il sistema industriale italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Affrontare l&#8217;innalzamento del mare: il &#8220;Modello Danese&#8221; tra decentramento e responsabilit\u00e0 locale<\/strong><\/p>\n<p>Per le nazioni costiere, la sfida posta dall&#8217;emergenza climatica \u00e8 doppia: da un lato, gestire l&#8217;innalzamento graduale degli oceani, dall\u2019altro proteggersi dall\u2019intensificarsi di eventi estremi come le mareggiate. Un rapporto del Norwegian Institute for Water Research (NIVA), commissionato dall&#8217;Agenzia Norvegese per l&#8217;Ambiente, analizza le strategie adottate da Danimarca, Paesi Bassi e Regno Unito, offrendo indicazioni utili per la governance climatica. In questo contesto, la Danimarca si distingue per <strong>un approccio fortemente decentrato<\/strong>, basato sulla collaborazione tra autorit\u00e0 nazionali, enti locali e cittadini, oltre che sulla capacit\u00e0 di creare consapevolezza.<\/p>\n<p>Caratterizzata da un territorio pianeggiante e oltre 8.000 km di coste, la Danimarca si presenta fortemente vulnerabile di fronte all&#8217;innalzamento del mare e, secondo il Danish Meteorological Institute (DMI), le mareggiate che oggi si verificano statisticamente ogni 20 anni <strong>potrebbero diventare eventi annuali entro il 2050<\/strong>. Per rispondere a questa vulnerabilit\u00e0, dal 2018, i comuni hanno assunto la responsabilit\u00e0 primaria della protezione costiera, con l&#8217;obbligo di <strong>integrare il rischio di inondazioni ed erosione nella pianificazione territoriale<\/strong>. In questo modo, mentre lo Stato, tramite l&#8217;Autorit\u00e0 Costiera Danese (DCA), fornisce supporto tecnico e mappature dei rischi, le decisioni operative e l&#8217;attuazione dei progetti sono gestite a livello locale con il coinvolgimento diretto delle comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Un principio cardine del sistema danese prevede infatti che i costi per le misure di protezione siano sostenuti dai beneficiari, solitamente i proprietari terrieri, incoraggiando cos\u00ec una valutazione attenta della necessit\u00e0 degli interventi e promuovendo<strong> un forte senso di consapevolezza locale<\/strong>. Inoltre, nel 2023, il Governo ha introdotto il &#8220;Piano di Adattamento Climatico 1&#8221; (<em>Klimatilpasningsplan 1<\/em>) per accelerare la protezione delle aree costiere a pi\u00f9 alto rischio, prevedendo un supporto statale mirato e l&#8217;estensione di fondi specifici per i comuni. Per i danni subiti a causa di mareggiate eccezionali, \u00e8 inoltre attivo un sistema pubblico di indennizzo gestito dal Consiglio per i Rischi Naturali (<em>Naturskader\u00e5det<\/em>), alimentato da una tassa sulle polizze antincendio.<\/p>\n<p>Infine, la Danimarca ha investito massicciamente in <strong>portali e strumenti digitali<\/strong> per rendere il rischio maggiormente gestibile e fornire proiezioni climatiche locali. Questi strumenti consentono ai comuni di adottare strategie di adattamento dinamiche e basate sul rischio, integrando dati su edifici e infrastrutture vulnerabili per dare priorit\u00e0 agli sforzi di mitigazione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il tunnel sottomarino pi\u00f9 lungo del mondo per rafforzare gli scambi commerciali nell&#8217;Europa settentrionale<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente, per spostarsi tra R\u00f8dby e Puttgarden, sulla penisola tedesca di Femern, \u00e8 necessario percorrere una deviazione di 160 chilometri via terra oppure utilizzare il collegamento in traghetto, della durata di circa un&#8217;ora. In alternativa, molti viaggiatori scelgono la tratta aerea tra Amburgo e Copenaghen. Con l&#8217;apertura del tunnel del Fehmarnbelt, prevista nel 2029, questa distanza sar\u00e0 <strong>ridotta a soli 10 minuti in auto e 7 minuti in treno<\/strong>. Con una lunghezza di 18 chilometri a 40 metri di profondit\u00e0 nel Mar Baltico, questo collegamento rappresenter\u00e0 il tunnel sottomarino pi\u00f9 lungo del mondo.<\/p>\n<p>Il tunnel del Fehmarnbelt, i cui lavori sono iniziati nel 2021, \u00e8 attualmente uno dei pi\u00f9 grandi progetti infrastrutturali in Europa. Con un investimento complessivo di circa 10 miliardi di euro, quest&#8217;opera far\u00e0 parte del Corridoio scandinavo-mediterraneo delle reti trans-europee di trasporto (TEN-T). Il progetto consentir\u00e0 di creare un collegamento stradale e ferroviario pi\u00f9 rapido tra la Scandinavia e l\u2019Europa centrale, <strong>facilitando il trasporto delle merci e rafforzando i flussi di turismo e commercio<\/strong> tra le due aree. A questo sistema infrastrutturale contribuir\u00e0 anche il Ponte Margrethe II, realizzato dalla societ\u00e0 italiana Itinera, che si inserisce nel pi\u00f9 ampio rafforzamento delle connessioni logistiche regionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Intervista all\u2019Ambasciatrice d\u2019Italia in Danimarca, Giuliana Del Papa<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Perch\u00e9 un&#8217;impresa italiana dovrebbe investire in Danimarca? Quali sono le\u00a0caratteristiche\u00a0del mercato danese che potrebbero essere d&#8217;interesse\u00a0per le aziende italiane?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La Danimarca \u00e8 una destinazione di alto interesse strategico per le imprese italiane grazie ad un contesto politico-istituzionale stabile e prevedibile, finanze pubbliche solide, burocrazia snella, mercato del lavoro flessibile, alto tasso di digitalizzazione e ad un mercato orientato a innovazione e sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Paese presenta un <strong>quadro macroeconomico molto positivo<\/strong>: alla fine del 2025 ha fatto registrare una crescita interessante (2,9%) con consumi e investimenti in aumento, uno dei tassi di disoccupazione pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, inflazione sotto il 2% e debito inferiore al 30% del PIL. L&#8217;economia danese ha dimostrato di essere resiliente, capace di adattarsi ad un contesto commerciale globale pi\u00f9 complesso e meno favorevole rispetto agli anni precedenti, con una solida posizione esterna, sostenuta da un ampio surplus delle partite correnti e da una struttura produttiva competitiva e diversificata: accanto ai grandi gruppi con presenza globale che certamente influiscono in modo determinante sull\u2019andamento dell\u2019economia (Maersk, Carlsberg, Novo Nordisk, Lego, ecc.) vi \u00e8 per\u00f2 anche un ampio ventaglio di piccole e medie aziende che possono rappresentare partners interessanti per collaborazioni produttive.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che dal 2030 \u00e8 previsto un progressivo esaurimento dei margini fiscali ed un peggioramento dello stato complessivo dei conti pubblici, secondo la Banca nazionale danese si tratta di un\u2019inversione di tendenza limitata e provvisoria, che dopo pochi anni lascer\u00e0 spazio ad una ripresa di andamenti positivi.<\/p>\n<p>In base ai dati forniti dall\u2019Ufficio di Statistica danese, lo stock totale degli <strong>Investimenti diretti<\/strong> esteri (IDE) in Danimarca \u00e8 cresciuto del 5,6% nel periodo 2022-2024. La crescita \u00e8 stata guidata principalmente dai Paesi Europei. L\u2019Italia, che si trova tra i 10 maggiori Paesi investitori, \u00e8 il Paese che ha incrementato dell\u201985% i suoi investimenti in Danimarca nel periodo 2022-2024, passando da 21,6 mld a 40,2 miliardi di corone danesi, a dimostrazione della nostra capacit\u00e0 di sfruttare i margini esistenti e i vantaggi del mercato danese.<\/p>\n<p>Per farlo \u00e8 per\u00f2 importante \u2013 anche con l\u2019ausilio di professionisti locali &#8211; conoscere a fondo il contesto economico danese nel suo complesso, comprese le norme fiscali e le logiche di un mercato del lavoro altamente sindacalizzato, con contrattazioni a livello settoriale o addirittura di singola impresa, caratterizzato da una scarsa disponibilit\u00e0 di manodopera locale per alcune mansioni pi\u00f9 tradizionali.<\/p>\n<p>Non mancano spazi di crescita interessanti per le nostre imprese anche nei territori autonomi come la <strong>Groenlandia<\/strong>, dove la presenza di minerali critici, l\u2019abbondanza di risorse naturali e le bellezze di un paesaggio estremo offrono opportunit\u00e0 di investimento nei settori della raffinazione e della logistica, della produzione di energia rinnovabile e del turismo.<\/p>\n<p>La Danimarca inoltre \u00e8 un partner di riferimento\u00a0strategico anche per la <strong>proiezione verso l&#8217;intera area scandinava<\/strong>, con possibilit\u00e0 di espansione delle attivit\u00e0 nei mercati limitrofi,\u00a0in particolare in Svezia e Norvegia, anche grazie al ruolo di principale hub internazionale assunto nella regione dall\u2019aeroporto di Copenaghen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Pu\u00f2 illustrarci brevemente il modo in cui vengono percepiti in Danimarca la cultura e i prodotti italiani? Il consumatore danese \u00e8 attratto dal Made in Italy o non esiste una grande conoscenz<\/em><\/strong><em>a\u00a0<strong>dei nostri prodotti nel Paese?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>In primo luogo credo sia importante sottolineare come <strong>Italia e Danimarca condividono un modello e una cultura economica storicamente imperniate sull\u2019attivit\u00e0 manifatturiera<\/strong> (nonostante il settore farmaceutico abbia sofferto qualche battuta d\u2019arresto, l\u2019industria continua a rappresentare una quota significativa della crescita e dell\u2019export danesi) e sulla difesa di rotte commerciali aperte a sostegno dell\u2019export, cos\u00ec come un certo gusto per l\u2019estetica e per uno spazio della vita dedicato a bellezza ed eleganza.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 un partner di riferimento nel settore industriale e la prima voce dell\u2019import danese dal nostro Paese \u00e8 quella dei <em>Macchinari e mezzi di trasporto<\/em> (+13,7% a fine 2025), seguiti da <em>Prodotti chimici e affini<\/em> (addirittura +54% rispetto al 2024, grazie in particolare al sottoinsieme dei<em> prodotti medicinali e farmaceutici).<\/em> Le statistiche ISTAT\/ICE presentano leggere differenze ma confermano l\u2019aumento dell\u2019export di macchinari e veicoli e segnalano anche una crescita interessante alla voce \u201caltri prodotti alimentari\u201d.<\/p>\n<p>Il <strong>marchio Made in Italy \u00e8 molto apprezzato dai consumatori danesi<\/strong>, che sono particolarmente attratti dalle eccellenze italiane in vari settori, quali l&#8217;agroalimentare, la moda, il design e l&#8217;artigianato.<\/p>\n<p>I principali prodotti agroalimentari italiani, compreso naturalmente il vino, sono noti ai consumatori danesi, godono di solida reputazione e vengono distribuiti in tutto il Paese, anche grazie ai numerosi Ristoranti italiani presenti nel territorio, soprattutto nelle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Molti marchi italiani di design sono presenti a Copenaghen con un proprio showroom (Artemide, Iguzzini, Kartell, Boffi ecc.) e molti altri partecipano ogni anno alla manifestazione <em>3daysofdesign<\/em>, diventata ormai la pi\u00f9 importante Fiera di settore in Scandinavia. Quanto alla moda, le principali vie dello shopping\u00a0di Copenaghen vedono la presenza di alcuni dei pi\u00f9 importanti marchi italiani come Prada, Max Mara, Bottega Veneta, Brunello Cucinelli.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia resta inoltre una delle destinazioni preferite\u00a0dai visitatori danesi, attratti dal patrimonio culturale, dalle bellezze naturali delle principali localit\u00e0 di mare e montagna. e dalla qualit\u00e0 dell&#8217;offerta turistico-alberghiera e culinaria del nostro Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Quali sono i settori in cui \u00e8 opportuno investire in Danimarca? Ci sono progetti di rilievo gi\u00e0 annunciati dalle autorit\u00e0 locali che offrono spazi concreti alle aziende italiane?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dovendo individuare alcuni settori prioritari, ne evidenzierei in particolare tre.<\/p>\n<p>In primo luogo, quello delle<strong> energie rinnovabili<\/strong>, che resta un settore trainante spinto anche da un sostegno elevato, e piuttosto trasversale alle forze politiche, alla transizione climatica. La Danimarca \u00e8 leader nell&#8217;energia eolica e nello sviluppo di bioenergie e tecnologie verdi con aziende di punta a livello internazionale (quali Vestas, con importanti investimenti in Italia, o \u00d8rsted).<\/p>\n<p>Nel panorama delle iniziative di sviluppo del settore spiccano grandi progetti che possono offrire opportunit\u00e0 di\u00a0 interesse alle imprese italiane, quali\u00a0 <em>FjordPtX Aalborg<\/em>, per lo sviluppo di carburanti sostenibili per l\u2019aviazione prodotti da energie rinnovabili e CO2 catturata o <em>Bornholm Energy Island<\/em>, progetto che punta \u2013 anche con il sostegno dei\u00a0 finanziamenti del programma Connecting Europe Facility della UE &#8211; a creare un hub dell\u2019eolico offshore tra Danimarca e Germania avente come perno per la generazione l\u2019isola danese di\u00a0 Bornholm, da cui si dirameranno importanti collegamenti sottomarini in particolare verso la Zelanda danese (isola che ospita la capitale Copenaghen). Quest\u2019ultimo sar\u00e0 uno dei progetti di costruzione pi\u00f9 importanti nella storia della Danimarca.<\/p>\n<p>Anche il <strong>settore infrastrutturale<\/strong> resta molto dinamico e da monitorare con attenzione. Il progetto <em>Fehmarnbelt<\/em> di collegamento tra Danimarca e Germania mediante uno dei tunnel subacquei pi\u00f9 lunghi del mondo per trasporto stradale e ferroviario (18 KM sotto il Baltico) \u00e8 il pi\u00f9 grande cantiere in Europa ed entrer\u00e0 presto nel vivo dei lavori anche con gare di potenziale interesse, ad esempio per armamento e segnalamento ferroviario. Contribuir\u00e0 a\u00a0 rafforzare quel corridoio ferroviario tra il continente e la Scandinavia a cui contribuiscono gi\u00e0 altre opere ed in particolare il Ponte Storstr\u00f8m (ribattezzato Ponte Margrethe II, realizzato dalla societ\u00e0 italiana Itinera e recentemente aperto al traffico automobilistico e pedonale), che rappresenta un\u2019opera di grande pregio e un esempio tangibile delle capacit\u00e0 ingegneristiche italiane.<\/p>\n<p>Sempre al settore infrastrutturale fanno riferimento vari progetti di ristrutturazione e rigenerazione urbana, ma anche, in senso lato, quelli inerenti alla <strong>difesa<\/strong>. Come noto, la Danimarca \u00e8 impegnata in un processo accelerato di ricostituzione delle proprie capacit\u00e0 di deterrenza, con acquisizioni ad ampio raggio di materiale militare attraverso iniziative di procurement che privilegiano velocit\u00e0 nella consegna e diversificazione tra fornitori di Paesi like-minded. Questo offre opportunit\u00e0 dirette ai grandi gruppi italiani di settore, ma anche alle aziende medio-piccole, che hanno modo ogni anno di dare visibilit\u00e0 alle proprie produzioni e stabilire contatti con aziende danesi nell\u2019ambito della fiera Dalo Industry Days in programma quest\u2019anno il 19-20 agosto a Herning, nello Jutland. Indirettamente, maggiori acquisti di beni e materiali militari generano necessit\u00e0 crescenti di infrastrutture, installazioni, depositi e reti di comunicazione, che saranno sempre pi\u00f9 oggetto di gare.<\/p>\n<p>A energie rinnovabili, infrastrutture e difesa si aggiungono poi altri ambiti importanti da attenzionare, quali quello della <strong>digitalizzazione e dell\u2019ICT, l\u2019agroalimentare e l\u2019industria legata alle scienze della vita<\/strong> (farmaceutica, biotecnologie, salute digitale).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il consolidamento della Danimarca quale economia di primo piano si fonda su una combinazione di efficienza industriale e rigore amministrativo, una spiccata resilienza ai recenti shock globali e una marcata specializzazione nei settori ad alto valore aggiunto. 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