{"id":197459,"date":"2026-07-23T13:16:35","date_gmt":"2026-07-23T11:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=197459"},"modified":"2026-07-23T13:16:35","modified_gmt":"2026-07-23T11:16:35","slug":"terre-rare-e-miniere-sottomarine-la-strategia-di-tokyo-per-diversificare-gli-approvvigionamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/07\/terre-rare-e-miniere-sottomarine-la-strategia-di-tokyo-per-diversificare-gli-approvvigionamenti\/","title":{"rendered":"Terre rare e miniere sottomarine, la strategia di Tokyo per diversificare gli approvvigionamenti"},"content":{"rendered":"<p>Le risorse minerarie terrestri e i fondali oceanici rappresentano due degli assi strategici su cui il Giappone sta costruendo il proprio futuro industriale. In questo percorso ha trovato spazio anche l\u2019Italia, che con il Paese asiatico condivide la<strong> vulnerabilit\u00e0 in campo energetico<\/strong>. I due Paesi hanno infatti rilanciato la <strong>cooperazione nell\u2019ambito della sicurezza economica <\/strong>attraverso una dichiarazione siglata il 16 gennaio a Tokyo.<\/p>\n<p>L\u2019intesa si inserisce in una strategia pi\u00f9 ampia che Tokyo sta definendo per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento nazionali. In questa cornice si collocano anche i colloqui con Stati Uniti e Commissione europea per la<strong> creazione di un\u2019area di scambio di minerali critici <\/strong>basata su standard condivisi, sussidi coordinati e accordi di <em>off-take<\/em>, ossia contratti di fornitura a lungo termine che definiscono preventivamente quantit\u00e0, prezzi e durata degli approvvigionamenti, con l\u2019obiettivo di ridurre l\u2019esposizione di acquirenti e fornitori alla volatilit\u00e0 dei mercati.<\/p>\n<p>L\u2019attivismo giapponese trae origine dalla crisi del 2010, quando la Cina sospese le esportazioni di terre rare in seguito alle tensioni nelle acque dell\u2019arcipelago delle isole Senkaku. Questo episodio impose a Tokyo una rapida revisione delle proprie strategie di approvvigionamento. A partire dall\u2018adozione, nello stesso anno, del <strong>Rare Earths Comprehensive Plan<\/strong> e attraverso misure quali il <strong>rafforzamento della JOGMEC<\/strong> (Japan Organization for Metals and Energy Security), in soli due anni la <strong>dipendenza da Pechino \u00e8 passata dal 90% al 58%<\/strong>. Tuttavia, la crescente domanda legata alla trasformazione digitale e alla transizione energetica ha riportato la quota delle importazioni dalla Cina al 70%, con picchi del 100% per le terre rare pesanti. Una vulnerabilit\u00e0 che il Ministero dell\u2019Economia, del Commercio e dell\u2019Industria (METI) sta affrontando attraverso una <strong>strategia di ulteriore diversificazione degli approvvigionamenti<\/strong>.<\/p>\n<p>Il quadro normativo relativo alla sicurezza energetica si \u00e8 evoluto rapidamente negli ultimi anni, dalla <strong>New International Energy Strategy<\/strong> del 2020, al settimo <strong>Energy Basic Plan<\/strong> del 2025. La dottrina giapponese si fonda su quattro pilastri interdipendenti: la costruzione di <strong>catene di forniture resilienti<\/strong>, grazie ad acquisizioni estere e allo sviluppo della produzione nazionale; un <strong>sistema flessibile di riserve strategiche<\/strong> (<em>stockpiling<\/em>); investimenti nella ricerca in materia di<strong> raffinazione, riciclo, efficienza e risparmio delle risorse<\/strong>; e il rafforzamento della <strong>diplomazia delle risorse e della cooperazione multilaterale<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019Economic Security Promotion Act (2022), <strong>i minerali critici sono stati classificati come beni strategici e sono pertanto destinatari di sussidi specifici e finanziamenti a tassi agevolati<\/strong>. Litio, nichel, cobalto, grafite, terre rare e altri elementi hanno visto riconosciuto il loro ruolo prioritario per l\u2019innovazione tecnologica e la transizione elettrica. Per ciascuna materia prima sono stati definiti specifici obiettivi di approvvigionamento e l\u2019elenco delle risorse strategiche potrebbe essere ulteriormente ampliato. Gli obiettivi sono ambiziosi: entro il 2030 il Giappone<strong> punta a una capacit\u00e0 produttiva nazionale di batterie pari a 150 GWh<\/strong>, che richieder\u00e0 circa 100.000 tonnellate annue di litio e 90.000 tonnellate di nichel.<\/p>\n<p>L\u2019impegno volto a rafforzare la disponibilit\u00e0 di questi minerali si sviluppa su pi\u00f9 fronti. Uno dei compiti affidati alla JOGMEC \u00e8, ad esempio, <strong>la gestione delle scorte strategiche<\/strong> che, con orizzonte temporale compreso tra 60 e 180 giorni e l\u2019applicazione di rigorosi protocolli di rilascio, costituisce oggi un modello di riferimento a livello internazionale nella governance delle risorse. Parallelamente, sono stati incrementati gli investimenti nel <strong>riciclo<\/strong>. Per l\u2019anno in corso, il Governo ha stanziato 37,9 miliardi di yen (oltre 200 milioni di euro), puntando sulle capacit\u00e0 di imprese come Mitsubishi Materials nel recupero di metalli dalle batterie esauste. Si tratta di un aumento del 63% rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Un ulteriore ambito di intervento riguarda <strong>la produzione nazionale<\/strong> e, in particolare, lo sviluppo delle attivit\u00e0 estrattive sottomarine nelle Zone Economiche Esclusive (ZEE). Al largo dell\u2019isola di Minamitorishima, a circa seimila metri di profondit\u00e0, sono stati individuati sedimenti che potrebbero <strong>soddisfare la domanda di ittrio e terbio per decenni<\/strong>. Il successo dei test condotti dalla nave scientifica Chikyu apre la prospettiva di una produzione industriale entro il 2030, con il coinvolgimento di gruppi industriali quali IHI e Kawasaki Heavy Industries. Il progetto rappresenta uno dei pi\u00f9 avanzati tentativi a livello internazionale di sviluppare un modello tecnicamente, economicamente ed ecologicamente sostenibile per l\u2019<strong>estrazione di risorse minerarie dai fondali oceanici profondi. <\/strong><\/p>\n<p>Infine, il Giappone sta valutando <strong>un potenziale rafforzamento della diplomazia delle risorse e delle attivit\u00e0 di intelligence <\/strong>ad essa collegate. Sul piano diplomatico, Tokyo sta consolidando una rete di partenariati che coinvolge Australia, Canada, India, America Latina e mercati emergenti. In Europa, dopo la Competitiveness Alliance dell\u2019agosto 2025, l\u2019interesse giapponese si \u00e8 esteso ai progetti strategici previsti dal Critical Raw Materials Act. \u00c8 in questo contesto che si inserisce il dialogo con l\u2019Italia: il coordinamento tra JOGMEC, JBIC (Japan Bank for International Cooperation) e le controparti italiane potrebbe favorire investimenti congiunti in Paesi terzi, contribuendo a ridurre i rischi politici e finanziari.<\/p>\n<p>Sono inoltre allo studio<strong> incentivi agli investimenti privati nei cosiddetti mercati di frontiera<\/strong>, ossia in aree ancora poco sviluppate ma caratterizzate da elevate potenzialit\u00e0 di crescita nel medio-lungo periodo, come la Repubblica Democratica del Congo, lo Zambia, l\u2019Argentina e il Per\u00f9. Allo stesso tempo, il Governo punta a rafforzare gli<strong> investimenti pubblico-privati <\/strong>in societ\u00e0 minerarie impegnate in progetti ad alto rischio, come quelli localizzati in Arabia Saudita. Nel campo dell\u2019intelligence, si segnala l\u2019annuncio, nel mese di dicembre, della creazione di un think tank presso il RIETI (Research Institute of Economy, Trade and Industry), sotto la supervisione del Segretariato nazionale per la sicurezza, con il compito di analizzare in modo trasversale<strong> le catene di approvvigionamento dei beni strategici<\/strong>, inclusi i minerali critici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le risorse minerarie terrestri e i fondali oceanici rappresentano due degli assi strategici su cui il Giappone sta costruendo il proprio futuro industriale. In questo percorso ha trovato spazio anche l\u2019Italia, che con il Paese asiatico condivide la vulnerabilit\u00e0 in campo energetico. 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