{"id":20150,"date":"2012-04-20T13:23:52","date_gmt":"2012-04-20T11:23:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/04\/20120420_lintervista_serra\/"},"modified":"2012-04-20T13:23:52","modified_gmt":"2012-04-20T11:23:52","slug":"20120420_lintervista_serra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2012\/04\/20120420_lintervista_serra\/","title":{"rendered":"L&#8217;INTERVISTA &#8211; Serra: in Libano come sentinelle di reciproca fiducia"},"content":{"rendered":"<p><P>L&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;unico Paese che ha la leadership di un contingente multinazionale in Medio Oriente e la esercita nel sud del Libano attraverso l&#8217;UNIFIL II (United Nations Interim Force in Lebanon). <\/P><br \/>\n<P>La seconda fase della missione delle Nazioni Unite \u00e8 stata avviata dalla risoluzione 1701 nel 2006, anno del ritiro delle truppe di Israele a seguito del conflitto durato 34 giorni.<\/P><br \/>\n<P>Con l&#8217;impiego di poco pi\u00f9 di mille tra donne e uomini in quello che ormai non \u00e8 pi\u00f9 il \u201cPaese dei Cedri\u201d, l&#8217;Italia svolge un&#8217;azione che si inserisce nel quadro della promozione della stabilit\u00e0 dell&#8217;intera area mediterranea e mediorientale.<\/P><br \/>\n<P>Il 28 gennaio la guida della missione di pace nel quartier generale a Naqoura \u00e8 stata affidata al Generale di Divisione Paolo Serra, che attualmente incarna le due anime dell&#8217;UNIFIL, in qualit\u00e0 di Force Commander e Head of Mission a capo di 12mila caschi blu di 37 nazioni che rappresentano la comunit\u00e0 internazionale.<\/P><br \/>\n<P>Un arrivo segnato da iniziative immediate: il 24 febbraio il Generale Serra ha indetto un tripartito speciale e il 27 marzo ha convocato a Beirut il primo incontro degli ambasciatori dei paesi maggiori contributori dell&#8217;UNIFIL. <\/P><br \/>\n<P>Una posizione \u201cgentile ma ferma\u201d quella del Generale italiano che in Libano, dove la situazione \u00e8 stabile ma fragile, punta sul consolidamento del rapporto con la popolazione e l&#8217;impegno nei processi di sviluppo sostenibile locale per innescare un circolo virtuoso in favore soprattutto delle generazioni future.<\/P><br \/>\n<P>Al termine della recente Strategic Review della missione e nell&#8217;ottica della crisi regionale in corso, il Generale parla della<STRONG> situazione del Paese alla luce di quasi sei anni di attivit\u00e0 di UNIFIL II.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cVista da fuori la situazione sembra stabile e di una pace ormai consolidata. Noi che siamo all&#8217;interno abbiamo una sensibilit\u00e0 maggiore e la vediamo come molto fragile perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una pace che basa i propri presupposti solo sulla buona volont\u00e0 delle parti per evitare la riapertura di un conflitto.<BR>Bisogna, poi, considerare due livelli: uno militare in cui c&#8217;\u00e8 assenza di conflitto e uno politico in cui non si \u00e8 ancora arrivati ad una pace ed \u00e8 questo il livello su cui dobbiamo continuare a lavorare.<BR>Per questo la Strategic Review ha spinto molto verso un&#8217;attivit\u00e0 sinergica di tutte le sue agenzie che operano sul territorio.<BR>Ognuno ha la sua missione, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme per un obiettivo comune che non \u00e8 solo quello di monitorare la cessazione delle ostilit\u00e0 ma anche di raggiungere una pace politica che \u00e8 quello a cui tende la 1701.<BR>Sono i primi sei anni in cui una nuova generazione \u00e8 cresciuta in quella che per noi \u00e8 la normalit\u00e0 e per loro \u00e8 straordinario. Noi dobbiamo mantenere questa straordinariet\u00e0 e far si che questa generazione possa crescere ed avere una vita normale\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Oltre all&#8217;attivit\u00e0 militare di deterrenza sul campo, UNIFIL agisce anche a livello politico-diplomatico attraverso il <EM>tripartite meeting<\/EM> che resta uno degli elementi chiave della missione. Qual \u00e8 l&#8217;importanza di questa sensibile attivit\u00e0 e il perch\u00e9 del meeting straordinario del 24 febbraio?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cE&#8217; l&#8217;unico forum in cui le due parti sono disponibili a venirsi incontro una volta al mese e UNIFIL \u00e8 lo specchio attraverso cui colloquiano per trovare delle misure di sicurezza che possono essere applicate sul terreno. <BR>Non c&#8217;\u00e8 un <EM>agreement<\/EM> tra le due nazioni, perch\u00e9 sono ancora ufficialmente in stato di guerra, ma si pu\u00f2 parlare di un <EM>mutual understanding<\/EM>.<BR>Lo speciale tripartito \u00e8 dovuto alla particolare situazione del Paese di Kafer Kila (a sud-est, ndr) da cui la technical fence, la rete di separazione costruita sulla parte israeliana della<EM> blue line<\/EM>, dista solo pochi metri. <BR>A volte si verificano attivit\u00e0 poco mature come ad esempio giovani che tirano pietre dall&#8217;altro lato facendo partire l&#8217;allarme. Quindi arrivano le forze israeliane e si verifica il contenzioso attraverso la rete. La parte israeliana ha proposto la costruzione di un muro in modo che ci sia una protezione visiva, ma \u00e8 una procedura complicata che potrebbe essere anche pericolosa.<BR>Il meeting \u00e8 servito a far si che le due parti potessero decidere cosa fare e per trovare con UNIFIL una soluzione di sicurezza indotta ai vari livelli, in maniera da avere un \u2018<EM>buffer<\/EM>\u2019 tra i due contendenti, all&#8217;interno del quale una ditta civile possa lavorare come in ogni parte del mondo.<BR>Entrambe le parti hanno aderito a questo speciale tripartito con grande energia e voglia di trovare una soluzione. Negli anni scorsi non era cos\u00ec facile. Questo dimostra la volont\u00e0 a livello politico di mantenere la situazione sud del libano e nord di Israele la pi\u00f9 stabile possibile\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Le minacce potrebbero giungere anche dal mare dove la posta in gioco \u00e8 lo sfruttamento di ingenti giacimenti di gas e petrolio. Da parte libanese \u00e8 stato espresso l\u2019auspicio che la questione sia affrontata nel quadro di queste riunioni mensili. Pur non rientrando nel suo mandato, come si pone UNIFIL?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cC&#8217;\u00e8 un grande interesse a trovare una soluzione di sicurezza militare anche in ambito marittimo. Noi cerchiamo, nelle pieghe di questo mandato, di offrire quella che potrebbe essere una soluzione in maniera di disporre in un eventuale futuro di due aree all&#8217;interno delle quali i due paesi possano agire senza avere coercizione o paura di un intervento da parte avversaria grazie ad un mutual <EM>understanding<\/EM>, uno spazio di dialogo. Dialogo che fa comodo alle controparti perch\u00e9 qualora fossero disponibili questi giacimenti potrebbe costituire una svolta di grande importanza economica per entrambi i Paesi. Il che vuol dire sviluppo, lavoro, benessere. Si tratta di sfruttare ci\u00f2 che la pace e la stabilit\u00e0 possono offrire per ottenere un miglioramento a favore delle future generazioni. Tutto qui deve essere visto su una scala di futuro\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Questioni ancora aperte: violazione dello spazio aereo libanese, i territori ancora contesi con Israele, il \u201cnon cessate il fuoco\u201d mai ufficializzato e le risoluzioni ONU sul disarmo delle milizie armate. Come l&#8217;UNIFIL intende risolverle?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cSi verifica una violazione aerea ogni volta che c&#8217;\u00e8 un attraversamento della proiezione verticale della <EM>blue line<\/EM>. Ma non \u00e8 l&#8217;unica violazione. Ce ne sono di continue come quelle nei territori occupati di Ghajjar e delle Fattorie di Sheba&#8217;a.<BR>Da parte di UNIFIL c&#8217;\u00e8 una pressione politica attraverso un monitoraggio trimestrale che sottolinea queste violazioni territoriali e aeree a seguito delle quali vengono inviate dalle Nazioni Unite note formali ai governi violanti. Questo documento trimestrale \u00e8 per noi un riferimento sulle priorit\u00e0 da seguire perch\u00e9 queste attivit\u00e0 possono far nascere provocazioni che porterebbero ad un incremento dell&#8217;attivit\u00e0 militare ed al collasso di tutto quello che si sta creando.<BR>Per quanto riguarda le milizie armate, il Governo libanese sta portando avanti il &#8216;Dialogo nazionale&#8217; nei confronti delle organizzazioni armate presenti sul territorio che non fanno parte dello Stato. L&#8217;Onu fornisce a questa attivit\u00e0 una cornice di legalit\u00e0 e uno stimolo. <BR>Politicamente, per ottenere il cessate il fuoco bisogna alzare il livello dell&#8217;ingaggio. Tutte le agenzie che lavorano insieme alla missione sotto l&#8217;egida Onu devono lanciare questo messaggio.<BR>Durante gli incontri istituzionali io sottolineo l&#8217;importanza e l&#8217;esigenza di superare il livello militare e raggiungere quello politico che ha le sue difficolt\u00e0 perch\u00e9 fa riferimento alla propria politica interna\u201d. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il quadro regionale si \u00e8 fortemente deteriorato. Fino ad oggi il Governo libanese ha attuato una politica di \u201cdissociazione\u201d dalla crisi siriana. L&#8217;UNIFIL ha valutato l&#8217;impatto di una possibile espansione delle tensioni sulla \u201ctranquillit\u00e0 particolare\u201d del sud del Libano? E di conseguenza si \u00e8 pensato ad un adeguamento della missione?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cDa poco si \u00e8 conclusa una Strategic Review che ha mantenuto il mandato inequivocabilmente legato alla 1701, quindi alla risoluzione che vede UNIFIL a sostegno della situazione tra il Libano e Israele.<BR>A latere di tutto c&#8217;\u00e8 sempre, e d&#8217;ora in poi sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante, il sostegno che le NU devono dare per la protezione della vita dei civili in pericolo imminente. Siamo pronti ad intervenire da un punto di vista umanitario e non militare, perch\u00e9 alla base di ogni mandato delle NU c&#8217;\u00e8 la protezione della vita umana.<BR>Nell&#8217;ambito di una visione sinergica, UNIFIL dar\u00e0 il suo sostegno alle agenzie dell&#8217;Onu come l&#8217;UNHCR che sono gi\u00e0 deputate a occuparsi di sostenere le esigenze della popolazione e dei profughi\u201d. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Le attivit\u00e0 di cooperazione sono fondamentali per consolidare il rapporto con la popolazione locale e innescare un circolo virtuoso. Quali sono le priorit\u00e0 in questo campo?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cL&#8217;Italia con la Cooperazione allo Sviluppo e quella Civile e Militare portata avanti dall&#8217;UNIFIL \u00e8 veramente molto impegnata in questo campo.<BR>Poi ci sono i Quick Impact Project delle Nazioni Unite, un piccolo budget alla mano del Comandante, che riesco ad impegnare per sostenere la missione, sostenendo le attivit\u00e0 sul territorio.<BR>Nel senso che non \u00e8 il lavoro in s\u00e9 ad essere importante, ma quello a cui pu\u00f2 portare. Intervenire sul tetto di una scuola, ad esempio, per poi migliorare l&#8217;educazione. E&#8217; l&#8217;effetto che va oltre quello pi\u00f9 immediato dell&#8217;aiuto concreto.<BR>Bisogna saper impiegare questi fondi non soltanto per un sostegno immediato, anche perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 il Governo, ma per dare una possibilit\u00e0 di crescita sostenibile alla popolazione.<BR>Per me le priorit\u00e0 sono l&#8217;educazione, la parit\u00e0 di trattamento uomo-donna, e tutte le attivit\u00e0 che hanno un substrato culturale. L&#8217;obiettivo \u00e8 un miglioramento indotto a favore della qualit\u00e0 della vita\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L&#8217;Italia \u00e8 uno dei Paesi che ha ridotto la sua presenza in teatro. E&#8217; solo questione di budget o significa attribuire pi\u00f9 fiducia alle Laf (Libanese Armed Forces) e alle istituzioni libanesi nella prospettiva di un libano che riesca a camminare da solo?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cLa Strategic Review ha sottolineato l&#8217;esigenza di mantenere la stessa capacit\u00e0 operativa ma riadattare la struttura della missione, rendendola pi\u00f9 leggera.<BR>Ad esempio, oggi abbiamo 63 basi, se riuscissi a diminuirle, mantenendo lo stesso numero di uomini, avrei pi\u00f9 personale sul territorio, quindi pi\u00f9 impatto operativo favorevole con minor sostegno logistico e con una riduzione delle ridondanze. <BR>Dunque un recupero di budget senza ridurre l&#8217;impegno.<BR>Cos\u00ec avremmo pi\u00f9 pattuglie di UNIFIL a fianco delle Laf e posti di controllo congiunti per una maggiore interazione al fine di cedere a loro in futuro qualche compito attualmente portato avanti da noi. E questo ha anche un impatto politico.<BR>Le Laf stanno prendendo sempre pi\u00f9 piede nel sud; adesso hanno schierato le prime tre brigate anche se ancora nominali perch\u00e9 bisogna completare organico, addestramento ed equipaggiamento. Cos\u00ec il Governo ha dimostrato la volont\u00e0 di avere una forza governativa che fino al 2006 non esisteva in quest&#8217;area.<BR>Ma non si tratta solo di controllo della <EM>blue line<\/EM>, occorre farlo assicurando la stessa imparzialit\u00e0 di UNIFIL. Occorre ancora una crescita professionale per garantire l&#8217;equilibrio in quest&#8217;area\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il ritorno di un Generale italiano al vertice di UNIFIL pu\u00f2 essere interpretato come un riconoscimento internazionale nei confronti delle nostre forze armate. Si parla di un &#8216;modello italiano&#8217;. Cosa rende gli italiani ottimi peacekeeper?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cLe Nazioni Unite hanno deciso di riconoscere questa leadership all&#8217;Italia sulla base di quanto bene era stato fatto nel passato e di quello che fanno i nostri uomini tutti i giorni impegnati delle missioni di pace all&#8217;estero. <BR>Peccherei di vanit\u00e0 se parlassi di un modello italiano. A parlare sono i risultati del lavoro svolto quotidianamente.<BR>Tanti i rischi ma anche tante le soddisfazioni tra cui quella di vedere questa leadership riconosciuta alla bandiera italiana.<BR>Quella del peacekeeper \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 complicata: bisogna essere maturi, coraggiosi, capaci di dialogare prima di imporre con la forza le proprie idee e questo l&#8217;italiano ce l&#8217;ha innato.<BR>Porsi con rispetto di fronte alle tradizioni e al modo di vivere degli altri paesi fa parte della cultura italiana. Siamo accettati in maniera pi\u00f9 aperta e pi\u00f9 sincera. E poi l&#8217;Italia \u00e8 un Paese ben visto da entrambi le controparti\u201d.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Si \u00e8 insediato solo da pochi mesi, ma ha gi\u00e0 intrapreso iniziative significative. Un obiettivo a breve termine del suo mandato?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u201cIl committement della comunit\u00e0 internazionale \u00e8 la nostra forza. Avere tanti uomini di tante nazioni differenti potrebbe anche rivelarsi una debolezza sul terreno a causa delle barriere culturali.<BR>Abbiamo tutti le stesse regole di ingaggio e dobbiamo esser bravi a far si che vengano interpretate in maniera comune e accettabile nel rispetto della popolazione che ci ospita. In questo ci sono spazi di miglioramento.<BR>Un obiettivo che voglio raggiungere \u00e8 il mantenimento di uno standard di comportamento verso la popolazione che possa essere il pi\u00f9 uniforme possibile\u201d.<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;unico Paese che ha la leadership di un contingente multinazionale in Medio Oriente e la esercita nel sud del Libano attraverso l&#8217;UNIFIL II (United Nations Interim Force in Lebanon). La seconda fase della missione delle Nazioni Unite \u00e8 stata avviata dalla risoluzione 1701 nel 2006, anno del ritiro delle truppe di Israele a [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[29,6],"class_list":["post-20150","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-approfondimenti","tag-cooperazione-sviluppo","tag-mediterraneo-e-medio-oriente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20150"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20150\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}