{"id":197385,"date":"2026-07-07T12:47:35","date_gmt":"2026-07-07T10:47:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=197385"},"modified":"2026-07-07T12:47:35","modified_gmt":"2026-07-07T10:47:35","slug":"kenya-il-motore-tecnologico-e-logistico-dellafrica-orientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/07\/kenya-il-motore-tecnologico-e-logistico-dellafrica-orientale\/","title":{"rendered":"Kenya, il motore tecnologico e logistico dell\u2019Africa Orientale"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 solo un attore regionale di primo piano, ma il capofila della regione pi\u00f9 dinamica del continente africano; il Kenya vanta una crescita solida e offre una base privilegiata per avvicinarsi ai Paesi della Comunit\u00e0 dell\u2019Africa Orientale (EAC), potendo contare su un mercato interno di oltre cinquanta milioni di consumatori e su una forza lavoro, la cui et\u00e0 media \u00e8 inferiore a venti anni, caratterizzata da una forte intraprendenza e dal vantaggio di avere l\u2019inglese come lingua nazionale. Dal punto di vista sanitario, inoltre, decenni di investimenti pubblici e privati hanno innalzato l\u2019aspettativa di vita da 48 a 63 anni, portando il sistema medico locale al secondo posto nel continente africano per la qualit\u00e0 dei servizi diagnostici offerti.<\/p>\n<p>A livello macroeconomico, il Kenya, nonostante divida i confini con aree segnate da forte instabilit\u00e0, ha mostrato una notevole resilienza, come evidenziato dall\u2019African Economic Outlook 2026 della Banca africana di sviluppo (AfDB): nel 2025, <strong>il Prodotto Interno Lordo (PIL) ha segnato un incremento di circa il 5%<\/strong>, trainato principalmente dall\u2019industria e dal settore dei servizi, a fronte di un\u2019inflazione in calo. Per attrarre capitali esteri, il Governo ha introdotto <strong>riforme per il clima degli affari<\/strong>, eliminando i requisiti di capitale azionario locale per le societ\u00e0 informatiche, stabilizzando la politica fiscale e potenziando le normative a tutela dei dati e delle zone di trasformazione per l\u2019esportazione.<\/p>\n<p>Dal punto di vista sociale e occupazionale, Nairobi continua a rimanere tra i Paesi a reddito medio-basso, con oltre un terzo della popolazione sotto la soglia di povert\u00e0 e una realt\u00e0 informale che coinvolge pi\u00f9 dell\u201980% dei lavoratori. Il Governo si propone il salto ad economia a reddito medio-alto nel giro di pochi anni, nonostante le criticit\u00e0, ad esempio <strong>la vulnerabilit\u00e0 ai cambiamenti climatici<\/strong>. Un\u2019analisi del Center for Strategic &amp; International Studies stima in effetti che gli eventi meteorologici estremi abbiano causato al Paese africano <strong>perdite comprese tra il 3 e il 5% del PIL tra il 2010 e il 2020<\/strong>, con conseguenze anche sulla sicurezza alimentare e sull\u2019inflazione locale. I danni alle infrastrutture causati dagli shock climatici, inoltre, innalzano i costi delle operazioni portuali e commerciali, minando gli sforzi intrapresi per la riduzione delle disuguaglianze strutturali.<\/p>\n<p>La spina dorsale dell\u2019economia si conferma <strong>l\u2019agricoltura<\/strong>, comparto che genera la quota pi\u00f9 alta dei proventi delle esportazioni. Il settore sta sperimentando una progressiva industrializzazione delle filiere \u2013 grazie anche agli interventi del Piano Mattei e della Cooperazione Italiana allo sviluppo &#8211; ed \u00e8 in grado di competere sui mercati internazionali con eccellenze orientate all\u2019export quali <strong>t\u00e8 e caff\u00e8<\/strong>.<\/p>\n<p>Accanto al settore primario, il Kenya segue <strong>una fitta agenda digitale<\/strong>. L\u2019ambizioso progetto del Digital Superhighway punta a estendere la rete in fibra ottica per centomila chilometri, consolidando il ruolo del Kenya come avamposto dell\u2019innovazione tecnologica. Ma le tecnologie digitali sono considerate dal Governo anche un fattore abilitante fondamentale per altri settori. Ad esempio, in ambito sanitario, l\u2019informatica continua a guadagnare terreno con l\u2019attuazione della <strong>strategia di eHealth <\/strong>da parte del Ministero della Salute o di progetti come il <strong>District Health Information Software 2 <\/strong>(DHIS2), volto a migliorare l\u2019erogazione dell\u2019assistenza sanitaria e il monitoraggio delle malattie. Anche attraverso il <strong>Programma di Alfabetizzazione Digitale<\/strong> (DLP), comunemente noto come <strong>Digi-School<\/strong>, il Paese si impegna a garantire che gli studenti abbiano accesso alle competenze informatiche necessarie per soddisfare la domanda globale di manodopera qualificata nel settore IT.<\/p>\n<p><strong>Massicci, inoltre, sono gli investimenti infrastrutturali<\/strong>, per i quali, a causa degli elevati livelli di debito pubblico, le Autorit\u00e0 nazionali privilegiano il modello del <strong>partenariato pubblico-privato<\/strong>. Tra i progetti di maggiore respiro figurano l\u2019espansione dei porti di Mombasa e Lamu, lo sviluppo di una vasta rete di strade a pedaggio per il decongestionamento urbano e la costruzione della moderna Nairobi Railway City.<\/p>\n<p>Infine, sono in cantiere interventi importanti nel settore energetico. Nonostante il Kenya sia tra i primi produttori mondiali di energia geotermica e vanti <strong>una rete alimentata per il 90% da fonti pulite<\/strong>, il tasso di dispersione dell\u2019elettricit\u00e0 prodotta si attesta al 16% a causa dell\u2019invecchiamento delle infrastrutture di trasmissione. Per far fronte al problema, la Kenya Electricity Transmission Company (KETRACO), nel suo Piano Generale di Trasmissione 2023-2042, prevede <strong>la costruzione di 6.510 chilometri di linee di trasmissione e 18.866 megavolt-ampere di capacit\u00e0 di trasformazione<\/strong>. L\u2019iniziativa \u00e8 anche in linea con la prevista crescita della domanda di elettricit\u00e0, che passer\u00e0 da 12.985 gigawattora (GWh) nel 2022 a 36.291 GWh entro il 2042.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Kenya e Italia, partner anche nella transizione energetica<\/strong><\/p>\n<p>Nel marzo del 2025, nel corso del Berlin Energy Transition Dialogue, \u00e8 stato siglato un accordo di collaborazione tra Italia e Kenya per la promozione della transizione energetica, con particolare attenzione <strong>all\u2019idrogeno verde e ai biocarburanti sostenibili<\/strong>. Gli elementi chiave dell\u2019intesa includono trasferimento tecnologico e attivit\u00e0 di formazione nell\u2019ambito delle energie rinnovabili, dell\u2019idrogeno verde e dell\u2019efficienza energetica; il miglioramento dell\u2019efficienza energetica e la produzione sostenibile di energia geotermica; lo sviluppo di biocarburanti da rifiuti, prodotti senza impatto per gli ecosistemi, l\u2019agricoltura e gli allevamenti; la promozione di attivit\u00e0 relative alla Osservazione della Terra (<em>Earth Observation<\/em>), disciplina che consente di raccogliere dallo spazio dati relativi al pianeta finalizzate a raccogliere informazioni per la transizione energetica.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le dinamiche dell\u2019interscambio con l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Le relazioni economiche tra Roma e Nairobi sono caratterizzate da <strong>un progressivo rafforzamento<\/strong>. Secondo i dati elaborati sui primi mesi del 2026, l\u2019Italia si posiziona come il 21\u00b0 fornitore del Paese africano, mantenendo un posizionamento competitivo rispetto ad altri partner europei quali Germania, Regno Unito e Francia. Sul fronte opposto, la Penisola rappresenta la 23a destinazione per le esportazioni keniane. L\u2019interscambio complessivo evidenzia una chiara traiettoria di crescita, attestandosi a 280 milioni di euro nel 2025, <strong>in aumento del 34% <\/strong>rispetto all\u2019anno precedente, con un saldo della bilancia commerciale a favore dell\u2019Italia per 38 milioni.<\/p>\n<p>L\u2019interscambio riflette le diverse vocazioni economiche: le esportazioni del Paese africano si concentrano su <strong>prodotti agricoli di rilevanza<\/strong>, in particolare caff\u00e8, t\u00e8 e colture ortofrutticole. L\u2019offerta italiana risponde alla crescente domanda di <strong>macchinari, apparecchiature industriali, tecnologie per la transizione energetica e soluzioni infrastrutturali,<\/strong> elementi fondamentali per assecondare i piani di modernizzazione e di industrializzazione locale. L\u2019export italiano \u00e8 anche dominato dai prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e dall\u2019ampio comparto chimico e plastico.<\/p>\n<p>Questa sinergia trova espressione tangibile nelle progettualit\u00e0 del <strong>Piano d\u2019Azione Italia-Kenya 2026-2029 e del Piano Mattei<\/strong>, che elevano il rapporto bilaterale a partenariato strategico e inquadrano il Kenya come un partner imprescindibile per la transizione ecologica e lo sviluppo condiviso. Le iniziative congiunte spaziano su molteplici fronti. Un ruolo di rilievo \u00e8 ricoperto dallo sviluppo di una filiera agricola dedicata alla produzione di biocarburanti avanzati, con l\u2019obiettivo di trasformare cinquecentomila tonnellate annue di semi oleosi attraverso <strong>una raffineria <\/strong>dedicata, destinata a coinvolgere e contrattualizzare decine di migliaia di agricoltori. Sul fronte ambientale, importanti risorse sono state indirizzate alla rigenerazione dell\u2019<strong>ecosistema forestale<\/strong> della Cherangany Water Tower e alla creazione di <strong>reti idriche e pozzi fotovoltaici <\/strong>per garantire la sicurezza delle comunit\u00e0 nelle contee aride del nord.<\/p>\n<p>Il partenariato si estende inoltre all\u2019alta tecnologia aerospaziale. Accanto all\u2019annuncio del restauro e dell\u2019aggiornamento del <strong>Centro Spaziale Luigi Broglio di Malindi<\/strong>, concepito per il lancio di micro-satelliti per l\u2019osservazione climatica, trovano spazio <strong>programmi di formazione avanzata <\/strong>per centinaia di giovani professionisti africani. La cooperazione si sostanzia, infine, in un deciso supporto al tessuto finanziario locale e include l\u2019intervento diretto delle Istituzioni italiane per garantire<strong> l\u2019accesso al credito agevolato<\/strong> per le piccole e medie imprese, facilitando l\u2019integrazione delle filiere e promuovendo investimenti ad alto impatto sociale in una logica di partenariato paritario e duraturo.<\/p>\n<p><strong>Corridoio di LAPSSET: il porto di Lamu offre l\u2019accesso al mare a Sud Sudan ed Etiopia<\/strong><\/p>\n<p>Il corridoio LAPSSET, acronimo di Lamu Port-South Sudan-Ethiopia Transport Corridor, \u00e8 uno dei progetti infrastrutturali di pi\u00f9 ampio respiro dell\u2019Africa orientale: collegando il porto costiero keniano di Lamu al Sud Sudan e all\u2019imponente mercato costituito dall\u2019Etiopia, punta infatti a spostare verso il nord il centro di gravit\u00e0 economico della regione, attraverso <strong>una rete integrata di migliaia di chilometri di strade, ferrovie, oleodotti, aeroporti e zone industriali<\/strong>. Non si tratta quindi solo di logistica, ma di un\u2019iniziativa a lungo termine per rimodellare i flussi commerciali, ridurre la dipendenza dai porti tradizionali come Mombasa e Gibuti e sbloccare il potenziale economico di aree a lungo trascurate nei piani di sviluppo regionale.<\/p>\n<p>A livello regionale, il progetto \u00e8 sostenuto dall\u2019Unione Africana, che inquadra il LAPSSET come parte di un pi\u00f9 ampio sforzo per migliorare il commercio intra-africano e la connettivit\u00e0 regionale. Tuttavia, a quasi quindici anni di distanza, i progressi del progetto sono disomogenei: mentre <strong>alcune parti della rete portuale e autostradale sono operative<\/strong>, <strong>componenti critiche come l\u2019oleodotto e la ferrovia rimangono incomplete <\/strong>a causa di ritardi nei finanziamenti, lacune nella governance e rischi per la sicurezza che continuano a limitare il pieno potenziale del corridoio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Intervista all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Kenya, Vincenzo Del Monaco<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<table width=\"642\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"642\"><strong>Ambasciatore, pu\u00f2 parlarci delle attivit\u00e0 italiane in Kenya anche alla luce del Piano Mattei?<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le relazioni che legano Italia e Kenya da oltre sessant\u2019anni sono una storia di rispetto reciproco, di fiducia partecipata e di una visione sovente condivisa. Le attivit\u00e0 italiane continuano a dare prova di sapersi sviluppare in modo coerente con l\u2019evolversi delle priorit\u00e0 ed esigenze del Kenya e del rapporto bilaterale. Un\u2019invidiabile capacit\u00e0 di adattamento e al tempo stesso la spiccata propensione verso sfide future: dalla cooperazione allo sviluppo, alla collaborazione in campo spaziale e adesso anche nel Tech.<\/p>\n<p>Il Piano Mattei per l\u2019Africa rappresenta il carburante ad alti ottani per lo sviluppo delle nostre attivit\u00e0. Ci offre una cornice strategica particolarmente apprezzata dalle Autorit\u00e0 keniane, credibile e concreta. Nel Piano Mattei, il Kenya \u00e8 sempre il nominativo e mai l\u2019accusativo. Ciascuna progettualit\u00e0 \u00e8 legata al prefisso derivativo \u201cco\u201d: co-ideazione, co-progettazione, co-decisione. I progetti che rientrano in esso hanno un respiro importante, sono trasformativi: dalla produzione di biocarburanti di ENI all\u2019Hub dell\u2019Intelligenza Artificiale per lo Sviluppo o le attivit\u00e0 della Scuola Nazionale dell\u2019Amministrazione. Ma il Piano rappresenta altres\u00ec un grandangolo politico, con una prospettiva sulle opportunit\u00e0 che il Kenya offre: dalle grandi infrastrutture alla catena del valore del caff\u00e8, dall\u2019energia ai servizi avanzati. Prospettive \u201ccatturate\u201d all\u2019interno del Piano d\u2019azione triennale lanciato a Roma lo scorso 20 aprile dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e dal Presidente della Repubblica del Kenya William Samoei Ruto, che eleva la cooperazione bilaterale a partenariato strategico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"642\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"642\"><strong>Quali nuovi spazi o settori si stanno aprendo per le imprese italiane?<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Vi \u00e8 innanzitutto uno spazio geografico che il Kenya apre alle nostre imprese: quello dell\u2019Africa. Nairobi \u00e8 la capitale finanziaria del Continente. \u00c8 la capitale onusiana del Sud Globale. Il ruolo geopolitico del Paese ne fa naturalmente una porta di accesso per l\u2019entroterra africano.<\/p>\n<p>Penso, in secondo luogo, ad uno spazio demografico. Il Paese contava su 6 milioni di cittadini nel 1963. Ne sono circa 58 milioni oggi (il 70% della popolazione ha meno di 35 anni), potrebbero tagliare la soglia dei 100 milioni nel 2050. Al netto del significato del tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo, una serie di priorit\u00e0 nazionali rappresenta un dato oggettivo e ineludibile. Ad esempio, come accompagnare l\u2019impetuoso percorso di urbanizzazione, che si traduce nell\u2019urgente necessit\u00e0 di realizzare infrastrutture di ogni tipo, dalle strade alle scuole, agli ospedali. Il Kenya sta ridisegnando la propria ossatura fisica, con grandi progetti infrastrutturali \u2013 autostrade, aeroporti e corridoi regionali \u2013 che ne rafforzano il\u00a0 ruolo di porta d\u2019accesso all\u2019Africa orientale e Centrale. L\u2019espansione della Standard Gauge Railway verso Malaba ne \u00e8 un esempio emblematico. Si aprono spazi concreti per competenze ingegneristiche, tecnologie avanzate e servizi ad alto valore.<\/p>\n<p>Anche nel settore energetico, che dovr\u00e0 alimentare centri urbani sempre pi\u00f9 grandi, assecondare lo sviluppo industriale e sostenere l\u2019innovazione, a partire dai datacenter. Emergono sfide ma anche opportunit\u00e0. Nonostante oltre l\u201980% dell\u2019elettricit\u00e0 provenga da fonti rinnovabili, persistono criticit\u00e0 legate alla stabilit\u00e0 della rete, alla trasmissione e ai sistemi di accumulo.<\/p>\n<p>Il Paese \u00e8 destinato ad aprire un enorme cantiere. Occorreranno sforzi creativi per immaginare partenariati pubblico-privati, per attrarre capitali, stringere alleanze. E come Italia abbiamo il privilegio di poter contare sugli \u201canimal spirits\u201d dei nostri imprenditori, sulla tenacia e duttilit\u00e0 del nostro reticolo di PMI. Le Autorit\u00e0 keniane lavorano per portare il Kenya nel giro di pochi anni da Paese a reddito medio-basso a medio-alto: in prospettiva aumenteranno i consumi e le nostre esportazioni potranno contare anche sul progressivo abbassamento dei dazi grazie all\u2019accordo di partenariato economico UE-Kenya, il solo al momento pienamente in vigore tra Bruxelles e un Paese africano.<\/p>\n<p>La demografia accelera anche l\u2019innovazione digitale e le opportunit\u00e0 per i nostri ecosistemi. Nairobi, la \u201cSilicon Savannah\u201d, \u00e8 oggi un hub dove digitale, fintech e startup crescono a ritmo sostenuto. Non si tratta di promesse o prospettive, ma di realt\u00e0 concrete. Eventi come il Nairobi AI Forum dello scorso febbraio, appuntamenti prossimi come GITEX Africa o il progetto di sbraccio sottomarino del Blue Raman confermano l\u2019ambizione del Paese di consolidare il proprio ruolo di apripista a livello africano nelle tecnologie emergenti. Si tratta di opportunit\u00e0 anche per il sistema italiano della ricerca e dell\u2019universit\u00e0.<\/p>\n<p>Una menzione specifica al settore spaziale. Una collaborazione bilaterale presso il Centro \u201cLuigi Broglio\u201d di Malindi che si aggiorna costantemente. La Base, la sola italiana nel mondo, affidata all\u2019Agenzia Spaziale Italiana, \u00e8 destinata ad ospitare un centro di formazione straordinariamente importante per l\u2019intera Africa, ove si consideri che la <em>space economy<\/em> oggi vale oltre 20 miliardi di euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"642\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"642\"><strong>In occasione della visita del Presidente Ruto in Italia si \u00e8 svolto il Business Forum Italia\u2013Kenya: che cosa significa per le imprese italiane?<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La sintesi del Business Forum l\u2019ha plasticamente offerta il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani: il Sistema Italia \u00e8 presente a Nairobi, sostiene le imprese che gi\u00e0 qui operano e quelle che intendono affacciarsi al mercato keniano. La partecipazione di oltre 200 aziende italiane in sala e di circa altrettante imprese keniane la interpreto come il termometro dell\u2019interesse per le opportunit\u00e0 e le potenzialit\u00e0 del mercato africano, a partire dai settori dell\u2019energia, delle infrastrutture, l\u2019agroindustria e le nuove tecnologie. Non si tratta di dipingere un quadro \u201clatte e miele\u201d; le complessit\u00e0 non mancano, ma prevalgono nettamente le storie di successo sia nel campo del commercio, sia dei servizi, sia degli investimenti Tricolore in Kenya.<\/p>\n<p>Il Business Forum ha anche inviato un forte messaggio di sostegno del Presidente Ruto alle imprese italiane in Kenya, dove la manodopera \u00e8 qualificata e le nuove generazioni istruite e particolarmente abili nel campo delle nuove tecnologie.<\/p>\n<p>In concreto, le priorit\u00e0 keniane spaziano dall\u2019agribusiness, ad esempio, per ridurre le perdite post-raccolta attraverso il rafforzamento della catena del freddo, migliori sistemi di stoccaggio e trasformazione, oltre a una maggiore meccanizzazione e accesso al credito. In ambito infrastrutturale, sono necessarie competenze nella progettazione, nella fornitura di materiali all\u2019avanguardia, servizi di ingegneria, formazione tecnica e capacit\u00e0 di strutturare partenariati pubblico-privati e strumenti di finanza mista. Sul fronte energetico, si aprono opportunit\u00e0 nel campo dello sviluppo di smart grid, minireti, soluzioni solari distribuite e la modernizzazione complessiva della rete. Aggiungerei le opportunit\u00e0 nel settore farmaceutico e della produzione di vaccini.<\/p>\n<p>In questo quadro si inserisce anche il programma di cooperazione italo-keniano per lo sviluppo della filiera della pelle, in fase di finalizzazione, che punta a modernizzare il comparto conciario locale attraverso il trasferimento di tecnologia e know-how italiani, aprendo ulteriori opportunit\u00e0 per le imprese della filiera e rafforzando il ruolo dell\u2019Italia nello sviluppo industriale sostenibile dell\u2019Africa orientale.<\/p>\n<p>La stabilit\u00e0 interna del Kenya, il sistema democratico basato sulla tradizionale separazione dei poteri, la posizione geografica tra Mombasa e il Lago Vittoria, il ruolo a livello regionale e continentale sono emersi tutti come fattori importanti ai fini della valutazione sul rischio d\u2019impresa.<\/p>\n<p>Il valore aggiunto altres\u00ec emerso dal Forum \u00e8 la presenza attiva del sistema Italia nel Paese, al lavoro per accompagnare in modo sempre pi\u00f9 concreto le imprese. Dalla \u201cGuida alle opportunit\u00e0 per le aziende italiane\u201d della nostra Ambasciata in collaborazione con l\u2019Ufficio ICE di Nairobi, agli strumenti finanziari di SIMEST e SACE dedicati all\u2019Africa, dall\u2019offerta integrata di Cassa Depositi e Prestiti al \u201cBando Profit\u201d dell\u2019Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), le aziende italiane possono oggi contare su un ecosistema strutturato e coordinato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"642\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"642\"><strong>Quali prodotti\/servizi italiani possono beneficiare della crescita della classe media keniana?<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La crescita della classe media urbana keniana sta ridefinendo gusti, consumi e aspirazioni, aprendo spazi sempre pi\u00f9 interessanti per i prodotti e i servizi italiani. La domanda si orienta verso qualit\u00e0, design e stili di vita internazionali: un terreno naturale per il Made in Italy.<\/p>\n<p>L\u2019interscambio tra Italia e Kenya nel 2025 \u00e8 aumentato del 34%. Nel comparto agroalimentare cresce l\u2019interesse per i prodotti premium e per l\u2019esperienza del \u201cvivere italiano\u201d, con il vino in prima linea, le cui importazioni dal nostro Paese sono cresciute dell\u20198,6% nel 2025. Questa dinamica \u00e8 sostenuta anche da eventi dedicati che favoriscono l\u2019incontro tra produttori e consumatori. Ne \u00e8 un esempio il Top Italian Wine Roadshow promosso dal Gambero Rosso, al quale l\u2019Agenzia ICE di Nairobi e la nostra Ambasciata hanno collaborato lo scorso febbraio, che ha coinvolto oltre 500 partecipanti, 42 cantine italiane e circa 80 incontri B2B.<\/p>\n<p>Anche la moda continua a rappresentare un terreno di convergenza. Il crescente interesse della societ\u00e0 keniana per il Made in Italy \u00e8 testimoniato, ad esempio, dal successo dell\u2019<em>Ethical Fashion Initiative<\/em>, finanziata dal MAECI attraverso AICS. Un programma che ha coinvolto circa 2.500 artigiani e designer \u2013 soprattutto donne e giovani di comunit\u00e0 marginalizzate \u2013 accompagnandoli lungo un percorso di formazione e integrazione nelle catene globali della moda e tirocini presso importanti aziende italiane del settore.<\/p>\n<p>Ove si consideri la coltivazione su larga scala di fiori nel Paese, volentieri incoraggerei e sosterrei una riflessione da parte del settore della cosmetica e della profumeria italiana.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi la domanda di tecnologia in costante crescita. Il Kenya non cerca solo prodotti, ma soluzioni e sempre pi\u00f9 spesso intende partecipare al processo sul disegno delle soluzioni. Per le imprese italiane questo si traduce in opportunit\u00e0 tangibili in ambiti come data center modulari, infrastrutture energetiche per il calcolo, agritech e sanit\u00e0 digitale. In altre parole, non solo esportazione di prodotti, ma co-creazione di valore in un mercato in piena evoluzione.<\/p>\n<table width=\"642\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"642\"><strong>Quali suggerimenti darebbe a chi si approccia per la prima volta al Kenya?<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori sono persone di grande talento. Dallo scambio con loro ne esce arricchito l\u2019intero Sistema Italia in Kenya. Suggerirei forse di approfondire assieme gli strumenti che come Paese mettiamo a disposizione delle imprese, che qui esistono grazie all\u2019Agenzia ICE, a SIMEST, a SACE, a CDP o AICS. Abbiamo una rete in campo economico che si nutre anche della presenza de Il Sole 24 Ore e della Fondazione MedOr. Stiamo lavorando parimenti alla costituzione di una Camera di Commercio italiana, strumento formidabile nel guidare le imprese anche attraverso gli aspetti meno evidenti e complessi del mercato africano.<\/p>\n<p>In collaborazione con ICE abbiamo predisposto un programma promozionale che prevede la partecipazione a fiere significative, di respiro regionale, sull\u2019intelligenza artificiale, sul packaging, sulla meccanizzazione agricola o le costruzioni e materiali edili. Saremo lieti di illustrarle alle nostre imprese e incoraggiarne la partecipazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non \u00e8 solo un attore regionale di primo piano, ma il capofila della regione pi\u00f9 dinamica del continente africano; il Kenya vanta una crescita solida e offre una base privilegiata per avvicinarsi ai Paesi della Comunit\u00e0 dell\u2019Africa Orientale (EAC), potendo contare su un mercato interno di oltre cinquanta milioni di consumatori e su una forza [&hellip;]","protected":false},"author":6,"featured_media":197388,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[417],"tags":[31,3],"class_list":["post-197385","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diplomazia-economica","tag-africa","tag-diplomazia-economica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197385"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197385\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":197391,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197385\/revisions\/197391"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/197388"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}