{"id":187313,"date":"2026-05-19T13:28:34","date_gmt":"2026-05-19T11:28:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=187313"},"modified":"2026-05-19T13:47:55","modified_gmt":"2026-05-19T11:47:55","slug":"norvegia-il-paradosso-della-transizione-energetica-finanziata-dagli-idrocarburi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/05\/norvegia-il-paradosso-della-transizione-energetica-finanziata-dagli-idrocarburi\/","title":{"rendered":"Norvegia, il paradosso della transizione energetica finanziata dagli idrocarburi"},"content":{"rendered":"<p>La Norvegia consolida la propria posizione di mercato resiliente e strategico all\u2019interno dello scacchiere scandinavo, grazie a una stabilit\u00e0 istituzionale e a un\u2019integrazione profonda nel mercato interno attraverso<strong> l\u2019Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), il quale garantisce la libera circolazione di merci e capitali <\/strong>pur in assenza di una piena adesione all&#8217;Unione Europea (UE).<\/p>\n<p>Il Paese vanta anche primati significativi a livello europeo: occupa <strong>le prime posizioni mondiali per facilit\u00e0 di fare affari e per lo sviluppo dell\u2019ambiente economico<\/strong>, risultando inoltre in cima alle classifiche continentali per la diffusione dell\u2019inglese, il livello di digitalizzazione e le competenze digitali della popolazione. Tale ecosistema \u00e8 sostenuto da un sistema universitario che privilegia il pensiero critico e un approccio <em>problem-solving<\/em>, garantendo <strong>una forza lavoro altamente qualificata<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante un benessere diffuso, la solidit\u00e0 del modello norvegese deve confrontarsi con squilibri strutturali nel comparto residenziale. L&#8217;<strong>aumento dei prezzi delle abitazioni<\/strong>, intensificatosi durante la pandemia, ha elevato i rischi per la stabilit\u00e0 macrofinanziaria a causa dell&#8217;alto indebitamento ipotecario delle famiglie e ha ridotto l\u2019accessibilit\u00e0 agli alloggi per i nuovi acquirenti, costringendo una quota rilevante di locatari a destinare una parte eccessiva del reddito alle spese per l\u2019alloggio.<\/p>\n<p>Un pilastro fondamentale della ricchezza nazionale \u00e8 rappresentato dal Government Pension Fund Global (GPFG), <strong>il pi\u00f9 grande fondo sovrano al mondo<\/strong>, che al 31 dicembre 2025 aveva raggiunto un valore di mercato di circa 2.110 miliardi di dollari, con <strong>partecipazioni nell&#8217;1,5% delle societ\u00e0 quotate globalmente<\/strong>. Il fondo \u00e8 alimentato attraverso i surplus generati dall&#8217;estrazione di idrocarburi, che rimane la principale industria del Paese in termini di creazione di valore, entrate statali e investimenti. Nello specifico, i proventi dell\u2019industria estrattiva norvegese vengono utilizzati anche per <strong>finanziare la transizione energetica <\/strong>del Paese. In effetti, se da un lato, l&#8217;industria dell&#8217;<em>oil &amp; gas<\/em> rimane il pilastro dell\u2019economia nazionale, dall&#8217;altro la Norvegia investe massicciamente nella cattura e nello stoccaggio del carbonio (CCS) e nell&#8217;eolico offshore, per colmare il gap tecnologico e ridurre l&#8217;impatto ambientale. La domanda interna di elettricit\u00e0 \u00e8 peraltro attualmente <strong>coperta quasi interamente dalla produzione idroelettrica<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo modello presenta il vantaggio di disporre di capitali certi per l&#8217;innovazione, ma espone il Paese al rischio di una dipendenza prolungata dalle fonti fossili, che rimangono essenziali per sostenere il <em>welfare <\/em>e gli investimenti futuri. In questo contesto, settori come l\u2019eolico off-shore, il fotovoltaico e le biomasse iniziano a ricevere crescenti incentivi governativi, con <strong>l&#8217;obiettivo di generare un giro d&#8217;affari nel comparto solare stimato tra i sei e gli undici miliardi di euro entro il 2030<\/strong>.<\/p>\n<p>Sebbene non abbiano ancora avuto un impatto significativo sulla vita delle persone,<strong> i cambiamenti climatici <\/strong>hanno iniziato a manifestarsi in Norvegia. In particolare l&#8217;arcipelago delle Svalbard, situato a nord del Paese, \u00e8 l&#8217;area pi\u00f9 colpita, riscaldandosi sette volte pi\u00f9 velocemente della media globale. Per quanto riguarda le risorse idriche che vanta la Norvegia, l\u2019OCSE deplora che il 30% del volume d&#8217;acqua dolce vada perso a causa di una rete di distribuzione obsoleta, sottolineando<strong> l&#8217;urgenza di investimenti massicci nella modernizzazione delle infrastrutture idriche<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel settore logistico, il governo norvegese ha pianificato lo sviluppo del Paese attraverso <strong>il Piano Nazionale per i Trasporti 2025-2036<\/strong>, che prevede uno stanziamento di oltre 110 miliardi di euro. Il piano mira a modernizzare le infrastrutture attraverso una ripartizione che destina <strong>il 45% delle risorse alla rete viaria nazionale e il 41% alle ferrovie<\/strong>, con quote minori riservate ad aree urbane (8%), infrastruttura costiera (3%) e aeroporti (3%). La complessit\u00e0 tecnologica e i rigorosi requisiti di sicurezza imposti dalle Autorit\u00e0 norvegesi, unita alla necessit\u00e0 di ridurre le emissioni nei cantieri, aprono spazi significativi per subfornitori specializzati in soluzioni <strong>ad alto valore tecnologico e a basso impatto ambientale<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rafforzamento delle sinergie industriali e traiettorie dell\u2019interscambio commerciale<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019interscambio commerciale tra Italia e Norvegia riflette una solida complementarit\u00e0 economica e <strong>una crescente penetrazione dei prodotti italiani nei segmenti ad alto valore aggiunto<\/strong>. Nel 2025 l\u2019Italia si \u00e8 posizionata come <strong>il nono fornitore della Norvegia<\/strong>, con una quota di mercato pari al 3,4%, registrando una performance superiore a competitor quali la Francia (2,9%) e la Spagna (1,8%). Soprattutto, nel 2025 il <em>Made in Italy<\/em> ha registrato in Norvegia <strong>un aumento di oltre il 17%<\/strong> rispetto all\u2019anno precedente, raggiungendo la quota di quasi 2,6 miliardi di euro sul totale di circa sei miliardi dell\u2019interscambio bilaterale.<\/p>\n<p>Le esportazioni italiane sono trainate dai <strong>macchinari e dagli apparecchi meccanici,<\/strong> seguiti dai <strong>prodotti in metallo, chimici e autoveicoli<\/strong>. Particolarmente rilevante \u00e8 il successo del <strong>settore agroalimentare<\/strong> che beneficia dell&#8217;elevato potere d&#8217;acquisto della popolazione locale e di gusti sempre pi\u00f9 affinati: nonostante i dazi e l&#8217;esclusione del comparto dal regime di libero scambio del SEE, <strong>l&#8217;Italia detiene da tempo la leadership nel mercato dei vini rossi<\/strong>. I consumatori locali dimostrano anche un apprezzamento crescente per formaggi e salumi di qualit\u00e0, che riescono a giustificare prezzi elevati (<em>premium price<\/em>) grazie alla percezione del valore del prodotto. Parallelamente, <strong>l\u2019abbigliamento e l\u2019arredamento<\/strong> risultano essere altri pilastri dell\u2019export, sostenuti da una domanda interna che premia l\u2019eccellenza del design.<\/p>\n<p>Sul versante opposto, l\u2019export norvegese verso l\u2019Italia \u00e8 <strong>quasi interamente dominato dal gas naturale<\/strong>, con Oslo che si conferma <strong>tra i primi cinque fornitori energetici <\/strong>della penisola. I dati previsionali per il 2026 indicano una tendenza positiva per gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) netti in entrata in Norvegia, stimati a 12,8 miliardi di dollari, a conferma di un mercato che continua ad attrarre capitali internazionali.<\/p>\n<p>Il legame economico si estende anche al <strong>settore immobiliare e turistico<\/strong>: si osserva un numero crescente di cittadini norvegesi che acquistano case vacanze in Italia, trasformando il flusso turistico in un investimento di lungo periodo nella Penisola.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non solo petrolio, \u00e8 in Norvegia il pi\u00f9 grande giacimento di terre rare di Europa<\/strong><\/p>\n<p>La notizia \u00e8 di poche settimane fa: il contenuto totale stimato di ossidi di terre rare nel giacimento di Fen Carbonatite \u00e8 aumentato, a seguito di pi\u00f9 completi carotaggi, <strong>da 8,8 milioni di tonnellate nel 2024 a 15,9 milioni di tonnellate nel 2026<\/strong> &#8211; un aumento di circa l&#8217;80% -, rafforzando le speranze di poter contare in futuro su una fornitura europea di minerali essenziali utilizzati nell&#8217;energia verde, nella difesa e nelle tecnologie avanzate<\/p>\n<p>Il sito, attualmente in fase di sviluppo da parte di Rare Earths Norway, si trova nei pressi del villaggio di Ulefoss nella contea di Telemark, nella Norvegia meridionale. Circa il 19% degli ossidi identificati nel giacimento di Fen \u00e8 costituito da neodimio e praseodimio (NdPr), due terre rare utilizzate per produrre <strong>magneti permanenti ad alte prestazioni<\/strong>. Questi magneti sono componenti essenziali nei motori elettrici e nelle tecnologie per le energie rinnovabili.<\/p>\n<p>Il giacimento \u00e8 anche considerevolmente pi\u00f9 grande di altre risorse europee di terre rare note. Per fare un confronto, il giacimento di Per Geijer vicino a Kiruna, in Svezia, \u00e8 stato stimato in circa 2,2 milioni di tonnellate di ossidi di terre rare.<\/p>\n<p>Rare Earths Norway prevede che la produzione inizier\u00e0 verso la fine del 2031. L&#8217;azienda stima che la miniera potrebbe produrre circa 800 tonnellate di NdPr all&#8217;anno entro il 2032, <strong>coprendo circa il 5% della domanda di questi materiali dell&#8217;Unione Europea<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Torna ad agosto la Fiera dell\u2019energia ONS<\/strong><\/p>\n<p>Si svolger\u00e0 dal 24 al 27 agosto 2026 la prossima edizione di ONS. Questo Forum globale sull&#8217;energia, che si tiene ogni due anni a Stavanger, in Norvegia, \u00e8 da oltre 50 anni un luogo di incontro per rappresentanti governativi, politici di alto livello, pensatori globali e dirigenti del settore.<\/p>\n<p>ONS \u00e8 l&#8217;abbreviazione di <strong>Offshore Northern Seas<\/strong>, poich\u00e9 l&#8217;evento era inizialmente rivolto alle aziende con attivit\u00e0 nel bacino del Mare del Nord. L&#8217;ONS \u00e8 la fiera di riferimento nel settore energetico. Un tempo dedicata agli idrocarburi, oggi copre <strong>tutte le nuove energie, la mobilit\u00e0, il digitale e l&#8217;innovazione<\/strong> e attrae visitatori da tutto il mondo: la precedente edizione, ONS 2024, ha accolto oltre 70.000 visitatori e radunato pi\u00f9 di 1100 aziende in provenienza da 35 Paesi.<\/p>\n<p>L\u2019Ufficio ICE di Stoccolma, che esercita la sua competenza anche sul mercato norvegese, sar\u00e0 presente a ONS 2026 con una collettiva di aziende italiane della filiera dell\u2019oil &amp; gas, tubazioni e valvole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Islanda, resilienza energetica e frontiere tecnologiche nel quadrante artico<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Islanda ha consolidato un profilo di stabilit\u00e0 politica ed economica, superando definitivamente la crisi finanziaria del periodo 2008-2011 per posizionarsi come un mercato scevro dai rischi commerciali significativi del passato. La <strong>conformazione geologica del territorio <\/strong>impone tuttavia un monitoraggio costante dei fenomeni sismici e vulcanici, che rappresentano l\u2019unica variabile di incertezza strutturale.<\/p>\n<p>Con una popolazione di circa 400.000 abitanti e una densit\u00e0 di soli tre abitanti per chilometro quadrato, il Paese affronta sfide demografiche e logistiche peculiari. La forza lavoro \u00e8 caratterizzata da un\u2019et\u00e0 media di 38 anni e da un <strong>elevato livello di istruzione<\/strong>, con circa il 41% degli occupati in possesso di un titolo accademico. Tale dinamismo \u00e8 alimentato anche da <strong>un flusso migratorio sostenuto<\/strong> dalla fine degli anni &#8217;90, che ha favorito la produttivit\u00e0 e risposto alla domanda di manodopera in settori in rapida crescita, sebbene abbia generato <strong>una pressione significativa sul mercato immobiliare<\/strong> e sulla disponibilit\u00e0 di alloggi sociali e accessibili.<\/p>\n<p>Il modello economico islandese trae un vantaggio competitivo determinante dalle proprie infrastrutture energetiche,<strong> basate interamente su fonti rinnovabili<\/strong>: l\u2019idroelettrico copre il 70% della produzione, mentre il restante 30% \u00e8 garantito dal geotermico. Questa configurazione permette di offrire energia a prezzi competitivi per le industrie energivore e per lo sviluppo di <em>Data Center<\/em>, sostenuti da una rete di distribuzione affidabile e da <strong>una connettivit\u00e0 in fibra ottica<\/strong> che lega il Paese all\u2019Europa e al Nord America.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La domanda di energia islandese superer\u00e0 l&#8217;offerta pianificata<\/strong><\/p>\n<p>Per diversificare la propria struttura produttiva e colmare il divario con le economie di maggiori dimensioni, il Governo ha introdotto <strong>un sistema di incentivi fiscali <\/strong>che prevede un\u2019aliquota dell\u2019imposta sul reddito delle societ\u00e0 pari al 20%, inferiore alla media OCSE, e un credito d\u2019imposta fino al 35% per le spese documentate in ricerca e sviluppo. Questi interventi mirano a <strong>stimolare l\u2019espansione dei settori ad alto valore aggiunto,<\/strong> come le life sciences, le biotecnologie, la tecnologia sanitaria e i prodotti farmaceutici, con particolare riferimento alla genetica umana, alle cellule staminali e all\u2019oncologia.<\/p>\n<p>L\u2019ecosistema islandese \u00e8 inoltre orientato all\u2019innovazione, <strong>favorito dall\u2019integrazione nello Spazio Economico Europeo (SEE)<\/strong> che garantisce la libera circolazione di capitali, merci e servizi. Il SEE, istituito nel 1994, estende il mercato unico dell&#8217;UE a Islanda, Liechtenstein e Norvegia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Convergenza strategica nella transizione energetica<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019interscambio commerciale tra Italia e Islanda nel 2025 conferma una posizione di rilievo per il <em>Made in Italy<\/em>, che si attesta come il 14\u00b0 fornitore del Paese con una quota di mercato del 2,5% nel 2025. Nel confronto con i principali competitor europei, <strong>l\u2019Italia \u00e8 a parimerito con la Francia (2,48%) e precede la Spagna (1,75%),<\/strong> pur rimanendo distanziata dalla Germania (8,60%) e dal Regno Unito (3,58%).<\/p>\n<p>Le esportazioni italiane sono concentrate nella <strong>metallurgia destinata all\u2019industria siderurgica locale<\/strong> \u2014 dove operano multinazionali come Alcoa e Rio Tinto \u2014 oltre che in <strong>macchinari meccanici, apparecchiature elettriche, autoveicoli e prodotti alimentari<\/strong>. Specularmente, le importazioni dall\u2019Islanda riguardano in via prioritaria <strong>i prodotti ittici <\/strong>&#8211; fondamentali per l&#8217;economia islandese, rappresentano quasi il 40% delle esportazioni totali del Paese &#8211;<strong> l\u2019alluminio e i preparati farmaceutici<\/strong>.<\/p>\n<p>Il dinamismo del mercato islandese \u00e8 confermato dal forte recupero degli investimenti diretti esteri (IDE) netti, passati dai -928 milioni di dollari del 2020 ai 1,4 miliardi del 2023. Per il 2025, le previsioni indicano flussi in entrata per 578 milioni di dollari, con una proiezione di 609 milioni per il 2026.<\/p>\n<p>Un pilastro strategico della cooperazione bilaterale \u00e8 rappresentato dal settore energetico, formalizzato attraverso il <strong>Memorandum d\u2019Intesa sulla cooperazione geotermica<\/strong> firmato a Reykjavik il 17 ottobre 2024. L\u2019accordo definisce la cornice giuridica per la collaborazione tra enti pubblici e privati nell&#8217;esplorazione e nello sfruttamento delle risorse per la produzione di elettricit\u00e0, teleriscaldamento e gestione di centrali, unendo il<em> know-how<\/em> islandese alle competenze industriali italiane nella conversione energetica.<\/p>\n<p>Nel settore delle infrastrutture, la necessit\u00e0 di <strong>sostenere l\u2019espansione del turismo<\/strong> \u2014 che nel\u00a0 2025 ha visto pi\u00f9 di 87.000 arrivi dall\u2019Italia, pari al 3,8% del totale straniero, rendendo il nostro Paese il sesto mercato di provenienza \u2014 impone investimenti a lungo termine per <strong>adeguare la rete dei trasporti<\/strong> al massiccio afflusso di visitatori. In questo contesto si inserisce l\u2019operativit\u00e0 di aziende italiane come la societ\u00e0 di costruzioni Rizzani de Eccher, che si \u00e8 aggiudicata diversi appalti nel Paese TDK Foil Italy attiva nella produzione di alluminio ad Akureyri. Nel settore digitale il gruppo Sia (Nexi) ha realizzato la piattaforma per i pagamenti elettronici istantanei della Banca Centrale islandese.<\/p>\n<p>Ulteriori margini di crescita sono individuati nella <strong>bioeconomia blu<\/strong>, con particolare riferimento all&#8217;utilizzo delle acque reflue geotermiche per la piscicoltura e alla raccolta di alghe per la nutraceutica e la cosmetica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ad agosto il referendum sulla possibile ripresa dei negoziati di adesione all&#8217;UE<\/strong><\/p>\n<p>Il Governo islandese ha deciso nel mese di marzo di sottoporre all&#8217;Althingi &#8211; il parlamento islandese &#8211; una mozione di risoluzione che propone di indire un referendum il 29 agosto 2026 sulla ripresa dei negoziati di adesione all&#8217;Unione Europea (UE).<\/p>\n<p>Il prossimo referendum porr\u00e0 al popolo islandese la questione se l&#8217;Islanda debba riprendere i negoziati di adesione all&#8217;UE. Se il &#8220;s\u00ec&#8221; dovesse prevalere, questo referendum rappresenterebbe solo <strong>il primo passo di un processo negoziale<\/strong>; una seconda consultazione popolare deciderebbe successivamente sull&#8217;adesione vera e propria all\u2019UE, una volta conclusi i negoziati e raggiunto un eventuale trattato.<\/p>\n<p>L&#8217;Islanda, che si trova al crocevia tra Groenlandia, Russia, Stati Uniti, Canada ed Europa, ha presentato domanda di adesione all&#8217;UE nel 2009 e i negoziati si sono svolti tra il 2010 e il 2013, prima di essere interrotti. A distanza di undici anni, con il ritorno delle rivalit\u00e0 di potere e la crescente militarizzazione dell&#8217;Artico, il Paese costituisce <strong>un punto nodale per le rotte marittime<\/strong>.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, poche settimane fa, UE e Islanda hanno firmato <strong>un accordo di partenariato in materia di sicurezza e difesa<\/strong>. Questa partnership, che rafforzer\u00e0 ulteriormente la cooperazione bilaterale, si baser\u00e0 su una serie di meccanismi di dialogo e consultazione per facilitare lo scambio di informazioni e fornire orientamento e supervisione, tra cui un dialogo annuale dedicato alla sicurezza e alla difesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cattura diretta dall&#8217;aria della CO2: una tecnologia islandese per raggiungere la neutralit\u00e0 carbonica<\/strong><\/p>\n<p>La cattura diretta dall&#8217;aria \u00e8 una tecnologia che consiste nel filtrare l&#8217;anidride carbonica in fase gassosa dall&#8217;aria e immagazzinarla in formazioni rocciose o utilizzarla come <strong>materia prima climaticamente neutrale<\/strong> per un&#8217;ampia gamma di prodotti, dalle bevande ai prodotti chimici, passando per i carburanti sintetici destinati all&#8217;aviazione.<\/p>\n<p>L&#8217;Islanda ospita attualmente<strong> il pi\u00f9 grande impianto al mondo per la cattura diretta dall&#8217;aria<\/strong>. Gestito dal settembre 2021 dalla joint venture islandese-svizzera Climeworks-Carbfix, l\u2019impianto \u201cOrca\u201d cattura circa 4.000 tonnellate di CO2 all\u2019anno e le immagazzina nel sottosuolo in formazioni di basalto. L&#8217;impianto \u00e8 situato in prossimit\u00e0 di una centrale geotermica, il che gli consente di avvalersi di un&#8217;energia affidabile ed economica e di iniettare nel suolo la CO2 catturata.<\/p>\n<p>I costi di riduzione delle emissioni di CO2 legati alla cattura diretta dall&#8217;aria si attestano attualmente, secondo le stime, tra i 200 e i 700 dollari per tonnellata. Se tali costi scendessero fino a attestarsi tra i 125 e i 335 dollari per tonnellata nei grandi impianti di cattura che eliminano pi\u00f9 di un milione di tonnellate di CO2 all&#8217;anno, questo sistema potrebbe diventare <strong>un fattore di competitivit\u00e0 nella transizione verso la neutralit\u00e0 carbonica<\/strong> in Islanda e altrove.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Intervista all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Norvegia ed Islanda, Stefano Nicoletti<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Petrolio, gas, geotermia, tecnologie per la cattura del carbonio: in quali settori Lei pensa che le risorse energetiche locali possano aprire a opportunit\u00e0 economiche per le aziende italiane, e in particolare per le PMI?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il settore energetico rappresenta storicamente uno dei principali ambiti d\u2019interesse per le societ\u00e0 italiane in Norvegia. Eni ne \u00e8 uno dei protagonisti. Il gruppo \u00e8 presente nel Paese fin dagli anni \u201960, agli albori dell\u2019industria petrolifera norvegese. Eni, tramite la controllata V\u00e5r Energi, uno dei maggiori player dell\u2019estrazione offshore degli idrocarburi, ha favorito\u00a0lo sviluppo di una filiera che include altre importanti societ\u00e0 italiane del settore, come Saipem (che sta perfezionando un mega accordo di fusione con la norvegese Subsea7), Tenaris, Cimberio, Troyer e PetrolValves. Le\u00a0aziende italiane subfornitrici possono quindi sfruttare questa filiera per cercare opportunit\u00e0 in un contesto nel quale saranno sempre pi\u00f9 importanti i prodotti e le soluzioni in grado di ridurre i costi di produzione e l\u2019impatto ambientale derivanti dall\u2019attivit\u00e0 estrattiva. Il padiglione nazionale che Agenzia ICE organizza in occasione della fiera ONS di Stavanger, uno dei maggiori appuntamenti internazionali del settore oil &amp; gas, rappresenta da questo punto di vista un eccellente veicolo per promuovere le nostre PMI su questo mercato. Non bisogna poi dimenticare il comparto delle energie rinnovabili e, nello specifico, dell\u2019eolico, ambito in cui operano oggi Eni Plenitude, con la controllata V\u00e5rgr\u00f8nn, e Renantis.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019Islanda, il MoU sull\u2019energia geotermica firmato a Reykjavik il 17 ottobre 2024 rappresenta la cornice giuridica di riferimento per l\u2019avvio di una collaborazione strutturata con l\u2019Italia. Il comitato congiunto che sta lavorando all\u2019attuazione dell\u2019intesa mira a creare le basi per lo sviluppo congiunto di progetti che coinvolgano anche l\u2019industria di settore dei due Paesi.<\/p>\n<p>Le aziende italiane che volessero approfondire le opportunit\u00e0 che possono offrire il mercato energetico norvegese e islandese possono consultare gli e-book tematici prodotti dall\u2019Ambasciata su oil &amp; gas, fonti rinnovabili, eolico offshore e geotermico, che sono liberamente scaricabili dal nostro sito.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale norvegese, il Government Pension Fund Global, che possiede l\u20191,5% di tutte le azioni quotate a livello globale, detiene nel suo portafoglio titoli dello Stato italiano e azioni e obbligazioni di 96 aziende italiane leader nel loro settore di attivit\u00e0: perch\u00e9, secondo Lei, questo forte interesse finanziario per il nostro Paese?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il Fondo Sovrano norvegese effettua i propri investimenti secondo logiche di mercato ed \u00e8 guidato da criteri improntati al perseguimento della massima redditivit\u00e0. L\u2019ottimo andamento del mercato azionario italiano nel 2025 ha quindi riservato non poche soddisfazioni ai gestori del Fondo, grazie soprattutto al rialzo di molti titoli del settore bancario quotati a Piazza Affari, che hanno favorito una crescita degli investimenti sull\u2019azionariato italiano nel suo insieme del 42,6%. Notevole anche la performance sul mercato obbligazionario, grazie alla crescita dell\u2019esposizione del Fondo verso i titoli di societ\u00e0 come Intesa Sanpaolo, Banco BPM e BPER Banca, ma anche di grandi player dell\u2019energia come Eni ed Enel. Bisogna infine ricordare che nel 2024 il valore dei titoli del debito pubblico italiano detenuti dal Fondo \u00e8 aumentato del 36,8%, situandosi a poco pi\u00f9 di 8 miliardi di dollari, grazie all\u2019acquisto di nuovi BTP per 2,2 miliardi di dollari, cui ha fatto seguito una progressione, sia pur pi\u00f9 moderata, anche nel 2025. Questi dati confermano la fiducia da un lato nella traiettoria di crescita economica del nostro Paese, dall\u2019altro nella stabilit\u00e0 finanziaria dell\u2019Italia e nella maggiore sostenibilit\u00e0 a lungo termine del nostro debito sovrano.<\/p>\n<p>In prospettiva, una traiettoria di prudente e sostenibile gestione del nostro debito pubblico non potr\u00e0 che consolidare le decisioni di portafoglio degli analisti del Fondo. Al tempo stesso, sussistono i margini per una crescita degli investimenti in aziende quotate del nostro Paese, qualora si riuscissero a presentare opportunit\u00e0 o tipologie di investimenti in grado di fornire il richiesto livello di redditivit\u00e0 e di solidit\u00e0 societaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Con l\u2019elevatissimo PIL pro capite che contraddistingue gli indicatori economici della Norvegia e dell\u2019Islanda, in quali settori specifici il Made in Italy pu\u00f2 portare valore aggiunto nel tenore di vita locale?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In Norvegia (ma lo stesso discorso pu\u00f2 valere per l\u2019Islanda) i prodotti del Made in Italy nel settore dei beni di consumo sono conosciuti, apprezzati e acquistati soprattutto dalle fasce di reddito medio-alte, in particolare nell\u2019area della grande Oslo. Per compensare la scelta incredibilmente limitata di prodotti stranieri che si possono trovare sugli scaffali della GDO, in questi ultimi anni \u00e8 cresciuta molto sia la ristorazione italiana che l\u2019offerta di prodotti alimentari del nostro Paese presso i negozi specializzati, che viene incontro al desiderio di molti Norvegesi di migliorare la qualit\u00e0 e la variet\u00e0 della propria alimentazione. Iniziative come la Settimana della Cucina Italiana sono destinate a promuovere e a sostenere questo interesse verso le nostre produzioni.<\/p>\n<p>Nel settore della moda, della pelletteria e della cosmetica, laddove la fetta numericamente pi\u00f9 ampia dei consumatori tende a privilegiare i prodotti del fast fashion (come Zara e H&amp;M) e l\u2019usato\/vintage, sono presenti diversi grandi brand del nostro Paese, che contendono ai competitor francesi il mercato del lusso. Analogo discorso pu\u00f2 essere fatto per il comparto del design, ove le nostre produzioni, in un mercato dominato dal gigante IKEA e dalla forza del design scandinavo, sono rivolte a un pubblico abbiente alla ricerca di uno stile particolarmente sofisticato. Anche qui, sfruttiamo ricorrenze come la Giornata Nazionale del Made in Italy o la Giornata del Design Italiano per valorizzare i nostri prodotti presso un pubblico pi\u00f9 ampio e diversificato.<\/p>\n<p>Proprio in questi giorni abbiamo celebrato ad Oslo l\u2019IDD 2026 in compagnia del famoso architetto Mario Cucinella, sul tema della rigenerazione degli spazi urbani portando come esempio il lavoro fatto a Milano nel Palazzo che ospita la Fondazione Rovati e coinvolgendo anche la societ\u00e0 Goppion, leader mondiale nelle teche museali, che ha fornito il proprio prodotto sia per presentare la collezione etrusca della Fondazione sia, qui in Norvegia, per ospitare le collezioni del Museo Nazionale norvegese, inaugurato nel 2022 o per quello della Civilt\u00e0 Vichinga che dovrebbe essere inaugurato nel 2027.<\/p>\n<p>Oltre al design, declinato nel legno-arredo ma anche nell\u2019illuminazione, in un Paese di grande tradizione sportiva quale la Norvegia, ove la vita all\u2019aria aperta \u00e8 parte integrante della cultura nazionale, a dispetto della concorrenza dei marchi norvegesi specializzati trovano infine un buono spazio su questo mercato le attrezzature e l\u2019abbigliamento italiani per l\u2019outdoor e la montagna.<\/p>\n<p>Analogamente a quanto detto per il settore energetico, le aziende italiane possono trovare un primo orientamento nelle guide tematiche pubblicate dall\u2019Ambasciata su cosmetica, <em>interior design<\/em>, attrezzature tecniche per l\u2019outdoor e la montagna, bevande e prodotti alimentari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>I turisti italiani si posizionano nella Top 10 degli arrivi internazionali in Islanda: come spiega, Ambasciatore, questa forte attrazione per il Paese? Ci sono opportunit\u00e0 che possono scaturirne per le aziende italiane del settore?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Islanda \u00e8 una terra ancestrale e primitiva, di ghiacciai e vulcani, saghe nordiche ed aurore boreali, che esercita un\u2019indubbia attrazione sul viaggiatore straniero. Per una serie di fattori che vanno dagli investimenti nelle infrastrutture, alla crescita dei collegamenti aerei, all\u2019effetto moltiplicatore dei social media, alla visibilit\u00e0 garantita da film e serie TV di successo girate in Islanda, il turismo negli ultimi 15 anni \u00e8 cresciuto a dismisura. Secondo dati dell\u2019ente turistico islandese, nel 2025 il Paese \u00e8 stato visitato da pi\u00f9 di 87.000 turisti italiani, il che ci posiziona effettivamente al sesto posto tra gli arrivi internazionali per nazionalit\u00e0 dietro a Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Cina e Francia. L\u2019incremento del turismo italiano \u00e8 andato di pari passo con la crescita della presenza dei nostri connazionali residenti nel Paese, che secondo gli ultimi dati AIRE si aggirano intorno alle 900 persone. Diverse professioni e attivit\u00e0 svolte dai nostri connazionali sono quindi direttamente o indirettamente legate all\u2019ambito turistico e dell\u2019ospitalit\u00e0: guide turistiche e tour operator, ristoratori, camerieri, baristi, cuochi e personale di alberghi e guest house. Altri connazionali lavorano invece nel settore accademico e della ricerca, in imprese locali, nel settore medicale o anche in attivit\u00e0 artistiche e culturali. Abbiamo anche connazionali che insegnano antica letteratura islandese o lingua islandese all\u2019Universit\u00e0 di Reykjavik.<\/p>\n<p>Si dice spesso che gli Italiani siano i migliori ambasciatori del nostro Paese all\u2019estero. La loro presenza, le loro abitudini e il racconto dei loro luoghi di origine possono pertanto favorire una crescita della sensibilit\u00e0 e dell\u2019interesse dei consumatori locali verso l\u2019Italia come meta turistica, generando a cascata ricadute positive sulla filiera italiana del settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Norvegia consolida la propria posizione di mercato resiliente e strategico all\u2019interno dello scacchiere scandinavo, grazie a una stabilit\u00e0 istituzionale e a un\u2019integrazione profonda nel mercato interno attraverso l\u2019Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), il quale garantisce la libera circolazione di merci e capitali pur in assenza di una piena adesione all&#8217;Unione Europea (UE). 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