{"id":201696,"date":"2026-08-10T09:48:25","date_gmt":"2026-08-10T07:48:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=201696"},"modified":"2026-08-10T09:48:25","modified_gmt":"2026-08-10T07:48:25","slug":"lettonia-transizione-verde-e-integrazione-logistica-nel-baltico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/08\/lettonia-transizione-verde-e-integrazione-logistica-nel-baltico\/","title":{"rendered":"Lettonia: transizione verde e integrazione logistica nel Baltico"},"content":{"rendered":"<p>La Lettonia si posiziona oggi come un attore di rilievo primario tra l\u2019Europa occidentale e l\u2019Asia, forte della sua <strong>integrazione nelle principali Istituzioni internazionali<\/strong>, essendo membro dell\u2019Alleanza Atlantica, dell\u2019Eurozona e dell\u2019Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Il Paese baltico sta attraversando una fase di trasformazione, sostenuta da una gestione macroeconomica rigorosa che ha garantito un debito pubblico contenuto e un sistema bancario resiliente. Le proiezioni per l\u2019anno 2025 indicano una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) pari al 2,1%, in accelerazione rispetto all\u2019anno precedente grazie anche <strong>alla ripresa dei consumi delle famiglie<\/strong>. La stabilit\u00e0 del mercato del lavoro, sebbene caratterizzata da un tasso di disoccupazione del 6,9% nel 2025, si accompagna a una robusta dinamica salariale capace di <strong>alimentare la domanda interna<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante il quadro positivo, il Governo lettone \u00e8 chiamato ad affrontare una serie di questioni strutturali, prima fra tutte una dinamica demografica complessa. Il calo della popolazione in et\u00e0 lavorativa, unito a una carenza di manodopera qualificata e ad alcune lacune nei collegamenti terrestri con il resto dell\u2019Unione Europea, ha spinto le Autorit\u00e0 a varare <strong>estesi Piani di sviluppo<\/strong> per innalzare il valore aggiunto della produzione nazionale. Sul fronte infrastrutturale,<strong> il progetto Rail Baltica<\/strong>, il cui costo stimato ha raggiunto il 22,6% del PIL nel 2024, riveste un\u2019importanza cardinale per l\u2019integrazione del territorio nella rete ferroviaria europea. Tuttavia, a causa di un aumento significativo dei costi, quadruplicati rispetto alle previsioni iniziali e ora giunti a 23,8 miliardi di euro, e delle polemiche politiche che ne sono conseguite, sono stati registrati dei rallentamenti nei lavori di costruzione della linea ferroviaria principale e della stazione di Riga. Ci\u00f2 ha anche determinato la decisione del governo lettone di ridimensionare temporaneamente il progetto, concentrandosi sul completamento della tratta meridionale e rinviando a una fase successiva il raddoppio del binario e il pieno collegamento di Riga da nord.<\/p>\n<p>L\u2019erogazione di <strong>quasi due miliardi di euro<\/strong> (5,5% del PIL lettone) nell\u2019ambito del programma europeo NextGenerationEU, attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), contribuir\u00e0 inoltre ad accelerare i progetti infrastrutturali, di transizione energetica e di modernizzazione tecnologica. Dei finanziamenti europei, 827 milioni di euro, pari al <strong>42% dei fondi,<\/strong> sostengono<strong> la transizione verde<\/strong> e saranno dedicati a iniziative che spaziano dall\u2019efficienza energetica degli edifici pubblici e privati ai sistemi di trasporti sostenibili nell\u2019area metropolitana della capitale Riga. <strong>La transizione digitale assorbe invece il 23%<\/strong> delle risorse erogate: \u20ac 129 milioni finanziano la digitalizzazione della pubblica amministrazione, \u20ac 125 milioni guidano la trasformazione delle piccole e medie imprese, \u20ac 95 milioni promuovono l\u2019aggiornamento delle competenze e \u20ac 16,5 milioni estendono la banda larga. A questi <strong>si aggiungono investimenti per la resilienza sociale<\/strong>, con \u20ac 158 milioni per modernizzare gli ospedali, \u20ac 82,5 milioni per riformare l\u2019istruzione superiore e \u20ac 43 milioni per consentire l\u2019accesso ad alloggi a prezzi accessibili.<\/p>\n<p>Un altro comparto in rapido sviluppo \u00e8 <strong>la bioeconomia<\/strong>, un modello socio-economico basato sull\u2019utilizzo sostenibile delle risorse rinnovabili terrestri e marittime che il Paese baltico punta a far crescere, considerando che <strong>oltre la met\u00e0 del territorio lettone \u00e8 coperto da foreste<\/strong>. Questo settore genera tra il 14% e il 16% del PIL nazionale e impiega circa 130.000 persone. Da qui deriva<strong> oltre un quinto di tutte le esportazioni<\/strong>, grazie all\u2019operato di oltre 1.000 aziende specializzate. La sola industria del legno contribuisce per il 6% al Prodotto Interno Lordo, attraverso l\u2019esportazione di oltre il 70% della produzione.<\/p>\n<p>L\u2019agricoltura, da parte sua, rappresenta il 3% del Prodotto Interno Lordo, mentre la trasformazione alimentare aggiunge un ulteriore 2,5-3%, contando su una base di oltre 2.000 imprese. Ben <strong>il 35,1% del territorio \u00e8 agricolo<\/strong> e il 15,1% di quest\u2019area \u00e8 destinato all\u2019agricoltura biologica. Le biotecnologie stanno registrando una rapida espansione, sostenute da<strong> oltre 40 Istituti di ricerca e da investimenti in ricerca e sviluppo<\/strong>, aumentati di oltre il 20% negli ultimi cinque anni. L\u2019innovazione, d\u2019altro canto, guida il lavoro nei campi;<strong> le tecnologie di agricoltura di precisione<\/strong>, per esempio, operano gi\u00e0 su oltre il 40% dei terreni coltivati. Pi\u00f9 del 60% della produzione viene esportata; nel 2023 l\u2019export di cibi e bevande ha generato oltre un miliardo di euro, <strong>pari al 5,4% delle esportazioni totali della Lettonia<\/strong>, grazie a investimenti diretti esteri (IDE) nel settore alimentare che hanno raggiunto i 500 milioni di euro (il 15,8% del totale degli IDE nel manifatturiero).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Accelerazione sulle rinnovabili<\/strong><\/p>\n<p>Anche il settore energetico \u00e8 interessato da cambiamenti significativi, orientati alla transizione verso risorse sostenibili e alla drastica riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. La <strong>Strategia Energetica per il 2050<\/strong>, delineata dal Ministero del Clima e dell\u2019Energia, prevede nel suo scenario di base<strong> un portafoglio dominato dalle fonti rinnovabili,<\/strong> con un ruolo centrale riservato al biogas, all\u2019energia eolica e a quella solare, al fine di garantire il mix energetico pi\u00f9 economico e sicuro per i cittadini e le imprese.<\/p>\n<p>I dati dell\u2019Ufficio Centrale di Statistica lettone confermano i progressi in atto, poich\u00e9 segnano per il solo anno 2023 <strong>un aumento del 44,3% dell\u2019elettricit\u00e0 prodotta da fonti rinnovabili<\/strong> \u2013 tra centrali idroelettriche, eoliche e solari \u2013 rispetto all\u2019anno precedente, per un totale di 4.304 GWh. Nello specifico, <strong>la Lettonia ha la quarta quota pi\u00f9 alta di energie rinnovabili nel consumo finale di energia dell\u2019UE<\/strong>: nel 2023, ha raggiunto il 43,2%, mentre nell\u2019UE il tasso era del 24,6%, avvicinando il Paese all\u2019obiettivo del 62% del consumo finale lordo di energia entro il 2030.<\/p>\n<p>Questa evoluzione \u00e8 strettamente legata <strong>al processo di disconnessione dalla rete elettrica russa<\/strong>, avvenuto lo scorso anno, un passaggio storico che, secondo le recenti analisi del Fondo Monetario Internazionale, offre l\u2019opportunit\u00e0 di modernizzare l\u2019intera infrastruttura elettrica lettone. Il Paese intende infatti rafforzare la sicurezza e la stabilit\u00e0 attraverso<strong> una maggiore integrazione con le reti dell\u2019Unione Europea<\/strong>, in modo da ridurre la volatilit\u00e0 dei prezzi e ottimizzare la condivisione dei rischi infrastrutturali.<\/p>\n<p>A sostenere il ritmo di crescita delle rinnovabili contribuiscono i <strong>nuovi incentivi per l\u2019energia solare<\/strong>, che, come evidenziato dagli approfondimenti di mercato, includono sovvenzioni statali in grado di coprire fino al 70% dei costi per le famiglie. Inoltre, \u00e8 stato lanciato un nuovo programma del Fondo di Modernizzazione del valore di 26,8 milioni di euro destinato a <strong>condomini, Enti locali e comunit\u00e0 energetiche<\/strong>, accompagnato dall\u2019introduzione di un sistema di <em>net billing <\/em>per i nuovi impianti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ELWIND, a testimonianza della cooperazione transfrontaliera energetica in seno all\u2019UE<\/strong><\/p>\n<p>Un esempio emblematico delle ambizioni lettoni su larga scala \u00e8 infine rappresentato dal progetto ELWIND, <strong>un parco eolico offshore transfrontaliero sviluppato congiuntamente all\u2019Estonia<\/strong> nel Mar Baltico. L\u2019iniziativa coprir\u00e0 un\u2019area di ricerca marittima di 200 chilometri quadrati e prevede una capacit\u00e0 di generazione complessiva compresa tra 1 e 2 GW, equamente suddivisa con circa 1.000 MW installati nelle acque territoriali di ciascun Paese. Secondo le stime disponibili, l\u2019infrastruttura generer\u00e0 da 3 a 3,5 TWh di elettricit\u00e0 pulita all\u2019anno, ossia <strong>circa un quinto dell\u2019intero consumo elettrico annuale combinato <\/strong>di Estonia e Lettonia.<\/p>\n<p>Una volta completati gli studi ambientali e la predisposizione dei punti di connessione entro il 2029, i diritti di utilizzo delle aree marine verranno ceduti tramite <strong>un\u2019asta pubblica competitiva a sviluppatori privati<\/strong>. L\u2019inizio dei lavori di costruzione \u00e8 pianificato per il 2030, mentre la piena operativit\u00e0 e la connessione commerciale alla rete elettrica dovrebbero avvenire tra il 2033 e il 2035.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019interscambio con l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Lo scorso anno, il volume complessivo degli scambi tra i due Paesi ha raggiunto 1,2 miliardi di euro, registrando <strong>un incremento del 4,7%<\/strong> rispetto all\u2019anno precedente. Il saldo commerciale si mantiene ampiamente favorevole alla Penisola, con <strong>un attivo di 532 milioni di euro<\/strong> nel 2025. Tale risultato \u00e8 trainato da esportazioni italiane pari a 872 milioni di euro, in crescita del 6,5% su base annua, a dimostrazione della capacit\u00e0 di penetrazione nel mercato baltico. Grazie a questi volumi, l\u2019Italia si attesta saldamente <strong>al nono posto tra i fornitori della Lettonia<\/strong>, con una quota di mercato pari al 3,3%.<\/p>\n<p>L\u2019analisi merceologica rivela che i <strong>prodotti alimentari, le bevande e il tabacco<\/strong> guidano le vendite italiane nel 2025 con 180 milioni di euro, rappresentando il 20,6% del totale esportato. Segue a stretta distanza <strong>il comparto tessile, dell\u2019abbigliamento e delle pelli e accessori,<\/strong> con 178 milioni di euro, pari al 20,5%. Molto rilevante \u00e8 il contributo di <strong>macchinari e apparecchiature<\/strong>, attestatisi a 124 milioni di euro (14,3%). Importanti quote di mercato sono inoltre coperte dai metalli di base, pari a 58 milioni di euro, e dai mezzi di trasporto, poco al di sotto con 52 milioni di euro.<\/p>\n<p>Sul fronte delle importazioni, l\u2019Italia ha acquistato dalla Lettonia beni per 340 milioni di euro nel 2025, un dato che si presenta stabile con un lieve incremento dello 0,3% rispetto al 2024. Gli acquisti italiani sono costituiti in larga parte da prodotti legati alle abbondanti risorse naturali locali. <strong>I prodotti alimentari e le bevande <\/strong>rappresentano la prima voce anche delle importazioni, con 58 milioni di euro, pari al 17,1% del totale. Seguono <strong>il legname, i prodotti in legno e la carta<\/strong>, che hanno raggiunto i 51 milioni di euro, coprendo il 15% delle importazioni italiane dal Paese baltico. Di notevole interesse per le catene di fornitura risulta anche <strong>l\u2019approvvigionamento di prodotti dell\u2019estrazione <\/strong>di minerali, per un valore di 36 milioni di euro (10,7%), e di metalli di base, attestatisi a 28 milioni di euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La competitivit\u00e0 del settore forestale lettone<\/strong><\/p>\n<p>Il mercato globale mostra un crescente interesse verso la sostenibilit\u00e0 e i materiali rinnovabili, trasformando le foreste in <strong>risorse strategiche essenziali<\/strong> non solo per la produzione di legname, ma anche per l\u2019edilizia, la bioenergia, la medicina, la produzione alimentare e la compensazione delle emissioni di carbonio. In tale contesto, la Lettonia si distingue per una combinazione di vantaggi strutturali ed economici.<\/p>\n<p>Un elemento di forte attrattiva del Paese baltico \u00e8 rappresentato dal suo particolare assetto proprietario, in quanto<strong> oltre il 52% delle foreste lettoni risulta in mani private<\/strong>, una quota nettamente superiore rispetto ad altre Nazioni europee, come la Finlandia o la Germania. Questa peculiarit\u00e0 genera <strong>uno dei mercati forestali pi\u00f9 aperti d\u2019Europa<\/strong>, facilitando acquisizioni dirette attraverso registri fondiari trasparenti e riducendo al minimo le limitazioni imposte dalle Istituzioni statali. La gestione privata consente peraltro l\u2019adozione di strategie operative flessibili, tempistiche pi\u00f9 rapide per le transazioni e una notevole scalabilit\u00e0 dei portafogli di investimento.<\/p>\n<p>A tale vantaggio si somma un fattore di competitivit\u00e0 economica, poich\u00e9 i prezzi dei terreni forestali in Lettonia risultano attualmente <strong>dalle tre alle cinque volte inferiori<\/strong> rispetto ad altri Stati dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Lettonia si posiziona oggi come un attore di rilievo primario tra l\u2019Europa occidentale e l\u2019Asia, forte della sua integrazione nelle principali Istituzioni internazionali, essendo membro dell\u2019Alleanza Atlantica, dell\u2019Eurozona e dell\u2019Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). 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