{"id":197427,"date":"2026-07-07T12:50:06","date_gmt":"2026-07-07T10:50:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=197427"},"modified":"2026-07-07T12:50:06","modified_gmt":"2026-07-07T10:50:06","slug":"le-misure-di-sostegno-finanziario-per-lo-sviluppo-del-continente-africano-e-gli-investimenti-delle-imprese-italiane-in-africa-nel-contesto-del-piano-mattei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/07\/le-misure-di-sostegno-finanziario-per-lo-sviluppo-del-continente-africano-e-gli-investimenti-delle-imprese-italiane-in-africa-nel-contesto-del-piano-mattei\/","title":{"rendered":"Le misure di sostegno finanziario per lo sviluppo del Continente africano e gli investimenti delle imprese italiane in Africa nel contesto del Piano Mattei"},"content":{"rendered":"<p>Il Piano Mattei, sotto il profilo del suo \u201capparato di sostegno finanziario\u201d, \u00e8 strettamente legato al pi\u00f9 ampio contesto della \u201ccooperazione internazionale allo sviluppo\u201d.<\/p>\n<p>Il sistema di cooperazione internazionale italiano, istituito dalla Legge 125\/2014 (Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo), include molteplici stakeholder pubblici e privati con competenze e ruoli complementari tra loro.<\/p>\n<p>Gli stakeholder del sistema italiano della cooperazione sono rappresentati nel Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS).<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo novero di attori, la Legge 125\/2014 si focalizza in particolare su quattro soggetti:<\/p>\n<ul>\n<li>il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), che definisce le priorit\u00e0 politiche della cooperazione italiana e ne assicura il coordinamento delle iniziative;<\/li>\n<li>il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (MEF), che mette a disposizione risorse pubbliche attraverso il Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (FRCS); tale fondo ha una dotazione di 5,2 miliardi di euro ed \u00e8 dedicato a fornire crediti concessionali a enti sovrani dei Paesi partner e, in prospettiva, una volta completato il quadro normativo di riferimento, anche al settore privato;<\/li>\n<li>l\u2019Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), responsabile dell&#8217;attuazione tecnica dei programmi della cooperazione italiana attraverso l\u2019esecuzione e il monitoraggio delle attivit\u00e0 sul territorio nei Paesi partner; l\u2019AICS si avvale di contributi a fondo perduto derivanti da risorse pubbliche;<\/li>\n<li>Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che la Legge 125\/2014 ha autorizzato ad assolvere i compiti di Istituzione Finanziaria italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. In questa veste, CDP svolge due principali ruoli:<\/li>\n<li><strong>gestore di risorse pubbliche<\/strong> nazionali, europee o internazionali, anche a dono, destinate a finalit\u00e0 di cooperazione internazionale allo sviluppo. In particolare, CDP gestisce il FRCS per conto del MEF e secondo le decisioni di impiego definite dal MAECI, ed \u00e8 accreditata presso la Commissione Europea e il Green Climate Fund;<\/li>\n<li><strong>finanziatore con risorse proprie<\/strong> di iniziative rispondenti a finalit\u00e0 di cooperazione \u00a0\u00a0internazionale e di finanza per lo sviluppo, nel limite di 1 miliardo di euro l\u2019anno. Le suddette iniziative possono essere orientate sia verso il settore pubblico, sia verso quello privato dei Paesi partner, e possono essere svolte anche in regime di cofinanziamento con soggetti privati, pubblici o internazionali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dal 2019 CDP ha mobilitato circa 3 miliardi di euro in ambiti strategici per il \u00abSistema Italia\u00bb, attraverso un <em>mix<\/em> di risorse e in collaborazione con <em>partner <\/em>internazionali.<\/p>\n<p>Le fonti di finanziamento complessivamente messe in campo sono state:<\/p>\n<ul>\n<li>Risorse CDP per una disponibilit\u00e0 annuale di 1 miliardo di euro;<\/li>\n<li>Fondo italiano per il clima: 4,4 miliardi di euro di dotazione complessiva 2022 \u2013 2026;<\/li>\n<li>Fondo rotativo per la Cooperazione: 5,2 miliardi di euro di dotazione complessiva;<\/li>\n<li>Risorse EU: 0,5 miliardi di euro di dotazione in negoziazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le aree geografiche di destinazione di tali risorse hanno visto l\u2019Africa come beneficiaria in misura del 52%, ed i settori principali di destinazione dei fondi sono stati: sicurezza energetica e infrastrutture per il 42%, imprese e insediamenti industriali per il 32%, acqua, agricoltura e sicurezza alimentare per il 26%.<\/p>\n<p>Dal 2021 l\u2019attivit\u00e0 in questa direzione ha registrato un rapido ulteriore sviluppo, con un focus crescente verso l\u2019Africa.<\/p>\n<p>Con il Piano Mattei si realizza una gamma di strumenti completa per supportare controparti pubbliche e private con il coinvolgimento dei partner locali.<\/p>\n<p>Gli strumenti a supporto di controparti private sono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>\u201cPlafond Africa\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Un plafond di 500 milioni di euro di risorse CDP per imprese italiane attive in Africa, con garanzia dello Stato all\u201980%.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>\u201cMisura Africa\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Plafond di 200 milioni di euro di finanzia agevolata per imprese italiane attive in Africa nell\u2019ambito del Fondo 394 gestito da Simest e che verr\u00e0 pi\u00f9 dettagliatamente descritta pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>GRAf (Growth and Resilience Platform for Africa)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Piattaforma di co-investimento in fondi con target di 750 milioni di euro, di cui 400 sottoscritti da CDP e African Development Bank.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>AGIA (Alliance for Green Infrastructure in Africa)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Fondo di investimento per accelerare la transizione energetica in Africa. Target 500 milioni di euro, di cui 40 dal Fondo Clima.<\/p>\n<p>Gli strumenti a supporto di controparti pubbliche, invece, sono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Fondo Multidonatori African Development Bank<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Fondo multidonatori a supporto delle infrastrutture pubbliche. Risorse raccolte: 300 milioni di euro di cui 100 dal Fondo Clima.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Fondo Bilaterale African Development Bank<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Fondo bilaterale a supporto di progetti in paesi e settori prioritari del Piano Mattei. Target 280 milioni di euro<\/p>\n<p>Da citare anche il programma TERRA \u2013 (Transforming and Empowering Resilient and Responsible Agribusiness), un programma lanciato nel 2025 da CDP e FAO per migliorare l\u2019accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese agroalimentari in Africa e Turchia.<\/p>\n<p>Il programma si basa su una garanzia fornita dall\u2019UE fino a 109,5 milioni di euro, erogata tramite il fondo European Fund for Sustainable Development Plus (EFSD+) nell\u2019ambito del Global Gateway. Questa garanzia consentir\u00e0 a CDP di offrire nuove linee di credito e strumenti di garanzia a istituzioni finanziarie locali selezionate.<\/p>\n<p>ll Centro investimenti della FAO fornir\u00e0 assistenza tecnica su misura alle banche locali per rafforzare le loro strategie di investimento nel settore, migliorare la gestione del rischio e ridurre il rischio del settore, spesso percepito come troppo volatile a causa di shock climatici e fluttuazione dei prezzi.<\/p>\n<p>Nel corso del recente Forum Italia Kenya del 20 Aprile 2026, CDP, nel quadro del Programma Terra, ha sottoscritto con Equity Bank \u2013 primaria banca commerciale privata keniota \u2013 un finanziamento di 30 milioni di euro finalizzato ad ampliare il portafoglio crediti della banca keniota a supporto delle micro, piccole e medie imprese operanti in particolare nel settore agricolo.<\/p>\n<p>Nella stessa occasione \u00e8 stato sottoscritto anche un <strong>Memorandum of Understanding <\/strong>tra <strong>Cassa Depositi e Prestiti<\/strong> ed <strong>Equity Bank<\/strong> volto a promuovere iniziative commerciali tra imprese italiane e keniote, anche attraverso attivit\u00e0 di business matching, con l\u2019obiettivo di ampliare le relazioni economico-commerciali bilaterali tra i due Paesi in settori strategici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MISURA SIMEST: POTENZIAMENTO MERCATI AFRICANI (Misura Africa)<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><u>FINALIT\u00c0<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019Intervento Agevolativo \u00e8 finalizzato alla realizzazione di investimenti per il rafforzamento patrimoniale, produttivo e commerciale, per l\u2019innovazione, la trasformazione digitale ed ecologica dell\u2019Impresa Richiedente e per la formazione del personale africano realizzati in Italia o in Africa.<\/p>\n<ul>\n<li><u>SOGGETTI BENEFICIARI<\/u><\/li>\n<li>Micro imprese<\/li>\n<li>PMI<\/li>\n<li>PMI innovative e start up innovative<\/li>\n<li>Altre imprese (qualsiasi impresa non qualificabile come PMI)<\/li>\n<li><u>REQUISITI DEI SOGGETTI BENEFICIARI<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p>Sede legale ed operativa in Italia con almeno due bilanci depositati ed almeno uno tra i seguenti tre:<\/p>\n<ol>\n<li>il progetto deve riguardare almeno un Paese africano per ameno il 30% del valore del progetto;<\/li>\n<li>avere un fatturato export pari ad almeno il 5% ed essere stabilmente presente, anche indirettamente, in almeno un paese africano con una sede commerciale o produttiva da almeno 6 mesi (ovvero impegnandosi alla stabile presenza); in alternativa avere un fatturato export verso l\u2019Africa di almeno il 2%, ovvero realizzare importazioni di materie prime strategiche e di altri prodotti da uno o pi\u00f9 paesi africani in misura di almeno il 2% del proprio fatturato;<\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li>avere un fatturato di almeno il 10% derivante da operazioni di fornitura verso una o pi\u00f9 imprese italiane che hanno un fatturato export pari ad almeno il 5% e che, a loro volta risultino avere una presenza stabile in almeno un paese africano, oppure risultino realizzare esportazioni in misura di almeno il 2% del proprio fatturato oppure risultino realizzare importazioni in misura non inferiore al 2% del proprio fatturato.<\/li>\n<li><u>SPESE E PROGRAMMI AMMISSIBILI<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<ol>\n<li>almeno il 60% del programma di investimenti deve riguardare il rafforzamento della propria solidit\u00e0 patrimoniale, anche in Italia, attraverso l\u2019acquisizione di immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie; rientrano a titolo esemplificativo l\u2019acquisto\/leasing di macchinari, apparecchiature produttive, impianti, hardware e software, digitalizzazione dei processi aziendali, spese per la sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale, spese per l\u2019inserimento nel paese africano (acquisto nuova struttura o potenziamento di una esistente);<\/li>\n<li>fino al 40% del totale, il programma di investimenti deve riguardare spese connesse alle precedenti, tra cui spese di formazione del personale in Italia o in Africa, spese per affitto e allestimento di una sede (ufficio, showroom, negozio), spese legate all\u2019inserimento in azienda del personale formato o da formare (spese di viaggio etc.), spese promozionali, studi di fattibilit\u00e0, spese per l\u2019avvio di contratti di apprendistato per risorse provenienti dal Paese africano;<\/li>\n<li>spese per consulenze professionali per le verifiche di conformit\u00e0 alla normativa ambientale nazionale;<\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li>spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di intervento agevolativo Simest e alle attestazioni rese dal Revisore legale.<\/li>\n<li><u>AGEVOLAZIONI CONCEDIBILI <\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019intervento agevolativo \u00e8 costituito da un finanziamento agevolato e da un eventuale cofinanziamento (contributo a fondo perduto).<\/p>\n<p>Il finanziamento concedibile massimo non pu\u00f2 eccedere il minore tra gli importi costituiti dal 35% dei ricavi medi dell\u2019azienda richiedente nell\u2019ultimo biennio e cinquecento mila euro per le microimprese, due milioni e mezzo di euro per le PMI e le start up innovative e cinque milioni di euro per le altre imprese.<\/p>\n<p>Il cofinanziamento richiedibile \u00e8 pari al 20% dell\u2019importo dell\u2019intervento agevolativo fino a un massimo di duecentomila euro (de minimis) per le aziende con sede operativa nel Sud, e del 10% (fino a un massimo di centomila euro (sempre de minimis) per le aziende con sede operativa al Centro-Nord.<\/p>\n<p>La durata del finanziamento \u00e8 di sei anni, di cui due di preammortamento.<\/p>\n<p>L\u2019erogazione del finanziamento avviene in massimo 3 tranche: la prima, pari al 25% del totale concesso, avviene a titolo di anticipo; la seconda, pari ad un ulteriore 25%, avviene con rendicontazione del 50% delle spese di progetto; e la terza ed ultima erogazione avviene a rendicontazione definitiva delle spese di progetto.<\/p>\n<p>In caso di erogazione del finanziamento in tranche, anche il cofinanziamento avviene in tranche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Piano Mattei, sotto il profilo del suo \u201capparato di sostegno finanziario\u201d, \u00e8 strettamente legato al pi\u00f9 ampio contesto della \u201ccooperazione internazionale allo sviluppo\u201d. 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