{"id":196932,"date":"2026-06-30T09:15:10","date_gmt":"2026-06-30T07:15:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=196932"},"modified":"2026-06-30T09:15:10","modified_gmt":"2026-06-30T07:15:10","slug":"tajani-agli-imprenditori-abbiate-fiducia-faremo-di-piu-gazzetta-di-parma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2026\/06\/tajani-agli-imprenditori-abbiate-fiducia-faremo-di-piu-gazzetta-di-parma\/","title":{"rendered":"Tajani agli imprenditori: \u00abAbbiate fiducia, faremo di pi\u00f9\u00bb (Gazzetta di Parma)"},"content":{"rendered":"<p>Il sistema produttivo italiano \u00e8 pi\u00f9 in salute di quanto non si pensi e il ministero degli Esteri \u00e8 al fianco delle imprese che vogliono lanciarsi alla conquista di nuovi mercati nel mondo. Lo assicura il vice presidente del Consiglio e\u00a0ministro degli Esteri,\u00a0Antonio\u00a0Tajani, dal palco del Teatro Regio in occasione dell&#8217;81a assemblea annuale dell&#8217;Unione parmense degli industriali, durante il dibattito con il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini. Dibattito moderato da Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor.<\/p>\n<p><strong>II dovere dell&#8217;ottimismo <\/strong><\/p>\n<p>\u00abEssere ottimiste. Essere quello che sono\u00bb, questa l&#8217;esortazione lanciata dal ministro\u00a0Tajani\u00a0alle imprese italiane. \u00abNoi dobbiamo far di pi\u00f9 per abbattere i fardelli burocratici. E il tema energia \u00e8 fondamentale, per questo abbiamo cercato di invertire la rotta puntando sul nucleare. Cercheremo di abbattere i costi sempre pi\u00f9, con le energie rinnovabili, puntando anche sul bio fuel. Fondamentale anche il cambiamento delle regole europee sui mercati Ets\u00bb, aggiunge il ministro, riferendosi agli Eu Ets, il sistema di scambio di quote di emissione dell&#8217;Unione europea. \u00abC&#8217;\u00e8 stata un&#8217;inversione di rotta a Bruxelles, per\u00f2 non basta &#8211; dice Noi continueremo la battaglia, non retrocederemo di un millimetro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abBasta Ideologie e divisioni\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDa europeista convinto mi auguro che Bruxelles capisca ci\u00f2 che gli sta accadendo attorno, perch\u00e9 al momento vedo gli Stati Uniti e la Cina che stanno giocando la partita, mentre l&#8217;Europa fa l&#8217;arbitro, e invece di produrre oggetti, produce regole\u00bb, rilancia Emanuele Orsini, portando la voce del mondo produttivo. \u00abChiedo quindi che l&#8217;Europa smetta di produrre regole e inizi a produrre politiche industriali per la crescita. Alla politica chiedo di continuare a fare sistema per il bene del Paese. A tutta la politica, maggioranza e opposizione, dico che sui temi di interesse nazionale non possono esserci ideologie o separazioni. Se vogliamo bene al Paese eliminiamo le ideologie e corriamo a fare le cose che servono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il sorpasso dell&#8217;Italia sul Giappone<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo di fronte a un dato storico, perch\u00e9 gi\u00e0 nel corso degli ultimi mesi l&#8217;Italia ha superato il Giappone, diventando il quarto Paese esportatore nel mondo\u00bb, ricorda Tamburini ai suoi interlocutori. II ministro\u00a0Tajani\u00a0non parla di miracolo, ma di un obiettivo raggiunto anche grazie all&#8217;impegno del suo ministero. \u00abAbbiamo lavorato per raggiungere questo obiettivo &#8211; garantisce -. Abbiamo fatto una rivoluzione al ministero degli Esteri. Per la prima volta \u00e8 nata una direzione generale della Crescita. Abbiamo lavorato per essere presenti nei nuovi mercati\u00bb.<\/p>\n<p>Gli accordi internazionali siglati negli ultimi mesi hanno, rimarca\u00a0Tajani, dato un impulso decisivo all&#8217;export. \u00abAbbiamo approvato, con il nostro voto determinante, l&#8217;accordo con il Mercosur e nel primo mese, grazie alle nuove regole, registriamo un +21% nelle esportazioni\u00bb. Insomma, un dato pi\u00f9 che positivo che smentirebbe i timori e le critiche di chi vedeva in quell&#8217;accordo un rischio per le imprese europee.<\/p>\n<p>I mercati a cui guardare per\u00f2 non si fermano al Sud America. \u00abSiamo riusciti ad abbassare i dazi su alcuni settori e continueremo a lavorare per abbassarli, cos\u00ec come continueremo a lavorare con India, Australia e Messico per favorire le esportazioni\u00bb, assicura.<\/p>\n<p>Tajani\u00a0poi si sofferma sul dato locale delle esportazioni. \u00abParma \u00e8, per quanto riguarda l&#8217;export, al di sopra delle altre citt\u00e0 italiane. Significa che c&#8217;\u00e8 un&#8217;imprenditoria che ottiene ottimi risultati fuori dal territorio nazionale. Quindi, possiamo raggiungere l&#8217;obiettivo dei 700 miliardi di export entro la fine del prossimo anno. Oggi siamo a quasi 650 miliardi\u00bb, aggiunge, riferendosi agli obiettivi nazionali.<\/p>\n<p><strong>II ruolo delle ambasciate<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Per aiutare le imprese che investono all&#8217;estero, bisogna non lasciare soli gli imprenditori. E qui, spiega\u00a0Tajani, un ruolo decisivo lo stanno giocando le ambasciate, che con il suo ministero avrebbero trovato un nuovo protagonismo. \u00abAbbiamo messo a disposizione tutte le nostre ambasciate per le nostre imprese per non farle sentire mai sole &#8211; rivela -. Stiamo abbattendo tutte barriere burocratiche tra ambasciate e imprese. Organizziamo incontri BtoB dove l&#8217;imprenditore si prenota e incontra direttamente l&#8217;ambasciatore durante le giornate dell&#8217;export. Vogliamo far s\u00ec che il maggior numero di imprese abbia contatto diretto con le nostre ambasciate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tredicesime, sanit\u00e0 e fondi privati<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo la seconda potenza industriale europea e la quarta potenza commerciale mondiale. Nonostante le difficolt\u00e0, la situazione economica \u00e8 migliore rispetto a quella di altri Paesi europei\u00bb afferma\u00a0Tajani. E qui il ministro elenca alcuni dati: \u00abMeno 33 miliardi di pressione fiscale dal 2022 a oggi, 1,2 milioni di posti di lavoro in pi\u00f9, abbattimento dello spread, crescita della Borsa. Questo Paese, dal punto di vista economico, \u00e8 vivo. Dobbiamo essere pi\u00f9 ottimisti e usare questi dati per migliorare. Si deve e si pu\u00f2 fare, soprattutto per quanto riguarda gli stipendi pi\u00f9 bassi e la pressione fiscale, che deve essere ancora diminuita\u00bb.<\/p>\n<p>A questo punto\u00a0Tajani, dal palco del Regio, fa tre proposte a favore dei redditi pi\u00f9 bassi, del ceto medio e anche delle imprese: \u00abVorrei abbassare, azzerare, le tasse sulle tredicesime, soprattutto quelle pi\u00f9 basse. Vorrei che si potessero detrarre le spese sanitarie nell&#8217;anno in corso e non in quello successivo e, terzo, vorrei allargare la base Irpef al 33% a 60mila euro, per dare un ulteriore segnale al ceto medio. Ma per riuscire a fare tutte queste cose, per riuscire ad abbassare le tasse alle imprese, bisogna far s\u00ec che lo Stato abbia bisogno di meno soldi, convincendo buona parte del mondo privato a investire in grandi progetti pubblico-privato. Ci sono 1.800 miliardi di euro dormienti nelle banche, che investono all&#8217;estero. Dobbiamo invece fare in modo che a partire dai fondi pensione si investa nel nostro Paese. Questo permetterebbe di usare i fondi privati, permettendo al pubblico di ritirarsi. Questo consentirebbe allo Stato di ridurre la pressione fiscale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abFare sistema\u00bb <\/strong><\/p>\n<p>Dallo Stato alle imprese, Emanuele Orsini, numero uno di Confindustria, ricorda: \u00abStiamo guardando tutte le capacit\u00e0 di penetrare nei mercati nel mondo. I nostri imprenditori, con nuovi accordi, riescono a penetrare meglio rispetto agli altri Paesi europei. Abbiamo lavorato tantissimo al Mercosur e credo che ci dar\u00e0 un grande slancio, anche perla grande capacit\u00e0 relazionale che abbiamo\u00bb. Orsini confida in un buon rapporto con il presidente di Confindustria Brasile (con discendenti italiani) e poi vede bene il potenziamento di Ice, Sace e Simes, il polo che fa capo al ministero degli Esteri e che sostiene l&#8217;internazionalizzazione delle imprese.<\/p>\n<p>Orsini si concentra poi sulla realt\u00e0 locale. \u00abQui Parma \u00e8 sopra la media, con 10 miliardi di esportazioni. Alimentare, farmaceutica e non solo stanno portando avanti il vero made in Italy. Senza tutti i sassi e fardelli che abbiamo, chiss\u00e0 cosa riusciremmo a fare per essere ancora pi\u00f9 competitivi\u00bb.<\/p>\n<p>Il presidente di Confindustria parla poi della necessit\u00e0 di un grande piano industriale italiano. \u00abOltre a spingere le nostre grandi imprese a fare meglio, occorre incentivare anche i piccoli che sono dall&#8217;altra parte del mondo. E qui bisogna capire tre cose: capire bene su quali mercati devono puntare, avere una finanza veloce che li possa aiutare e avere un quadro del sistema per andare insieme. Ed \u00e8 questo che fa la forza, perch\u00e9 sempre di pi\u00f9 vediamo che i nostri competitor mondiali si presentano come grande sistema integrato per conquistare i grandi appalti. Se riuscissimo a fare ancora di pi\u00f9 sistema Italia, credo che non ce ne sarebbe pi\u00f9 per nessuno, vista la qualit\u00e0 dei nostri prodotti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abPi\u00f9 forti dei dazi\u00bb <\/strong><\/p>\n<p>Far sistema per conquistare nuovi mercati, dice Orsini, ma quali sono i mercati in cui far atterrare i prodotti made in Italy, chiede Tamburini? \u00abIl ministero si \u00e8 messo al servizio delle imprese, per far conseguire loro buoni risultati non solo in Europa, che \u00e8 il nostro mercato tradizionale, il nostro pozzo di petrolio con 220 miliardi di export, ma anche gli Stati Uniti hanno dato risposta positiva, perch\u00e9 la qualit\u00e0 dei prodotti italiani \u00e8 pi\u00f9 forte dei dazi\u00bb.<\/p>\n<p>Non \u00e8 finita, perch\u00e9\u00a0Tajani\u00a0svela nuove mappe, nuovi territori in cui l&#8217;Italia sta penetrando con la qualit\u00e0 dei suoi prodotti. \u00abAbbiamo lavorato molto sull&#8217;area del Golfo. II salone Mobile di Milano lo porteremo a Riad &#8211; anticipa &#8211; e questo \u00e8 un grande risultato. Stiamo arrivando in India, grazie all&#8217;accordo del Governo. Siamo lavorando sui mercati orientali, a partire dal mercato cinese, anche se considero la Cina un competitor. Per\u00f2 \u00e8 un mercato interessante. Infatti abbiamo aumentato i voli per Shanghai e Pechino\u00bb.<\/p>\n<p>Ma gli occhi del ministero sono puntati anche sul corridoio Imec, quello che collega India, Medio Oriente, Africa e Mediterraneo. Un corridoio che arriver\u00e0 a Trieste, che sar\u00e0 il porto dell&#8217;Europa. \u00abQuesto corridoio per\u00f2 valorizzer\u00e0 tutta la portualit\u00e0 adriatica, a partire da quella dell&#8217;Emilia-Romagna. E si intreccer\u00e0 con il corridoio europeo verso il Mar Nero. Questo corridoio dovr\u00e0 essere sfruttato al massimo dalle nostre imprese, perch\u00e9 il mercato indiano pu\u00f2 essere di straordinario interesse. Poi c&#8217;\u00e8 il Mercosur, di cui sono sempre stato uno dei grandi sostenitori. E un mercato straordinario, dove ci sono comunit\u00e0 italiane enormi\u00bb. E qui\u00a0Tajani\u00a0ricorda ancora il+21% di export in un mese grazie alle nuove regole.<\/p>\n<p>\u00abPoi dovremo cominciare a lavorare anche in Africa, Non sottovalutiamola, perch\u00e9 \u00e8 un continente ricchissimo, soprattutto pensando al sottosuolo\u00bb, aggiunge, reduce da una trasferta a Tunisi. \u00abQuesta diversificazione porta buoni risultati &#8211; continua -. Non faccio missioni se non c&#8217;\u00e8 insieme il business forum. Ogni volta l&#8217;iniziativa politica deve accompagnare quelle di commercio internazionale. Vogliamo far capire che le imprese che vanno l\u00e0, nei Paesi stranieri, sono parte di un sistema e non sono da sole. Ice, Sace e Simest sono parte della nostra ambasciata. La riforma del ministero degli Esteri in vigore dal 1\u00b0 gennaio prevede una direzione generale con una sala operativa che funziona 24 ore su 24, per non lasciare mai soli gli imprenditori che lavorano nel mondo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le nuove frontiere del made in Italy<\/strong><\/p>\n<p>Il ruolo dello Stato si conferma determinante nell&#8217;aiutare le imprese nei nuovi mercati, ed \u00e8 per questo che Orsini ricorda la necessit\u00e0 di \u00abmettere a connubio le esigenze del mondo confindustriale con i nuovi diplomatici che vanno in giro per il mondo\u00bb. A tal riguardo, ricorda che il primo luglio ci sar\u00e0 un tavolo di coordinamento sulle missioni.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un tema che preoccupa il presidente di Confindustria, ed \u00e8 quello che riguarda Cina e India. \u00abPer quanto riguarda la Cina preoccupa la capacit\u00e0 di avere uno stato che investe dal 10 al 15% per andare a conquistare nuovi mercati. Questo \u00e8 quello che ci manca come Europa. Vogliamo un&#8217;Europa che ci aiuti a non perdere competitivit\u00e0. Ricordo che gli italiani comprano 13 miliardi in pi\u00f9 all&#8217;anno di prodotti cinesi\u00bb<\/p>\n<p>Da qui, il richiamo alle regole internazionali. \u00abNoi per essere competitivi &#8211; dice Orsini &#8211; dobbiamo avere dall&#8217;altra parte qualcuno che giochi pulito. Ma Cina e India non hanno le nostre regole. Noi abbiamo una responsabilit\u00e0 sociale e ambientale che Cina e India non hanno. Quindi nella scacchiera internazionale si deve giocare ad armi pari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un aiuto ai giovani<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFormazione, ricerca e innovazione: dobbiamo essere capaci di trasferire nelle politiche industriali la ricerca e l&#8217;innovazione, che devono diventare un patrimonio industriale e non solo universitario, soprattutto in un momento in cui affrontiamo la sfida dell&#8217;AI\u00bb, ricorda il ministro\u00a0Tajani, che affronta il problema della crisi di vocazione vissuta dai giovani che vorrebbero fare gli imprenditori. \u00abBisogna facilitare l&#8217;accesso al credito. Ci sono giovani che non vogliono fare gli imprenditori. Dobbiamo agevolare le star up, detassando i primi cinque anni e favorire i venture capital. Bisogna incoraggiare questi ragazzi a diventare imprenditori\u00bb, dice\u00a0Tajani, che poi rivela: \u00abMi sono battuto sulla questione delle banche: non posso pensare che il sistema bancario venga colpito nella parte delle banche popolari e delle banche di credito cooperativo che garantiscono accesso al credito per le piccole e medie imprese\u00bb. Ma non \u00e8 finita: \u00abPossiamo favorire le aggregazioni di piccole imprese, per essere pi\u00f9 presenti nei mercati internazionali\u00bb. Orsini per\u00f2 ha altre richieste da rivolgere al ministro. \u00abBene detassare la tredicesima, ma anche i premi di produzione, se vogliamo incrementare la produzione\u00bb. Attento alle piccole e medie imprese, Orsini osserva \u00abServono misure fiscali per aggregare i piccoli, per fare massa critica sui mercati ed essere performanti. II 70% delle piccole imprese hanno imprenditori con difficolt\u00e0 nel cambio generazionale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il sistema produttivo italiano \u00e8 pi\u00f9 in salute di quanto non si pensi e il ministero degli Esteri \u00e8 al fianco delle imprese che vogliono lanciarsi alla conquista di nuovi mercati nel mondo. 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