{"id":195882,"date":"2026-06-22T09:37:27","date_gmt":"2026-06-22T07:37:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=195882"},"modified":"2026-06-22T09:52:55","modified_gmt":"2026-06-22T07:52:55","slug":"tajani-litalia-non-e-suddita-gli-usa-sono-un-alleato-strategico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2026\/06\/tajani-litalia-non-e-suddita-gli-usa-sono-un-alleato-strategico\/","title":{"rendered":"Tajani: \u00abL&#8217;Italia non \u00e8 suddita, gli Usa sono un  alleato strategico\u00bb (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ministro\u00a0Antonio\u00a0Tajani, stiamo assistendo a uno scontro senza precedenti: Trump che irride la premier, che risponde duramente, lei stesso che cancella la partecipazione all&#8217;American Business Forum di Miami. Poi ancora botta e risposta. E ieri nuovo attacco di Trump. A che punto siamo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAl punto in cui bisogna abbassare i toni e lavorare. La politica estera non si fa con le offese e gli ultimi attacchi immotivati, a cui \u00e8 stato sacrosanto rispondere. Essere alleati leali degli Usa, come siamo, non significa rinunciare alla nostra sovranit\u00e0: non siamo sudditi di nessuno. Adesso occorre evitare che tutto questo si traduca in un danno politico, economico e diplomatico: l&#8217;Italia e l&#8217;Europa hanno bisogno di un rapporto solido con gli Usa, allo stesso modo gli Usa hanno bisogno dell&#8217;Europa e dell&#8217;Italia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 stato uno scontro politico \u2014 Trump vuole di pi\u00f9 dall&#8217;Italia: sulle guerre, sulla difesa \u2014 o anche personale? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abContano le relazioni fra i Paesi. Ci sono state richieste politiche: pi\u00f9 spese per la difesa, pi\u00f9 sostegno a certe iniziative in Medio Oriente. Ma l&#8217;Italia decide in base ai propri interessi, alla propria Costituzione e al proprio posizionamento internazionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa resta sul terreno?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl rapporto storico con gli Stati Uniti, nostro alleato strategico, e la consapevolezza che quel rapporto va gestito con maturit\u00e0. Sono moltissime le imprese italiane che lavorano in America e con gli Usa, con vantaggi reciproci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Meloni considera chiusa la lite. Ma politicamente \u00e8 uno stallo superabile? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa premier Meloni ha difeso l&#8217;Italia e ha fatto bene. Io, da\u00a0ministro degli Esteri, far\u00f2 capire agli americani che l&#8217;Italia va rispettata e ogni equivoco superato. Siamo un ponte nel Mediterraneo, la seconda potenza industriale d&#8217;Europa, la quarta commerciale nel mondo, interlocutore imprescindibile in Africa, nei Balcani, in Medio Oriente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa pu\u00f2 \u00aboffrire\u00bb l&#8217;Italia agli Usa rispetto a ci\u00f2 che Trump pretende? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Italia non offre. E mi auguro che gli Usa non pretendano. Lavoriamo insieme per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, per ridurre la dipendenza da aree instabili, per sviluppare nuove tecnologie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vedr\u00e0 Rubio? Vi state organizzando, o l&#8217;appuntamento sar\u00e0 ad Ankara per il vertice Nato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI contatti con il segretario Rubio non si sono mai interrotti. Il nostro \u00e8 un rapporto franco. L&#8217;ho informato della decisione di non andare al Forum a Miami, ma ci vedremo al Vertice Nato di Ankara\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei andr\u00e0 per il 4 luglio a Villa Taverna? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAndr\u00f2, a testa alta, a festeggiare i 250 anni dall&#8217;Indipendenza di un grande Paese libero e democratico: l&#8217;altro volto dell&#8217;Occidente, che deve restare unito. L&#8217;Italia \u00e8 amica del popolo americano. Lo era con Reagan, Bush padre e figlio, Clinton, Obama e Biden. Lo \u00e8 ancora. E siamo orgogliosi che milioni di italo-americani abbiano contribuito a rendere grande l&#8217;America\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A Meloni \u00e8 stato rimproverato di aver troppo ceduto al presidente americano. Lei e FI siete rimasti sempre pi\u00f9 freddi rispetto a Trump, pur confermando l&#8217;alleanza storica. \u00c8 in corso un riposizionamento dell&#8217;Italia? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo che nessuno nel governo abbia mai confuso l&#8217;alleanza con il popolo americano, con gli Usa, e l&#8217;adesione personale a un leader. L&#8217;atlantismo non \u00e8 trumpismo, bidenismo, obamismo. \u00c8 una scelta di campo strategica. Nessun riposizionamento. Parlerei di una linea chiara: amicizia con gli Stati Uniti, sovranit\u00e0 dell&#8217;Italia, pi\u00f9 Europa nella Nato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ecco, come pu\u00f2 rispondere l&#8217;Europa, visto che l&#8217;alleanza militare sembra scricchiolare sempre di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer contare, l&#8217;Europa ha bisogno di una politica estera e di difesa comune e di un&#8217;industria integrata. La Nato \u00e8 imprescindibile, ma dentro la Nato il pilastro europeo dev&#8217;essere forte quanto quello americano. L&#8217;Italia pu\u00f2 essere protagonista di questo processo perch\u00e9 ha una posizione geografica, industriale e diplomatica unica: da sempre non \u00e8 seconda a nessuno per l&#8217;impiego dei suoi militari, come dimostra l&#8217;alto prezzo in vite umane. Oggi garantisce la presenza dell&#8217;Occidente nell&#8217;Africa subsahariana, in Niger, a Gibuti, in Somalia, nei Balcani, in Libano, nel Mar Rosso, per non parlare del fronte Est della Nato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La cancellazione del Business Forum di Miami che conseguenze pu\u00f2 avere? Sono tante le aziende che hanno rapporti con gli Usa.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;annullamento dell&#8217;incontro \u00e8 stato un segnale, non un capriccio ma la risposta a un attacco ingiustificato del presidente Trump. Continueremo a lavorare sui dossier e firmeremo quello sulle materie prime, snodo decisivo per il nostro sistema industriale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia ha superato il Giappone per export, grazie anche ai dati negli Stati Uniti. Come lo spiega?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo spiego con la forza delle nostre imprese che vendono negli Usa perch\u00e9 producono qualit\u00e0, tecnologia, bellezza, affidabilit\u00e0. Non soltanto moda o agroalimentare. Vendiamo macchinari, farmaceutica, aerospazio, nautica, componentistica, design, alta tecnologia. La diplomazia della crescita, sostenuta dalla riforma della Farnesina e da un piano strategico per l&#8217;export, serve ad aprire i mercati e accompagnare le imprese. E il risultato \u00e8 che il nostro export ha superato quello del Giappone, nonostante guerre e dazi. In questo, negli Usa, ci aiutano anche i 20 milioni di italo-americani che amano il nostro Paese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le guerre in Iran, Libano, Ucraina non sembrano fermarsi. Quanto pesa la crisi energetica sui conti italiani? La vita degli italiani con il vostro governo sta migliorando o peggiorando? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo adottato interventi sulle bollette, una strategia energetica solida, il ritorno al nucleare di nuova generazione, pi\u00f9 rinnovabili, infrastrutture, diversificazione. E l&#8217;Italia continua a esportare e attrarre investimenti. Ora dobbiamo mettere pi\u00f9 soldi nelle buste paga, ridurre le tasse al ceto medio, aiutare i giovani, sostenere le imprese che assumono, favorire gli investimenti privati per agevolare crescita e innovazione. La Cgia di Mestre ha gi\u00e0 certificato 33 miliardi di euro in meno di pressione fiscale su famiglie e piccole imprese con le misure del nostro governo, l&#8217;aumento del gettito fiscale grazie a 1,2 milioni di occupati in pi\u00f9, oltre alla riduzione dello spread e alla crescita record della Borsa\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ministro\u00a0Antonio\u00a0Tajani, stiamo assistendo a uno scontro senza precedenti: Trump che irride la premier, che risponde duramente, lei stesso che cancella la partecipazione all&#8217;American Business Forum di Miami. Poi ancora botta e risposta. E ieri nuovo attacco di Trump. A che punto siamo? \u00abAl punto in cui bisogna abbassare i toni e lavorare. 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